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2010
16
Nov

Intervista con Quintessenza

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NEI GIARDINI DI BABILONIA
L'opera rock dei QUINTESSENZA
 
Il disco ha le sue origini nel 2000, poco dopo l'uscita della band dallo studio di registrazione con il demo-cd dal titolo Venere. L'idea iniziale era quella di dedicarsi alla stesura di un disco che racchiudesse 4 brani legati ad ogni elemento e il titolo provvisorio di questo progetto era Transumananza. Varie vicissitudini poi hanno portato la band a cambiare il proprio percorso creativo e a comporre altri due dischi (PharmakonCosmogenesi) prima di arrivare alla stesura definitiva di Nei giardini di Babilonia. Durante questo periodo la band ha fatto nuove esperienze che hanno portato ad un cambio di mentalità a livello compositivo e che hanno portato la band ad investigare sempre di più nelle origini del Progressive, ritornando quindi ai movimenti prog degli anni Settanta. Durante questi 10 anni il gruppo non ha mai smesso di pensare al lavoro lasciato in sospeso, ma non si verificavano mai le condizioni per la sua realizzazione e il progetto veniva sempre rimandato a tempi futuri. Nel frattempo il tutto lentamente si arricchiva giorno dopo giorno di nuove idee e così nacque anche il testo del quinto elemento al quale si aggiunse poi il testo che dà il titolo all'album. A quel punto i tempi erano maturi per mettersi a lavoro e dopo 8 anni (dalla stesura dei primi testi) i Quintessenza hanno iniziato a lavorare intensamente a questo disco. La sua natura di Opera Rock è stata chiara fin da subito e quindi nacque l'idea di coinvolgere altri artisti che, attraverso la loro voce, potessero accrescere il valore del prodotto discografico. Il libretto prese lentamente una forma definitiva e le musiche vennero create e modellate in base alle esigenze della storia che viene raccontata in questa Opera. Storia originale, scritta dal cantante della band Diego Ribechini e che viene raccontata per esteso in un racconto che è incluso nei contenuti speciali del cd. Il racconto parla della caduta e dell'ascesa di un uomo qualunque che viene trasportato dalla propria anima in un mondo immaginario (Babilonia), dove un guardiano lo attende per iniziarlo al viaggio che deve intraprendere. Il protagonista farà così un percorso all'interno dei Giardini di Babilonia che lo condurrà a scavare nel fondo del suo io più intimo, che lo aiuterà a liberarsi definitivamente delle proprie paure e che gli permetterà di ascendere ad una vita nuova.
 
Biografia
La band toscana si forma nel 1995 con il nome di X-Rated in un vero e proprio garage, con lo scopo di suonare brani originali mischiandoli a cover di Pearl Jam, Nirvana, Guns n'Roses ed altri gruppi "in voga" in quegli anni. Dopo breve tempo, agli inizi del 1996, si aggiunge Gabriele alle chitarre, il gruppo cambia nome e continua a comporre (all'epoca in inglese e sullo stile dei gruppi già menzionati) e suona per i locali della zona iniziando pian piano a riscuotere i primi veri applausi per alcuni brani originali; cambia ancora formazione e nome fino a quando a cavallo fra il 1997 ed il '98 incide un primo demo-cd dal titolo Q, il primo lavoro sotto il nome di Quintessenza. Si tratta per lo più di rock all'italiana, con influenze che venivano da band nostrane come Negrita, Litfiba, Timoria ed altri, ma già all'interno di alcuni brani si iniziava ad affacciare la propensione per qualcosa di diverso, di più costruito armonicamente e melodicamente, di più "progressive". Nel 1999 nasce il progetto Venere, il primo demo cd che la band registra interamente in studio impiegandovi una decina di giorni, che è stato un po' il battesimo al progressive rock/metal per i Quintessenza. Lavoro, si è detto, forse non assolutamente privo di influenze evidenti (talvolta si è parlato quasi di "citazioni" da altri gruppi come i Dream Theater) ma di buona fattura e ben suonato, un bel primo biglietto da visita insomma. Nel 2003 subentra nel gruppo un nuovo elemento, Alessandro Santoni, che sostituisce Federico dello Sbarba alle batterie e porta all'interno del gruppo una ventata di creatività ed entusiasmo che evolve nella stesura ed incisione (nel 2004) di Pharmakon, una sorta di avvicinamento del gruppo ai concept album tipici del progressive con una nota di colore stavolta meno dipendente da band contemporanee ma che deve di più al progressive del passato. Si pensi all'utilizzo del Chapman Stick suonato da Federico Razzi già in precedenza molto legato allo stile dei King Crimson. La parentesi però si chiude abbastanza in fretta, quando per differenti vedute il gruppo torna sui suoi passi riaccogliendo Federico dello Sbarba alla batteria. La voglia di suonare progressive però non è passata, anche se si ripresenta la grinta del metal nella composizione e nell'arrangiamento dei brani. Nasce così nel 2006 Cosmogenesi, un vero e proprio concept album sul quale il gruppo lavora appena qualche mese, impaziente di inciderlo e cercare un primo contratto discografico. Le aspettative vengono addirittura superate in quanto l'etichetta discografica (Videoradio) si presenta prima della fine delle registrazioni di alcuni dei brani di Cosmogenesi, offrendo un contratto non vincolante al gruppo e lanciando Cosmogenesi nei negozi e sulle riviste tra dicembre 2006 e gennaio 2007. Le recensioni fioccano e l'album piace molto. Dopo la seconda uscita dal gruppo di Federico dello Sbarba, la band attraversa un periodo difficile nel quale non compone, non suona e non prova, ma è alla costante ricerca di un nuovo batterista che trova solo alla fine del 2008 in Francesco Bruchi. Con lui, rinvigoriti di nuovo spirito compositivo, iniziano le stesure del concept album Nei Giardini di Babilonia, lavoro stavolta interamente autoprodotto che è costato un anno tra composizione, arrangiamento, registrazione ed editing e che ha visto la luce nel settembre del 2010. Qui decisamente si può parlare di concept: si tratta di un'ora di materiale che si intreccia tra narrazione e musiche, recitazione e canto, collaborazioni (tra le quali Elena Alice Fossi dei Kirlian Camera) ed aggiunta di strumenti classici come il flauto traverso. Insomma, un disco tutto da ascoltare senza la paura di annoiarsi.
 
