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2012
10
Gen

Viva Mussolini! - Aram Mattioli

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La guerra della memoria nell'Italia di Berlusconi, Bossi e Fini
traduzione Sara Sullam
Garzanti (Milano, 2011), pag. 266, euro 22.00
 
Il poderoso saggio dello storico svizzero di lingua tedesca Arma Mattioli, "Viva Mussolini!", che s'è servito prevalentemente delle comodità della nuova tecnologia per condurre le sue meticolose ricerche, per portare a compimento l'opera di scavo e ricostruzione che è alla base del imperdibile tomo, finalmente ci spiega tutto sul revisionismo che dagli anni Ottanta ha macchiato le verità tramandateci dalla Storia sul fascismo. Un processo lento e inarrestato. Non controllato nel giusto modo. Che ha dato una "rivoluzione silenziosa". Un peggioramento, intollerabile, un'involuzione per la società civile. La distruzione lenta, anzi una vera e propria 'sovversione' dei principi della memoria. E delle sue necessità. Silvio Berlusconi da Mattioli, che è a livello internazionale uno dei maggiori conoscitori dell'antisemitismo e del fascismo, è individuato quale opportunista e consapevole spalleggiatore dell'ondata revisionista: a fini prevalentemente elettorali. Data, come sappiamo, la scarca preparazione e la predisposizione alla menzogna dell'ex presidente del consiglio. Ma, allo stesso tempo, sempre come sappiamo il ducetto da subito ha cominciato a rovinare la carta della Costituzione, sputare sui giudici e gli altri elementi che dovrebbero esser garanzia dello Stato, invocare ragioni di potere che immediatamente hanno fatto scoprire il retropensiero del Berlusconi imprenditore, pidduista e autoritario. Aram Mattioli, sempre sostenuto da fonti documentarie e osservazioni lucide della realtà italiota, ricorda all'italiano deficiente che da anni è in corso la rivalutazione complessiva di Benito Mussolini e del suo regime totalitario. Nonostante le sopraffazioni che questo ha significato, è stato. Praticamente: "un'operazione politica, che ha portato al governo gli eredi politici del fascismo e un movimento con forti venature populiste e razziste come la Lega Nord". Producente il fatto che: "non solo la società italiana si è spostata a destra, ma le idee della destra hanno conquistato uno spazio crescente nel dibattito pubblico". Guardate CasaPound, per rendervene conto. Ma ancor di più, sia chiaro, il fenomeno di commercializzazione del mito di Mussolini, gadget e luoghi compresi. Ancora simbolo positivo, e persino a forma di 'italiani brava gente', per tantissimi. Non solo, s'intende, per i tanti fascisti, neo-fascisti, post-fascisti in circolazione. Il saggio di Aram Mattioli legge la storia personale e politica e professionale, per esempio, di Gianfranco Fini, Indro Montanelli, Gianpaolo Pansa e molte altri figure chiave per il ragionamento condotto dallo studioso. L'opera è suddivisa in cinque sezioni. In una delle quali, la quinta per l'esattezza, si ricorda che e perché la cultura della memoria dell'ex Belpaese è in sostanza un'anomalia nel contesto europeo. Tornando leggermente indietro, invece, si potrebbero rimarcare una serie di comportamenti e gesti che sono in fatti e per l'appunto dimostrazione di quel che vive nell'Italietta clerico-fascista. Si pensi insomma al saluto romano assicurato dall'ex ministro Brambilla quando era al governo col ducetto. Alle tante braccia tese sul Campidoglio alla vittoria da sindaco dell'ex missino Alemanno. L'opera guarda inoltre ai segni dell'urbanistica quasi immobile, che per dire non hanno visto crollare o abbattare le realizzazioni di Benito Mussolini. Come pure alle pellicole cinematografiche e alle fiction inventate in questi anni. Spesso utili a disegnare un fascismo dal volto buono, paesano. Oppure, anche e addirittura, il duce 'bella persona dentro'. (Qui segnaliamo, in aggiunta, molte puntate del programma della Rai "La Storia siamo noi" - tranne quando, eccezionalmente, ha fatto vedere le vite di 13mila bambine e bambini dal fascismo strappati alle madri e fatti cresce nell'amore del duce e dal denutrimento e dalla caserma). Libri, persino, coi quali ci vorrebbero insegnare che le camice nere non sone stati criminali e razziste, portatrici di sopraffazioni e dolori. A smentire la Storia. Un libro intransigente. Vero.

 

 
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:: Nunzio Festa
Nunzio Festa è nato a Matera, nel’81, dove attualmente lavora; risiede nel suo paese natale, Pomarico (MT), con la sua compagna.
Poeta, narratore, critico; lavora nel campo dell’editoria, revalentemente come editor per la materana Altrimedia Edizioni – della quale è anche direttore editoriale, e come consulente editoriale. Collaboratore giornalistico per cronaca e cultura, dal 2004 in maniera stabile per Il Quotidiano della Basilicata Collabora, inoltre, con siti internet, riviste e altri giornali. Suoi articoli, poesie e racconti sono stati pubblicati su riviste, quotidiani e in varie antologie. Nel 2004 ha pubblicato la sua prima silloge poetica E una e una (Montedit), mentre nel 2005 la sua prima raccolta di racconti Sempre dipingo e mi dipingo. Storie di vita ballate e condite con musica (Edizioni Il Foglio letterario). Nel 2007, la silloge poetica Deboli bellezze è entrata a far parte della collana curata da Silvia Denti, ‘I quaderni Divini’. Dieci brevissime apparizioni è il titolo delle prose poetiche pubblicate da LietoColle nel 2009. Il suo primo romanzo è stato pubblicato presso Arduino Sacco Editore, sempre nel 2009, ed è titolato L’amore ai tempi dell’alta velocità. Del 2010 è anche “Quello che non vedo”, (poema, per Altrimedia Edizioni), con contributi di Ivan Fedeli, Plinio Perilli, Giuseppe Panella, Francesco Forlani, Franco Arminio, Massimo Consoli. Una sua silloge inedita, nel 2011, è entrata a far parte dell’antologia, curata da Gianmarico Lucini, “Retrobottega”.
Altre opere sono in corso di pubblicazione. Poesie, racconti invece ancora inediti, un romanzo e un'antologia poetica in “fase di scrittura”. Vive per scrivere.
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