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Intervista con Valter Monteleone

11 min read
 
Jazz, rock, blues, bossa nova: mille anime e influenze nel primo album solista del polistrumentista toscano. Tra viaggi, memorie e numerosi strumenti suonati tutti dal compositore, la ‘musica paesaggistica’ di un’opera matura e vivace
HillPark: il disco d’esordio di Valter Monteleone
H-Demia Classic Recording
è lieta di presentare:
HILLPARK
…il debutto di Valter Monteleone…
CD&M – H-Demia Classic Recording 2012
6 brani, 29 minuti
 
 
Chitarre, basso, batteria, tastiere, piano e voce. Jazz, rock, blues, bossanova, tango, pop e swing. Un ampio parco-strumenti e una nutrita congerie di influenze e riferimenti animano HillPark, il disco d’esordio di Valter Monteleone, pubblicato da H-Demia Classic Recording. Un lavoro sfaccettato che si caratterizza per la spazialità e la direzione policromatica, l’ampiezza di vedute e riferimenti: da buon polistrumentista Monteleone ha registrato da solo tutti gli strumenti e ha dato vita a un’opera di rievocazioni, sogni e ricordi. Un vero e proprio esempio di “musica paesaggistica”, per citare le parole di Massimiliano Monopoli dei prog-rockers Plurima Mundi, una delle formazioni con cui Monteleone collabora.
HillPark è un’operazione intima, personale, un diario di viaggio e di memorie, come ricorda Monteleone parlando dei luoghi che lo hanno ispirato: “la Toscana con i suggestivi colori delle campagne senesi e la Fortezza di Montalcino, mio paese natio; la macchia mediterranea, le incantevoli spiagge ioniche della Puglia e il Castello Aragonese di Taranto, splendida città dove vivo; il green dei giardini e dei parchi di Londra, immagini di un recente viaggio in Inghilterra; il Brasile, che non ho mai visitato, la cui musica mi affascina fin dalla mia adolescenza”. Il risultato è un disco da “one man band” che spazia tra svariate aree musicali con eleganza e garbo: un autentico “multimedia concert”, come lo definisce il M° Cosimo Damiano Lanza dell’Accademia Musicale Mediterranea di Taranto nella presentazione contenuta nel booklet.
Valter Monteleone, di origine senese ma trapiantato in Puglia da molti anni, è un musicista di notevole esperienza: già attivo come turnista tra anni ’60 e ’70, si è poi concentrato sul jazz e sulle possibili connessioni tra generi, dalla musica sudamericana al progressive-rock. HillPark è il suo primo lavoro solista, nato dalla collaborazione con Luca ‘Scorny’ Scornavacca, attivo ingegnere del suono coinvolto come formidabile “sparring partner” dell’autore.
Ufficio Stampa Synpress44:
 
