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2010
18
Ott

Intervista con Domenico Cataldo

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COMUNICATO STAMPA
 
Giunge al terzo lavoro il giovane chitarrista Domenico Cataldo: è il suo primo album per la prestigiosa Videoradio di Beppe Aleo, ma anche il primo tassello di un nuovo percorso musicale, più elaborato e aperto a numerose influenze. The Way Out è un disco di fusione tra il rock-jazz, il progressive e l'art-rock, il funky e l'acustico: completamente scritto e suonato dall'autore - con la partecipazione di Samuele Dotti al piano - è un viaggio in sette brani dal forte impatto espressivo. Il musicista di origine campana, residente e operante a Cantù (CO), ha un lungo percorso di chitarrista in numerose band (LPS, Infinity, La Quintaumentata etc.) e dal 1998 ha lanciato la sua discografia solista con Pay Attention. Proprio da questo lavoro, Domenico ha rielaborato i brani Pay Attention e Awaiting, presenti in veste rinnovata nel nuovo The Way Out. Come nel precedente lavoro Eventi ciclici, il rock firmato da Cataldo è prettamente chitarristico ma non per questo monocorde o poco espressivo: al crocevia tra numerose influenze, con una netta preponderanza per la composizione progressive e fusion, i sette brani mostrano anche i riferimenti a grandi e amati chitarristi come Joe Satriani, Steve Morse e John Petrucci. Contestualmente al lancio del nuovo disco, Domenico ha organizzato il nuovo progetto live Domenico Cataldo Rising Prog, che esordirà dal vivo il 22 ottobre a Fino Mornasco (CO).

Domenico Cataldo:
musiche, arrangiamenti, missaggio,
chitarre elettriche, acustiche, basso, programmazioni.

Samuele Dotti:
pianoforte

Info:

Domenico Cataldo Official Web Site:
http://www.domenicocataldo.it   

Domenico Cataldo Official MySpace:
http://www.myspace.com/domenicocataldo 

Videoradio:
http://www.videoradio.org

Ufficio Stampa Synpress44:
http://www.synpress44.com
 

DOMENICO CATALDO
BIOGRAFIA

Domenico Cataldo nasce il 13 maggio del 1974 a Cercola (NA), si trasferisce prima a Roma e poi a Cantù (CO) all'età di 7 anni. Inizia da adolescente lo studio della chitarra, inizialmente viene ispirato da The Edge (U2), Mark Knopfler (Dire Straits), Eric Clapton, Jimi Hendrix, Santana, analizzandone gli stili anche con l'aiuto di qualche lezione privata. In seguito approda allo studio di sonorità più distorte ma ugualmente raffinate, Joe Satriani, Steeve Vai, John Petrucci (Dream Theater), Vernon Reid (Living Colour). Approfondisce lo studio della chitarra iscrivendosi qualche anno dopo al CPM di Milano, dove si avvicina allo studio del Jazz, contemporaneamente si esibisce con svariati gruppi, primi tra tutti i Vinicious ed i Red Wine, nei locali della zona di Como e Milano. Nel 1997, con lo scopo di migliorare la sua posizione, partecipa inizialmente ad uno stage nel villaggio Valtur di Nicotera Marina (CZ) dove grazie ad esibizioni davanti ad un pubblico più cospicuo e sotto la guida di formatori acquisisce maggiori conoscenze concernenti il performing.
Rientrato da questa esperienza viene contattato dalla formazione milanese degli Ultima Stirpe con la quale partecipa nel 1998 al festival Emergenza Rock, qualificandosi alla semifinale nord-Italia al Palaconcerti Acquatica di Milano. Nello stesso anno, terminato il cammino con la band incide il primo disco solista Pay Attention, che lo vede emergere con due brani propri strumentali, ottenendo recensioni favorevoli e passaggi radiofonici da testate ed emittenti locali e nazionali, compresa un'inclusione nei palinsesti ucraini. Nel contempo viene contattato dagli LPS (Laboratorio Progettazione Sonora), amici di vecchia data, e con questa formazione si iscrive nuovamente, nel 1999 ad Emergenza Rock, vincendo la finale interprovinciale Como-Varese-Bergamo, tenutasi al B52 a Milano, e ripresentandosi di diritto alla semifinale nord-Italia presso il Propaganda. Resta con gli LPS fino al 2003 realizzando il primo CD del gruppo Memorie dal Sottosuono.
Di fondamentale importanza nel 1999 l'incontro con Massimo Ghianda, tastierista, arrangiatore e anch'egli compositore, col quale fonda gli Infinity: inizia così la stesura a quattro mani dei brani che andranno a formare il cd The Voice Of The Landscape, nel quale Cataldo oltre ad essere un compositore di musiche si scopre anche autore di testi. Il progetto vede l'uscita nel maggio 2004, anno nel quale inizia la promozione dello stesso, il lavoro ottiene eccellenti recensioni giornalistiche e passaggi in palinsesti radiofonici in varie parti d'Italia, alcuni brani sono tuttora in onda. Dal 2001 fino a Febbraio 2005 ha fatto parte de La Quitaumentata, formazione che ha proposto dal vivo brani dell'America Latina, grazie a questo progetto ha avuto modo di approfondire anche l'approccio al linguaggio e alle espressioni tipiche di quelle terre e di questo genere che offre una vastità enorme di spunti.
Nel 2006 ha partecipato al contest Bologna Music Festival accedendo alle semifinali nazionali proponendo materiale proprio. Esercita inoltre dal 1995 attività di insegnamento a titolo privato. Il 2008 vede l'uscita di Eventi ciclici, secondo disco solista presentato dal vivo in varie occasioni. Nel 2009 avvengono un a serie di collaborazioni tra cui una performance dal vivo con Angelo Ravasini dei leggendari Corvi, la composizione delle musiche che fanno da sottofondo al filmato di presentazione della Ditta Pixel di Firenze, e la stesura di lezioni online di teoria musicale per il portale Arquen.net. Nel 2010 esce The Way Out, terzo disco solista pubblicato dalla Videoradio di Beppe Aleo.

