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2012
22
Apr

Intervista con Sergio Sgrilli

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DIECI EVENTI D’AMORE
 
 
A distanza di 8 anni dallo spettacolo comico musicale “Una vita da Pelatters” (80 date in tutta Italia insieme a Pier Foschi e Cico Cicognani), Sergio torna sul palco con una vera band. E lo fa alla sua maniera: con una perfetta sintonia tra musica e divertimento!
Lo show propone i 10 brani che compongono il suo disco, legati con racconti e aneddoti di questi 20 anni di ‘mestiere’. Momenti di pura comicità e interazione con il pubblico, fusi con attimi di teatro, poesia e vera musica live, caratterizzano la narrazione di uno strano e magico percorso di vita che in 30 anni l’ha visto iniziare a suonare il basso in un complessino di liscio e arrivare sul palco del concertone del Primo Maggio.
 
Un’esperienza on the road che verrà interamente filmata e da cui verrà prodotto un film.
In concomitanza con la prima data del tour, uscirà in esclusiva per iPad l'App di Sergio dal nome "Uno nessuno in dieci cose", parafrasando Pirandello. Sfruttando una tecnologia nuova e innovativa, gli “AppNauti”, come ama definirli Sergio, potranno scaricare e scoprire in anteprima contenuti speciali attraverso azioni ludiche e interattive. Il film legato a Dieci Eventi d’Amore sarà disponibile in anteprima su iPad.
Dopo il tour promozionale, lo show continuerà a girare l’Italia già da primavera!
Lo abbiamo recentemente visto nella speciale 100° puntata di Zelig dedicata ai personaggi che hanno fatto la storia di una delle trasmissioni più amate d’Italia. E soprattutto lo abbiamo visto sul palco di “Buon Compleanno Sic”, un vero e proprio evento che ha visto la partecipazione di oltre 6000 persone al 105 Stadium di Rimini e dove Sergio ha avuto l’onore di fare il padrone di casa nella doppia veste di regista e presentatore della dolce/amara festa di compleanno dell’amico Marco Simoncelli, lo scorso 20 gennaio.
 
Ora lo ritroviamo in un disco che ci fa scoprire l’inedita anima cantautorale di Sergio Sgrilli e che vede la partecipazione di illustri colleghi quali: Fabio Treves, Gigi Cifarelli, Giovanni e Mattia dei Marta sui Tubi e molti altri…
“Finalmente, dopo aver ironizzato per anni su cantanti e tormentoni, in occasione dei miei 30 anni di palco e 20 di professione trovo il coraggio di uscire con le mie canzoni e note. “Dieci Venti d’Amore” è il titolo di questa fatica. Un disco sincero, pieno di collaborazioni di musicisti amici che hanno valorizzato il lavoro e reso più importante il mio percorso professionale”.


Ha anticipato il tutto il singolo “Come Va” che, ricordiamo, è uscito in esclusiva digitale su iTunes il 20 gennaio, compleanno di Marco Simoncelli e presentato in anteprima proprio durante la serata a lui dedicata. 
Sergio ha deciso di devolvere i proventi della vendita digitale del brano alla Marco Simoncelli Fondazione Onlus. E in pochi giorni il singolo ha raggiunto il quarto posto nella classifica generale di vendita dei singoli su iTunes!
“Dieci Venti d’Amore”, nei negozi dal 6 marzo, viene presentato con un packaging molto particolare contenente cd e 2 booklet: 44 pagine con testi, fotografie e 10 racconti “on the road”! In più, Sergio Sgrilli con questo album aiuta l’Associazione Italiana Sindrome di Moebius, che ha deciso di sostenere condividendo alcuni progetti.
 
Il disco e lo spettacolo sono un progetto della factory creativa Menti Pensanti www.mentipensanti.it
 
