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2005
25
Gen

Ludmila

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Ludmila

Ludmila è il nome di un progetto musicale indipendente, ideato, prodotto e realizzato da Paola Bianchi (voce) e Luca Valisi (basso e batteria elettronica), nato nel 1997, prende il nome dal personaggio di un romanzo di A. Solzenycin. In quello stesso anno vengono composti i primi brani, che, data la peculiarità della formazione, acquistano subito una carattestica distintiva, data dalla predominanza evocativa della voce di Paola, da testi "onirici" spesso ispirati a opere letterarie e film d'autore, e dal singolare modo di suonare il basso di Luca, per lo più un insieme armonioso di accordi e arpeggi, di suoni puliti e distorti. Con questa formazione il duo si esibisce in numerosi locali e centri sociali e culturali, esperienza che rafforza ulteriormente l'approccio musicale del duo: ecco perché il 26 febbraio '99 i Ludmila vengono invitati ad esibirsi all'Università Statale di Milano, polo Bicocca, all'interno di un convegno organizzato dal Dipartimento di Sociologia sugli studi di genere. Il concerto, che ha suscitato l'entusiasmo della giornalista Ilda Bartolone, è stato ripreso da RAI3 e in parte trasmesso a "Notte Cultura" dell'1 Marzo '99. Sin dagli esordi il progetto è impegnato in un'intensa attività live curata e programmata interamente ed esclusivamente dal duo, il cui interesse principale è lo scambio intenso e genuino con il pubblico, che trova nel concerto il momento più alto di comunicazione. Quest'ultimo si concretizza attraverso un'approccio minimale alla musica creando atmosfere suggestive e graffianti al tempo stesso, anche grazie al supporto di proiezioni surrealiste e diapositive (Paola Bianchi), dando vita a una performance molto accattivante.
Nel giugno del 2000 i Ludmila hanno ultimato un mini cd autoprodotto, contenente cinque brani, avvalendosi della collaborazione di Andrea Garavaglia (Octopussy Studio- Mesmerize - Dragonheart Records) per la registrazione, il mixaggio, la masterizzazione e la parte ritmica in un brano ("Falena"). Questo secondo lavoro è una miscela di parti elettroniche ed acustiche, interamente realizzate dal duo, che alterna brani d'atmosfera a sonorità più sperimentali; è stato ben accolto dalla critica e dal pubblico e diffuso in oltre 400 copie attraverso i concerti (Napoli, Arezzo, Reggio Emilia, Heilbronn, ecc.). Il futuro vede i Ludmila impegnati nella promozione di due nuovi album: "Stella Splendens" che raccoglie la ricerca di Paola per quanto riguarda la polifonia medievale e "Disadorne", di chiare sonorità post-rock, che raccoglie invece la passione di Luca per la musica etnica e il trip hop; senza tralasciare la passione del duo per la programmazione di esibizioni live. I Ludmila sono un progetto sempre più orientato verso la ricerca e la sperimentazione in campo musicale: nelle ultime collaborazioni registrazioni, nel mini cd "Anamin" (con DoktorT alias Alex Tiberi) e concerti (Malastrana Festival, On the road Busker Festival, La Cueva) risulta evidente quanto esso sia aperto alle "contaminazioni" con altre forme di espressione artistica quali cinema, pittura, danza e teatro.
Davide
E aggiungo: Tra gli ultimi lavori, i Ludmila sono presenti in All Scars Orchestra (New Scars 2004) alias Mirco Rizzi (Ashtool), Daniele Brusaschetto, Luca Valisi & Paola Bianchi (Ludmila), Paul Beauchamp, Massimo Cordaro, Maurizio Suppo (Dimension Idol), Oscar Mucci (Ascolie). E' un cd che raccoglie il meglio di tre giorni di jam session creativa tra amici ai Dock's Dora di Torino (Bosco / Milarecords / Into my bed recordings… bellissimo, imperdibile!). Ricorda l'esperienza musicale della Third Ear Band, quando Glen Sweeney e soci realizzavano musica completamente improvvisata in una specie di flusso ininterrotto… Mostra oltretutto una dose inventiva di gruppo e un affiatamento fuori dal comune. .. Ci raccontate quei tre giorni di incontro e creazione dall'improvvisazione tra vecchi amici?
Luca&Paola:
Sono stati tre giorni bellissimi e molto divertenti, anche faticosi, veramente non avevamo limiti di alcun tipo, né di orario… Noi abbiamo visto per la prima volta i Docks e abbiamo incontrato quella realtà artistica molto ricca e singolare per cui Torino si distingue, inoltre eravamo coi nostri carissimi amici Mirko e Daniele che, con tutti gli altri, stimiamo molto dal punto di vista umano e musicale. Crediamo che la bellezza di questo lavoro sia la sua irripetibilità, il frutto solo ed esclusivo di queste sessions dove praticamente si poteva fare assolutamente quello che si voleva… e se siamo riusciti ad "orchestrarci " lo dobbiamo al fatto che tutti hanno vissuto in questo modo la medesima situazione …
Davide

