:: Home » Numeri » #200 » MUSICA » Intervista con Fadà
2012
1
Mar

Intervista con Fadà

media 3.5 dopo 2 voti
Commenti () - Page hits: 4450
 
Polvere di musica
il 'pop asimmetrico conclusionato' di Fadà
Anticipato dal videoclip di culto 'La donna cervello', arriva il disco d'esordio dell'eccentrico artista: surreale, ironico e sottile, il songwriter opera in totale autoproduzione avvalendosi di un sistema 'ecofriendly'

Fadamusik
è lieta di presentare:

POLVERE DI MUSICA

Il primo album di Fadà


Fadamusik
10 brani - 36.11 minuti
 
Donne cervello, pazze stelle, streghe, souvenir, poeti e cappellai matti. Personaggi, simboli e melodie stralunate per uno dei più piacevoli dischi di debutto dell'anno. È  Polvere di musica, opera prima di Fadà (al secolo William Fusco), giovane cantautore, polistrumentista e produttore che, dopo svariate esperienze di gruppo, approda al suo esordio solista. 10 canzoni piacevolmente agrodolci, fantasiose e sognanti come Cinema e le pazze stelle, Il cappellaio matto e Perfect face mettono in mostra il mondo sonoro e testuale del cantautore. Al centro del lavoro il magico incanto di parole e musica, come sostiene lo stesso Fadà: "Le parole possono avere un suono e la musica un significato, la musica è il mistero che hanno perduto per sempre le religioni. Non serve Nietzsche per capire questo, basta una canzone di Billie Holiday o una sognante melodia napoletana".
"Pop asimmetrico conclusionato", lo ha definito qualcuno, sintetizzando perfettamente l'approccio sghembo ma al tempo stesso diretto e immediato della canzone di Fadà. Dopo i trascorsi con la cover band Machine à laver, i Reevoluto e la William Fusco Marabut Orchestretta (un originale progetto di fusione tra poesia, teatro e indie rock), Fadà si concentra sulla sua personalità artistica e realizza un lavoro in completo regime indipendente. Polvere di musica infatti nasce con obiettivi "ad impatto zero": Fadà lo ha registrato, arrangiato e prodotto nel suo studio ad impianto fotovoltaico, rinunciando al supporto "fisico" in favore del download. Polvere di musica infatti è disponibile nel web grazie a Zimbalam su Itunes, Amazon, Emusic, Realmusic, Simfy, Spotify e altre piattaforme digitali.
Polvere di musica arriva a qualche mese di distanza dall'exploit di La donna cervello, il delizioso videoclip che Fadà ha lanciato come apripista e che è diventato un piccolo cult in rete. Girato da Evi Denittis e interpretato dall'autore insieme al violinista Pasquale Farinacci (uno dei collaboratori che animano il disco), è stato presentato a Roma all'ex cinema Teatro Preneste. Venerdì 2 dicembre, presso la Libreria Luidig di Benevento, Fadà presenterà il disco al pubblico e alla stampa.
 

Informazioni:

Fadà su Facebook:
http://www.facebook.com/fadamusik
La donna cervello - Il videoclip:
http://www.youtube.com/watch?v=SOsB6QfShj8

Comunicato stampa di Synpress44:
http://www.synpress44.com
 
Intervista
 
Davide
Fatato in veneziano, pazzo in argot marsigliese… Cosa vuol dire il tuo Fadà, cosa hai racchiuso in questo nome?
 
Fadà
Un pazzo fatato che suona la chitarra con l'ambizione di rapire momentaneamente qualche ascoltatore e trasportarlo nel suo mondo pieno di suoni, ritmi e un po' di follia.
 
Davide
Quali sono state le tue precedenti esperienze e come ti hanno condotto a un desiderio di progetto solista? Come sei cresciuto artisticamente?
 