 
 BIOGRAFIA
 
Classe ’68, nasce e cresce in riva al mare della Maremma Toscana.
Poca voglia di studiare sui libri e troppa di imparare dalla Vita, si consacra autodidatta per necessità e, giovanissimo, sale sul palco con un sogno: la musica. Vive appieno il movimento del '68… ma in realtà è l'82 ed è proprio questo anacronismo che lo segnerà per sempre. Suona e fa di tutto, suona di sera perchè di giorno lavora. Lavora e fa di tutto, per mangiare e suonare la sera. Nel '90 sposa a tempo pieno la sfera artistica creativa e, "chitarra e sacco a pelo", gira per anni tra località turistiche italiane e un po' di mondo. Musica, sub, moto, mare, cibo, neve, fango, sesso, birra e cose inenarrabili, sono le passioni che creano incontri e interazioni con gli altri, che ne modificano l'animo. I viaggi, i traslochi, il vivere e lavorare in giro fanno il resto.
Nel '96 si ferma a Milano dove inizia a colmare le varie lacune tecniche con stage e corsi mirati. Da lì a poco l'incontro e l'integrazione nella realtà cabaret del locale Zelig.
Schivo e distante dallo showbiz, si vanta di essere l'unico comico della sua generazione a non aver scritto un libro. Resisterà? Difficile rinchiuderlo in una definizione e se, inevitabilmente, il lato comico troneggia per popolarità sugli altri, è impossibile capire Sergio senza tener conto dello Sgrilli musicista, cantante, attore, regista, interprete, autore, improvvisatore, essere pensante. Polemico e anarchico, ama la semplicità in tutti i diversi piani di lettura che la possono comporre.
Da sempre punta tutto sul rapporto con il pubblico, sull’approccio live. In una parola: VITA!
 
Alla domanda "Chi è Sergio Sgrilli?" lui risponde: "Una mente pensante".
 
 
“Dieci Venti d’Amore”
l’album
nei negozi da martedì 6 marzo
1- Come va (con Fabio Treves)
2- Sposami (con il “Coro Facebook”)
3- Se tu (con A. Poltroneri e il Corpo Musicale di Fornero)
4- Facci caso (con gli Archimia)
5- Nostalgia (con Gigi Cifarelli)
6- L’amico (con Giò e Mattia dei Marta sui Tubi)
7- Mon Amour (con Alex e Karin del Circo Abusivo)
8- Bacio di Giuda
9- Plagio Totale
10- Poesie (con DJ O.Kan)
 
Sergio Sgrilli: voce e chitarra acustica.
Fabrizio Morganti: batteria.
Stefano Allegra: basso.
Alessandro Gallo: chitarra elettrica, classica e mandolino.
 
Ospiti:
Paolo Brioschi: Fender Rhodes
Alberto Gallo: pianoforte
Fabio Treves: armonica
Gigi Cefarelli: chitarra elettrica
Andrea Poltronieri: sax contralto
Alex De Simoni: violoncello
Giovanni Gulino: voce
 
Gli Archimia
Serafino Tedesi: violino
Matteo Del Soldà: viola
Andrea Anzalone: violoncello
Paolo Costanzo: violino
 
Corpo Musicale S. Cecilia di Fornero diretto dal Maestro Cerutti Giovanni
Michele Piana: basso tuba
Michele Zago: clarinetto
Stefano Guglielminetti: trombone
Riccardo Cerutti: tromba
Giovanni Cerutti: percussioni
Il Coro di Facebook
 
Ufficio stampa
promozione radio: Casi Umani srl
promozione stampa: WellDone Promotion
 
Intervista 
 
Davide
Ciao Sergio… Un bel disco per cominciare. Era quello che avresti voluto fare fin dall’inizio, ancora prima di scoprirti comico e attore? Com’è nato il tuo amore per la musica? Cosa è stato per te fare questo disco?

Sergio
Grazie per il “bel disco”! Al di là di quel che dicono in giro, i complimenti fanno sempre piacere..
Questo disco nasce così come l’ho pensato adesso, difficile fare il paragone con quello che poteva essere o essere stato. Sicuramente, però, ci sono delle canzoni in comune tra i due (il reale ed il virtuale).
L’amore per la musica nasce da bambino,  dalla voglia di fuggire da una realtà che non amavo.
Solo dopo, tanto tempo dopo, ho capito ed accettato che tutto ciò che stavo vivendo mi avrebbe fatto essere quel che sono. Nel bene, nel male. La cosa più importante che ho realizzato con questo disco è il realizzare ciò che volevo e sentivo di dover realizzare. Sembra uno sciocco gioco di parole, ma non lo è. Almeno per me…
 
Davide
Perché “dieci venti d’amore”? Perché l’amore ha da sempre così tanto bisogno di essere cantato?

