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2012
25
Gen

Il caso Vittorio - Francesco Pacifico

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minimum fax (Roma, 2011)
pag. 375, euro 10.00
 
L'ultimo scorcio di 2011 ha convinto minimum fax a mandare in libreria la nuova edizione del romanzo d'esordio, datato 2003, di Francesco Pacifico, "Il caso Vittorio". Perché è tempo, forse, di sarcasmo. E perché, ovviamente, è stato tempo di trasformismo (e lo sarà sempre). Ma quando utilizziamo il termine "sarcasmo", a favore d'uno dei migliori elmenti che fan vivere il romanzo di Pacifico, intendiamo proprio il sarcasmo dell'autore - e non quello del protagonista assoluto dell'opera, il Vittorio citato e omaggiato dal titolo appunto. Nella narrazione di Francesco Pacifico, che collabora a diverse testate, oggi, tra le quali Il Sole 24 ore per dire, e che ha poi fatto un romanzo edito qualche tempo fa dal marchio di Segrate, troviamo questo furbetto e convinto Vittorio, prima un poco in ombra, ma prima d'esser, a liceo, preso sotto braccio da Claudia e Marta, uomo furbo appunto più dei furbi quando si fa veramente uomo. E' lui, in sostanza, l'emblema del trasformismo; ma quando, va spiegato, questo trasformismo è dote della formazione giovanile e non solamente della maturazione post-adolescenziale: e quando, soprattutto, non si tratta prettamente e/o solamente di "traformismo politico" o 'in politica'. Qui invece si parla di trasformismo cerebrale, infine identitario. Che a Vittorio fa da vestito anzi meglio da armatura contro l'involuzione della società. A naturale adesione all'adattamento collettivo. Ovviamente. Perché si parte, in termini di cronologia della storia, di scorrimento del racconto sia in voce narrante/narrata sia in voce di personaggio minore, Claudia per dire, dall'illusione del primo governo del nuovo centrosinistra fino al Berlusconi più forte che abbiamo avuto - ma quando per lo mezzo c'è l'abbattimento delle Torri Gemelle - e che quasi potremmo riavere. Sarà pure che Vittorio è bravissimo a leggere, praticamente per finta e per atteggiamenti, Marx dalla culla pariolina, però è pur sempre vero che tanti vittorio troviamo a fare libera circolazione. E non intendiamo quelli in parlamento. I soliti noti, anzi, sono una goccia. Il problema più grosso dell'Italietta ed ex Belpaese che dir si voglia è che tanti vittorio ce li ritroviamo nella società reale. Fuori da Montecitorio e Palazzo Madama. E tanti neo-fascisti li vediamo a spaccare appunto fuori dai limiti parlamentari, spesso giovanissimi che alla fine del duce e del Che non sanno un cazzo e che alla fine sono imbambolati nelle stronzate di casapound e dei verti razzisti e fascisti esistenti. La lingua scelta da Francesco Pacifico, possiamo ricordare, in certi periodi dà quasi fastidio. Ma sappiamo che è lo stesso fastidio prodotto dalle situazioni appena descritte e da altre situazioni che più non ci stupiscono.      

 

 
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:: Nunzio Festa
Nunzio Festa è nato a Matera, nel’81, dove attualmente lavora; risiede nel suo paese natale, Pomarico (MT), con la sua compagna.
Poeta, narratore, critico; lavora nel campo dell’editoria, revalentemente come editor per la materana Altrimedia Edizioni – della quale è anche direttore editoriale, e come consulente editoriale. Collaboratore giornalistico per cronaca e cultura, dal 2004 in maniera stabile per Il Quotidiano della Basilicata Collabora, inoltre, con siti internet, riviste e altri giornali. Suoi articoli, poesie e racconti sono stati pubblicati su riviste, quotidiani e in varie antologie. Nel 2004 ha pubblicato la sua prima silloge poetica E una e una (Montedit), mentre nel 2005 la sua prima raccolta di racconti Sempre dipingo e mi dipingo. Storie di vita ballate e condite con musica (Edizioni Il Foglio letterario). Nel 2007, la silloge poetica Deboli bellezze è entrata a far parte della collana curata da Silvia Denti, ‘I quaderni Divini’. Dieci brevissime apparizioni è il titolo delle prose poetiche pubblicate da LietoColle nel 2009. Il suo primo romanzo è stato pubblicato presso Arduino Sacco Editore, sempre nel 2009, ed è titolato L’amore ai tempi dell’alta velocità. Del 2010 è anche “Quello che non vedo”, (poema, per Altrimedia Edizioni), con contributi di Ivan Fedeli, Plinio Perilli, Giuseppe Panella, Francesco Forlani, Franco Arminio, Massimo Consoli. Una sua silloge inedita, nel 2011, è entrata a far parte dell’antologia, curata da Gianmarico Lucini, “Retrobottega”.
Altre opere sono in corso di pubblicazione. Poesie, racconti invece ancora inediti, un romanzo e un'antologia poetica in “fase di scrittura”. Vive per scrivere.
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