Ho cominciato da "All Scars Orchestra" anche perché è stato con quel disco che vi ho conosciuto. La prima cosa che fin da subito mi ha colpito è stata proprio la prima traccia, "La cosa più violenta che fai". Chiesi scherzando a Mirco (Rizzi) se quella voce non fosse di Elisabeth Fraser, che so, magari un campionamento… A quella bella somiglianza fu davvero la prima cosa a cui pensai… (Per inciso, io adoro i Cocteau Twins). Ascoltando poi altre cose di Ludmila, un po' della loro eterea sensuale ineffabile musica direi che c'è davvero anche nella vostra. Ho letto anche che tra i vostri beniamini ci sono stati i Japan… Bello, è stranamente raro che qualcuno li citi tra i propri ispiratori, quando invero è stata una delle band in assoluto più innovative del loro tempo. Potrebbero essere ancora perfettamente attuali e forse non raggiunti. Ci sono stati musicisti che più di altri hanno avuto un'influenza sul vostro lavoro? Chi sono secondo voi i compositori, gruppi o solisti viventi oggi più interessanti?

Paola
: è una domanda difficile perché non abbiamo mai pensato a qualcosa di così preciso riferendoci alla nostra musica… anche a me i Cocteau Twins, la voce di Elizabeth Frazer piacciono molto ma non ho ascoltato così tanto i loro dischi da poter dire che hanno influenzato il mio modo di cantare… Tra le mie cantanti preferite ci sono sicuramente anche Lisa Gerrard (Dead Can Dance) e Sainkho Namtchylak. I musicisti più interessanti attualmente, se escludiamo la nostra adorazione per i Radiohead, Radiodervish, Portishead, Madredeus, io li ritrovo nel panorama underground… ad esempio Daniele Brusaschetto, Ovo, Sikhara, Nuke Satori sono sicuramente tra i miei preferiti… mentre penso con certezza che la più affascinante voce femminile in Italia sia quella di Romina Salvadori (Estasia, Ran)

Luca: anch'io penso che i Japan siano molto attuali, contrariamente a certi luoghi comuni e stereotipi che spesso si sentono a proposito di "revival/sonorità all'avanguardia negli anni 80" (mi piacerebbe proprio sapere quali siano queste sonorità!). Faccio fatica a trovare un gruppo attuale che li possa eguagliare in ingegno e abilità… gli unici che mi vengono in mente sono gli Estasia… come i Japan ci sono altri gruppi dello stesso periodo altrettanto grandi che hanno influenzato molte correnti musicali, se non vengono citati è perché mediocremente tale richiamo viene apprezzato solo quando riproposto da gruppi del mainstream o simili….
Ho iniziato a suonare il basso ascoltando Genesis e Police, attualmente mi piace il cupo minimalismo di Black Heart Procession e Massive Attack…

Davide
Paola ha studiato canto medievale e/o polifonico. Mirabile fusione tra atmosfere post-rock e canto di sapore medievale si può ascoltare in Dochodjaga (scaricabile dal vostro sito http://
www.ludmila.it. Luca invece è interessato anche alla musica etnica, tradizionale… Quindi, in qualche modo, ricercate nel passato anche più lontano… Vi è capitato di fare scoperte o riscoperte particolari: un pezzo, uno strumento, una tecnica, un autore dimenticati o cos'altro, proponendovi di riportarli in vita?