Fadà
Le mie precedenti esperienze sono state tutte una specie di prova generale che ha portato poi al disco, ho iniziato, come quasi tutti, con le cover per poi timidamente provare a scrivere le prime canzoni, poi come frontman con i Reevoluto ero una sorta di attore rumorista, e in seguito il progetto, forse prematuro e troppo ambizioso, di fondere le sonorità indie alle scoperte di Carmelo Bene, un pò come prendere gli Shellac e fargli recitare l'Amleto, forse un’occasione persa, forse no, chi lo sa? Dopodiché mi sono fermato per alcuni anni, e poi mi è venuto a trovare Fadà, così sembra che sia andata, ma non garantisco niente.
 
Davide
Ci presenti i musici che ti hanno accompagnato in questo tuo esordio?
 
Fadà
Pasquale Farinacci, eccellente violinista molisano ed inventore della definizione di pop asimmetrico conclusionato, che ha suonato un incredibile solo ne La donna cervello e un altro nella ballata Perfect face, Nicola Giovannitti contrabbassista molisano, anche lui 'fadà' come me, che ha suonato in Like a danz e ne Il cappellaio matto, Marco Coviello ha suonato le spazzole in Like a danz, Alessio di Rubbo il basso acustico in Souvenir, Andrea di Lallo e Giuseppe di Meo della banda di Petrella che hanno suonato i fiati in Like a danz, Libero Fusco il tamburello in Souvenir. Ci tengo a dire che tutti hanno prestato la loro scienza musicale gratuitamente, sono saliti sul vagone polvere di musica e hanno suonato, spero di ricompensarli con abbondanti dosi di gloria, grazie a tutti se state leggendo!
 
Davide
Hai detto che la musica è il mistero che hanno perduto per sempre le religioni. In che modo? La musica è una delle vie per la quale l’anima ritorna al cielo, come disse il buon vecchio Tasso?

 
Fadà
Potremmo considerare il party forse come l'ultimo rito di aggregazione religiosa, gli officianti sono gli invitati, il Dj è il prete che dice messa e la musica è il mistero che ti porta lì dove diceva il buon vecchio Tasso...
 
Davide
Parlaci del tuo  sistema 'ecofriendly', del tuo studio ad impianto fotovoltaico.
 
Fadà
Niente di speciale, sul tetto di casa ho un impianto fotovoltaico (collegato in rete), da poco ho aggiunto delle batterie per alimentare le apparecchiature dello studio di notte, nel mio caso c'è un impianto vero e proprio, me se uno volesse organizzarlo per conto proprio, con un po' di fai da te e un po' di giri negli store on line chiunque, con le tecnologie attuali, può autoalimentarsi... una vera rivoluzione, questa vera però, non come le altre..      
 
Davide
Oggi si parla spesso di ecologia della musica. Ed Ecologia della musica - Saggi sul paesaggio sonoro è  anche il titolo do un libro di Murray Schafer in cui il paesaggio sonoro o il design del paesaggio sonoro viene pensato come uno strumento per migliorare la qualità della vita di una comunità. Cos’è per te una ecologia della musica?
 
Fadà
Quello che hai detto tu, uno strumento per migliorare la qualità della vita di una comunità e degli individui. Ho letto, ora non ricordo dove, che in media l'uomo perde circa il 30% della facoltà razionale e concentrazione a causa dello stress acustico e agenti atmosferici inquinanti della città in cui vive; forse potrebbe anche bastare questa cosa per capire che qualcosa non va affatto nel nostro stile di vita. la situazione attuale, nonostante tutte le complicazioni, è una grande opportunità per poter provare una via alternativa, già molte persone lo stanno facendo, vedremo…   
 
Davide
Ricordo il piacere di estrarre il disco dalla busta e dalla copertina… Rinuncerai per sempre e per motivi ecologici al supporto materiale in favore del download?
 
Fadà
Per ora il disco rimarrà solo in digitale; intanto voglio guardarmi intorno e capire bene cosa sta succedendo con la distribuzione per non fare copie e cose a casaccio,.. Davide, se poi proprio non puoi fare a meno dell'emozione dalla busta e della copertina ti puoi sempre masterizzare una copia e te l'avvolgi in un po' di cellophane, fadà ti manda il file della copertina… a parte gli scherzi, il motivo non è mai solo ecologico, ma è come organizzi, o almeno cerchi di organizzare, le cose. Le risorse si devono ottimizzare al meglio e anche la musica deve fare il suo, nel grande e nel piccolo.   
 
