:: Home » Numeri » #202 » MUSICA » Intervista con Niccolò Bossini
2012
23
Mag

Intervista con Niccolò Bossini

media 5 dopo 1 voti
Commenti () - Page hits: 9000
Niccolò Bossini
PRESENTA
“QBNB”
 
 
In uscita il prossimo 5 giugno
 
Uscirà il prossimo 5 giugno (distribuito da Edel), “QBNB”, l'album di debutto di Niccolò Bossini.
Niccolò non è certo un debuttante, è sulla scena musicale italiana da circa quindici anni, quando giovanissimo entra a far parte dei Raw Power, band hardcore coi quali parte per due tour europei e due negli Stati Uniti! Dopo i Raw Power è la volta del progetto The Teachers, col quale apre i concerti di gruppi come Linea 77, Marlene Kuntz, Deep Purple e The Fratellis... Finchè nel 2005 il suo talento come chitarrista lo porta al fianco di Ligabue nei suoi concerti - primo dei quali il famoso concerto a Campovolo davanti a 180.000 persone - come in studio - per la registrazione di "Arrivederci, mostro".
Oggi Niccolò si presenta come cantautore  ed il primo brano "Il mio nome", scelto come singolo per le radio.
Con queste parole Niccolò spiega il senso di questo brano : “Il mio nome è la storia di un ragazzo in trincea. Ha un fucile e ci lotterà per il bene più prezioso di tutti, la libertà. È un soldato bizzarro poiché la sua arma è una chitarra, ma potrebbe essere  una racchetta da tennis, un pennello,  una cinepresa... Questa canzone incita ad usare tutte le forze, tutte le proprie “armi”, per fare qualcosa di giusto che rimanga nel tempo.
QBNB nasce dall’ esigenza di Niccolò di esprimere se stesso attraverso la propria musica. Da qui un disco che spazia tra i generi rock, elettro-pop e cantautorale. 
Un disco coraggioso, insomma, che si avvale della produzione artistica di Alessio Camagni (produttore dei Ministri), vero e proprio mediatore tra le composizioni rock/cantautorali e il sound moderno e graffiante che QBNB propone. Al suo fianco una band unitissima composta da amici di una vita prima che ottimi musicisti.
Nove tracce che sono le fotografie che Niccolò scatta ad una generazione provata da una crisi profonda, che non sarà facile superare.
 
 
Ufficio Stampa:
Antonella Marautti per Welldone Promotion
 
 
Promozione radio:
 
 
 