Formazione:
 
Gabriele Moretti: chitarre
Diego Ribechini: voci
Federico Razzi: basso e Stick
Filippo Fantozzi: tastiere
Francesco Bruchi: batteria e percussioni
 
Discografia:
 
Pharmakon (autoproduzione, 2004)
Cosmogenesi (Videoradio, 2006)
Nei Giardini di Babilonia (Quintessenza, 2010)
 
Comunicato stampa di Synpress44 (Donato Zoppo e Francesca Grispello)
 
INTERVISTA
Davide
Ciao Quintessenza… Bab-El  ovvero la Porta degli Dei? Gli dei sono al fondo del nostro viaggio dentro noi? Potreste riassumere il senso narrativo del viaggio musicale "Nei Giardini di Babilonia"?
 
Quintessenza
La scelta dell'ambientazione, come sottintende la tua domanda, non è casuale. Il viaggio intrapreso dal protagonista del nostro concept è appunto dentro se stesso, un simbolico ritorno all'Eden (non a caso i greci chiamavano "paradision" i giardini di Babele), dovrà quindi affrontare i suoi demoni e seguire la via che lo porterà ad una nuova coscienza di sé e, perchè no, dell'Universo che lo circonda... Il tutto, nel suo svolgimento, è assimilabile ad un sogno. Il protagonista attraverserà i Giardini che rappresentano gli Elementi, sotto la silenziosa guida del custode, ma anche della sua anima; si sa che la mente umana tende ad associare le paure e le sfide con cose che conosce e che può personificare, troverà il male dentro di se ma anche il bene, che associerà al Diavolo e a Dio, per ritrovare finalmente se stesso.
 
Davide
Perché la suddivisione in capitoli secondo le case dei pianeti? E perché secondo porte dai colori che ricordano gli stadi alchemici? Dalla rubedo iniziale della Casa di Marte alla porta nera (come opera al nero o nigredo) fino all'alba di un nuovo giorno… È questo l'alba di un nuovo giorno, Oro della coscienza divina unita al rosso della coscienza materiale? Ossia… oppure no?
 
Quintessenza
Il protagonista affronta in effetti una trasformazione, come in alchimia, un po' come Alice nel paese delle meraviglie che, per poter affrontare ciò che si trova davanti a lei, ad ogni passaggio deve diventare piccola piccola o più grande. Questo cammino simbolicamente inizia al tramonto e finisce all'alba, come un sogno che alla fine forse si avvera…
 
Davide
Evolvere e rigenerare se stessi, solve et coagula: quali differenze e analogie con Pharmakon e Cosmogenesi?
 
Quintessenza
È un viaggio che per noi è iniziato quasi per caso con Pharmakon, un Concept che descrive l'Eden, la perfezione immutabile di ciò che c'era prima dell'uomo ed in qualche modo fa scorgere ciò che verrà… Quel lavoro è solo un abbozzo ma è stato di ispirazione per comporre i successivi. Cosmogenesi affronta appunto la creazione, in un parallelo tra Macro e Micro-cosmo, l'universo e i 4 elementi da una parte l'uomo coi suoi sentimenti dall'altra. Nei Giardini… è appunto la conclusione di tutto questo, un cammino a ritroso che riporta l'uomo all'Eden in cerca di quella perfezione che ha perduto.
 
