:: Home » Numeri » #70 » SUSSURRI » La mela selvatica
2000
25
Dic

La mela selvatica

Commenti () - Page hits: 3500
La mela selvatica

-tutti verrete colpiti da questa mela selvatica afrodisiaca e peccaminosa- state vacillando nell'angoscia- non vi vengono in rutto le vostre colpe…- i vostri peti rappresentano il rinculo dello schiavo bianco sotto la pubblicità consumistica… fermati alla prossima stazione…
prendi l'autobus carogna… ma non ti porta da nessuna parte perché state girando tutti nel grande schermo- fumate pall mall lights
-chi è il pazzo…-non strillare… mio padre strilla non strillare pure tu che hai bevuto come un irlandese nel bar dove ci siamo fermati per un attimo a parlare di come avviene il passaggio da un corpo a un altro corpo dopo che si è morti secondo la pacifica tranquilla e morbida religione buddista che vuole che tu fugga dalla birra come altre passioni tipo sesso alcool e le musiche di claudio coccoluto che mette dei suoni brevi tipo bip-bip nel sottofondo impostato dai bassi che sono più forti e ti portano prima ad avere delle visioni come i bassifondi di selvacava dove abbiamo fatto le scuole
-selvacava è la valle dorata che è patria del furto
-se mio cugino fotteva la benzina alle macchine non è cosa che ti debba interessare tanto- mio cugino era la meccanica applicata che aveva la sua piacevole applicazione nel parcheggio sotto l'ospedale di formia nella ricerca di ricambi per automobili a prezzi stracciati
-io voglio un felice ritorno nel bar di Lorenzo- mio padre è lì a giocare a carte e cerca di vincere per fottersi una birra- che la puzza di alcool gli si rinfacci all'eternità…-fammi un gran rutto papà… io sono qua
-selvacava è la città dove non cambia mai niente- i giornalisti vanno lì in piazza e con un block notes si segnano le sedie e chi ci è seduto sopra e cosa chi e quando sta facendo in quel momento tipo il tipo di birra che si beve e quando gli manca per la scopa- il giornalista torna dopo 30 anni e trova la stessa gente allo stesso numero di sedie e se guarda da vicino tutti hanno nelle mani le stesse carte- a selvacava la notte la gente parla in sogno e i loro sogni riguardano giocare a scopa- non penso che a new york sia la stessa cosa
-a new york scopano come i conigli più veloci nei 100 metri noi sogniamo di scopare e a selvacava la gente sogna di giocare a scopa- non è la stessa cosa per tutti
-tu sei più intelligente di zidane- sei sempre tu che hai la palla ma gli altri non lo sanno perché tu gliela nascondi- … mary è morta ieri sera… è caduto per terra il mio fiore- la sua mano quando lei cadeva a terra si è appoggiata all'aria perché la sua anima se n'andava come nei buddisti e… lei era leggera- la bellezza del mio fiore stava nell'avere una melodiosa anima che cantava il silenzio a tutti
-lei lasciava in silenzio- non ti ci potevi incazzare- dovevi startene zitto perché la sua dolcezza era pesante e mi imbarazzava- io sono troppo rozzo
-senti la canzone del tumore- tumore tu mi hai tolto il mio fiore e ora la mia vita è incolore… saprò mai cos'è l'amore…
-è una bella cosa- si sente che ti è venuta dal cuore- la malattia è come un lampo quando manca la corrente e non c'è luce
-lei era appena uscita dal cesso e volteggiava nel corridoio con una sottoveste rosa- i piedi nudi avevano lo smalto verde le gambe si vedevano poco ma sopra la caviglia c'era qualche pelo che stava crescendo- fringuellina… dove sei fringuellina…
-fringuellina… dove sei…
-un attimo- è caduta- non ha detto niente- si è staccata la presa- le sue gambe sono finite una sopra l'altra cadendo- 2 fili in corto circuito- una delle gambe si è lanciata verso l'alto cacciandosi fuori dalla gonna fino all'altezza dell'anca- penso che così il suo corpo mi abbia salutato- le sue gambe erano la parte portante e centrale di un essere che cercava nella sua bontà lo stretto contatto con la perfezione
-lei non ha camminato- danzava sempre
-le sue gambe erano le sue ali- per cercare di dimenticarla cerco di fissare il mio dolore per lei sull'immagine del mio fiore visto seduto- le cancello le gambe- ma è difficile- la zona inferiore locomotiva era la parte bella del suo corpo- quando le coscie non erano state depilate erano lo spettacolo di una grazia ricevuta
-ora è difficile capirti… capisco il tuo dolore…
-i peli erano come dei capelli biondi- la crescita era lunga e i peli si allungavano pesavano e si ripiegavano su se stessi- ogni gamba era un viale pieno di salici piangenti
-hai telefonato a sua madre…
-sua madre sta a selvacava
-a selvacava non cambia mai niente
-sua madre pensa che debba ancora tornare da scuola
-allora non dirle niente- forse la figlia si reincarnerà nell'edificio delle scuole elementari
-penso solo che il mio fiore ha perso ogni suo petalo è caduto e lo stelo si è spezzato- non sboccerà più
-solo noi 2 stronzi uomini di una volta continuiamo a stare qui
-mi è venuto in mente che la fregatura del buddismo- la contraddizione di fondo- che una persona che può reincarnarsi in qualsiasi cosa può reincarnarsi anche ancora in se stessa- la tua anima sta cominciando a somigliare a quella pesante dolcezza di mia moglie

Enzo Moschetta
 
:: Vota
Vota questo articolo: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 (1 = scarso - 5 = ottimo)
 
:: Automatic tags
 
:: Articoli recenti
 
KULT Virtual Press e KULT Underground sono iniziative amatoriali no-profit - per gli e-book e per gli articoli fare riferimento alla sezione Copyright
Webmaster: Marco Giorgini - e-mail: marco @ kultunderground.org - Per segnalazioni o commenti inviare una e-mail a: info @ kultunderground.org
Questo sito è ospitato su server ONE.COM

pagina generata in 131 millisecondi