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2005
25
Mag

La Meridiano Zero: casa editrice per passione

media 1.75 dopo 4 voti
Commenti () - Page hits: 9750

La Meridiano Zero
Casa Editrice per Passione

 

Una delle Case Editrici in assoluto pi seguite risponde alle nostre domande e ci illustra la sua collocazione sul mercato editoriale e il suo atteggiamento nei confronti degli autori esordienti attraverso le brillanti risposte (per chi sa leggere tra le righe) del suo fondatore Marco Vicentini.

 

Una breve storia della Vostra Casa Editrice e della sua collocazione sul mercato italiano.

La Meridiano zero nasce dalla grande passione per la lettura e il libro di Marco Vicentini, che mentre passava una parte della sua vita affacendato in tuttaltro lavoro, a mettere in piedi un centro informatico in unindustria metalmeccanica veneta, trovava il tempo di leggere, e leggere, e leggere. E cos di cominciare a leggere in inglese e francese, di studiare tedesco, russo, spagnolo, giapponese (senza riuscirci, diciamolo pure) per leggere in altre lingue, a fare il turista alla Fiera di Francoforte, insomma a pensare che forse ci poteva anche provare

 

Quali sono al momento i Vostri punti di forza?

Un disegno chiaro e preciso del tipo di letteratura a cui siamo interessati, una coerenza nelle scelte editoriali, e anche una grafica accattivante e molto curata.

 

Parlateci di una iniziativa cui volete dare il massimo risalto, e alla quale tenete molto.

La pubblicazione di tutta lopera, noir e letteraria, di James Lee Burke, un grande autore americano portato al successo in Italia da Mondadori e adesso approdato a Meridiano zero.

 

Un esordiente come deve presentarVi un manoscritto?

Innanzitutto deve presentarlo in forma cartacea, non per e-mail. Abbiamo avuto infiniti problemi di documenti che non si aprivano, che portavano virus, che non venivano allegati per sbaglio, per rifiutarci di considerare tutto quello che non arriva per posta. Oltre al fatto che non possiamo sobbarcarci il compito di stampare le decine di manoscritti che arrivano ogi settimana, non e questo il nostro lavoro.

Per il documento stampato non ci sono indicazioni diverse da quelle dettate dal buon senso. Il manoscritto deve essere facilmente leggibile senza rendere la cosa inutilmente complicata. Non prestiamo attenzione a valori di interlinea, numero di caratteri, font scelto. Ognuno puo stamparlo come crede, ed in grado di giudicare se la lettura non troppo difficile.

Poich gli autori fanno anche decine di invii, con un certo dispendio di soldi, noi invitiamo a fare una spedizione postale semplice: la raccomandata una spesa superflua, anche perch inviamo sempre una e-mail in cui diamo ricevuta del manoscritto.

Altro suggerimento per risparmiare soldi: ci arrivano manoscritti che sono stati depositati alla SIAE. Secondo me inutile e anche questi soldi sono sprecati. Se abbia senso depositare o no il manoscritto alla SIAE, lo dicono semplicemente i nomi degli editori a cui si vuole mandare il manoscritto. Se sono editori a distribuzione nazionale, estremamente difficile che vogliano giocarsi la reputazione per rubare un manoscritto il cui successo di vendita tutto da dimostrare.

 

Come pu orientarsi un esordiente nella selezione delle case editrici a cui inviare il proprio lavoro?

Dovrebbe avere unidea della linea editoriale della casa editrice a cui vuole inviare il testo. Molto spesso gli autori, dopo avere impiegato un anno o pi per scrivere un romanzo, non ritengono di perdere una giornata a esplorare con attenzione una libreria per rendersi conto quali sono le case editrici che sono in sintonia quello che scrivono loro. Non solo a noi, ma a tutte le case editrici arrivano, manoscritti mandati chiaramente a tappeto, o alla rinfusa, dai saggi ai romanzi erotici, dai reportage su paesi esteri a romanzi dellorrore. A noi certe volte basta un minuto per capire che -indipendentemente dalla qualit - quel libro non ci interessa. Per lautore era pi semplice se provava a pensarci da solo, prima di inviarlo.

 

Vi sentite di indicare qualcosa di particolare a un emergente circa la revisione dei suoi testi?