 
Bio
 
Niccolò Bossini nasce a Reggio Emilia il 20 Giugno del 1978. Nel 1990 inizia a suonare la chitarra.
Dal 1991 al 1994 milita in diversi gruppi locali (The fire wolves, Death Riders) attraversando diversi generi, dal rock italiano all’hard rock sino al metal ed esibendosi in numerosi concerti.
Nel 1995 Niccolò fonda i Melting Pot (con Lele Castagneti alla batteria e Fausto Sacchi alla voce); comincia a comporre pezzi propri e registra un demo (tuttora introvabile) nello studio di Cristiano Maramotti.
Nel 1996 arriva la prima svolta e Niccolò entra a far parte della storica band hard-core punk dei Raw Power, già famosi in tutto il mondo. Nel 1997 incide con loro il disco “Reptile House” e partecipa a un tour europeo da spalla agli americani Gwar.
Nel 1998 i Raw Power si imbarcano per un tour negli Stati Uniti e fanno tappa al celeberrimo CBGB’s di New York.
Nel luglio del 1999 bissano l’esperienza statunitense ed il CBGB’s è di nuovo una delle tappe del tour.
Conclusa l’avventura con i Raw Power Niccolò ritorna all’hard rock con il progetto “Tora Tora” che a sua volta termina alla fine del 2000.
Nel 2001 Niccolò forma i Pinkol insieme a Luca Gandolfi e Marco Massarenti, una cover band che si trasforma poi, con l’aggiunta di Alessandro Corradi alla chitarra e Michael Cooper alla voce, in un gruppo che suona solamente pezzi originali: nasce così il progetto The Teachers.
Nel biennio ’02/’03 il gruppo registra due demo e colleziona circa un centinaio di date solo in Emilia Romagna.
Nel 2004 Niccolò diventa il cantante della band, viene pubblicato l’ep “EPonymous” e I Teachers cominciano finalmente ad essere apprezzati anche oltremanica e chiamati per esibirsi a Londra in prestigiosi locali come il The Garage.
A partire dal 2003 e sino alla fine della loro avventura, Niccolò e i Teachers accumuleranno tante esperienze significative come supporter di Linea 77, Marlene Kuntz, Deep Purple e Fratellis.
Nel Febbraio 2005 inizia la collaborazione con Luciano Ligabue registrando l’album “Nome e Cognome” e debuttando dal vivo al Campovolo di Reggio Emilia nel Settembre dello stesso anno.
Nel 2006 partecipa al “Ligabue – Nome e cognome Tour”.
Nel 2007 registra con i Club Destino (ex Clan Destino) il CD+DVD “Registrazioni clandestine”.
Sempre nel 2007 esce il primo album dei Teachers intitolato “Greatest Hits” (2007) che include i singoli “Cream of Bolivia”, “I’m not afraid” e “London”.
Nel 2008 accompagna nuovamente con la sua chitarra Luciano Ligabue nel tour estivo “Elle-Elle” e nei sette concerti all’Arena di Verona insieme ad un’orchestra di 70 elementi, esperienza che si ripeterà nel settembre-ottobre 2009.
Nel luglio 2009 i Teachers pubblicano il singolo “I won’t back down” portato al successo da un video girato in stop-motion da Niccolò. Il 24 febbraio 2010 i Teachers annunciano con un comunicato il loro scioglimento dopo sette anni di attività.
Nello stesso anno la collaborazione con Ligabue continua con la registrazione del disco “Arrivederci, mostro!” e con la partecipazione a tutti i tour che ne seguono.
Nel Luglio 2011 prende parte al concerto-evento “Ligabue Campovolo 2.0”.
A partire dal 2009 Niccolò avvia il suo progetto solista scrivendo pezzi in Italiano.
Nel 2011 sono usciti tre suoi video (“Sulla buona strada”, “La mia malinconia” e “Non si sa mai”) che segnano l’inizio di un percorso musicale che lo vede sia come autore che interprete dei propri pezzi.
Ad affiancarlo in questa esperienza è la sua nuova band composta da Cesare Barbi alla batteria, Marco Massarenti al basso e Matteo Tagliavini alla chitarra.
RUMORI DI LONDRA
Londra è un posto-pretesto. Londra come Berlino o Los Angeles, Kyoto e Buenos Aires. Londra è nell'anima. Basta solo non stare qui. "Qui" è l'Italia, certo, ma anche un altro posto-pretesto. Un posto in cui non c'è più nulla da salvare. Un posto in cui non si è più liberi di sbagliare, piangere o vomitare. Quando saremo andati via nessuno ci dirà di no, ma non ci sarà neanche più nessuno a proteggerci e a salvarci. Dopo ce la dovremo cavare da soli. Noi però, con la forza dell'amore che ci siamo giurati prima di partire.
 
PAUL
Svegliatevi mamme! Vostro figlio, al venerdì sera, potrebbe essere davvero come Paul. Vostro figlio, spesso… è Paul! Durante la settimana lavora o si cerca un lavoro. Tutto viene taciuto e tenuto a bada. Gioie (poche) e dolori (molti) sono appiattiti in vista di un weekend di ordinario delirio in cui l'anima viene fuori con un impeto devastante per poi finire regolarmente li, gettata dentro ad una turca. Quando va bene.. Potremmo chiedere loro "come va" ogni tanto? Perché i vostri Paul, alla fine, sono buoni. E si meriterebbero qualcosa in più.
 
IL MIO NOME
"Il mio nome" è la storia di un ragazzo in trincea. Ha un fucile e ci lotterà per il bene più prezioso di tutti, la libertà, infischiandosene degli sguardi di chi lo circonda. È un soldato bizzarro poiché la sua arma è una chitarra, ma potrebbe essere una racchetta da tennis, un pennello, una cinepresa... poichè questa canzone incita ad usare tutte le forze, le proprie "armi", per fare qualcosa di giusto che rimanga nel tempo o quantomeno per affermare la propria esistenza.
 