Davide
Orfeo 9 è stata la prima opera rock italiana, ma in genere la si dimentica e si citano sempre produzioni anglo-americane come principale riferimento. Anzitutto perché avete scelto questa forma di narrazione musicale? Cioè, vi piacerebbe portarla in teatro? 
 
Quintessenza
Ci piace unire generi musicali diversi come anche diverse forme di espressione artistica e sicuramente il musical ed il teatro ci affascinano molto. Stiamo valutando anche la possibilità di allestire uno spettacolo a metà tra il concerto e il musical, per noi sarebbe un'esperienza stimolante e ci permetterebbe di proporci anche ad un pubblico diverso da quello dei concerti rock. Ci piacerebbe inoltre proporci su Second Life, stiamo lavorando anche alla realizzazione di uno spettacolo da proporre agli utenti di quell'affascinante realtà parallela, questo ci permetterebbe di rendere appieno le atmosfere di questo lavoro.
 
Davide
La quintessenza di cosa?
 
Quintessenza
Il nome si ispira alla definizione alchemica della Quintessenza, quella sostanza/etere che dà la vita alla materia inerte (Terra, Acqua, Fuoco e Aria), ciò che di solito chiamiamo Anima o Spirito. L'alchimia, come la magia e la religione sono tematiche che si presentano spesso nei nostri testi, in genere molto introspettivi e dedicati alla spiritualità ed alla ricerca interiore.
 
Davide
La quintessenza è anche un'ipotetica forma di energia, introdotta per spiegare le recenti osservazioni astronomiche che mostrano un universo in accelerazione nella sua espansione. Se l'accelerazione dovesse continuare le galassie si allontaneranno le une dalle altre in modo tale che il loro spostamento verso il rosso sarà così grande da rendere difficile la loro osservazione e l'universo apparirà oscuro. In scenari più spinti, il risultato finale sarà il disgregamento di tutta la materia nell'Universo. La nuova teoria della fine dell'Universo è stata chiamata il Big Rip. Stiamo più corti coi tempi: cosa temete o sperate del mondo nel 2050?
 
Quintessenza
Meno politica e più rock & roll.
 
Davide
Vi definireste un gruppo di avantgarde metal? O come vi riassumereste al profano di generi e sottogeneri?
 
Quintessenza
I generi musicali sono di solito più utili a chi la musica l'ascolta che a chi la produce, che invece non si dovrebbe far condizionare troppo dalle etichette. Noi di solito ci definiamo "Progressive" per l'attitudine ereditata dai grandi degli anni '70 (Banco, PFM, Area, King Crimson) a mettere insieme Pop, Rock, anche Metal, Jazz e tutto ciò che ci passa per la testa, con parti strumentali elaborate ma sempre attenti a ricercare melodie orecchiabili e riconoscibili.
 
Davide
Il commercio della musica è in crisi, la musica no. Come risolvere questa contraddizione?
 
Quintessenza
Sicuramente è da ripensare tutto il mondo della produzione e distribuzione musicale che, trascinato dall'avanzamento tecnologico, si sta allontanando dalla vendita dei supporti fisici (Cd, Dvd). C'è un ritorno al vinile e comunque molti appassionati acquistano ancora i Cd dei loro idoli, la stragrande maggioranza delle persone che ascoltano musica però preferisce scaricarla da internet, c'è perciò bisogno di regolamentare questo nuovo mercato per permettere a chi produce musica di farsi sentire e di riuscire a vivere del proprio lavoro e, a chi la musica la ascolta, di avere a disposizione una vetrina con un'ampia scelta musicale a prezzi ragionevoli.
 
Davide
Cos'è per voi la raffinatezza tecnica o meno nell'uso degli strumenti, a prescindere dai generi suonati?
 
Quintessenza
Credo che la tecnica sia importante in quanto essa è il mezzo che ti permette di realizzare ciò che hai in testa. Avere tecnica senza doti compositive o viceversa ti rende incompleto…
 
Davide
E sulla strumentistica? È la fine del mondo, c'è un'astronave pronta a partire per salvare chi e cosa si può. Voi siete tra quelli che possono e avete pochi minuti per salvare non più di uno strumento musicale a testa. Quali scegliereste, avendo qualunque illimitata cosa da scegliere?
 
Quintessenza
Forse un i-pad… uno strumento che apre infinite possibilità o magari semplicemente una chitarra acustica e delle percussioni…
 
Davide
Cosa farete domani, quanto meno entro il 2050? 
 
Quintessenza
Al momento, dopo più di un anno speso nella composizione e realizzazione di "Nei giardini.." ci vogliamo dedicare ai live; come accennato prima, in futuro speriamo di riuscire a portare questo lavoro anche nei teatri o comunque in situazioni diverse dai concerti nelle piazze o nei locali, così da coinvolgere anche quel pubblico che di solito non si avvicina spontaneamente al rock.
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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