Paola: si, a me è capitato di studiare un particolare modo di utilizzare la voce di diverse culture, dove oltre alla tecnica di riprodurre certi suoni né e stata approfondita l'intenzione, ciò che si vuole comunicare con quel modo di cantare, come nasce e dove si esprime, da un punto di vista antropologico.
Luca: ad esempio mi è capitato di approfondire il metodo di uno strumento turco a corde e in qualche pezzo ne ho cercato di riprodurre l'accordatura sul basso elettrico….devo dire che la ricerca musicale è una caratteristica predominante della nostra musica, in cui si fondono la sperimentazione e i nostri differenti percorsi artistici e personali….Con questo spirito è nato il live che abbiamo intitolato "Estremità Sonore" (
www.ludmila.it/estremita.html), che ripropone antichi canti mariani e gregoriani originali (eseguiti solo da Paola) alternati a brani del Ludmila più "sperimentali", su proiezione de "Lo Specchio" di A.Tarkovskij. Il filo conduttore dello spettacolo è la figura della madre come angelo ma anche come diavolo…
Paola: La scelta di accostare due repertori tanto distanti tra loro propone due diversi mezzi che abbiamo a disposizione nella nostra cultura per esprimere significati comuni, oltre che a riportare in vita brani di una bellezza unica e riproporli il più fedelmente possibile, abbiamo scelto di dar voce alla dualità della donna proposta da Tarkovskij alternandoli a brani dei Ludmila composti con strumenti attuali, come basso elettrico, percussioni industriali, distorsori, loops, ma che coi brani antichi avessero in comune la stessa intenzione e qualche assonanza nei testi. Mi piace mischiare diversi stili musicali quando tutto viene ben amalgamato e metabolizzato, e ha un significato preciso e chiaro; trovo invece veramente ridicole e poco credibili alcune realtà musicali attuali che propongono un proprio repertorio nel tentativo (per giunta dichiarato!) di esprimersi con un linguaggio/codici culturali e musicali "antichi" (magari utilizzando addirittura le tastiere ?!!!): il più delle volte non si sa neanche di cosa si stia parlando e credo anche che la definizione "medieval" venga spesso dispensata con troppa leggerezza.

Davide

Che cosa state facendo ora, quali i progetti futuri?

Luca:
Esserci classificati secondi all'OnThe Road festival di Pelago (FI) l'anno scorso ci ha aperto l'universo su una serie di possibilità sonore e creative che ignoravamo… avevo comprato il basso acustico soltanto tre mesi prima, e c'erano più di 200 artisti selezionati in gara, di certo non era per il concorso che vi abbiamo partecipato… evidentemente la performance acustica esprime al meglio la morbidezza e l'intensità della nostra musica, e a quanto pare non ce ne siamo accorti solo noi… all'Acustica Unplugged Experience la settimana dopo è stato un successo, e anche a Ferrara e Firenze questo inverno, ecco perché nei prossimi mesi ci vorremmo dedicare a perfezionare nuovi brani con il basso acustico.
Per quanto riguarda invece le collaborazioni stiamo componendo nuovi brani con il duo NukeSatori, due veri innovatori dal punto di vista della musica elettronica e soprattutto due amici e musicisti con cui ci sentiamo molto in sintonia, e che come noi (e probabilmente come te!) sono amanti delle "contaminazioni".
Stiamo inoltre curando le prossime uscite della nostra Milarecords, il primo sarà il nostro album "Disadorne", e in futuro i nostri rispettivi progetti solisti….


