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2010
21
Set

Intervista con Lele Battista

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LELE BATTISTA > NUOVE ESPERIENZE SUL VUOTO
 
Sull'inesprimibile sensazione di quasi distacco che un serio ufficio stampa dovrebbe avere quando presenta un nuovo progetto non mi pronuncio... Di conseguenza affermo con malcelato orgoglio che In Parte Me e totalmente Mescal, siamo felici di comunicarvi che da Martedì 7 Settembre 2010 è disponibile in tutti i negozi un nuovo efficace metodo per Nutrire La Mente: il nuovo album di LeLe Battista intitolato Nuove Esperienze Sul Vuoto. Un vuoto che non è mai tedio anche se  L'Arte dell'Annoiarsi spesso equivale alL'Arte di Essere Felici. La bella musica e l'altrettanto bella voce di LeLe Battista rappresentano da una decina d'anni  Il Mio Punto Debole e di conseguenza quando Le Mani finalmente trattengono un suo nuovo lavoro, l'emozione arriva Profondamente Dentro.  Grazie a dischi di questo tipo posso sopportare tutto, anche un improvviso Blocco del Traffico, perché comunque so che alla fine ci sarà Un Nido che mi attende! Attento: se lo ascolti bene, potrebbe capitare anche a te!
(Manuela Longhi)
                                                                         
LeLe Battista nasce a Milano nel 1975. Voce e leader dei disciolti La Sintesi, con questi arrivò a calcare il palco di Sanremo con la canzone "Ho mangiato la mia ragazza". Nello stesso periodo la band partecipa alla prima edizione dell'Mtv Brand New Tour suonando dal vivo i brani inclusi nei 2 album realizzati: "L'eroe romantico"(NOYS/Sony) e "Un curioso caso"(Columbia/Sony),  prodotti il primo da Morgan ed il secondo da Pino Pischetola, quest'ultimo sound engineer di artisti come Franco Battiato, Alice, Depeche Mode e molti altri. Immediatamente dopo, LeLe Battista, collabora ad una serie di progetti (Soerba, Audiorama, Zerouno, Megahertz) e realizza la propria rilettura de "l'Esodo", inclusa nella compilation/ tributo a Franco Battiato "voli imprevedibili" (edita nell'aprile 2004 dalla NUN).
Un percorso che tra mille vicissitudini, lo porta a comporre i brani che faranno parte del vero e proprio esordio da solista che ha come tema portante "Le Ombre". L'album elabora, attraverso buona parte dei testi, i concetti ed i pregiudizi che sono influenzati da questo fenomeno. "Le Ombre", scritto in collaborazione con Giorgio Mastrocola (già chitarrista dei La Sintesi e di Franco Battiato), è prodotto quasi interamente da LeLe Battista; tre brani vengono infatti curati da Celso Valli, produttore, arrangiatore e direttore d'orchestra tra i più apprezzati. L'album, carico di magia acquisita anche grazie alla presenza di un orchestra di 36 elementi ed alla continua ricerca da parte dell'artista di soluzioni liriche e musicali particolari, viene realizzato negli studi Fonoprint e Impatto di Bologna e all'Industria Musica di Milano.
Tra il 2006 ed il 2008 LeLe Battista segue la produzione artistica dei dischi di Yuri Beretta, Aria di Neve e Controluce non dimenticando la passione con la quale ama rivisitare brani di altri artisti. Lo fa attraverso "Pezzi di Vetro" (con Santasangre), "Ogni volta" (con Alessandro Raina dei Giardini di Mirò e di Amor Fou), e in solitaria con "Forse", brani inseriti rispettivamente nei tributi di Francesco De Gregori, Vasco Rossi (ambedue veicolati dal magazine Mucchio Extra) e nel doppio dedicato a Garbo.
La curiosità artistica lo porta nel 2009 a confezionare la colonna sonora de "Lo Stallo" film di Silvia Ferreri e d'incidere una delle sei versioni che affiancate all'originale hanno formato l'EP "Last Minute", apripista di altissimo profilo dell'ultimo album di Ivano Fossati, "Musica Moderna". I sei artisti, tra i quali spicca LeLe Battista, sono stati scelti dal Maestro genovese giudicandoli la parte più interessante del futuro della musica italiana. Negli ultimi mesi, l'impegno si è concentrato nella stesura e nella realizzazione dei nuovi brani che verranno inclusi nel progetto che Mescal pubblica e Universal distribuisce il 7 Settembre 2010, intitolato Nuove esperienze sul vuoto.
 