Sergio
Il titolo è un titolo composto, pensato, ragionato. A differenza degli album che girano in giro adesso dove il titolo dell’intero album è il titolo del singolo più spinto, il mio disegna un intero progetto. infatti non esiste la canzone “dieci venti d’amore “. DIECI: le canzoni del disco. VENTI:  come gli anni in cui sono state scritte. Ma anche come “venti”, soffi d’aria”, parola dal doppio significato come da sempre è la mia anima, divisa. AMORE: l’elemento che lega tutto. Dieci foto musicali che mostrano come ho vissuto e descritto quel sentimento in questi anni.
L’amore è pura Vita! La vita chiede di essere cantata, dipinta, sussurata, in una parola sola: vissuta!

Davide
È partito con la festa della donna e si è concluso con quella del papà il tuo tour promozionale. Com’è andata, innanzi tutto, e cosa vuol dire per te, dopo tanto teatro, misurarti ora con la dimensione “live” della musica con una vera band?

Sergio
Il tour è stato qualcosa di magico. Dieci persone in giro per 12 giorni per 10 show in tutta Italia isole comprese. M’è sembrato di star via di casa due mesi… un’avventura stupenda! Io sul palco live con una vera band? Il ritorno alle origini!

Davide
Avevi già scritto canzoni in passato, come quella con Luca Bonaffini (La bella forza, 2006) in collaborazione con il Centro Servizi del Volontariato di Mantova. Ora, con “Dieci venti d’amore”,  devolverai i proventi della vendita digitale del brano “Come va” alla Marco Simoncelli Fondazione Onlus e del disco all’Associazione Italiana Sindrome di Moebius, una rara forma di ipotrofia o assenza di nervi cranici che comporta paresi e animia facciale. Chi ne è colpito, con vari livelli di gravità, insomma, non può tra le altre cose ridere o sorridere… Come nascono queste due precise scelte?
 
Sergio
Ho sempre fatto solidarietà. Mi hanno insegnato a pensarci come A un’esigenza personale e civile molto importante. Ho fatto tante cose. Tanto altro c’è da fare. Questa domanda è molto profonda ed esige una risposta lunga e personale. Chiedo venia, ma dico solo: se potete, aiutatemi ad aiutare chi ha deciso di aiutare! Altro apparente sciocco gioco di parole…
 
Davide
Un ricordo che hai di Marco Simoncelli?

Sergio
Vita! Vita vera. Vita viva! Un amico… cavallo di razza sui motori e persona per bene nella vita.

Davide
Nella prefazione delle “dieci note di carta” hai scritto che sei l’unico comico della tua generazione che non ha fatto un libro… O non ancora. Intanto ci hai offerto dieci appunti di viaggio presi dalle tue Moleskine. Da come scrivi, penso però che tu sia un buon lettore. C’è uno scrittore o un libro in particolare che ti porti più dentro di altri?

Sergio
Profonda è la parte in cui tengo i miei scritti. “Miei” anche se non li ho scritti io. Io sono parte di loro, più che loro di me.  Adesso mi sto perdendo, per l’ennesima volta, nel viaggio per mare, per terra, nell’animo umano, de “Il conte di Montecristo” di A. Dumas (padre).

Davide
Sei stato artista di sera e operaio di giorno per molti anni. Cosa diresti ai giovanissimi che, soprattutto per colpa di certa televisione, pensano o programmano di arrivare subito al successo senza quasi più considerare quella che un tempo veniva detta la “gavetta”?
 
Sergio
La “gavetta” non esiste. C’è un percorso personale da fare. Ci sono dei sogni da inseguire. C’è la propria volontà, il caso, la fortuna, la sfiga e un bel po’ di altra roba in ballo. Io faccio parte di quella generazione (ma non posso garantire che sia una cosa generazionale) che vedeva la tv come punto d’arrivo e non di partenza. Ma tutto è cambiato. O forse tutto è uguale... l’animo umano, nelle sue piccolezze, nelle sue enormità, è sempre lo stesso.

Davide
Il primo venuto, purché sappia divertire, ha il diritto di parlare di se stesso (Charles Baudelaire). Cos’è per te l’umorismo e cosa vuol dire per te poter parlare ad altri di te stesso o comunque  attraverso te stesso?

Sergio
È venuto tutto così naturale… difficile da raccontare… di elaborato e pensato c’è solo il lavoro fatto per tentare di colmare le lacune che avevo e trovavo andando avanti nella mia strada professionale. Qualche anno di psicoanalisi ha poi cambiato me e, inevitabilmente, il mio lavorare. Ma profonda è la voglia di raccontare e di vivere attraverso il raccontare e il raccontarsi, le mille ipotetiche diverse vite che avrei potuto vivere. Scelte diverse. Mie, di altri, del fato.

