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2012
24
Giu

Intervista con Girolamo De Simone

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…eloquar arcana aetatis antiquae
…rievocherò gli arcani dei tempi antichi
Salmo 77
 
 L'autorevole musicista vesuviano torna con il secondo cd della 'trilogia bianca'. Un progetto di incontri e invenzioni, tra arcaismo e futuro, antichi frammenti vocali e itinerari spirituali
 
Konsequenz
è lieta di presentare:
  
INNI E ANTICHI CANTI
 
...l'attualissima e arcaica nostalgia di Girolamo De Simone...

Konsequenz/Hanagoori Music 2012
12 brani, 30 minuti
 
“Rievocherò gli arcani dei tempi antichi”. È il Salmo 77, uno dei frammenti ai quali Girolamo De Simone si accosta per la sua nuova esperienza musicale Inni e antichi canti. Mai come questa volta la religiosità e la storia di antichi percorsi spirituali muovono il compositore vesuviano, sempre attento alle connessioni e agli scambi tra culture diverse: "La musica riesce come e più di altre discipline artistiche a trovare l’identico e il diverso tra culture - dichiara De Simone - determinando grazie alla sua naturale ‘astrattezza’ i territori condivisibili e quelli che ci mostrano l’altro nella sua differenza. Riconoscerla è parte del gioco: ne scaturisce meraviglia, sorpresa, ammirazione. Alla fine, tutte le cose sono in costante evoluzione, e chi si occupa di conoscenza lo sa benissimo".
 
Nato a Napoli nel 1964, Girolamo De Simone vive e lavora alla periferia della metropoli partenopea, alle pendici del Monte Somma, a ridosso del Vesuvio. Musicista e agitatore culturale, è considerato tra i principali esponenti della musica di frontiera. Il nuovo lavoro Inni e antichi canti nasce da un itinerario di ricerca legato alla riscoperta del passato, alla "trasferenza" e alla rielaborazione personale filtrata attraverso illuminazioni e coincidenze. È il secondo tassello di una trilogia inaugurata due anni fa con Ai piedi del monte: "I tre cd della “trilogia bianca” insieme costituiscono un progetto per contenuti, metodo, struttura... Ma ogni singolo cd è anche da solo ‘progetto’, perché parto da un’idea (solitamente una ricerca) capace di trascinarmi e appassionarmi, e la perseguo anche per anni...".
 
Girolamo rielabora al pianoforte e alla spinetta (con accordatura siriana) antichissimi frammenti vocali orientali e occidentali, dalle antifone del Gregoriano simplex ad antichi canti siriani di ispirazione gnostica, cogliendo consonanze, affinità e confluenze tra diverse aree geografiche, da Gerusalemme a Benevento passando per il suo Vesuvio. "Il filo conduttore è il viaggio. La musica gregoriana occidentale trova in quella orientale una delle sue matrici. Successivamente, essa si è radicata e innervata anche altrove, in cerimonie soprattutto popolari. Nella storia del Cristianesimo la parola ‘Siria’ è frequentissima, solo che noi abbiamo dimenticato questa e moltissime altre cose. Soprattutto, abbiamo smarrito quale sia il vero significato della parola ‘ricerca’. Credo invece che l’ultimo dei cenobiti o dei monaci avesse ben chiaro, davanti agli occhi e in ciò che realmente accadeva, cosa volesse dire viaggiare e trasformarsi".
  
Info:
 
Girolamo De Simone:

Konsequenz:

Ufficio Stampa Synpress44:
 
 Gli ‘Inni’ nascono da antichissimi frammenti vocali orientali ed occidentali: i canti siriani di matrice gnostica del secondo secolo dopo Cristo, che ispirarono quelli ambrosiani; alcune antifone del gregoriano simplex; il celebre Inno a San Giovanni, alle origini della solmisazione occidentale; le seduzioni arcaiche della terra vesuviana e beneventana. Mescolando, ibridando, reinventando temi e modi, al di là del tempo e dello spazio, queste composizioni lasciano assaporare una sorta di attualissima e arcaica nostalgia per tutto ciò che si è perso e dimenticato, per tutto ciò che ostinatamente vogliamo ancora assaporare.  
 
1. L’inno di Giovanni                       
Girolamo De Simone
2. Dominus dixit ad me                      
Girolamo De Simone
3. Maria autem conservabat               
(vers. pianoforte)
Girolamo De Simone
4. Variatio Moran                               
Girolamo De Simone
5. Nuovo salmo                                  
Girolamo De Simone
6. Organetto sul Somma-Vesuvio       
Girolamo De Simone
7. Variatio Suhlàfo                             
Girolamo De Simone
8. Antico canto siriano                       
Girolamo De Simone
9. Salmo 77 Introitus                          
Girolamo De Simone
Spinetta con accordatura siriana
10. Maria autem conservabat              
(vers. spinetta)
Girolamo De Simone
Spinetta con accordatura siriana
11. Ingressa del giovedì Santo           
Girolamo De Simone
Spinetta con accordatura siriana
12. Organza                                        
Girolamo De Simone
Improvvisazione con sovraincisione
al pianoforte
Musiche originali: Girolamo De Simone
Intervista
 
Davide
Ciao Girolamo. “Inni e antichi canti” segue “Ai piedi del monte” in quella che è e sarà una “trilogia bianca”: innanzi tutto perché una trilogia e perché il bianco?
 