Ufficio Stampa Mescal:
Manuela Longhi
 
NUOVE ESPERIENZE SUL VUOTO
Note Tecniche
 
01 - Sull`inesprimibile
02 - Blocco del traffico
03 - Il mio punto debole
04 - Il nido
05 - L`arte di annoiarsi
06 - L`arte di essere felici
07 - Nutrire la mente
08 - Profondamente dentro
09 - In parte me
10 - Le cose + grandi di me
11 - Le mani
12 - Attento feat. Mauro Ermanno Giovanardi
 
Produzione artistica, arrangiamenti e realizzazione: LeLe Battista e Giorgio Mastrocola tranne 05 e 10 co - prodotti  artisticamente con Megahertz
Produzione esecutiva: Valerio Soave per Mescal
Testi: LeLe Battista tranne 02 e 07 > Testi di LeLe Battista ed Elisabetta Molica
Musiche: LeLe Battista e Giorgio Mastrocola
 
Hanno suonato:
LeLe Battista - Voce, pianoforte, glockenspiel, sintetizzatori :: Basso track 07
Giorgio Mastrocola - Chitarre, trattamenti sonori, basso track 03 :: Cori tracks 05 - 09
Andrea Dupuis – Batteria
Megahertz - Sintetizzatori tracks 05 - 10 :: Basso tracks 04 - 05
Giorgio Cuccurugnani - Basso tracks 02 – 06 – 08 – 09 – 10 - 12
Mauro Ermanno Giovanardi - Voce track 12
Andrea Cardinale - Violino track 07
Francesco Moneti - Violino bonus track
 
Registrato: da LeLe Battista e Max Lotti al Just Recording Studio tranne track 09 registrata da Raffaele Stefani allo Studio Industria Musica di Milano
Voci registrate: da Carloenrico Pinna allo Studio Esagono di Rubiera (RE)
Mixato: da Carloenrico Pinna allo Studio Esagono di Rubiera (RE)
Masterizzato: da Claudio Giussani al Nautilus di Milano
Grafica - Paolo De Francesco per Moltimedia
Fotografie - Dario Mastrocola
 