La mia opinione che se ne pu fregare di quelli a cui piace quello che scrive. Li lasci perdere. vada a cercare quelli che hanno critiche, feroci o comunque che vogliano discutere. Sto parlando ovviamente di un autore che abbia la convinzione di voler fare lo scrittore e sia disposto a percorrere la dura strada dello riscrivere, del ripensare, dellapprofondire, dello sfrondare, insomma che sappia gi che non nato scrittore e che la vocazione deve anche costruirsela. Non sto parlando degli indecisi che hanno bisogno di essere rassicurati. Secondo me chi andr a cercare le critiche, e spulciandole e debitamente filtrandole, e poi discutendole potr indubbiamente crescere.

 

Quando il momento per un autore esordiente di spedire la sua opera agli editori?

Mah potrei dire una cosa diversa ogni volta che me lo chiedono. Una cosa un po provocatoria (ma non del tutto) il momento quando ha gi altre due opere precedenti nel cassetto, con cui non ha bersagliato gli editori.

 

Ritenete che sia fondata l'utilit dei corsi di scrittura?

Non vorrei fare troppo il pignolo, ma dipende di quale utilit parliamo. Per permettere a tanti scrittori di arrotondare le entrate, visto che i proventi dei libri non permettono in genere il sostentamento, per permettere cio che degli scrittori possano continuare a scrivere libri di qualit e non meramente commerciali, be, questa utilit mi sembra provata.

Per quello che riguarda i frequentatori, penso che lutilit nel creare scrittori non ci sia ma non sia neanche in discussione perch non mi pare che sia uno degli scopi delle scuole. Per insegnare invece a usare correttamente gli strumenti, non solo lessicali,  grammaticali, ma anche narrativi, direi che lutilit sia fondata.

 

E il ruolo delle Agenzie Letterarie nel panorama editoriale italiano quale ? C' da fidarsi?

Dipende, c un po la sovrapposizione dei due piani, quello della cultura e quello della merce. E il libro purtroppo si presta a questa ambiguit.

Il grosso editore che strilla il libro pi appassionante dellanno, o lagente che afferma il giovane autore pi promettente dellanno sono la stessa cosa, sono il saper vendere per la soddisfazione degli azionisti in un caso e dellautore rappresentato nellaltro. Si potrebbe dire che non interesse di chi vende qualcosa fare affermazioni troppo roboanti altrimenti in futuro non verr considerato affidabile. Ma non proprio cos, la pubblicit ci ha abituati alle formule delleccesso, dal perenne pi bianco dei detersivi al fasullo C un problema? Lo risolviamo! della politica.

Anche per le agenzie letterarie vale lo stesso discorso che vale per gli editori o per i librai, la coerenza di comportamento emerge con il tempo, e con il tempo si capisce se c da fidarsi di quella agenzia.

 

Cosa consigliereste di leggere a un autore esordiente per migliorare la sua formazione?

Opere diverse, libri che mostrino come gli scrittori lavorano con il dialogo, con i personaggi, con lo sviluppo della storia, e dovrebbe cercare di analizzarne i meccanismi.

 

Domanda cruciale: Scrittori si nasce o si diventa? In breve quanto conta il talento di base rispetto a quanto si pu eventualmente acquisire in seguito a livello di tecnica?

Secondo me se non c il talento di base, scrittori non si pu diventare. Ma se non si affinano i mezzi, se non si impara la tecnica (o se non se ne sviluppa una propria) scrittori lo stesso non si pu diventare. Secondo me lo stesso che con la pittura, ad esempio. Se non c il talento non esiste lautore. E se non si impara/sviluppa il modo di esprimere il talento, questo non potr venire alla luce.

 

Si dice che l'aver vinto dei concorsi letterari a volte sia un'arma a doppio taglio nei confronti delle case editrici. E'  vero? Insomma, giova o gioca a sfavore?

Per noi, n luno n laltro. Quello che conta come uno scrive, che abbia o non abbia vinto qualcosa. E poi bisognerebbe anche considerare di che concorsi si tratta. Ormai anche la drogheria sotto casa fa un concorso letterario, imperniato magari sul panino alla mortadella

 

Tra centinaia di manoscritti che una casa editrice esamina, quali sono i particolari che possono significare la differenza?