Discografia:

Pay Attention - 1998

Eventi ciclici - 2008

The Way Out – 2010

 
Davide
Ciao Massimo. "The way out" è un disco di indubbia qualità, di grande capacità tecnica e di bella inventiva. Vorrei saltare le solite domande su notizie già rese pubbliche dai comunicati stampa e scorrere con te i titoli del tuo lavoro.

Domenico
Ciao Davide, un saluto a te e a tutti i nostri amici lettori. Ti ringrazio innanzitutto per gli apprezzamenti positivi circa il mio ultimo disco "The way out", del quale elenco i titoli dei sette brani che lo compongono:
1 Limbo
2 Pay Attention
3 Awaiting
4 Land of desire
5 The way out
6 I'm searching for a new identity
7 Finally I can see the universe

Davide
Oggi, in letteratura, si dà molta importanza all'incipit. Come si suol dire: chi ben comincia… Nei giorni scorsi l'American Book Review ha scelto i cento migliori incipit della letteratura mondiale, assegnando il primo posto a "Chiamatemi Ismaele" del Moby Dick di Melville. Spesso la musica progressive è associata a racconti, come fossero una sorta di romanzo in musica. È quel che ho pensato con il brano d'apertura di "The way out", Limbo, che si può definire un'introduzione, un incipit appunto. Quali sono i migliori incipit e in quali dischi progressive della storia secondo te, e perché? Inoltre, perché hai iniziato riferendoti al mondo dell'irrealizzato per sempre, senza gioia e senza pena, il limbo per l'appunto?

Domenico
Hai detto bene, Limbo è l'introduzione ad un racconto che accompagna in musica l'intero album. A tal proposito per fornire un quadro più completo del discorso che ho voluto trattare, mi sembra opportuno dire che il lavoro oggetto della nostra "chiacchierata" vuole essere il seguito di Eventi Ciclici, disco che lo precede, poichè con Eventi Ciclici analizzo i corsi e i ricorsi sia storici che del microcosmo della vita umana, mentre in The way out ho cercato una sorta di elevazione e liberazione da questo luogo comune, da ottenere con il perseguimento di una nuova consapevolezza, che nella nostra epoca è più che mai necessaria. Limbo si inserisce proprio in quella sorta di "terra di nessuno", segnata dall'immobilismo che succede all'ennesima disillusione, all'ennesimo disincanto, il limbo secondo me su questo piano dimensionale è rappresentato dall'apatia e dalla rassegnazione, vuoti dai quali è vitale riemergere. Da umile musicista 36enne mi sento molto piccolo rispetto ai cosiddetti mostri sacri del progressive, ad esempio i Pink Floyd, e quindi parlando di incipit storici di altrettanto storici concept albums che dire di "Speak to me" di "Dark side of the moon"... lo cito perchè le sonorità accompagnano e testimoniano le argomentazioni espresse, ed in questo i Pink Floyd erano maestri. Aldilà dei significati, di quest'intro e della totalità del concept, mi colpisce l'inizio per eccellenza, ovvero la nascita, di fronte alla quale mi pongo una serie di domande circa i misteri che racchiude, e di fronte alla quale si alimentano speranze, sogni, una vita che inizia è totalmente "scrivibile".

Davide
"Pay attention"… A cosa dovremmo tutti fare più attenzione secondo te?