LELE BATTISTA - NUOVE ESPERIENZE SUL VUOTO
 
1) SULL'INESPRIMIBILE – Delicata introduzione al disco. Un brano nato durante la lavorazione della colonna sonora del film "Lo Stallo". Di breve durata. Il testo è uscito di getto. Ho spesso cercato di aggiungere una terza strofa senza mai ritrovare la magia delle prime due: il primo brano di questo album è quindi incompiuto.
2) BLOCCO DEL TRAFFICO – Scritto durante una domenica di blocco del traffico a Milano. Credo fosse il Febbraio del 2007. Mi ero da poco trasferito con la mia compagna dalla periferia al centro della città, ed assieme a lei ho scritto il testo, riflettendo sul contrasto tra la nevrosi cronica della città ed il silenzio surreale dovuto al blocco.
3) IL MIO PUNTO DEBOLE – La  Musica di questo brano è stata scritta da Giorgio Mastrocola. Io ci ho aggiunto il testo. È l'ultimo brano scritto per questo disco: 5 Giugno del 2009. Ricordo la data perché quella sera, in seguito ad un avvenimento traumatico, ho deciso il titolo del disco.
4) IL NIDO – E' una canzone d'amore scritta per celebrare l'inizio della convivenza con la mia compagna. IL NIDO è il nostro piccolo appartamento. Ho sempre pensato che il testo avesse dei riferimenti a cose troppo private ed incomprensibili. È strano che sia diventato il primo singolo.
5) L' ARTE DI ANNOIARSI – Uno dei primi brani scritti per questo disco. Il vuoto ha qui un'accezione positiva. È assenza di materia. E' spiritualità. Siamo diventati ipercinetici. Abbiamo perso l'arte di annoiarci. E' bello ricordarci che è sempre il momento giusto per fermarsi a riflettere. Per fissare il vuoto.
6) L'ARTE DI ESSERE FELICI – La felicità è la possibilità di scegliere. Certo la nostra mente è plasmata, non è più la tabula rasa di quando veniamo al mondo; ma nulla ci deve togliere l' impagabile senso di libertà che ci da la scelta. Quando riusciamo a scegliere ci sentiamo completi e felici.
7) NUTRIRE LA MENTE – Il brano, che vede la partecipazione di Andrea Cardinale, violinista classico di fama internazionale, è un inno all'inverno, al vento che taglia la pelle. Non amo particolarmente l'estate, con il caldo opprimente perdo lucidità. Come il protagonista de "Lo straniero" di Camus.
8) PROFONDAMENTE DENTRO – Il primo brano scritto per questo album, subito dopo la fine della realizzazione del precedente "Le Ombre". Il periodo che corre tra la fine di un disco e l'uscita dello stesso è sempre stato per me il tempo migliore per scrivere del materiale nuovo. Di solito in quella fase di transizione mi ritrovo svuotato dalla responsabilità di portare a termine un lavoro complesso come quello della realizzazione di un intero album e mi sento libero di sperimentare nella scrittura, di esplorare territori nuovi e capire come sarà il mio futuro musicale. E' un pezzo notturno, intimo, con influenze Sigur Ros; il ritornello è una specie di mantra elettronico, con il vocoder  in primo piano.
9) IN PARTE ME – Ispirato da un racconto surreale di John Lennon, parla dell'alienazione nel non sentirsi mai pienamente se stessi, anche nelle situazioni quotidiane. Allo stesso tempo, l'alienazione di non potersi mai sentire nemmeno totalmente altro.
10) LE COSE + GRANDI DI ME – Il tema di questo brano era stato scritto per il film "Lo stallo". Non è stato scelto, ma a me piaceva tantissimo per cui ho deciso di svilupparlo e farlo diventare una canzone che fosse un continuo rincorrersi di modulazioni nella musica e nel testo. E' uno dei pochi brani in cui musica e testo sono nati assieme, mentre ero al pianoforte e suonavo il tema cambiando di frase in frase gli accordi.
11) LE MANI – Altra musica di Giorgio Mastrocola , composta alla chitarra classica. Brano acustico e minimale. Questa canzone è entrata a far parte della colonna sonora de " Lo Stallo". Un giorno ho cercato di scriverci un testo che fosse dolce quanto la musica.
12) ATTENTO – La fine dell'album è affidata al brano più scuro e sperimentale, scritto dopo avere assistito ad uno splendido concerto degli Einsturzende Neubauten, gruppo tedesco che adoro.
Il brano è diviso in due parti, la prima ipnotica e rilassante. La seconda un crescendo di tensione con un recitato che rende il tutto molto drammatico. Ho chiesto la collaborazione di un caro amico ed artista di cui sono grande ammiratore, Mauro Ermanno Giovanardi, una delle voci migliori di sempre in Italia, che in questo "cameo" da sfoggio anche delle sue doti di attore.
 
LeLe Battista
 
Davide
Ciao LeLe. Ho apprezzato subito le tue "Nuove Esperienze Sul Vuoto", i tuoi testi sono tra le cose migliori che ho ascoltato quest'anno. Il tuo disco è per me (mutatis mutandis) l'equivalente in musica dello Horror Pleni di Gillo Dorfles.  Cosa ti ha portato a questo bisogno di più sano vuoto?
 
LeLe 
Sono contento ti sia piaciuto, grazie.
Passando alla risposta: la vita ipercinetica che faccio, il fatto che raramente mi fermo a fissare il vuoto appunto, a lasciarmi andare al pensiero puro; il vuoto per me in questo caso ha un significato positivo, è assenza di materia, e quando la materia ci distrae da noi stessi, abbiamo bisogno di creare il vuoto.
 
Davide
È un'epoca, la nostra, in cui avremmo tutti bisogno di tornare a farci un po' di vuoto per ritrovare gli intervalli perduti… Future shock, The Third Wave, Powershift… Il futurologo Alvin Tofler è stato il primo negli anni '70 a prevedere l'impatto dei cambiamenti sempre più veloci portati, dopo quelle agricola e industriale, dalla rivoluzione elettronica. Finora non ha sbagliato di molto. Una moltitudine di esseri umani viene a trovarsi sempre più disorientata, più apparentemente competente ma più profondamente inadeguata e nesciente, sempre più anticipata, impreparata e incapace di conoscere e affrontare sia emotivamente, sia razionalmente e moralmente la propria esistenza in relazione al proprio mutevole e (iper)complesso ambiente… Lo shock del futuro è un fenomeno del tempo, un prodotto del ritmo dei tempi di gran lunga accelerati dai continui cambiamenti della società, dalla superficialità e dal feticismo dello sviluppo e del consumo continui. Ho per questo apprezzato anche il ritmo complessivo del tuo disco, scorrevole ma con tranquillità, elettrico ma in modo sereno e rasserenante, distensivo. Come hai pensato e quindi arrangiato la musica (che è pur sempre un pieno, un evento, una creazione-azione) in relazione all'esperienza del vuoto?
 
