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2005
25
Nov

Il Pasto Nudo

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IL PASTO NUDO

 

David Cronenberg trasforma in immagini e da corpo e voce ai personaggi del teatro mentale (alterato) di William Borroughs. Il Pasto Nudo è uno dei romanzi più assurdi e allucinati che abbia mai letto. Si dice addirittura che lo stesso Borroughs non si ricordi di averlo scritto. E invece lo ha scritto eccome. Durante i suoi tentativi di disintossicazione (dall'oppio e i suoi derivati: leggi eroina) a Tangeri. Il romanzo è un insieme di ricordi, allucinazioni, storie, paranoie e personaggi che si muovono in (inter)zone non ancora bene esplorate. Il romanzo è anche un saggio sulle droghe. Sulla loro assunzione e sui loro effetti. Il libro è il diario di un tossico che tenta di liberarsi dalla sua schiavitù. Il compito che si prefigge Cronenberg è molto difficile. Ma le immagini del suo film catturano appieno lo sconforto mentale nel quale Borroughs doveva essere caduto. Il Pasto Nudo di Cronenberg è un insieme di elementi propri del libro e di elementi reali della vita di Borroughs. E' reale il fatto che lui abbia ucciso la propria moglie giocando al Guglielmo Tell. E' reale il fatto che Kerouac e Ginsberg lo abbiano raggiunto a Tangeri e abbiano trovato nel suo appartamento fogli e fogli pieni di parole deliranti. E' vero che Kerouac abbia preso questi fogli e li abbia uniti tra di loro. E abbia chiamato questa unione il Pasto Nudo.

Il resto del film, come ho già detto, è la trasposizione in immagini dei tanti personaggi che affollano le pagine del libro. Lo stesso William Lee, Lo Sterminatore, il Dottor Benway e altri. Nel libro, a dire il vero, le situazioni in cui i personaggi si trovano sono tutte legate al mondo della droga, dell'omosessualità e del sadismo. Nel film Cronenberg cerca più di raccontare una storia, per quanto possa essere allucinata. I rimandi alla droga e all'omosessualità sono molto più pacati. Il sadismo è stato del tutto eliminato. Sembra che a Cronenberg interessi di più il rapporto tra lo scrittore e la macchina da scrivere. Che diventa carne e deformità, insetto e piacere sessuale. Abbiamo macchine da scrivere che parlano, con corpi mutanti, che cercano il piacere nel contatto delle dita dello scrittore con i loro corpi. Questi strumenti diventano degli Ibridi. Qualcosa di nuovo. E di molto inquietante.

Devo dire che il libro è molto più interessante del film. Dovreste provare a leggerlo. Nei momenti in cui Borroughs descrive le sue pere sentivo le vene che mi facevano male. E' stata una sensazione incredibile. Sentivo che le parole mi entravano nelle vene e mi facevano male. Le parole sono diventate parte del mio corpo, mi sono entrate in circolo. Forse è questo che Cronenberg voleva mostrare dando un corpo alla macchina da scrivere. Voleva mostare l'efficacia fisica delle parole. Il loro corpo. E perché se le parole hanno un corpo non può averlo lo strumento che le genera? E' come un atto sessuale tra chi scrive e la cosa che trasforma lo scrivere in parole. E' pazzesco lo so. Ma proprio per questo estremamente affascinante.

Il Pasto Nudo è la confessione di una mente alterata.

Di un corpo che nell'eroina trovava il suo nutrimento.

Di un uomo che ha vagato tra insetti e froci, tra sadici e allucinazioni nella ricerca di un qualcosa.

Forse di nulla.

 

Emiliano Bertocchi

 
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:: Emiliano Bertocchi
Mi chiamo Emiliano Bertocchi. Sono nato a Roma il 22 giugno 1979. Perchè scrivo? Credo sia questa la domanda a cui debba rispondere. Scrivo perchè ne ho bisogno. Niente di più e niente di meno. Scrivere non è un hobby, o uno svago, o una cosa da fare tanto per fare. Almeno non per me. Io ne Sento il bisogno. Quando sto male, quando mi rode, quando sono incazzato, quando vorrei distruggere qualsiasi cosa ho davanti, quando amo, quando sto fuori, quando vivo. L' altra volta sono andato a un reading di poesie e mi sono accorto che leggere le mie poesie davanti ad altri è stato come andare in giro a raccontare a degli sconosciuti la propria vita. Preferisco stamparle e farle leggere le mie cose, piuttosto che leggerle io stesso. C'è meno intimità. E poi il lettore ritrova sempre se stesso nelle pagine che legge ed è preferibile che non si specchi troppo con chi le ha scritte. Scrivere è la mia libertà, il foglio bianco è la mia Anarchia, perchè lì sono veramente libero di poter dire, essere e fare tutto quello che voglio e come lo voglio. Gli scrittori che mi hanno fatto iniziare sono stati Charles Bukowski e Jack Kerouac. Grazie. E un grazie anche alle parole... le mie dolci amiche... vi prego non lasciatemi... non lasciatemi mai.
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