IO NON SONO QUI
Il testo parla dell'incontro fra due persone apparentemente infelici della propria vita e della propria situazione sentimentale. Si conoscono in un pezzo di mondo sconosciuto ad entrambi, in cui loro due non sono più "nessuno" e si innamorano. Qualcun altro li aspetta, dall'altra parte del mondo. Ma loro sono liberi di fare ciò che vogliono, Perché nessuno li può vedere, nessuno li può sentire, nessuno ne può soffrire. Con un dubbio semplice e perfetto ad accompagnarli: "sarà più facile dopo che ci saremo consumati l'un con l'altro?". No. O forse si.
 
…E DIMMI CHE NON HO RAGIONE
La generazione nata tra il 1974 e il 1982 (ma si allarga ogni anno di più) è una generazione di mezzo. Una generazione di gente nata nella bambagia a cui nessuno ha chiesto responsabilità per tanto, troppo tempo. E che ora però, di contro, è tagliata fuori da tutto. Una generazione che è stata troppo giovane sino a quasi 30 anni e che dopo i 30 si è ritrovata vecchia, inutilizzabile, fuori gioco. Una generazione tra le più sfigate degli ultimi 100 anni. La situazione è drammatica, non fosse che ha risvolti anche comici.
 
SOTTO QUESTO GIGANTESCO BOH
Il gigantesco boh è il cielo sopra la metropoli. Quella metropoli "cattiva" che ti ingloba perché per la "big city life" alla fine la tua vita conta poco. Conta per fare grande la "big city" stessa, dove tanti si sposteranno e si affanneranno per guadagnare metri. Cercando di sbarcare il lunario con il sogno non troppo nascosto di trovare un motivo che altrimenti non si riuscirebbe a dare alla propria vita. Sperando che sia la metropoli a fare il miracolo che non siamo riusciti a fare noi. E un salvagente sempre presente: i soldi di mamma e papà.
 
A DOMENICA È ANDATA
La domenica è andata. La festa è finita. Tutto è più difficile, tutto rema contro e fa in modo che la vita non sia più il gioco che era una volta. Non si sa bene se sia il mondo ad essere cambiato o se sia solo la nostra età che ha perso la sua verginità. Ma il dato di fatto è che la voglia di saltare sopra un treno e scappare è tanta. Oppure di salire su una barca e fare come fanno i marinai. Che prendono il mare e se ne fregano di tutto quello che lasciano a terra.
 
NON SI SA MAI
Non si sa mai è un'espressione comune che viene intesa come una predizione di sventura. La realtà è che come ogni luogo comune che si rispetti, nella vita è vero che NON SI SA MAI. Ma NON SI SA MAI anche quando tutte le speranze sembrano finite e poi però, come per magia, si avverano. "Non si sa mai" è la canzone più ottimista dell'album, quella che più di tutte fa arrivare un messaggio di positività. Meglio non buttare mai via tutto, perché anche dal buco più fondo o dalla situazione più intricata si può uscire.
 
LA MIA MALINCONIA
La malinconia di cui si parla in questo testo è una risposta ad una situazione difficile che l'autore vive nel momento in cui scrive la canzone. La malinconia che rivuole è una sorta di "dolce naufragar in questo mare". È una sensazione lieve, è bersi una birra di fronte ad un tramonto dopo una bella giornata che è finita. È il ricordare. È il lasciarsi andare al corso della vita con accettazione. Se al fiume ti opponi ti tira giù, se ti lasci portar via arriverai da qualche parte. La malinconia, nel frattempo, ti cullerà come un'onda.
 
SULLA BUONA STRADA (iTunes bonus track)
Quando una persona ti lascia si aspetta lo scorrere del tempo con un pensiero fisso: la buona strada è persa ed ora siamo su una strada cattiva, lenta e dall'orizzonte lontano. È in questi momenti però che si cambia. In meglio. La strada che apparentemente sembra buona è una strada piatta, sempre uguale che spesso non ci porta a quel che conta davvero. Esattamente come la strada cattiva, che ci fa star male solo per il fatto di esserci su, molte volte è quella che ci apre gli occhi e ci costringe a vedere il mondo da dove non l'avevamo mai guardato. Scoprendo una vita nuova che non avevamo immaginato.
 