Il particolare che fa la differenza la scrittura. I manoscritti da noi vanno a un comitato di lettura, ma quando si apre un pacco so sfogliano inevitabilmente una o due pagine. Bene, quando succede di dire Sentite questo, come scrive:, bello, no?, ecco quello ha gi colto la nostra attenzione, e lha fatto tramite la scrittura. Che, ripeto, non deve essere necessariamente alta. Deve essere personale.

 

Vi mai capitato, come dire, di non dare considerazione a una giovane promessa, che poi magari stata scoperta e lanciata da altre case editrici concorrenti?

Certo, ma - e questo limportante - se tornassi indietro sapendolo, opererei molto probabilmente la stessa scelta. La Meridiano zero una piccola casa editrice e io sento il bisogno di avere lo stesso entusiasmo, la stessa convinzione verso tutti i libri che pubblico. Ci capitato di leggere un manoscritto che aveva delle caratteristiche molto commerciali e di facile vendibilit, ma che non piacesse n a me n agli altri redattori. Le nostre scelte tengono conto di tutti e due gli elementi, quello qualitativo e quello commerciale, ma quello qualitativo deve esistere. Quando un libro non mi piace per niente, non vorrei comunque pubblicarlo anche se avessi la garanzia che poi venderebbe. (Se fosse unintervista dal vivo, a questo punto lintervistatore mi chiederebbe S, va bene, ma se parlassimo di vendite come quelle del fenomeno Melissa P., sarebbe ancora capace di dire che non pubblicherebbe mai qualcosa che non le piace?. Per, come sappiamo, questa unintervista via mail e nessuno riprende le domande)

 

 Si comincia a pensare che dopo il primo successo molti autori emergenti, dopo la prima pubblicazione, siano destinati a un flop quasi predestinato. Quanto influenza questo sulle Vostre scelte editoriali?

No, perch? Io non lho sentito dire, e neanche lo penso. In realt credo che se lautore emergente stato spinto, pompato dalla casa editrice o dai media, allora s, pu essere molto facile che il libro successivo sia un flop. Ma in realt quando sento autore emergente io penso a un autore naturale, non costruito, per il quale credo che in genere sia piu frequente una crescita con il secondo romanzo.

 

Siete dunque alla ricerca pi di un valido professionista, altamente motivato, e capaci di vendersi bene, piuttosto che di un dilettante entusiasta. Me lo conferma?

Ehm no. Assolutamente no. Proprio il contrario. Io cerco innanzitutto una voce personale, un autore che abbia una maniera propria e personale di esprimersi (i francesi hanno una vocabolo bellissimo per esprimere questo, le souffle, che reca in s le connotazioni di unanima) e abbia anche una storia da raccontare. Quello che ho detto non fa un romanzo, di per s. Va bene, non importa. anche per questo che serve la casa editrice. Per guidare, affinare, portare lautore a scrivere qualcosa che sia affascinante e non traballante come quello che ci ha mandato, ma che per fortuna lasciava intravedere la voce. Con questi esordienti ci interessa e ci appassiona impiegare tutto il tempo a spiegare e discutere. Purtroppo con gli altri 99 che non ci interessano, non abbiamo il tempo di chiarire, spiegare o discutere.

 

Autori continui, regolari, costanti, che scrivono con regolarit e che si suppone possano crescere fino a raggiungere un alto livello di professionalit e di bravura. Potrebbe essere questo l'identikit del Vostro autore ideale?

Mi immagino un omino in giacca e cravatta, con la ventiquattrore e il telefonino multifunzione, che timbra il cartellino e va a infilarsi nel suo cubicolo, per produrre le sue paginette quotidiane Mmm, mi fa quasi paura. Mi attira molto di pi un autore discontinuo, irregolare, incostante E vero, probabilmente ci sarebbero pi problemi a gestire il rapporto, ma volete mettere la soddisfazione?

 

E quando ne incontrate uno da cosa siete in grado di riconoscerlo? E soprattutto siete veramente certi di essere in grado di riconoscerlo?

Non capisco la domanda. O meglio la domanda si riferisce probabilmente agli Autori con la A maiuscola, che girano in incognito tra di noi, e chi lo sa se qualche editore li riconoscer per primo e se li accaparrer Quello che cerco di riconoscere io sono gli autori che dicono qualcosa a me, che mi toccano, che mi fanno provare delle sensazioni, che mi pongono degli interrogativi, che mi fanno ammirare qualcosa Se non sono in grado di riconoscerlo, vuol dire che quelle cose per me non cerano.