Autodidatta, ha iniziato la sua attività musicale come chitarrista, bassista e batterista in varie formazioni tarantine, tra cui "Paula and the Flyns", gruppo vincitore di concorsi nazionali di musica leggera (edizioni 1967 e 1969, commissioni presiedute da M° Bruno Canfora e M° Marcello De Martino) partecipando come turnista a concerti in varie città italiane, con noti artisti della musica pop, Nada, Rita Pavone, Teddy Reno, The Showmen, Nini Rosso, Ombretta Colli, Carmen Villani, Lucio Dalla, Sergio Bruni, Aurelio Fierro, Betty Curtis, dal 1968 al 1973.
Successivamente, dal 1994 è passato al jazz tenendo numerosi concerti come batterista in varie formazioni jazzistiche, dalla big band "Taras Jazz Forum Orchestra", Direttore Domenico Rana, all'ottetto "New Orleans Taras Jazz Band", vocalist Grazia Maremonti, al trio "Academy Jazz Trio", piano and vocalist Ivana Muscoso, doublebass Emidio Di Maio.
Parallelamente ha intrapreso gli studi di pianoforte presso l'Accademia Musicale Mediterranea del M° Cosimo Damiano Lanza, conseguendo la licenza di Teoria e Solfeggio nel 2003 presso il Conservatorio "U. Giordano" di Foggia e la frequenza del quinto anno del corso di Pianoforte principale. In Accademia ha costituito inoltre il JDMMA, Mediterranean Musical Academy Jazz Department, di cui attualmente è direttore artistico.
Nel 2004 ha registrato un CD demo come batterista nell'ambito di un progetto progressive rock su PFM e YES, violinist and violist M° Massimiliano Monopoli, vocalist Grazia Maremonti. Nello stesso anno ha fondato il "JT & C Project", ispirato dalla musica di James Taylor proposta dal chitarrista Vito Antonacci; gruppo poliprogettuale, ha realizzato percorsi culturali sulla musica contemporanea anglo-americana, tributi a James Taylor, Sting, Chick Corea, Alan Parsons; alcune ballads sono contenute nel CD demo "FIRST", registrato a Taranto al "Master Recording Studio" di Marco De Bartolomeo.
Dal 2005 cura la rubrica Blue Note  di musica jazz, sul periodico Ad Libitum a diffusione interna dell' Accademia Musicale Mediterranea.
Con il "soul jazz duo" piano, Francesco Picardi – drums Valter Monteleone, formazione interna al JDMMA, ha registrato nel 2006 allo "STUDIO 106" di Castellaneta Marina, Sound Engineering Luca Scorny, il CD demo "SOUL JAZZ DUO", contenente standard jazz ed alcuni brani live, tratti dal concerto tenuto per la "Settimana Internazionale della Musica – Viggiano Jazz 2006".
Con il gruppo di progetto "soul jazz quartet", formazione interna al JDMMA, vocalist, Grazia Maremonti – piano, Francesco Picardi – Bass, Valter Monteleone – drums, Davide Spinola, ha tenuto un concerto per la "Festa Europea della Musica" nel Giugno 2008.
In Aprile e Maggio 2010 per l'Associazione Musicale Art Jonica, nella via  pedonale  S. Giorgio  in Trani,  ha tenuto due concerti come batterista  in "Art Jonica Jazz Quartet",  jazz pianists Giacomo Desiante e Onofrio Paciulli. Nell'agosto 2010 ha suonato come percussionista in live concert a Torre Ovo, Torricella, con il progressive rock group "Plurima Mundi", eseguendo live i brani contenuti nel CD Atto I.
Da  ottobre 2010 a dicembre 2011 ha realizzato, basandosi sul modello "one man band", il CD "HillPark", realizzato allo STUDIO 106 in Castellaneta Marina e al SENLISS, Lido Silvana, Pulsano, sound engineering Luca Scorny Scornavacca.
"HillPark" è stato stampato dalla casa discografica  CD&M in Filiano per H-Demia Classic Recording (Accademia Musicale Mediterranea) di Taranto.
La promozione dell'album è a cura della Synpress44, di Francesca Grispello e Donato Zoppo, in Benevento.
                                                                                                                             
 
HillPark
1)           bossando
quasi totalmente ispirato alla bossanova di Jobim, in atmosfera anni ’50 di un Brasile sofferente ma sempre ricco di creatività              
2)           castle
visita a un castello immaginario, su un ponte assolato, deserto ma affollato di fascino, eleganza e semplicità;  circondato da una musica ancora tutta da ascoltare, con influenze jazz & rock della London fine anni ’60, datate quanto basta 
3)           HillPark
Viaggio in una Toscana dei ricordi, in un ricorrente sogno musicale, immerso nei colori autunnali, sotto una pioggia battente, ascoltando bossa e swing…
4)           gardens
qui si fondono più atmosfere in cui la musica individua i suoi luoghi di origine, un jazz waltz dei giardini salisburghesi, un flamenco sempre inseguito, un tango della seconda era Piazzolla,  un più recente soul messicano…
5)           senliss106
suoni diversi che si rincorrono alla ricerca di un giusto equilibrio, senza mai raggiungerlo…
6)           jumpinjazz
in timbriche differenti è un continuo osservare i vari aspetti del jazz, saltando appunto da un’espressione all’altra
 
Music and arrangements by Valter Monteleone;
Valter Monteleone: voice; guitar; bass; drums; percussions; organ; keyboard; synthesizer
 
 
INTERVISTA
 
Davide
Ciao Valter. Perché un disco “one man band”?
 