 
Intervista
 
Davide
Ciao Niccolò. Dopo anni di musica in gruppo, come e perché ha avuto inizio il tuo percorso cantautorale e solista?
 
Niccolò
Il perchè è presto detto. Vivere ha senso nel momento in cui puoi porti degli obiettivi. Ed ogni vittoria si lascia comunque dietro la scia di malinconia per qualcosa che è stato realizzato e che quindi è finito. Il modo migliore è spostarsi sempre in là l'orizzonte. In più questa è una sfida difficilissima ma bellissima. 
E poi perchè sento di avere qualche numero da giocare. 
 
Davide
Cosa vuol dire QBNB? Quad Baby Name Bracelet
 
Niccolò
Non capisco il francese (...scherzo) ma non è un braccialetto. Vuole dire una cosa ben precisa, ma non voglio dire cosa. Forse un giorno lo farò. Per ora vorrei che fosse come una bella canzone. Che ognuno se la veste addosso come meglio gli piace...  
 
Davide
Ci presenti la band che ti accompagna in questo disco? 
 
Niccolò
 
Certo! Alessio Camagni è il produttore (produce anche i Ministri), poi io ho suonato diversi strumenti in molti brani ed oltre a me ci sono i miei inseparabili Matteo Tagliavini alle chitarre, Marco Massarenti al basso e Cesare Barbi alla batteria.
 
Davide
Ci sarà un tour e la band sarà la stessa?
 
Niccolò
 Ci sarà un tour in autunno e... si. La band è davvero una delle band più forti con cui abbia mai suonato ed è super confermata.
 
Davide
Quali chitarristi ti hanno più appassionato al tuo strumento?
 
Niccolò
Non troppi. Da ragazzino ascoltavo rock italiano e quindi Solieri, Braido e Max Cottafavi erano dei punti di riferimento. Poi sono diventato un fanatico dell'hard rock ed il mio preferito era Van Halen, senza ombra di dubbio il chitarrista che ho più sviscerato. Più tardi con la scoperta di generi più direttamente derivativi del blues mi sono appassionato a Jimmy Page ed Eric Clapton. Diciamo che gli ultimi tre che ho citato sono i chitarristi con cui mi sono "formato".
 
Davide
Secondo Platone la musica era una luce morale. Cos’è per te?
 
Niccolò
Semplicemente è qualcosa che c'è. E' una sicurezza. Sai, per me la musica ormai da tanti anni (già da molto prima della mia collaborazione con Ligabue) rappresenta qualcosa di più che un piacere o una passione. E' davvero qualcosa che fa parte della mia vita in maniera inscindibile. Posso anche non suonare la chitarra per settimane ma alla musica penso giorno e notte, in tutte le sfaccettature che può avere per un musicista professionista.
 
Davide
La tua esperienza con Ligabue ha inciso in qualche modo nel tuo nuovo percorso cantautorale?
 
Niccolò
Sicuramente. Luciano è uno dei più grandi cantautori italiani di sempre. Probabilmente in questo momento il numero 1. Quindi lavorare a stretto contatto con lui è un privilegio raro. In realtà poi io non sono un vero e proprio cantautore. Nasco come chitarrista, ma non ho mai fatto il turnista ed ho sempre suonato con band dove prima di tutto c'era da comporre (che fossero canzoni o arrangiamenti). Mi piacerebbe rivestire un ruolo un po' più totale, di musicista e artista allo stesso tempo. 
 
Davide
Che tipo di ascoltatore sei? Cosa pensi dell’ascolto nel nostro mondo contemporaneo saturo di suoni?
 
Niccolò
 Una volta ero uno "svisceratore", prendevo i dischi li ascoltavo e poi se mi piacevano li consumavo letteralmente. Ora non è più così. Mi sono adattato ai tempi e, per deformazione professionale, un disco lo ascolto un paio di volte per capire com'è, per vedere cosa mi propone. Quando l'ho capito lo metto via. A meno che non mi svegli qualcosa che va al di la della mia professione e allora ricomincio come una volta a consumarlo per bene. L'ultimo disco con cui mi è successo è l'ultimo dei Foo Fighters. Nulla di veramente nuovo, ma davvero bello.
 