 

Una volta che avete individuato un autore promettente fino a quanto e come siete disposti ad investire su di lui?

Completamente, ma non dimentichiamoci che stiamo parlando di una piccola casa editrice, con il budget di una piccola casa editrice.

 

Eppure nonostante tutto sugli scaffali delle librerie ancora si continuano a vendere solo e soltanto i bestsellers di autori affermati, questa tendenza non si prevede invertibile,  o forse qualcosa sta cambiando?

Non, non cambier mai niente, ma non questo il problema. Lutopia di un mercato che privilegi leditoria di qualit su quella di consumo, la lasciamo ad altri. Secondo me la situazione che si dovrebbe e potrebbe lavorare a creare quello che accaduto nel cinema, dove il cinema cosiddetto dessai, considerato in crisi fino a pi o meno otto anni fa, ha mostrato di poter costruire un suo pubblico forte, di riuscire a creare un appeal, di ritagliarsi una nuova nicchia di mercato.

 

Ultimamente quali sono gli autori esordienti sui quali avete deciso di investire particolarmente?

Abbiamo investito molto su Paola Presciuttini (anche se in realt quasi esordiente), su Archetti, di cui abbiamo pubblicato con entusiasmo il bellissimo Lola Motel, e di cui abbiamo letto e commentato il manoscritto del successivo Ventanni che non dormo, che poi lautore ha affidato a Feltrinelli. Il primo autore italiano su cui ci siamo impegnati stato Francesco Permunian, che ha affidato il secondo libro a Rizzoli. E avevamo investito molto anche su Andrej Longo, il cui libro successivo stato affidato a Rizzoli. Ma adesso stiamo puntando molto sulla collana Gli Intemperanti, collana specificamente dedicata agli autori italiani esordienti.

 

E il risultato che avete ottenuto in questi casi stato rispondente alle Vostre aspettative?

In termini di successo di critica s, dalle parole di Maria Corti su Permunian (geniale e originalissimo libro) alle lodi di Sinibaldi ad Archetti a Fahrenheit. In termini di far crescere lautore assieme e in congiunzione con la casa editrice, forse no, perch gli autori che hanno successo vanno immediatamente a cercare un editore pi grande.

 

Quali sono le modalit per inviare un manoscritto alla Vostra casa editrice?

Semplicissime: invio cartaceo, per posta. Ma abbiamo una pagina, Manoscritti, sul sito www.meridianozero.it, dove puntualizziamo le poche cose da sapere, come lavviso di non fare raccomandate, e di indicare il proprio indirizzo e-mail.

 

Quante persone si occupano della lettura dei materiali pervenuti in redazione e che procedure seguono per l'esame, la valutazione e il responso finale?

Tre persone fanno in genere parte del comitato di lettura, e per i romanzi che passano il filtro, allora c una discussione pi allargata.

 

Spesso gli editori parlano degli autori esordienti come di un "male necessario", possiamo capire che alcuni autori possano essere particolarmente invadenti, o permalosi in caso di un rifiuto, ma continuiamo a pensare che gli autori esordienti, bravi o meno bravi, siano fondamentali per lo sviluppo dell'editoria, e che le case editrici dovrebbero forse costruire una specie di ponte virtuale per aiutarli ad attraversare il vasto mare agitato della tentata pubblicazione. Voi a tale proposito come la pensate?

Le case editrici non devono costruire nessun ponte virtuale. Gli aspiranti autori sono decine di migliaia, e la maggioranza purtroppo non ha le qualit per diventare scrittori. Qualunque struttura che si prenda carico di costruire ponti virtuali a questo proposito sarebbe una struttura umanitaria, molto lodevole, ma che dovrebbe affrontare innanzitutto il problema del finanziamento. Le case editrici devono cercare di trovare, qui in mezzo, le cose che vale la pena pubblicare, ognuna in sintonia con i propri obiettivi, siano pi commerciali o pi culturali.

 

La Vostra posizione sul fenomeno oramai tanto diffuso della Pubblicazione con Contributo o a Pagamento?