Girolamo
Sono i molti significati che assegno ad ogni scrittura intrapresa. Ti dò la risposta che corrisponde alla parte più esterna della ‘cipolla’: avevo sempre affidato lavori di forte complessità e ricerca al colore nero delle copertine. Qui inseguo un disegno per il quale, pur restando ferme le acquisizioni di ‘ricerca’ punto molto sulla fruibilità e sulla comunicazione. Voglio che questi dischi possano essere goduti e ascoltati in auto, al ristorante, al supermercato. Senza rinunciare alla ricerca che precede l’opera.
 
Davide
Com’è nato questo progetto e intorno a quale idea si sviluppa? Cos’hai trovato in questa tua ultima ricerca?
 
Girolamo
Ho trovato una forte connessione tra ‘inflessioni’, e l’ho interpretata a mio modo. Sono partito da un libro, corrispondente alla mia esigenza interiore di crescita spirituale. Ho poi ritrovato connessioni, che si accendono di senso e sempre mi motivano in ogni iniziativa, fra temi del duecento dopo Cristo, le musiche a cavallo dei secoli (si pensi all’Inno di San Giovanni, spartiacque fra occidente e oriente), fino a quelle su temi originali composte da me, a partire dai temi ‘vesuviani’.
 
Davide
“Inni e antichi canti” sono di fatto tue composizioni, non trascrizioni, sebbene il materiale (o una parte del materiale) di partenza sia patrimonio arcaico dell’umanità.  Perché e in che modo hai operato questa attualizzazione dell’antico, del (quasi) perduto e dimenticato?
 
Girolamo
Seleziono frammenti di interesse, li mescolo, rielaboro. Cerco di cogliere l’essenza delle inflessioni e reperire le ritmiche che sole mi paiono dare un senso in quel sistema tematico. Poi, l’uso di una sorta di armonia modale, che qui sarebbe complesso illustrare…
 
Davide
Ci sono molti libri e autori interessanti che hanno stimolato questo viaggio. Cosa ti ha colpito dei libri e dei viaggi di William Dalrymple?
 
Girolamo
Dalrymple, come del resto anche tu ed io, siamo affascinati dal senso che si può reperire dalla lettura della storia. Essa disegna una linea di coerenza, di unità fra le più differenti epoche storiche e tradizioni, pur nelle loro reciproche differenze…
 
Davide
E poi ancora Gianmaria Malacrida, etnomusicologo che ha studiato le forme del canto siriano… Perché la tua attenzione di ricerca si è rivolta in particolare, ma certo non solo, verso quell’area geografica, la Siria, il Medio Oriente?
 
Girolamo
Il motivo è che i più antichi frammenti noti del canto religioso cristiano sono proprio in Siria. Malacrida, e altri studiosi, li hanno studiati e trasmessi. In Siria prosperarono le prime forme di cristianesimo, quelle legate al Logos… e non ti dico altro, perché conosci le linee che da lì partono, fornendo grandi motivi di riflessione e di iniziazione.
 
Davide
Cosa hai cercato nella storia dei padri del deserto, gli esicasti che, nell’ascesi solitaria, inseguivano la pace interiore, l’unione con Dio, l’armonia con il Creato… Incontri col diavolo e faticose tentazioni a parte?
 
Girolamo
Il problema del male e del demonio è inevitabile. È una esigenza logica dell’ascesi. In realtà, le forme della solitudine degli antichi padri del deserto erano diverse da quelle della clausura occidentale. Gli antichi alternavano momenti di condivisione ad altri di solitudine… anche se a volte questi periodi duravano a lungo. Ho sempre amato la solitudine, e per me è naturale rivolgermi a chi mi offre modelli che mi sono congeniali.
 
Davide
Spesso i padri del deserto hanno ispirato poeti, pittori e musicisti… Penso per esempio ad Antonio il Grande… sebbene più interessati ai loro incontri col maligno tentatore e mostri e mostriciattoli vari, agli aspetti diciamo quindi più “spettacolari” o folcloristici. Tu, come artista, hai fatto un’operazione abbastanza insolita in questo senso, restituendo invece primaria importanza alla spiritualità. Piergiorgio Odifreddi ha scritto che la religione è la matematica dei poveri di spirito. Cosa sono per te religione e spiritualità?
 
