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1998
25
Mar

Voci che sussurrano

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Voci che sussurrano

In questo speciale numero di marzo non poteva mancare uno speciale numero di Voci che sussurrano. Molte sono infatti questo mese le nuove collaborazioni (grazie all'aiuto fornitoci dal sito1 letterario1 gestito da Raffaele Gambigliani Zoccoli) e molte, in generale, le presenze che cercheranno, con il loro lavoro, di rubarci un'oretta del nostro tempo, per immergerci nelle loro creazioni.
Ma prima di iniziare a "commentare" le opere che abbiamo avuto il piacere di raccogliere vorremmo ricordare che questo, come tutto il resto della rivista, è spazio per voi. La rubrica SUSSURRI vuole essere una sorta di ritrovo letterario, magari senza pretese, ma non per questo meno serio o interessante. E in questa "piazza" tutti coloro che tra di voi amano scrivere racconti o comporre versi, possono essere bene accetti.
Ricordo anche a tutti, che da questo mese in avanti, è disponibile in internet il nuovo editor di testi per KULT Underground (e per saperne di più vi invito a leggerne la recensione nella sezione COMPUTER) che vi consentirà di comporre i vostri testi con un'ampia formattazione, e visualizzarli esattamente come verranno inseriti nella rivista.

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Apre il lungo carosello delle poesie di marzo
Mio caro angelo
di un nuovo autore (o autrice, da quello che si può dedurre dal testo) che preferisce rimanere misterioso: Black Panther. Il testo, vagamente misticheggiante, ha una struttura particolare e stranamente inquietante. Ed in quella che potrebbe essere una poesia d'amore, una dedica di se stessi ad un altro, paiono affiorare allusioni ed immagini più comuni in testi fantasy, fino a spiazzare il lettore, con l'accenno all'"angelo nero" e all'"anima", che facilmento lo condurranno a più oscuri sentieri. Buon testo, dal ritmo simile alla prosa.

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Un più immediato canto d'amore è invece
Questa notte
di Mia Preti. La giovanissima autrice, già conosciuta su queste pagine con testi di vario tipo (anche se la maggior parte riguardanti la persona amata, o l'amore in generale), ancora una volta si propone con un inno alla vita, con un vitale ed immediato invito al proprio compagno affinchè in "questa notte" tutto sia perfetto. La dedizione che si vede chiaramente tra le righe, la passione, è quella di sempre, ma appunto per questo, sempre viva e nuova.
Una volta di più, le sue opere mostrano come le parole più semplici, e i discorsi più diretti, se sottesi da una certa forza narrativa e da una certa spontaneità sanno trasformarsi in qualcosa di unico e magico.

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L'unica poesia in lingua inglese di questo mese è
She stood here
del pakistano (ma residente in Inghilterra) Asif Khan. Che dire? Se avete già letto qualcosa di questo autore, questo testo, carico di brio e di spirito, vi darà una visione più ampia ed inaspettata delle sue qualità come poeta; se invece avete tra le mani un suo scritto per la prima volta, non penso che su KULT Underground possiate trovare nient'altro che vi possa dare un'idea migliore di lui. In quartine in rima baciata potrete assistere ad un piacevolissimo (e, ne sono sicuro, autobiografico) episodio, che si snoda come in una danza, passo passo, fino ad un brillante finale, che non esiterà a strapparvi un sorriso.

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Con una corta e "verticale" poesia, dal titolo semplice di
Mano
, assistiamo al ritorno di un autore che solo chi ci segue da sempre ricorderà: Carlo Zarcone. Apparso su queste stesse pagine ormai due anni fa, ci abituò per un paio di mesi a testi diretti, frontali, immediati. E questo suo ritorno comincia con un opera che appartiene allo stesso filone, appena, forse, mitigata dal tema dolce della passione. Passione che si spiega in un gioco leggero, ad occhi chiusi, mano nella mano.

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La mia Ste
di Fabrizio Cerfogli è la terza e ultima poesia di uno splendido trittico, dedicato alla stessa persona (di cui, finalmente riusciamo anche a scorgere il nome!). In un crescendo avvertibile, l'autore è passato via via da un punto all'altro dell'atto di amare, e dalle metafore parzialmente oscure delle prime opere, dalle luci tenue della sera, del tramonto, dai riflessi tenui del mare, si è arrivati al bianco della chiarezza e al rosso della passione. "Lo vista ed era come tutte le altre", inizia Fabrizio, quasi scusandosi, quasi cercando di capire i come ed i perchè dei suoi sentimenti; ma poi, piano piano si lascia sciogliere, travolgere dai fatti semplici che rendono ogni persona unica e speciale, e si rende conto che tutto è già accaduto, e che la persona che prima guardava, ora è dentro di lui, indissolubilmente. Altro splendido testo, complesso, e piacevolmente strutturato, che consacrano l'autore di "Quake editing" un buon osservatore, ed un ottimo maestro di parole.

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Il primo racconto di questo marzo è
La gatta
di un nuovo2 autore: Massimo Canetta. Il brano, corto e con un chiaro riferimento al mondo delle "barzellette", ha un ritmo veloce e perfetto, un ottimo modo di ritagliare i dialoghi e le scene, ed un crescendo rapido ed incisivo. L'attimo è, come si suol dire, breve, ed il testo sfugge tra le dita in un minuto o due, ma il commento è lo stesso usato per She stood here: non potrete fare a meno di sorridere.