Davide
Fabio Treves è un nome storico del blues italiano. Grande armonicista, è stato forse l’unico musicista italiano mai salito sul palco con Frank Zappa. Parlaci di questo incontro…
 
Sergio
Ho amato Fabio dal primo nostro incontro. Per anni ho ascoltato blues. Volevo omaggiare questo tipo di musica e invece di tentare di fare un brano blues, ho pensato di chiamare il blues fatto uomo. Fabio? Un fratello maggiore.

Davide
Il tuo comico preferito?
 
Sergio
Non lo so… pensandoci sicuramente potrei fare dei nomi, ma l’operazione stessa dimostrerebbe che non c’è uno su tutti da citare al volo.
 
Davide
Il disco che ti ha fatto “vedere la luce”?
 
Sergio
Sono tanti e pochissimi. Dipende molto da cosa vogliamo intendere per “vedere la luce”.
Nel mio periodo di lavoro in carpenteria pesante, ero un ragazzo, tornare a casa, schiacciare play e far partire la musicassetta con dell’heavy metal dentro, mi ha aiutato a superare quel momento. Musicalmente la svolta vera fu un vinile dei Yellow Jackets. Un vero raggio di sole nel buoi dei suoni distorti. E poi i testi dei cantautori…

Davide
Musicista o attore comico… penso ad alcune battute nel tuo spettacolo “L’ultimo dei freak” sull’essere o proporti ora come uno, ora come l’altro… Adesso una cosa è certa: non sei sprecato né in una veste, né nell’altra… C’è qualcos’altro che ti piacerebbe fare o coronare in futuro?
 
Sergio
Faccio tante cose. Non posso dire che sono bravo in tutto, ma posso affermare e assicurare che cerco di fare al meglio delle mie possibilità, tutto ciò che faccio. Vivo con il motto “cerca di essere migliore, più intelligente”. Mi dico “cerca”… mica sempre ci riesco.. Mille sgrilli vivono in me. Spesso la convivenza è forzata e non pacifica. Inevitabilmente sgrilli comico troneggia come popolarità su tutti gli altri che non accettano  bene la cosa. Faccio regie. Scrivo per altri. Ho rubriche su un settimanale ed un mensile. Scrivo, suono, canto e arrangio musiche. Presento. Produco. Recito. Insegno. Noioso ripetere io faccio, faccio e poi faccio… da sempre amo definirmi una Mente Pensante.

Davide
Cosa farai a seguire?
 
Sergio
Tenterò di fare ciò che sento, come sempre. Facendolo al momento in cui il bisogno di farlo si fa inevitabile. Sono di indole pigra... se posso evito di fare. Adesso che la discografia si dice che sia morta, ho fatto un disco.
Magari appena anche l’editoria andrà malissimo, sentirò il bisogno di scrivere un libro. Nel frattempo continuo a cercare di fare cose. Una trasmissione in tv. Il mio spettacolo live. Sto scrivendo la sceneggiatura di un film. Tra poco sarò sul grande schermo come attore nell’opera prima del regista Gianluca Ansanelli. Starò chiuso in studio a montare il film che racconta il mio tour appena fatto. Suonerò il giro in mio disco. Farò il marito, il padre, il figlio, l’amico, l’imprenditore, il… insomma: cercherò di arrivare a fine mese meglio che posso. Come tanti altri. Ma a modo mio.

Davide
Le nostre speranze ci rendono felici, finché non si avverano, scrisse Paul
Rée.  Cosa gli risponderesti?
 
Sergio
Che ha ragione. Ha davvero ragione. Ma che non tutti possono dire lo stesso.
Perché non c’è una ragione ed un torto. Non c’è un giusto e sbagliato. O almeno: niente può essere assoluto. Ognuno ha la propria sensibilità, intelligenza, cultura, passato e presente da sistemare che inevitabilmente modifica la percezione delle cose. Io per esempio, Paul Rée non so chi è e non sapevo neanche che fosse esistito. Magari ho citato qualche suo pensiero senza saperlo. Non so chi sia stato, cosa abbia fatto. Peccato... la mia ignoranza non ha fondo. Leggendo la frase che mi hai citato però, posso solo dire: ha ragione. Ha davvero ragione!
 
Davide
Dicono di te che è difficile rinchiuderti in una sola definizione; prova a farlo tu…

Sergio
Ti ho risposto e anticipato in una precedente tua domanda: una mente
pensante.

Davide
Grazie e à suivre…!
 
Sergio
Grazie a te!
 

 

 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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