Domenico
All'eccellnza, si dovrebbe fare attenzione a moltissime cose in più ambiti, ma restando nel messaggio che intendo lasciare in questo pezzo direi proprio all'eccellenza, alle persone che hanno un vero valore e che sono portatrici di esempi di alta consistenza, è bene fare propri tali esempi e seguirli per migliorare. Ritengo che nella società di oggi, anche a causa di messaggi deleteri che ci vengono trasmessi, si tende a divinizzare il mediocre, mentre colui che è dotato di un certo spessore, vuoi per conoscenze, vuoi per capacità anche innovative, e soprattutto, vuoi per una sensibilità molto sviluppata, viene sovente isolato o addirittura colpevolizzato per non essersi chinato al cospetto di quella sorta di divinità chiamata omologazione. Gli esempi sono molteplici, si possono trovare in tutti i settori, dal microcosmo della vita di tutti i giorni alle attività di più alto respiro, l'arte, l'informazione, la politica... insomma cari lettori, ve ne prego... riconosciamo e valorizziamo l'eccellenza, possiamo trarne giovamento tutti!

Davide
"Awaiting"… Beati coloro che coltivano la voluttà dell'attesa (Jean Josipovici, scrittore francese). Se oggi non sappiamo attendere più, è perché siamo a corto di speranza (Antonio Bello, scrittore e vescovo italiano). Cos'è invece per te l'attesa?

Domenico
L'anticamera del sogno in via di realizzazione. Ovviamente non basta restarsene fermi e aspettare, occorre lavorare per raggiungere un traguardo, raggiunto il quale necessità un nuovo percorso e un nuovo obiettivo da porsi, operosità e attesa viaggiano sempre in simbiosi, anche se quest'ultima spesso porta a pensare ad uno stato di inerzia, è una forma di movimento.

Davide
"Land of desire". La prima nobile verità dei buddhisti è che la vita consiste di sofferenza. La seconda è che soffriamo a causa del desiderio, in quanto le cose della vita che sono fugaci, temporanee, illusorie. La terza è che per liberarsi dalla sofferenza occorre eliminare ogni desiderio… Segue l'ottuplice sentiero. Cos'è per te il desiderio?

Domenico
Il desiderio è il propellente che ci spinge verso la realizzazione, il pensiero positivo che ci incita. Prima parlavamo di apatia, di rassegnazione, ecco, l'assenza di desideri causa proprio questi stati. Tutti noi invece miriamo alla felicità, all'amore... ma per ottenere ciò la base sta proprio nei sogni, nei desideri, che se sanno viaggiare oltre l'effimero, ci aiutano ad essere uomini.

Davide
"The way out": un'uscita di cosa verso cosa? Che cosa rappresenta per te la musica in termini di "fuga" (o di cosiddetto "escapismo"), e cosa invece il fatto che di sola musica non sempre e non tutti si può vivere? Sei contro quale realtà nei confronti della quale un'artista prova disagio?

Domenico
Verso una nuova dimensione umana, un tentativo di uscita dal vortice della ciclicità degli eventi che descrivevo nel disco precedente, e dalle consuetudini e gli schemi che rappresentano delle vere e proprie gabbie. Personalmente ritengo che la musica non sia da considerare una fuga, bensì uno strumento di elevazione e di acquisizione di una maggior sensibilità per interfacciarsi meglio con il proprio mondo interiore, con gli altri e con l'universo di cui si è parte integrante.
Venendo alla musica come professione, premetto che è giusto che tutti possano fare musica, chiunque deve avere la possibilità di accedervi e sentirsela propria, nel suonarla, nel proporla e nell'ascoltarla, è però altrettanto normale che non tutti si possa vivere di sola musica, ciò che non trovo giusto è che non sempre questo concetto viaggia di pari passo con la meritocrazia, vi sono una moltitudine di musicisti di qualità superlative che non si vedono riconosciuti nella loro professionalità, e che molto spesso sono costretti a considerarla come "secondo lavoro" nonostante gli anni di studio e di sacrifici. Purtroppo qui in Italia la situazione è, oserei dire drammatica, la musica dai più è relegata al semplice hobby o svago, e purtroppo questa concezione da parte dei fruitori, rappresenta un ostacolo per gli addetti ai lavori.

Davide
"I'm searching for a new identity". L'identità è il modo in cui l'individuo considera e costruisce se stesso come membro di un gruppo, nonché il modo in cui le norme di quel gruppo consentono a ciascun individuo di pensarsi, muoversi, collocarsi e relazionarsi rispetto a se stesso e agli altri. Cercare una nuova identità a volte può significare solo un adeguamento maggiore a quelle norme (quindi in questo senso si ha semmai una maggiore perdita di identità nel significato di unicità, diversità o peculiarità). Oppure è un desiderio non realizzabile senza intervenire sulle norme stesse, dal momento che per modificare delle norme, un intero o una parte di sistema, non basta un individuo soltanto, ma occorre un evento popolare, storico. Cercare una nuova identità quindi implica sovente anche un cambiamento di cultura e di luogo. Tu come stai cercando una nuova identità, se il titolo è da riferirsi autobiograficamente, oppure cosa volevi indicarci?

