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2010
5
Ago

Martini - Pietro Grossi

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Pagg.64 Euro 9,00 Sellerio Editore
 
Lo scrittore fiorentino dà vita ad un romanzo breve, o racconto lungo incentrato su due personaggi. Frank, voce barrante del libro, facilmente identificabile con l'autore e il grande romanziere Thomas J. Martini. Il primo, giornalista agli inizi della carriera, si era recato in un lussuoso albergo per intervistare lo scrittore, diventato un mito anche solo se aveva dato alle stampe un solo libro. Prevenuto, Frank pensa di provare rancore, antipatia per l'uomo di successo, ma, al contrario, fra i due scocca una scintilla  di empatia, che si trasformerà in un'amicizia , anche se con rapporti non assidui, ma caratterizzata da rapporti sporadici. I due si intendono al volo. Martini manda a casa una bella donna, la compagna Miriam, attrice  destinata ad un brillante futuro,  pur di conversare con Frank che, secondo Martini " vede le cose", cioè riesce a cogliere il significato profondo dell'esistenza umana. Il giornalista è convinto che lo scrittore rappresentava "tutto ciò che chiunque avrebbe voluto essere, bello, giovane, gonfio di successo". Ma, l'autore di "Tu" e "Piramidi" è veramente, come pensano gli altri e non Frank, un uomo felice e appagato? No,perché lo scrittore , pur se ricco e con due libri di successo, osannato dal pubblico e dalla  critica sparisce da tutto e da tutti. Lascia l'appartamento , i libri, i mobili, di lui non si hanno più notizie. Si rifugia ad Instabul dove va a lavare piatti in un locale e all'amico che lo va a trovare dove sostiene che è felice di condurre questa nuova vita. Un libro, questo di Grossi, che si presta a diverse interpretazioni. Una cosa comunque è certa: vi è, sostiene l'autore, una profonda differenza fra l'essere e l'apparire, fra i nostri tormenti interiori e l'esteriorità manifestata. Si tratta, dopo il folgorante esordio narrativo con "Pugni" del 2006, seguito dal meno felice "L'acchitto", pubblicato l'anno successivo, sempre per i tipi della Sellerio, di una inversione di tendenza. Martini rappresenta certamente  un tentativo dello scrittore di cambiare registro narrativo, una prova sperimentale di dare vita a nuove atmosfere e,  non a caso,  il libro, a differenza dei precedenti,  è ambientato in America e ci ricorda le pagine dei libri di Francis Scott Fitzgerald, scrittore molto amato dall'autore. Martini è  un libro breve di pagine, ma certe descrizioni di luoghi e  situazioni sono tratteggiate  in maniera egregia, così come i dialoghi fra Frank , che  Martini chiama Jay,  anche se sono brevi, sono molto  intensi e profondi. La scena più bella e toccante  del libro è quella che chiude il volume: l'incontro ad Instabul fra i due , quando escono da un  locale . Si rivedranno?  Grossi ha voluto volutamente evitare  di restare ancorato alle bellissime pagine di Pugni e  ha dato vita , secondo chi scrive, ad un piccolo esperimento: cambiare personaggi, situazioni, luoghi, dare vita ad un breve romanzo che rappresenta una totale inversione  di tendenza rispetto alla precedente produzione letteraria. Martini  disorienta all'inizio il lettore, abituato a storie più solide e consistenti, ma scavando fra le pieghe del libro, scoprirà messaggi importanti ed inquietanti. Resterà da registrare se questa sperimentazione letteraria avrà, o meno, un seguito o se Grossi, il cui talento letterario è fuori discussione, ritornerà alle storie che lo hanno fatto conoscere al grande pubblico.
 
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:: Giuseppe Petralia
Pubblicista iscritto all'Ordine dal 1984. Sposato, due figli, 47 anni, dipendente del comune di Trapani. Svolge, dal 1981, il ruolo di corrispondente da Partanna (Trapani) per il ''Giornale di Sicilia'', collabora al sito libri.brik.it, cura una pagina di libri sul periodico ''Il Belice'', ha collaborato al sito, oggi chiuso, della scrittrice Francesca Mazzucato e alla rubrica ''I libri della settimana'' curata da Giancarlo Macaluso sul sito de ''Il Sicilia'' anch'esso chiuso. Non si considera un critico letterario, solo una persona che ama i libri.
 
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