Davide
Sembra che il tuo nome in copertina sia stato scritto con un dito sulla polvere… Volevi indicare qualcosa di effimero e impermanente come uno “scrivere nella polvere”? Cosa significa?
 
Fadà
Posso garantire che un autentico dito è stato utilizzato ai fini grafici della copertina;  per quello che mi chiedi, no, non volevo indicare niente di tutto questo, volevamo fare solo una cosa bella (Erica Calardo ed io), e se ti ha evocato qualcosa forse ci siamo riusciti, ma non rincorrevamo nessun significato.
 
Davide
Ho colto qualche analogia tra la tua musica e quella di Capossela, per altro tuo vicino di origini (beneventano e Irpinia). Che rapporto emotivo hai con la cultura e le tradizioni della tua terra e quali sono stati i musicisti, ma anche gli scrittori o altri artisti, che più ti hanno formato culturalmente?
 
Fadà
Capossela è stato un riferimento musicale molto presente negli anni della mia formazione, poi nel tempo ho cercato di mettere da parte un po' tutti e provare ad andare da solo; le frequentazioni  sono state tante. Quello che posso dirti è che quando ho visto per la prima volta Fortunello fatto da Petrolini sono rimasto letteralmente di sasso, un condensato di esplosività linguistica, attoriale e musicale, che è diventato per me una sorta di ossessione per alcuni anni. Amo il posto in cui vivo nonostante le difficoltà, ma nessun rapporto emotivo con la mia terra, sennò finisci al bar a raccontarti fesserie e a darti le pacche sulle spalle… Fadà viene fuori da un luogo immaginario, che poi io abbia preso in prestito qualcosa dalla cultura e dalla tradizione della mia terra era inevitabile. Tutto sta cambiando lentamente ma radicalmente, per fortuna, poi nessuno può prevedere che cosa ci aspetta…  
 
Davide
Ha detto Vecchioni che la “canzone d’autore è una cosa sperimentale che tenta di nobilitare la letteratura nella canzone”. Cos’è secondo te la canzone d’autore e cosa significa per te sperimentare?
 
Fadà
Canzone d'autore è come infilare un Van Gogh in una pochette, cosa molto ardua, forse possibile, una specie di gioco di prestigio che a volte riesce, ma che rimane sostanzialmente un' illusione, come se Houdini cantasse le canzoni di Bob Dylan. Mi chiedi  cosa è sperimentare per me? Prendere il suono di una locomotiva e farci un pezzo jungle provando a recitarci sopra “Alla luna” di Leopardi. Sperimentare è anche sperimentare se stessi. Non sopporto chi fa i baffi alla Gioconda, mi piace chi la pugnala alle spalle diceva Flaiano. Sperimentare può essere tante cose; al solito la questione è spinosa, anche perchè a volte può essere la mina vagante che fa fuori la tua espressività.   
 
Davide
Cosa farai ora?
 
Fadà
Suonare live, stiamo preparando le date, il concerto sarà serrato, energico e divertente, mi farebbe piacere che tu mi venissi a trovare se sei a tiro, per ora ti ringrazio dell'intervista fadà ti saluta, stay fadà!
 
Davide
Grazie per l’invito e à suivre…

 

 
:: Vota
Vota questo articolo: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 (1 = scarso - 5 = ottimo)
 
:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
:: Automatic tags
 
:: Articoli recenti
 
KULT Virtual Press e KULT Underground sono iniziative amatoriali no-profit - per gli e-book e per gli articoli fare riferimento alla sezione Copyright
Webmaster: Marco Giorgini - e-mail: marco @ kultunderground.org - Per segnalazioni o commenti inviare una e-mail a: info @ kultunderground.org
Questo sito è ospitato su server ONE.COM

pagina generata in 36 millisecondi