Girolamo
Intanto ti posso dire che in tante pagine del “Prato” di Giovanni Mosco, le pagine in cui compare il diavolo sono in minoranza. Il tema prevalente è quello dell’incontro con Maestri. Per quanto riguarda la star della logica italiana, posso dire che forse quell’affermazione è ribaltabile: la matematica è la religione dei poveri in spirito. È pure più logica, no?
 
Davide
Sei stato a Gerusalemme, in visita al Santo Sepolcro. Citi inoltre due viaggi importanti al Santuario della Verna e ad Assisi. Come hanno influito questi viaggi nel tuo lavoro?
 
Girolamo
Ho sempre cercato e trovato musica. Curiosamente, c’è sempre un intreccio con vicende francescane. Un forte desiderio, inappagato, mi spinge verso Assisi, e altri luoghi dello spirito vicini al Santo Povero.
 
Davide
Tu non vieni solo dalla musica classica, ma anche dalle avanguardie degli anni Settanta e Ottanta. La tua opera oggi può indicarci un nuovo modo di rapportarsi alle prime e alle seconde avanguardie, recuperando un uso dei linguaggi del passato come strumento “eversivo” e di una nuova radicalità, che non vuole mutare le cose dai fondamenti ma che “deriva (o ri-deriva) dalla radice” e la rivalorizza? Cosa pensi delle cosiddette terze avanguardie? Cos’è per te oggi avanguardia?
 
Girolamo
Per risponderti davvero occorrerebbe un trattato… La mia risposta è nei miei dischi, nelle istallazioni, nei piccoli video che riesco a pubblicare in rete.
 
Davide
Picasso: l’arte non è la verità. L’arte è una bugia che permette di avvicinarsi alla verità, per lo meno alla verità comprensibile per noi. L'arte, o la bugia dell’arte, può allargare e approfondire la nostra comprensione della verità?
 
Girolamo
L’arte è una delle strade che può condurci alla Verità. Anche la rinuncia all’arte, però. E anche il semplice ‘transito’.
 
Davide
Per Gaudì l’uomo non crea ma, mediante la ricerca, scopre le leggi della natura, parte o riparte da queste scoperte e prosegue così l’opera del Creato/Creatore. Insomma, non si tratta di inventare nulla di nuovo, basta cercare di studiare l’esistente e cercare di migliorarlo. Cosa ne pensi?
 
Girolamo
L’uomo fa parte del creato, non è vero che non sia natura. La natura si sviluppa e crea forme nuove, anch’esse naturalmente parte del creato. L’uomo, quindi, è parte attiva del processo della creazione.
 
Davide
Una citazione dal film “Cantare la voce”… Demetrio Stratos racconta che il massimo complimento a un cantante in occidente è dirgli che la sua voce suona come uno strumento, mentre in India il massimo complimento a un musicista è dirgli che suona il suo strumento come una voce. Ecco, in questi “Inni e Antichi Canti”, per me tu suoni il pianoforte come una voce. Gran parte del materiale che hai rivisitato nasce come canto. Come lo hai trattato da questo punto di vista nel momento in cui lo hai privato delle sue parole, sostituendo le corde di un pianoforte alle corde vocali?
 
Girolamo
Credo che la tua sia una intuizione giusta. Sono davvero lontanissimo dalla concezione ‘strumentale’ del pianoforte. Tutto il mio pianismo è legato al ‘canto’. Non al bel canto operistico, ma alla libertà del respiro e delle agogiche.
 
Davide
“Konsequenz” ha compiuto 18 anni. Rivista musicale dal 1994, ma anche associazione (multi)culturale, editrice, etichetta discografica no profit che rende accessibili brani di valore estetico, sociale, comunitario di autori noti e ignoti e altro ancora. http://www.konsequenz.it/main.htm Un ampio progetto estetico, perciò politico… Come a 18 anni dalla sua fondazione racconteresti la più bella soddisfazione di questo tuo/vostro progetto?
 
Girolamo
Ti annuncio che non sono affatto soddisfatto, e che anzi sono assai poco conciliato rispetto alla sopravvivenza della rivista. Essa ha raccolto importanti nomi, autori, compositori. Ma sta morendo…
 
Davide
Questo secolo oramai alla fine, saturo di parassiti senza dignità, mi spinge solo ad essere migliore, con più volontà. Così cantava Battiato. Una tua riflessione su questo momento storico e sull’Italia di questi (e dei prossimi) anni?
 
Girolamo
Sensazione di grande estraneità, rabbia e schifo.
 
Davide
Hai già in mente il terzo disco “bianco”? Su cosa si dirigeranno le tue prossime ricerche?
 
Girolamo
Il terzo disco bianco è quasi tutto nel mio computer… se Dio vorrà, completerò la trilogia nel 2013.
 
Davide
Altri progetti per il futuro?
 
Girolamo
Sopravvivere a me stesso.
 
Davide
Grazie e à suivre…
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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