Anche qui va spiegato meglio che cosa si intende. Di solito agli autori che mi chiedono qualcosa del genere io spiego che secondo me esistono sostanzialmente tre tipi di lavoro che producono libri.

Gli editori, che essendo unattivit imprenditoriale, dove puo avere un peso pi o meno forte laspetto culturale, investono il loro denaro nei prodotti *in cui credono*, per ottenere un utile. Non investono il denaro degli autori. Leditore in quanto tale ha una capacita distributiva, piccola o grande che sia.

I tipografi, che effettuano la stampa del libro, *di qualunque libro* e vengono pagati - da autori o editori - secondo i prezzi di mercato per la sola attivit di stampa.

I truffatori, che effettuano quello che e il lavoro della tipografia, ma spacciandolo per (e qui sta la truffa) lavoro editoriale, garantendo cos una distribuzione che non sono in grado di mettere in pratica e facendosi pagare dallautore una somma evidentemente superiore a quella che leditore potrebbe ricavare dalle vendite.

Il quarto di questi tre tipi e in realt unattivit di service che compone il libro, lo corregge, prepara la copertina, cura la stampa e lo consegna allautore dietro  un compenso pattuito. Questa pure e unattivita corretta perche i prezzi di mercato dei service sono controllabili e soprattutto non si parla di distribuzione, che il service non in grado n pretende di assicurare.

 

Una volta deciso di investire su un particolare autore, quali sono i meccanismi di promozione che adottate per incentivare l'iniziativa?

I meccanismi vanno dalle presentazioni agli interventi alle radio, dalle iniziative che pu organizzare la citt o la regione dellautore al coinvolgimento in dibattiti pubblici o tavole rotonde a festival e fiere. Ma direi che soprattutto una cosa che va vista autore per autore, a seconda del tipo di libro e del carattere dellautore, anche.

 

Capita invece che qualche nuovo autore, dopo la prima opera, Vi proponga un nuovo lavoro per la pubblicazione, e che Voi vi troviate a rifiutarlo a causa dei risultati non soddisfacenti di vendita finora ottenuti? Vi trovate a volta a dover dire di no a un Vostro pupillo?

Finora non successo in questi termini. Ci successo invece di avere delle riserve sul livello di compiutezza di un manoscritto. ma questo rientra nellambito dei rapporti editore-autore, dellumilt di un autore che dopo un libro pubblicato possa ritenere di avere ancora qualcosa da imparare oppure no.

 

E' vero che molti autori esordienti calano di livello dopo il primo successo, o peggio ancora non sono in grado di mettere a punto la seconda opera e rinunciano del tutto? E in caso come Ve lo spiegate?

vero, ma pi spesso investono unimportanza eccessiva nella seconda opera, e vivono in maniera molto personale qualunque critica da parte delleditore del primo libro. Per cui le stesse critiche possono essere molto pi disponibili ad ascoltarle da un nuovo editore, come se sentissero traditore il primo.

 

Nell'economia generale del Vostro catalogo quanto puntate sulle opere degli autori esordienti?

Come autori esordienti tout court, non solo italiani, diciamo che vorrei puntarci per un 40% (non cos peregrino come pu sembrare, perch ho comprato ad esempio i diritti di un autore esordiente americano, che non ancora stato venduto in America, quindi realmente un esordiente), mentre se ci limitiamo agli italiani, vorrei avere una percentuale del 20%.

 

Quale pu essere una buona tiratura per un romanzo di esordio di un autore italiano?

Un migliaio di copie, con la preparazione e capacit di essere rapidi a fare ristampe. Ricordiamoci che la maggior parte degli esordienti, che siano pubblicati da piccole case editrici o da grandi, non supera le 200-300 copie di venduto, e tantissimi sono pesantemente inferiori. Le grandi case editrici non lo ammetteranno mai, incidentalmente.

 

E dopo che cosa succede?

Eh se c la qualit e c anche il packaging, il vestito corretto, allora comincia a vendere. La qualit da sola non basta (salvo le solite eccezioni che tutti si citano, come il libro di Mancassola, le cui vendite hanno continuato a salire fino a catturare linteresse di Mondadori), ci vuole la distribuzione, la copertina giusta, la quarta di copertina giusta, linteresse della stampa.

 

Rimane ancora vero che il sogno di ogni editore quello di creare un autore, e dunque un nuovo fenomeno editoriale?