Domenico
Mi riferisco ad un desiderio di rinnovamento, quante volte nella nostra vita ci è capitato di dire o pensare "qui serve un cambiamento radicale" oppure "c'è bisogno di una sterzata"? Trovo che un rinnovamento periodico sia necessario come le nostre cellule che si rigenerano di continuo, ci aiuta a vivere meglio con noi stessi e a guardare il mondo che ci circonda o il gruppo a cui apparteniamo con occhi diversi e da angolazioni differenti, indipendentemente dal maggiore o minor adeguamento alle sue regole. Occorre anche precisare che, l'umanità intera al momento si trova in un punto di svolta, anche se sembra non volersene accorgere, quindi a mio avviso il mondo intero in qualità di civiltà e macro-gruppo deve ripensare una serie di consuetudini e di metodi di approccio alla realtà che se trascinate ancora per lungo tempo rischiano di portare all'annichilimento

Davide
"Finally I can see the universe"… Quale universo hai visto, intuito e indicato o narrato infine nel titolo e nelle note di questo bellissimo finale? Una volta visto o  compreso l'universo, cosa ne pensi rispetto al multiverso, l'insieme di universi coesistenti e alternativi al di fuori del nostro spaziotempo?

Domenico
L'universo è quel tutto che armonizza, di cui siamo parte integrante e dal quale possiamo attingere energia, nella "Profezia di Celestino" i personaggi del libro affermano che l'uomo ha sempre erroneamente cercato di attingere energia dai suoi simili, senza comprendere che la massima fonte è proprio l'universo, può sembrare un concetto astratto ma questa riflessione può essere un primo passo per una maggiore e rinnovata consapevolezza. Confesso che nel seguire questo concetto non mi trovo nemmeno ad un livello di "apprendistato", personalmente mi ci sto ancora accostando ma trovo che sia una strada che vale la pena di percorrere. La teoria del multiverso mi affascina e non la escludo, e, come i molteplici interrogativi che si pone l'uomo, è un mistero che per ora rimane tale.

Davide
Qual è il tuo chitarrista preferito e perché? Ma soprattutto vorrei chiederti se conosci Derek Bailey, o Keith Rowe, o Christian Fennesz o altri sperimentatori (per quanto ritenuti più o meno "ostici" all'ascolto) e chiederti perché non vengono mai citati come maestri della chitarra nell'ambito più implicito del progressive, che dovrebbe essere evolutivo-esplorativo? In questo senso il progressive non è forse diventato in qualche misura tradizionalista?

Domenico
Joe Satriani, perchè è un chitarrista/musicista completo, in quanto dà lo stesso valore alla melodia e al virtuosismo, il tutto dosato perfettamente al servizio di ciò che compone e del messaggio che intende trasmetterci. Ho sentito materiale di vari sperimentatori, tra cui i musicisti che mi hai nominato, indubbiamente va ammirato il coraggio nell'esplorazione di frontiere lontane da ciò che è più "convenzionale" ma sono anche dell'opinione che l'idea che nasce come figlia della sperimentazione deve poi trovare un'ascesa, uno spunto che all'interno dell'opera la faccia decollare, in questa fattispecie mi sento più vicino alla proposta di Fennesz.

Davide
Parlaci del Domenico Cataldo Rising Prog?

Domenico
Si tratta della band implementata per proporre dal vivo i brani del mio progetto solista, quindi anche quelli di cui abbiamo appena parlato. Col concetto Rising Prog abbiamo voluto dare una percezione di evoluzione continua, rising (in ascesa) e prog sono quasi sinonimi se vogliamo. La line up è composta ovviamente dal sottoscritto alla chitarra, Fabio Zanni anch'egli alla chitarra, Marco Terzaghi alla voce (preciso che alcuni dei brani di Eventi Ciclici, il penultimo disco, erano cantati), Samuele Dotti alle tastiere, Giacomo Danelli al basso, Enzo Ferraro alla batteria. Ogni elemento di questa band ha avuto l'entusiasmo e la capacità, non solo di eseguire questi pezzi, ma anche di apportare idee per un miglioramento nei riarrangiamenti degli stessi, perciò in nome dell'evoluzione permanente ci presenteremo dal vivo con un viaggio musicale ancora più avvincente.

Davide
Cosa seguirà?

Domenico
Nell'immediato sto lavorando, insieme ai Rising Prog per la buona riuscita del discorso live, sto anche imbastendo nuove idee per il prossimo lavoro discografico, ma sotto quest'aspetto sono ancora agli inizi.

Davide
Grazie… e à suivre.

Domenico
Besten Dank Davide, bis bald!!!
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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