Davide
Se è vero come diceva Rousseau che l’uomo è nato libero, ma dappertutto è in catene, cosè la libertà per te?
 
Niccolò
Il Valore più importante. Anche la pace, che pure viene subito dopo, senza libertà non vale molto. C'è stata e tuttora c'è gente che combatte e muore per la libertà di altri che non vedrà mai. Di questo parla "Il mio nome", il mio nuovo singolo.  
 
Davide
Non si sa mai” è una canzone importante, da ascoltare nei momenti difficili… Qual è il tuo pensiero sulla crisi e sui tanti suicidi per crisi nel nostro paese?
 
Niccolò
Il mio pensiero sulla crisi è un po' impopolare. Nel senso che non sono fra quelli che pensano che sia tutta colpa di chi ci governa. Penso che abbiamo avuto (e tuttora abbiamo) troppo entusiasmo per chi ci dice quello che vogliamo sentirci dire. C'è stato qualcuno che ci ha "perdonato" per tutti i grandi e piccoli "peccati" che commettiamo sempre, dall'evasione in giù (o in su). E invece dobbiamo prenderci la nostra responsabilità. Springsteen ha detto una cosa verissima. In America c'è la recessione, che è una cosa tecnica. Qui in Europa c'è depressione, che è una cosa che va al di la del tecnico. Effettivamente anche io sento questa oppressione e ritengo che le banche abbiano una gran parte di responsabilità di quello che sta succedendo. Ma non solo. E prima passeremo dal pensare "è tutta colpa loro" a "è un po' anche colpa mia" prima avremo più mezzi per uscirne. Sui suicidi non lo so, suicidi per debiti ce ne sono sempre stati, ma la stampa può avere un ruolo decisivo nella percezione che ora come mai la gente si suicida per quello. Ogni storia è una storia a se e non si può giudicare senza infilarsi nelle scarpe di chi compie questi gesti.
 
Davide
Ray Bradbury, Fahrenheit 451, siamo in una società distopica nella quale, oltre che il leggere libri, anche l’ascoltare musica è considerato un reato e tutti i dischi, come i libri, vengono bruciati da un apposito corpo di vigili del fuoco… Giunto tra gli uomini-libro e gli “uomini-disco”, quale libro e quale disco (non tuo) sceglieresti di sapere a memoria e tramandare?
 
Niccolò
È una domanda talmente impegnativa che mi ci vorrebbero ore per ripensare ai dischi che ho ascoltato e ai libri che ho letto per rispondere adeguatamente. Quindi rispondo con i primi due che mi sono venuti in mente. "the dark side of the moon" dei Pink Floyd e "non è un paese per vecchi" di Cormac McCarthy. 
 
Davide
Cosa succederà dal 5 giugno in poi e a quali altri progetti stai lavorando? 
 
Niccolò
Spero succeda che QBNB venda un sacco!!.. A parte questo, sarò in tour promozionale a Giugno, faremo 8 date in giro per l'Italia. Un paio con la band intera e le altre io e Matteo Tagliavini in quello che si suole chiamare " show acustico". Poi in Luglio ripartirò con Luciano per un tour di 4 date e da Settembre andrò in tour con la mia band per i club di (speriamo!) tutte le città d'Italia.
 
Davide
Grazie e à suivre…
 
Grazie a te!
Nic

 

 
:: Vota
Vota questo articolo: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 (1 = scarso - 5 = ottimo)
 
:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
:: Automatic tags
 
:: Articoli recenti
 
KULT Virtual Press e KULT Underground sono iniziative amatoriali no-profit - per gli e-book e per gli articoli fare riferimento alla sezione Copyright
Webmaster: Marco Giorgini - e-mail: marco @ kultunderground.org - Per segnalazioni o commenti inviare una e-mail a: info @ kultunderground.org
Questo sito è ospitato su server ONE.COM

pagina generata in 158 millisecondi