Sono due cose completamente diverse il creare un autore e creare un fenomeno editoriale. Anche perch il fenomeno si crea, lautore lo si scopre, o al massimo lo si aiuta e lo si guida. Per fare esempi che riguardano altri editori, con Melissa P. si creato un fenomeno editoriale, con Marco Mancassola si aiutato un autore venire allo scoperto.

 

Parliamo di percentuali, su centinaia di manoscitti inviati a una casa editrice quanti sono ragionevolmente proponibili e quanti di quelli accettabili giungono poi alla pubblicazione? Insomma su che numeri viaggia la selezione di un nuovo autore? I nostri lettori sospettano che la probabilit di riuscire sia paragonabile alla vincita dell'Enalotto, davvero cos?

Su 100 manoscritti, 90 sono da buttare, 10 da considerare (in termini di vedere meglio lautore, di invogliarlo a farci leggere qualcosaltro), 1 da pubblicare o pi probabilmente da seguire perch il prossimo sar pubblicabile.

 

Non dovreste essere Voi a cercare gli autori, e non essere viceversa sottoposti da questi ultimi a un costante ed asfissiante corteggiamento?

Facciamo tutte due le cose.

 

Quali sono le opere che prediligete? E in base a quali criteri progettate le collane editoriali? Successo di pubblico, o passione per il genere letterario prescelto?

Le opere che prediligo sono quelle che hanno una storia avvincente, uno stile personale, la capacit di evocare sensazioni, atmosfere senza descriverle, ma toccando le note giuste (quando incontro un aggettivo che d tutta una colorazione, un sapore paricolare alla scena che sto leggendo, quella una cosa che mi conquista). I criteri sono quello che mi piace, indipendentemente dal genere o dal successo (con buon senso, ovviamente, cio se si intuisce che un libro non pu avere nessun successo di pubblico, una cosa che sarebbe stupido non considerare)

 

Come fa un autore a sapere che sorte ha avuto il suo manoscritto inviato in lettura presso di Voi?

Se lautore ci d lindirizzo e-mail, riceve sempre una risposta.

 

La politica editoriale non mai incentrata su un solo libro, ma rivolta generalmente alle potenzialit dello scrittore, ma come si pu con un esame frettoloso di poche pagine di ogni manoscritto individuare non solo il valore letterario di un'opera ma anche le capacit di sviluppo di chi scrive e che potrebbe diventare un buon autore?

sbagliata la domanda. Non si pu infatti con un esame frettoloso individuare nessun valore letterario, dovunque sia. Un esame frettoloso di Flaubert o Dostojevskji porterebbe a risultati discordanti con quelli di un esame approfondito. Ma un professionista in qualunqe campo puo fare un esame rapido (non frettoloso. Se frettoloso non c posto per lui nelleditoria) per valutare se merita un approfondimento o no. Se merita un approfondimento, allora si valuter il valore letterario, non prima.

 

 

Ultimamente molte collane dedicate al Giallo e Noir tendono a sconfinare nel Pulp o nello Splatter. Qual' la Vostra posizione in proposito?

Noi andiamo in direzione opposta. Il Noir rappresenta il terreno in cui si fonde veramente il genere letterario con la letteratura. Il nostro interesse per lo stile, lo sviluppo dei personaggi, lintreccio delle storie, non certo per lo splatter.

 

Le vecchie e nuove collane editoriali dedicate al genere Giallo, Thriller e Noir, con qualche coraggiosa puntata verso il genere Horror, si stanno rivelando una scelta vincente. Forse si tende ancora considerare questo tipo di letteratura un intrattenimento di serie B, o le cose stanno diversamente?

Bisogna distinguere il lettore medio ha un consumo crescente di letteratura di genere, quella che veniva chiamata letteratura popolare o di massa, per cui crescendo la percentuale di diffusione viene meno la necessit di definirla (o di ostracizzarla), con etichette diffidenti come di serie B. Mentre il lettore impegnato questa diffidenza ce lha ancora, e quindi la tendenza a usare termini allusivamente spregiativi come serie B ce sempre

 

O questo sta solo a testimoniare ancora una volta che il lettore medio ha una paura quasi atavica nei confronti delle cosiddette letture impegnate o impegnative?