Valter
Ciao Davide. Il modello “one man band” adottato per HillPark è nato per soddisfare una semplice curiosità, quella di scrivere gli arrangiamenti dei brani da me composti, suddivisi per strumenti, registrare le singole tracce di ogni strumento e infine ascoltare il risultato ottenuto.
In passato avevo già registrato in studio con altri musicisti, ma questo è stato un esperimento da polistrumentista, niente di più.
 
Davide
Devo tutto a Joao Gilberto, l'inventore della Bossanova. Anche se non fossi diventato un musicista avrei ugualmente dovuto tutto a lui. Così ha detto Caetano Veloso. Tu a chi senti di dover tutto o molto come musicista?
 
Valter
Nella mia esperienza musicale ho incontrato molti musicisti; da ognuno ho appreso qualcosa che mi ha spinto a non abbandonare mai la musica. Parlo di ogni genere di musica, dalla classica, al jazz, al country, al pop, al rock. Aver suonato in una big band di 25 elementi, come batterista, è stata sicuramente un’esperienza unica, per cui devo molto a musicisti come Duke Ellington, Count Basie, Glenn Miller, solo per citare alcuni autori del jazz anni ’40 che porgevamo al pubblico della Taras Jazz Forum Orchestra di Taranto.
 Anche io ho una predilezione per la musica brasiliana, amo molto quella di Anton Carlos Jobim ma devo molto anche a Astor Piazzolla, che secondo me, è riuscito a trasformare un ballo in un genere jazz.
 
Davide
Jazz, rock, blues, bossanova, tango, pop e swing… Questa tua elegante commistione di HillPark, che sicuramente invita a godersi il relax, la potremmo racchiudere nel termine e in un genere mai completamente definito come il “lounge”?
 
Valter
Certamente, non può che farmi piacere!
“Lounge” è un termine che si aggiunge ad altri due, “multimedia concert” coniato dal M° Cosimo Damiano Lanza, di cui mi onoro di essere stato allievo nella sua Accademia, nei miei studi di pianoforte, e “musica paesaggistica” come l’ha definita il M° Massimiliano Monopoli, violinista e leader dei progressive-rock Plurima Mundi, gruppo  con cui collaboro.
Sicuramente il “loungue” definisce molto bene le contaminazioni che emergono nei vari brani di HillPark.
 
Davide
Cos’è per te ideale nella musica e qual è il messaggio fondamentale che vorresti suggerire e trasmettere attraverso le tue composizioni?
 
Valter
Secondo me trasmettere delle emozioni a chi ti ascolta mentre suoni è uno degli obiettivi principali da raggiungere per un musico. Credo che, a volte, suonare adottando una tecnica elaborata, ostentare virtuosismi durante un’esecuzione, non sia tutto per essere gradevole, ma soprattutto per lasciare un piacevole ricordo del tuo live a chi ha avuto la pazienza di ascoltarti. Suonare col cuore e esprimere il proprio stato d’animo mentre si suona è il massimo, sempre secondo me!
 
Davide
Perché il titolo “HillPark”?
 
Valter
HillPark non dovrebbe avere un significato, è soltanto una parola composta da due termini inglesi, Hill che rappresenta il paesaggio collinare della mia regione, la Toscana, e Park che mi ricorda il verde dei parchi di una London piovosa, visitata con la mia famiglia recentemente. Gli scrosci di pioggia e tuoni udibili in lontananza, nella terza traccia dell’album, rievocano appunto quelle sensazioni.
 
Davide
Non sfuggono i molti luoghi citati nel presentare le tracce di “Hill Park”. Un uomo gira tutto il mondo in cerca di quello che gli occorre, poi torna a casa e lo trova (George Augustus Moore). E tu, che hai girato e giri molto anche come concertista, cosa cerchi nei tuoi viaggi?
 
Valter
Nei viaggi ricerco sempre qualcosa che possa lasciare nella mia mente un riferimento, che, in una circostanza particolare, possa prendere forma in un’idea musicale. In qualche caso ci sono riuscito; l’importante è fissare queste idee, non sempre è possible!
 
Davide
Cos’hai appreso in maggior misura dalla tua lunga esperienza di turnista?
 