LeLe 
Io e Giorgio Mastrocola, che ha curato assieme a me questo disco dalla scrittura alla realizzazione, abbiamo cercato di non arrangiare troppo le canzoni, perché ci siamo resi conto che già il lavoro nudo e crudo era abbastanza complesso. Di conseguenza abbiamo curato molto il suono in generale, e quello della voce in particolare, per non rendere troppo difficile l'ascolto e per fare in modo che il suono compatto e unico - dall'inizio alla fine - trasportasse l'ascoltatore in un bel viaggio.
 
Davide
Altro grande bisogno è quello che manifesti verso la leggerezza. Sembra che tu voglia fare incontrare la leggerezza propria dell'età che sorge con la saggezza dell'età che tramonta. O quale altra leggerezza stai cercando, perché vivere possa essere meno difficile?
 
LeLe
La ricerca di leggerezza è in realtà una ricerca di profondità, perché ho capito che solo affrontando le situazioni con la mente aperta e pronta ad accogliere quello che ci viene dall'esterno si vivono le cose pienamente. Vedo tanta gente triste e smarrita, non che io non lo sia spesso, ma mi piacerebbe trasmettere la sensazione che ho da un po' di anni che in fondo abbiamo un potere quasi infinito su noi stessi, di migliorare la nostra percezione delle cose, e che questo potere non va sprecato.
 
Davide
Chi ti ha dato qualcosa di indimenticabile musicalmente e perché? Battiato? E cosa ne pensi dell'ultimo Lucio Battisti/Panella, i cui Erano dischi eccezionali per bellezza e fascino capaci di rinnovarsi ad ogni ascolto, avanti di venti o trent'anni (o chissà ancora per quanto, visto che ancora oggi non sono stati ben compresi e collocati molto più in alto della precedente - pur notevole, ma non altrettanto alta - produzione)?
 
LeLe
Panella è uno che ha contribuito parecchio ad aprirmi la mente. Panella è divino, nel senso che è un'entità che crea dei mondi; ha completamente rivoluzionato il linguaggio dei testi in Italia, anche se non in molti lo hanno capito. Secondo me l'importanza di Panella verrà fuori negli anni, e Battisti ha avuto il merito di rendere il tutto ancora più apparentemente gelido, lui che era avanti. Battiato è un altro grande innovatore. Invidio la sua capacità di unire leggerezza e profondità.
Mi piace comunque ricordare che Morgan mi ha dato tantissimo:  lui ha un modo di vivere artistico; la sua vita e la sua arte si mischiano totalmente.
 
Davide
Molti hanno elogiato la noia. Ricordo che da ragazzo, ai miei tempi (parlo degli anni '70), la noia era un qualcosa di inevitabile (non c'erano tutti i riempitivi di oggi) e altresì indispensabile per darsi tempo e fissare nuove (auto)conoscenze e coordinate. Di quegli anni ricordo ogni cosa, di oggi non più. Ora, che non mi annoio più e la noia mi nascerebbe solo dal non sapere cosa non fare, nel grande flusso di informazioni, azioni, reazioni e doveri, mi rendo conto che imparo meno, e la memoria si è fatta più labile. Di noie se ne sono descritte a iosa: metafisica, demoniaca, estetica, morale, etica, patologica, psicologica, culturale… Quale noia dovremmo accogliere o coltivare secondo te?
 
LeLe
Fino a un po' di tempo fa mi vantavo di non annoiarmi mai, e in fondo penso ancora sia positivo essere in grado di riempire il proprio tempo. La noia è più affascinante come concetto, come attitudine mentale, perché la si associa appunto alla contemplazione pura, e credo che anche tu la intenda così, all'orientale; ma noi occidentali non capiamo certe cose e abbiamo bisogno di provocazioni come questa della ricerca della noia per capire l'importanza della riflessione.
 