Davide

Normalmente, per qualche anno ancora, si fa fatica ad avere un'immagine che abbracci complessivamente la decade appena trascorsa. Per esempio, solo avanti nei Novanta si è in qualche modo cristallizzata nell'immaginario collettivo una sensazione, un'idea complessiva, una lista di punti di riferimento "alla memoria"… insomma un "archetipo" degli anni Ottanta. Io fatico ancora ad avere questo "archetipo" dei Novanta. Voi, musicalmente, di getto, con che serie di nomi o parole (di generi, musicisti, situazioni, atmosfere etc.) li racchiudereste?

Luca e Paola: Pensando ai musicisti più significativi dell'ultima decade: Radiohead, Bjork, Portishead, ma francamente veri e propri punti di riferimento fatichiamo a trovarli… adesso ne abbiamo molti di più nel panorama underground, forse perché lo viviamo, collaboriamo, produciamo "facciamo insieme", e in cui vediamo un fermento culturale e una "organizzazione sotterranea" molto vitale…

Davide
Non mancherò di venire a vedere quanto prima uno dei vostri spettacoli dal vivo. Le descrizioni fattemi dei vostri concerti sono davvero interessanti. Nei prossimi mesi avete progettato nuovi tipi di concerto e di performance? Cosa fate al momento?

Paola: Stiamo perfezionando il live acustico che probabilmente proporremo nei prossimi concerti dei Ludmila; con Nuke Satori a giugno parteciperemo alla rassegna di arte indipendente "Malastrana Festival 2005" organizzata da Vincenzo Cirillo (compagnia teatrale Ombra di Peter) e dal Comune di Cascina (PISA), nel corso del quale io presenterò il mio progetto solista Femina Faber… per me basta così, dato che canto anche in un coro femminile di musica medievale e rinascimentale e devo riuscire a far combaciare tutte le date dei concerti!
Luca: non mancherà sicuramente qualche occasione dedicata al noize e all' improvvisazione, come quella del 25 febbraio al Baraonda di Segrate (MI) dove ci sarà la prima apparizione live dell'AllScarsOrchestra" !

Davide

Mi interessa molto il modo in cui Luca suona il basso… Di solito c'è intorno a questo strumento il preconcetto che debba essere soltanto ritmo che pulsa, meglio se schiavo di una grancassa… Mick Karn aveva trovato un suo modo eccezionale di far suonare e cantare il fretless osando anche gli accordi melodici e armonici e un uso direi prodigioso anche delle frazioni di tono, ma che è rimasto fondamentalmente non raccolto… Fino a Luca, direi. O quali altri "mentori" al riguardo?

Luca: così mi fai sentire in imbarazzo, ma anche molto onorato! Non penso di essere così bravo, ma credo di avere un modo di suonare il basso molto personale… anche Chet dei PinPin Sugar, sebbene abbia uno stile molto diverso da quelli che hai citato tu, è sicuramente unico nel suo genere e lo ammiro molto.

Davide

Ho citato prima la Fraser… Quali muse vocali riguardano invece Paola? Come hai scoperto la tua voce, l'amore per il canto, come si è evoluto nel tempo? Mi vuoi parlare un po' del tuo rapporto con la voce …

Paola: io ho iniziato a cantare con mio padre da piccolissima, lui mi accompagnava così per divertimento con la chitarra o le tastiere; poi a scuola non appena potevano mi facevano cantare alle lezioni di musica e ai saggi perché dicevano che avevo una bella voce, ma io non mi sono convinta fino all'età di 18 anni, quando ho messo in piedi un gruppo tutto mio… è stato con Luca e con Roberta Mangiacavalli (la mia insegnante di canto e direttrice di coro) che ho cominciato a credere nelle mie potenzialità e a pensare che dovevo studiare per poter esprimere al meglio la mia creatività… a loro due devo moltissimo del mio percorso artistico… con Roberta ho sviluppato poi l'amore per il canto gregoriano e la musica medievale, da cui uno studio progressivo mi ha permesso di concentrarmi sull'impostazione vocale fino al rinascimento… la voce non è altro che lo specchio di quello che c'è dentro di noi e lo strumento per comunicarlo agli altri, più della tecnica adoro ascoltare una voce con un tale grado di consapevolezza…….

