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2010
2
Ott

Le Città della Notte Rossa

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William Burroughs, traduzione di Giulio Saponaro
prefazione di Fernanda Pivano
Elliot (Roma, 2010), pag. 256, euro 18.50
 
Accolto dalla critica come il più importante e maturo capolavoro di W. Burroughs, "Le città delle notte rossa" è un volo nelle maglie fertili dell'utopia. Il primo capitolo d'una trilogia completata da "Strade morte" e "Terre occidentali". Tre pezzi che, per fortuna, l'editore Elliot ha voluto pubblicare in Italia. Non a caso la storia è del Capitano Mission, pirata del XVIII secolo sostenitore, però, della libertà e dell'uguaglianza. Burroughs per creare questo suo imponente e allucinato d'utopia romanzo inventa che Mission non ebbe la sua colonia Libertaria annientata. Ma, appunto, la vide crescere fiorente. Williamo Burroughs, scomparso solamente nel 1997, e definito il padre della beat generation, terminò questo ennesimo capolavoro nel vicino 81. Immortalando, ancora una volta, nelle pagine il suo sconvolgimento immaginato nel pensiero. Oltre che per fare impazzire la trama e le ambientazioni, per ristabilire l'assurdità d'un'umanità ammazzata dalla barbarie che ancora oggi coltiva. Ormai disintossicato dalle varie droghe, l'autore, l'autore del classico "Pasto nudo", spiega l'indimenticabile Pivano in sede di prefazione, in "Le città della notte rossa" - lo scrittore anarchico porta appunto alle estreme conseguenze le voglie della "satira politica, sociale e scientifica" sperimentate, per esempio, proprio nel "Pasto nudo". Il romanzo è annunciato, per dire, da un'elencazione a seguire la prefazione del libro di W. B. che è denominata Invocazione, elenca proprio le tante divinità del Male. Burroughs trattiene il suo eroe Mission nel Madagascar. Aanzi ovviamente nella sua' Libertaria. E, per la verità, per fare un'unica storia intreccia tre utopistiche storie. Quella di Noah Blake. Quella di Clem Williamson Snide. Quella all'interno della civiltà maya disintegrata. Storie con mille, centomila storie. Ma le Città della Notte Rossa sono: Tamaghis, Ba'dan, Yass-Waddah, Naufana, Waghadas, Ghadis. Fatte d'abitanti suddivisi a etnie di classe, i Trasmigranti e i Ricettacoli. I personaggi di questo romanzo, tutti i personaggi di questo romanzo, assurdi e quasi reali, catapultati in una struttura formata da una non-struttura, davvero, sono diversi dai soliti personaggi. Perché non sono personaggi. Sono personalità. Sia le creature fantastiche che, per dire, capitan Mission. In quanto, ovvero, non sono i depositari d'una trama da alimentare. Ma i soggetti che annientano, anche loro, l'idea stessa di "trama". L'utopia, o l'Utopia di "Le Città della Notte Rossa" è il romanzo. Il ritorno in libreria di questo intenso e strampalato' libro è un dono del sottocielo. Il pianeta azzurro solcato e segnato dal male non deve che apprezzare il regalo del maestro. Naturalmente, dopo aver letto questo capolavoro vien il desiderio di cercare nuovamente "Strade morte", "Terre occidentali", "Pasto Nudo".        
 
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:: Nunzio Festa
Nunzio Festa è nato a Matera, nel’81, dove attualmente lavora; risiede nel suo paese natale, Pomarico (MT), con la sua compagna.
Poeta, narratore, critico; lavora nel campo dell’editoria, revalentemente come editor per la materana Altrimedia Edizioni – della quale è anche direttore editoriale, e come consulente editoriale. Collaboratore giornalistico per cronaca e cultura, dal 2004 in maniera stabile per Il Quotidiano della Basilicata Collabora, inoltre, con siti internet, riviste e altri giornali. Suoi articoli, poesie e racconti sono stati pubblicati su riviste, quotidiani e in varie antologie. Nel 2004 ha pubblicato la sua prima silloge poetica E una e una (Montedit), mentre nel 2005 la sua prima raccolta di racconti Sempre dipingo e mi dipingo. Storie di vita ballate e condite con musica (Edizioni Il Foglio letterario). Nel 2007, la silloge poetica Deboli bellezze è entrata a far parte della collana curata da Silvia Denti, ‘I quaderni Divini’. Dieci brevissime apparizioni è il titolo delle prose poetiche pubblicate da LietoColle nel 2009. Il suo primo romanzo è stato pubblicato presso Arduino Sacco Editore, sempre nel 2009, ed è titolato L’amore ai tempi dell’alta velocità. Del 2010 è anche “Quello che non vedo”, (poema, per Altrimedia Edizioni), con contributi di Ivan Fedeli, Plinio Perilli, Giuseppe Panella, Francesco Forlani, Franco Arminio, Massimo Consoli. Una sua silloge inedita, nel 2011, è entrata a far parte dell’antologia, curata da Gianmarico Lucini, “Retrobottega”.
Altre opere sono in corso di pubblicazione. Poesie, racconti invece ancora inediti, un romanzo e un'antologia poetica in “fase di scrittura”. Vive per scrivere.
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WEB:
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