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Dall'universo infinito di Start Trek, e più precisamente sulla seconda Enterprise più famosa del mondo (quella di Next Generation) il nostro sceneggiatore per eccellenza
Claudio Caridi
, membro dello STIC3, ha ritagliato un nuovo viaggio, dal titolo televisivo di Il disperso. Apparentemente molto più a suo agio con testi lunghi, e con questa seconda ambientazione, Claudio è riuscito ancora a superare sè stesso, e se "Uno strano pianeta" ricordava piacevolmente in stile e taglio un episodio della serie classica, con i proprio punti di forza, ma anche con le debolezze di un telefilm ideato varie decine d'anni fa, ne "Il disperso" ritroviamo tutta la forza tecnica di un ambientazione di fantascienza moderna, e la ampliata energia di un equipaggio più caratterizzato ed eclettico di quello precedente. La trama di questa prima parte proposta è presto detta: in un viaggio dedito a ricerche cartografiche, l'astronave Enterprise entra in contatto con una navicella dispersa da dieci anni nello spazio. Dalle altre sfere riceve perentorio l'ordine di distruggerla, ma qualcosa non convince Picard, che preferisce saperne di più. E qualcosa di molto strano, ovviamente, viene alla luce...
Un altro splendido racconto per tutti gli appassionati di fantascienza.

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Uno dei più intriganti testi di questo mese è, a mio parere,
Senza fine
di Michele Brustia, altro autore nuovo su queste pagine ma conosciuto ed apprezzato in rete4. Un racconto breve e senza troppi fronzoli, che ricorda come tinte lo splendido "L'inquilino del terzo piano" di Topor, senza tuttavia condividerne nulla se non, in parte, il gioco del finale. Con uno stile piacevolmente americano, e una forte attenzione alle "inquadrature", questo brano vi inchioderà a sè, senza possibilità di fuga, in compagnia di un automobilista di nome Smith, in un notturno viaggio verso Derry.

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Dal gusto dichiaratamente autobiografico e dal colore ocra che sanno avere solo i ricordi che si appoggiano a cavallo delle guerre, abbiamo il piacere di proporvi
Viale Ceccarini di Franco Braga. L'autore, insegnante in pensione ed autore anche di splendide poesie, ci fa vedere uno spaccato di vita che molti di noi, generazione X, facciamo anche fatica ad immaginare... e ci presenta una Riccione "fuori sequenza", una Riccione così diversa da come la concepiamo noi, e nello stesso così simile, da darci l'impressione di vederne due immagini sovrapposte, solo leggermente sfasate. La vicenda che crea la storia, e che sfocerà sul finale in un leggero brivido adolescenziale, non è che un pretesto, ben costruito, per dar spazio ai ricordi, e per risentire come per magia, suoni di treni, e chiacchierio di folla, da tempo sopiti nella memoria. Un testo molto curato, dal ritmo evanescente di una passeggiata sotto il sole, impregnato ottimamente di cultura e storia.

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Ottimo anche il racconto, arrivato come al solito all'ultimo minuto,
La bottega
di Massimo Borri, che meriterebbe ben più di due parole. Il testo, di impostazione fantastica, è discretamente congeniato, ha un ritmo adeguato e una buona cura per i particolari, e il finale, originale e ben orchestrato, è assolutamente da non perdere. Consigliato sicuramente anche ai non amanti del genere.

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Ultimo testo di questo mese particolarmente ricco è
La fine delle trasmissioni
di Marco Giorgini. Lungo (rispetto alla media di quanto pubblicato normalmente su SUSSURRI) racconto di fantascienza, che potrebbe tranquillamente finire, come tema, in una puntata di Ai confini della realtà.

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Sicuro che la maggiore leggibilità dei testi (dovuta alla maggiore risoluzione e alla superiore nitidezza dei font) non potrà che incentivare la vostra lettura, non mi resta che augurarvi una buona lettura (ah, avete già notato che F5 funziona ancora?).

Marco Giorgini

1
L'indirizzo è http://www.geocities.com/soho/cafè/2209/letteratura.htm, ed è uno di quei link da avere sempre in bookmark, se vi interessano i racconti e la letteratura in generale. In questo sito troverete non solo moltissimi testi di ottimi autori, ma anche numerose informazioni su bandi di concorso per aspiranti scrittori, e link ad altre riviste di rete che pubblicano scritti.

2
ma solo per SUSSURRI...

3
Star Trek Italian Club

4
e sul sito letterario di Raffaele Gambigliani Zoccoli

 
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:: Marco Giorgini
Marco Giorgini è nato a Modena il 21 Agosto 1971 e lavora come responsabile del settore R&D in una delle più importanti software house italiane che si occupano di linguistica applicata. Dal 1994 coordina la rivista culturale KULT Underground e dal 1996 la casa editrice virtuale KULT Virtual Press; ha tenuto conferenze, e contribuito ad organizzare mostre e concorsi letterari, tra cui ''Il sogno di Holden''. Da marzo 2005 è autore di una striscia a fumetti sul mondo degli esordienti chiamata Kurt.
MAIL: marco@kultunderground.org
WEB:
www.kurtcomics.com
 
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