Davide

E i testi? En passant…. Potete descriverci la vostra "poetica"? Vi interessa maggiormente la parola come suono, la parola che esalta la vocalità o meno? E' inevitabile, infatti, fin dai tempi del canto antico e del bel canto, che, più si esplorano la bellezza e le possibilità di una voce, più la parola si fa difficile da intendere, tant'è che chansonniers e cantautori predilessero fin dagli inizi un canto semplice, con la parola ben scandita, talvolta quasi un parlato, e arrangiamenti scarni, perché per loro contava anzitutto la chiarezza del testo o il cosiddetto "messaggio". I Cocteau Twins risolsero a modo loro questo problema: io sono di madre lingua inglese e non ho mai capito una parola o quasi di molte delle più belle loro canzoni finché non seppi che in effetti erano bellissimi fascinosi suoni inventati… parole anche più misteriose, arcane, come dal senso irrimediabilmente indecifrabile di una lingua perduta per sempre… Così come per esaltare le doti straordinarie di Cathy Berberian, suo marito Berio, i vari Pousser, Cage eccetera le scrissero musica per puri fonemi…

Paola:
Hai toccato uno dei miei argomenti preferiti! quello che mi ha sempre appassionato della musica antica è la ricerca dell'armonia perfetta tra suono e parola, tra l'intenzione e il significato del testo e le note che possano esprimerli al meglio, o che evochino proprio quelle sensazioni legate a ciò che viene declamando/cantato/pregato (come ad esempio nei modi del canto gregoriano)… della musica antica poi mi piacciono le contaminazioni con le altre culture in cui spesso si perdono le origini, e ancora di più il fatto che in tempi remoti il sacro e il profano si perdessero in un connubio misterioso…
Detto questo non mi piace applicare a priori una scelta riguardo alle melodie dei miei testi, ci sono testi brevi con parole molto dirette e "musicali" che canto in modo più articolato di altre, non mi piace accentare per forza le parole sempre nel modo convenzionale, mi piace ogni tanto "cantare le consonanti" e a volte scegliere dei vocalizzi con un particolare registro di voce senza decidere di "rinchiuderli" in una parola o in un testo… sono molto istintiva… i miei testi dicono molto di me, se penso anche ai periodi della mia vita in cui li ho scritti, attraverso immagini di paesaggi e scenari "onirici" descrivo sensazioni precise attraverso metafore e simboli in cui chiunque potrebbe ritrovarsi… ultima cosa, sono ferma sostenitrice dei testi in italiano, perché la considero una lingua assolutamente "musicale" (come ad esempio il latino e l'arabo), non condivido il pensiero che un testo in italiano evochi l'assonanza con la "canzone italiana", penso che sia un pregiudizio, dettato da una scarsa consapevolezza della musicalità della lingua e da un orecchio musicale limitato.

Davide

Qualunque cosa voi vogliate dire…

Luca e Paola: Invitiamo tutti gli interessati a scriverci e a visitare il nostro sito www.ludmila.it per conoscere le attività dei Ludmila e le novità della nostra label Milarecords www.ludmila.it/milarecords Alla pagina www.ludmila.it/consigliati.html abbiamo deciso di riservare uno spazio a qualsiasi forma di espressione artistica (recensioni,articoli,poesie,racconti,mostre,film,concerti ed eventi): supporta la creatività, non reprimerla! Sostieni chi fa controcultura!

Davide
Grazie, à suivre.
Paola&Luca
Grazie a te per il tuo sostegno, il lavoro e la passione che ci hai dedicato! Un abbraccio a presto!

Davide Riccio
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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