Gli scrittori in Europa troppo spesso tendono a voler dimostrare il loro valore con i loro libri, anzich darsi al piacere di raccontare, come accade un po pi frequentemente in altri paesi, e questo pu indubbiamente scoraggiare il lettore medio dal riavvicinarsi a unopera impegnata.

 

Anche nella letteratura come in ogni altro genere di cose si assiste spesso a fenomeni di corsi e ricorsi storici in cui i riflussi di tendenze precedenti continuano a influenzare fortemente il mercato, questo il motivo del prolificare di tutti i generi Mistery, Detection, Procedural, Techno e Legal Thriller?

Secondo me non sono corsi e ricorsi, ma la progressiva specializzazione innanzitutto del mercato, inteso nel senso di sfruttamento ottimale degli acquirenti, degli utenti finali.

Permettetemi un esempio con il cinema. Qualche decennio fa cera spazio per pellicole che, pur lavorando allinterno di un genere western, fantascienza, giallo, cartoni animati attiravano tutti i tipi di pubblico, spettatori di tutte le et. Poi si riscontrato che poteva dare risultati migliori in termini economici - pensare il film in termini del suo spettatore ideale, cio tenere presente durante la progettazione del film qual era lo spettatore a cui era diretto. Ed ecco nascere non solo i filoni ben specifici e identificabili con facilit dagli appassionati horror, teen-agers movie, ecc. - ma anche un appiattimento e banalizzazione di moltri altri generi. Tanto per fare un esempio, quando i cartoni animati erano diretti a un pubblico molto pi vasto, sono stati fatti film che sono visibili con piacere ancora oggi, mentre la maggior parte dei cartoni animati di oggi non sono pi visibili senza fastidio dallo stesso bambino cresciuto di pochi anni.

Nella letteratura lo stesso. Il grosso risultato economico dei libri di Scott Turow, Patricia Corwell, Ken Follett, spinge a inserirsi nella scia, scrivendo  e pubblicando libri simili, che poi il marketing si curer di etichettare in maniera da farli riconoscere facilmente, e se letichetta non esiste non ci sono problemi: la creer.

 

 

Sabina Marchesi

 
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:: Sabina Marchesi
Nata a Roma nel 1963. Da sempre appassionata di studi umanistici e antropologici. La possibilità di attingere liberamente ai numerosi volumi presenti nella ricca libreria paterna l’ha condotta a un grandissimo amore per la letteratura classica, ancora in giovanissima età. Oggi scrive racconti, romanzi, saggi ed articoli. Fa parte della redazione di Progetto Babele, Sherlock Magazine, Thriller Magazine, Kult Underground e Il Rifugio degli Esordienti. Scrive per Inchiostro, Super Eva, Punto di Vista, Italia Donna, Donne In Viaggio, Brivido Giallo, La Tela del Ragno e Kult Virtual Press. Classificata quarta al concorso Danae, prima e terza al concorso Da Sette a Dodici di Progetto Babele, uno dei suoi racconti è stato prescelto come strenna natalizia per la newsletter delle Librerie Mondadori. Curatrice del Sito di SuperEva per i canali Giallo Noir e Letteratura Fantasy & Fantascienza, responsabile del Servizio Valutazione Inediti di Progetto Babele, coordinatrice dei gruppi di lettura Eros e Bonsai per il Rifugio degli Esordienti, membro tecnico della Giuria per i concorsi letterari di Kult Underground e Statale 11. Allieva di Cinzia Tani, ha in corso di pubblicazione alcuni racconti che saranno inseriti in diverse antologie. Cura rubriche mensili e quindicinali per Kult Virtual Press e Thriller Magazine. In corso di preparazione una serie di articoli a tema sui Misteri della Storia, da pubblicare sulla rivista Scienza e Paranormale del Cicap (Centro Italiano Controllo Affermazioni sul Paranormale), fondata da Massimo Polidoro e Piero Angela. In pubblicazione un ciclo di interviste a personaggi del mondo Giallo Noir: Cinzia Tani, Corrado Augias, Enzo Fileno Carabba, Luigi Bernardi, Carlo Lucarelli. Numerosi articoli di saggistica, biografie, rivisitazione dei classici, monografie, recensioni letterarie e cinematografiche possono essere visionati, oltre che sulle riviste sopra citate, su questo sito
 
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