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2011
4
Dic

Intervista con Delsaceleste

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New Model Label – promozione presenta:
Comunicato Stampa:
 
DELSACELESTE
"La Fabbrica Dei Ricordi"
Il nuovo lavoro del cantautore milanese Marco Del Santo
Disponibile in cd su www.delsaceleste.it ed in tutti gli store digitali dal 15 Novembre 2011 - dist. Zimbalam
Delsaceleste è la creatura artistica di Marco Del Santo, cantautore milanese da anni attivo nella scena. Uno dei punti chiave del suo stile è la volontà di riallacciarsi secondo modalità personali alla tradizione dei concept album, proponendo opere musicali dotate di una propria coerenza strutturale interna, in cui i diversi brani si intrecciano e si richiamano tra di loro, veicolando un contenuto narrativo.
"La Fabbrica Dei Ricordi" è un concept album sull'esplorazione e la rivelazione di sè stessi; un percorso sonoro in cui il protagonista invita la persona che ama ad attraversare con lui le diverse stanze della sua Fabbrica dei Ricordi, spazi simbolici dove riscoprirsi e raccontarsi.
L'album è stato presentato in anteprima nel Giugno 2011 presso lo spazio espositivo Sassetti Cultura di Milano, con opere di alcuni artisti ispirate alle tematiche del concept, la proiezione del video del singolo "La Stanza degli Incanti", nonchè di foto tratte dal backstage del videoclip. Il disco e la mostra annessa hanno attirato l’attenzione di addetti ai lavori sia in ambito musicale che artistico.
"La Fabbrica Dei Ricordi" procede nel percorso di ricerca inaugurato con l'EP "Sogni di Sabbia" (2006) e con l'album di debutto "Io come... la voce della stagioni" (2008) che ha ottenuto ottimi riscontri critici ed è stato così descritto da Giulia Salvi (RockIt, Virgin Radio): il disco “vuole riprodurre il succedersi delle stagioni come se fosse un viaggio in bicicletta, tra sentieri, profumi e immagini di vita. Con sonorità magiche ed avvolgenti, Delsaceleste ci rende partecipe degli scenari che si presentano davanti ai suoi occhi e ci lascia fluttuare in un mare di emozioni che scorrono insieme al passare dei mesi”.  
 
Discografia:
 
"Sogni di sabbia” - ep - 2006
 "Io come...la voce della stagioni" - 2008
"La Fabbrica dei Ricordi" - 2011
 
Contatto per promozione: New Model Label: Govind Khurana - govindnml@gmail.co
 

Track list:
01. Intro – Sulle Pareti
02. La Fabbrica dei Ricordi Pt.1
03. La Stanza dei Momenti
04. La Stanza delle Storie
05. La Stanza degli Incanti
06. La Stanza degli Sguardi
07. La Stanza dei Silenzi
08. La Fabbrica dei Ricordi Pt.2
 
 
 
Intervista
 
Davide
Ciao Marco. Quando e come è nato il progetto Delsaceleste?
 
Marco
Ciao Davide! I primi passi del progetto risalgono all’autunno del 2006, quando realizzai un ep,  “Sogni di Sabbia”, che conteneva quattro brani scritti e registrati in poche settimane, in cui venivano tramutate in musica le suggestioni  liriche di alcune poesie composte in quel periodo.
 
Davide
E prima? Come hai scoperto e coltivato il tuo bisogno di essere un cantautore? Quali altre tue esperienze precedono questo progetto?
 
Marco
Sono stato attivo principalmente come batterista e compositore di una band pop-rock, dove collaboravo alla stesura dei testi e a cui ho proposto i primi brani che ho scritto, prima di sentire forte e ineludibile dentro di me la volontà di intraprendere un percorso musicale  differente, in cui raccontare e cristallizzare in suoni la mia personale visione della vita, delle sue differenti fasi e della sconfinata varietà di implicazioni sentimentali ed emotive che ci coinvolgono e ci travolgono ogni giorno.
 
Davide
Perché “Delsaceleste”?
 
Marco
Delsaceleste nasce dall’unione tra il diminutivo del mio cognome, Delsa (da Del Santo), usato comunemente da amici e conoscenti, e Celeste, il nome della protagonista di un racconto che scrissi tra il 2005 ed il 2006 e a cui sono tuttora molto legato ; il celeste è inoltre uno dei miei colori preferiti!
 
Davide
Si può parlare di prog-pop per descrivere la tua musica o forse progressive romantico, nell’accezione originaria di sonorità particolarmente dolci non necessariamente raggiunte con l’approccio classico del progressive sinfonico? Qual è stata la più calzante definizione, o che più ti è piaciuta, data alla tua musica?
 
Marco
Te lo dico con sincerità e senza nessuna ruffianeria: trovo che la tua definizione di prog pop/progressive romantico sia la più convincente ed interessante che finora è stata data alla mia musica!
 
Davide
Ci spieghi il concept o il contenuto narrativo intorno al quale hai costruito queste canzoni “di stanza in stanza”?
 