Davide
…nutrire la propria mente
ha a che fare con il contrario
con l'impossibilità di comprendere…
Non pensi all'ambiguità di questi bei versi: poiché è impossibile comprendere, allora è inutile nutrire la mente?
 
LeLe
Ma sta proprio qui il bello: nella ricerca di un senso che non si troverà mai, ma noi nel cercarlo ci arricchiamo. È come in "cerco un centro di gravità permanente" di Battiato; si sa che non c'è questo centro, ma ogni volta che ci sentiamo un po' più vicini all'equilibrio ed è un momento magico: quindi tendiamo a ricercarlo over and over again…
 
Davide
Adoro Paul Valéry. Nel finale di "Attento" hai usato alcune citazioni di Valéry da i "Cattivi pensieri". Una delle cose che ho più riscontrata vera nella mia vita dei suoi cattivi pensieri è che una donna intelligente è una donna con la quale uno può essere anche stupido (o, se preferisci, leggero) quanto vuole. È stato ciò che mi ha fatto finalmente capire quale fosse la compagna giusta. Quale cattivo pensiero di Valéry hai amato e fatto tuo più di altri? 
 
LeLe
"Scherzare sempre e vedere il nulla in ogni cosa", che difatti cito nel testo.
 
Davide
Preferisci anche tu dormirci prima un profondo sonno sopra e, ogni mattina a partire dalle prime luci dell'alba, quando «l'essere è ancora al di fuori del mondo, non implicato, non parte ma giudice puro», trarre i tuoi pensieri?
 
LeLe
Si. Mi piace scrivere la mattina, mi sembra di essere più lucido e sincero, magari prima di prendere il caffè e risvegliarmi definitivamente.
 
Davide
Perché il disco goniometrico riprodotto sulla etichetta del cd? Quanto alla copertina: una goccia nell'oceano, o l'oceano in una goccia?
 
LeLe
Per quanto riguarda le immagini non ho la mente sveglia, non ho grandi idee e per questo mi affido a dei professionisti formidabili, quali Paolo De Francesco di Moltimedia per la grafica, Dario Mastrocola per le foto e Lorenzo Vignolo per i video. Sono tre persone che ritengo geniali alle quali lascio totale libertà espressiva perché mi fido della loro sensibilità. Le bolle colorate in copertina esprimono l'idea di vuoto senza che questa risulti angosciante, ovvero lo stesso intento delle canzoni.
 
Davide
Cos'è per te la malinconia? Cosa l'allegria?
 
LeLe
In musica sono sensazioni spesso ingannevoli e che si confondono. Le canzoni malinconiche ad esempio mi danno allegria perché mi sembra di condividere il mio malessere con l'autore della canzone e mi sento meno solo mentre le canzoni allegre mi mettono addosso malinconia, perché spesso mi sembrano forzate, e l'allegria forzata è una delle cose più tristi che ci siano, ma questo deriva da una degenerazione della musica degli ultimi anni, in cui  la banalità e la forzata allegria hanno dominato.
 
Davide
Produrre e tutelare musicisti emergenti e progetti artisticamente meritevoli, ma ignorati dal mercato italiano dal 1994 a oggi è stato un nobile e riuscito, mai disatteso compito della Mescal. Anzi, il mercato italiano oggi non può più ignorare molti validi artisti. Che traguardo hai pensato al tuo disco nella vita di altri?
 
LeLe
Il ruolo di Mescal nella musica italiana non viene riconosciuto come merita. La caratteristica di Mescal sta nel trattare progetti particolari con attenzione e produzioni da major. Purtroppo nella discografia non ci sono coesioni; è sempre un tutti contro tutti , e questo atteggiamento, che io rimprovero anche agli artisti, ha contribuito al declino musicale degli ultimi anni.
 
Davide
A seguire?
 
LeLe
Sto scrivendo brani nuovi, sperimentando nuove direzioni musicali, in totale libertà.
Un disco richiede sempre uno sforzo per fare in modo che risulti omogeneo, e quando mi libero da questo lavoro mi concedo qualche mese di sperimentazione che mi serve per  capire da che parte andrà il prossimo lavoro e per divertirmi ad esplorare nuovi mondi: nuove influenze musicali e letterarie.
 
Davide
Grazie e… à suivre.
 
LeLe
Grazie a te…
 
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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