Valter
L’umiltà, la pazienza e il rispetto per gli altri musici con cui condividi la bella esperienza di musica d’insieme. Ho avuto l’opportunità di suonare come turnista in piena giovinezza, ma le emozioni erano le stesse provate anche ora che sono “diversamente giovane”, nei live a cui ho partecipato recentemente.
 
Davide
Sei un polistrumentista che si sente a suo agio con ogni strumento o hai delle preferenze?
 
Valter
Mi sento a mio agio dietro la batteria, nonostante non sia stato il mio primo strumento da turnista (ho iniziato suonando la chitarra ritmica). Comunque polistrumentista è un termine importante, non credo di meritare tanto!
 
Davide
La cultura permette di distinguere tra bene e male, di giudicare chi ci governa. La cultura salva, ha detto Claudio Abbado, che ha da sempre creduto alla musica in quanto mezzo di riscatto sociale e intellettuale (dai concerti per studenti e operai alla sua collaborazione con El Sistema di José Antonio Abreu in Venezuela, che con la musica e insegnando la musica ha salvato migliaia di giovani dalle logiche nichiliste dei barrios e dalla povertà). In Italia però, a cominciare dalle scuole, la musica (ma forse anche la cultura, quella vera, che nasce dall’infondere innanzi tutto l’amore verso il sapere) viene insegnata poco e male. Cosa ne pensi?
 
Valter
Sono d’accordo con te Davide, in particolare se ci riferiamo all’insegnamento della musica nelle scuole italiane. Spesso viene considerata una materia accessoria mentre, secondo me, il suo studio aiuta a sviluppare negli allievi la sensibilità d’animo, indispensabile per apprezzare non solo i temi principali di un’opera (indipendentemente dal genere musicale) ma anche le sfumature durante l’ascolto.
Questo concetto andrebbe esteso alle scuole di ogni ordine e grado, anche nelle università. Ad esempio un campus universitario, oltre alle infrastrutture sportive, dovrebbe avere anche un autitorium, dove effettuare sia l’attività didattica sia quella concertistica. Gli studenti ne trarrebbero sicuramente dei vantaggi, l’investimento in cultura porterrebbe sicuramente i suoi ritorni nel giro di poco tempo.
Un discorso a parte meriterebbe l’insegnamento nei Conservatori di Musica, nelle Accademie Musicali, negli Istituti di Alta Cultura Musicale, negli Istituti Paritari, luoghi dove la musica viene affrontata con la giusta serietà ma, secondo me, con poca chiarezza nei programmi e poco rispetto verso gli studenti, che sono le colonne portanti di tutta la cultura musicale italiana. Mi riferisco ai programmi di studi, spesso ridondanti nei vari corsi di laurea universitari che creano non poca confusione nel ginepraio delle specializzazioni dei Conservatori e Accademie.   
 
Davide
Una tua personale discografia essenziale in dieci titoli?
 
Valter
Eseguendo un semplice “brain storming”, te li elenco di getto:
 
1.            A Whiter Shade Of Pale – Procol Harum
2.            Firth Of Fifth – Genesis
3.            Because – Beatles
4.            Shine On You Crazy Diamond – Pink Floyd
5.            Fragile – Sting
6.            Fire And Rain – James Taylor
7.            Gigi – Fabio Concato
8.            Cirano – Francesco Guccini
9.            Take five – Dave Brubeck
10.         Sophisticated Lady – Duke Eliington
Non li rileggo perché sarei tentato di cambiare i titoli con altri dieci!
 
Davide
Porterai questo disco in concerto, da solo o con una band?
 
Valter
Credo che la band sia la soluzione più idonea per presentare HillPark. I brani sono stati composti con l’obiettivo di eseguirli live, dando spazio alle improvvisazioni sui semplici temi proposti.
 
Davide
Stai già pensando o lavorando a un seguito di “HillPark”? Continuerai a proporti come “uomo orchestra”?
 
Valter
Sono già al lavoro per il seguito di HillPark, ma non seguirà la stessa formula “one man band”, ospiterà diversi musicisti con cui avrò il piacere di condividere le emozioni in studio di registrazione.
 
Davide
Grazie e à suivre…

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