Marco
La Fabbrica dei Ricordi è un luogo metaforico che rappresenta la nostra interiorità, le diverse pulsioni e sfaccettature dell'animo umano. Svelarne agli altri il contenuto significa mettersi a nudo e porre seriamente in gioco i propri sentimenti; un'operazione complessa, ma che apre importanti orizzonti di comunicazione e comprensione, facendoci scoprire di essere accumunati dalle stesse paure ed insicurezze. Il protagonista del concept sceglie di compiere questo processo di auto-rivelazione, invitando la persona che ama ad attraversare con lui le diverse stanze della sua Fabbrica dei Ricordi, spazi simbolici dove riscoprire e condividere sé stessi.
 
Davide
Sonorità delicate, ma non solo acustiche, e una voce rilassata e rilassante che rimanda ai Kings of Convenience, un flauto che rievoca Thijs van Leer, una ritmica jazz-blues alla Procol Harum (La stanza degli sguardi)… C’è un significativo legame o una ideale liaison con la musica e le atmosfere nordeuropee? Cosa ami ascoltare sopra tutto?
 
Marco
Ogni tipo di composizione che ascolto e che mi colpisce si insinua inesorabilmente nel mio inconscio ed arricchisce il mio linguaggio musicale, contaminato successivamente dalle differenti sensibilità dei miei collaboratori. Il mio background  musicale è decisamente eterogeneo, i miei ascolti si diversificano secondo l’interesse, la curiosità e l’umore del momento, cercando stimoli e input differenti sia dal passato che dal presente. Se dovessi farti dei nomi o citarti alcune opere in particolare, ti direi che la mia prima maturità musicale è stata contrassegnata dalle sonorità eteree e sognanti dei Pink Floyd di Meddle, Dark side of the moon e Wish you were here, e dei Camel di The Snow Goose, dallo spiccato senso della melodia e dalla razionalità di stesura dei Beatles e dalla capacità di sperimentazione dei Radiohead e dei Blur di 13. Successivamente la mia attenzione si è rivolta al moderno panorama cantautorale italiano (in particolare ti cito Moltheni e Cristina Donà, ma anche gruppi come Perturbazione e Baustelle), alle affascinanti sonorità del cosiddetto post-rock (Mogway, Sigur Ros) e alla nuova linfa melodica di interessanti progetti come Belle and Sebastian e The Album Leaf. Sono affascinato dalla musica e le atmosfere nordeuropee, quindi qualche connessione con le mie composizioni, specie con le più recenti, può essersi creata.
 
Davide
La tua è una autoproduzione; secondo te questa è davvero la via per un'indipendenza musicale e/o cos’altro?
 
Marco
Per le modalità attuali di realizzazione e fruizione di un prodotto musicale penso che  l’autoproduzione sia un processo naturale ed inevitabile.
 
Davide
Due parole sui musicisti con cui collabori?
 
Marco
I musicisti con cui ho collaborato per realizzare “La Fabbrica dei Ricordi” sono principalmente il batterista Paolo Zucchetti, il pianista Stefano Pennini, la flautista Melania Di Santo, il chitarrista Davide Minelli e il bassista Fabio Testa. Le tastiere sono state suonate da Mario Fiorin, e alcune parti di sinth sono state arrangiate da Daniele Lanzara e Michele Didoni.
 
Davide
Scrive Manlio Sgalambro ne “La teoria della canzone”: “La canzone è il toro di Falaride dove entrano urlacci di tormentati ed escono le staffilate di una Fender Stratocaster”. Cos’è o cosa dev’essere per te una canzone?
 
Marco
Ogni canzone che scrivo è frutto di un momento di forte emotività ed improvvisa ispirazione, in cui personali esperienze di vita ed immaginazione si incontrano e si amalgamano nella mia mente fino a diventare qualcosa di unico e completo, distinto dalle singole suggestioni iniziali.
 
Davide
Il tuo progetto non è solo musicale, ma si esprime anche attraverso altri linguaggi? Qual è il tuo obiettivo artistico?
 
Marco
Dentro di me sento l’esigenza di contaminare le mie inclinazioni musicali e narrative con qualsiasi altro tipo di linguaggio artistico; nel caso de “La Fabbrica dei Ricordi” questa necessità si è tradotta nella collaborazione con il fotografo Marco Minola e gli artisti Gaia Ferraio e Stefano Dodorico per la realizzazione di opere a tema, e con il regista Alessandro Pinferetti e i fotografi Tommaso Matteocci e Fabio Testa per il video de “La Stanza degli Incanti”. Costruendo concept album è naturale che le modalità espressive coinvolte nel processo creativo siano differenti e vadano oltre al solo orizzonte sonoro.
 
Davide
Cosa stai facendo ora e cosa stai progettando per il futuro?
 
Marco
Attualmente sto componendo le musiche per un mio racconto, intitolato “La Metamorfosi”, che faranno parte del prossimo album. È un progetto ad ampio raggio; oltre alla parte narrativa e a quella musicale, sono previste una dimensione visiva e una rappresentazione scenica. Ho cominciato ad arrangiare alcune delle nuove canzoni insieme al batterista Paolo Zucchetti e al pianista Stefano Pennini, che stiamo presentando durante le performance live.
 
Davide
Grazie e à suivre…

 

 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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