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2000
25
Dic

Pubblicazione Underground

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Pubblicazione Underground

Forse, anche se siete presi dagli impegni per il prossimo Natale, avete sentito che in questo ultimo periodo sono in ballo vari cambiamenti atti a modificare la libertà di azione su web la distribuzione del software. Forse, avendone sentito parlare, avete comunque una idea solo vaga di cosa questi possibili cambiamenti possano portare per tutti.
Forse anch'io ne ho una idea vaga, e magari sono anche particolarmente tendenzioso perché mi sento - come sviluppatore software e come redattore virtuale - un po' tirato in ballo da una futura legislazione di cui speravo di non essere coinvolto.
E quindi vi avverto che quanto segue non solo sono mie private considerazioni - private come Marco Giorgini - e che come tali vanno prese... ma manifestano anche una mia ignoranza su vari degli aspetti legali - che magari saranno invece materia per un articolo più tecnico in un immediato futuro.
Ma procediamo con ordine.

Cosa mira la proposta di legge sul software che prevede l'esigenza di un bollino SIAE sul software?
Ufficialmente, mira a tutelare i produttori di software (sia come singoli che come compagnie) e a tutelare i clienti.

SENNONCHÉ
questa tutela fa si che ci siano
COSTI AGGIUNTIVI1 per chi produce/sviluppa/distribuisce software e la necessità di ricorrere ad una burocrazia - magari anche snella ed efficace - ma sicuramente fuori portata dalla maggior parte degli amatori. Inoltre i COSTI AGGIUNTIVI vanno considerati in certi casi 2anche per il software FREEWARE, SHAREWARE, DEMO eccetera eccetera... software che NON da guadagni, o ne da di incerti (e ridotti).
Inoltre, e questa è una domanda che si pongono in tanti, DOVE metto un bollino su un software che distribuisco attraverso internet e che non ha confezione? DOVE metto il bollino su software public domani, o meglio ancora OPEN SOURCE? Cosa vuol dire bollino di originalità su software che viene appunto creato e distribuito a più mani?
Cosa serve un bollino per distinguere tra copia e originale SE il produttore fornisce servizi software e di conseguenza NON stampa CD, ma li masterizza e li spedisce per posta ai clienti?

Ma passiamo al secondo punto.

Cosa mira la proposta di legge che pretende che ci siano maggiori controlli sulle pubblicazioni on-line fino ad arrivare alla registrazione delle testate e alla necessità - per esse - di direttori responsabili iscritti all'albo dei giornalisti?
Mira a tutelare i diritti dei giornalisti on-line, i diritti delle testate on-line di vedersi equiparate alle altre e la sicurezza dei lettori.

SENNONCHÉ
questa tutela di fatto riduce la libera espressione in rete, consentendola solo a strutture che si possono permettere i COSTI di burocrazia e di un direttore
iscritto all'albo3. COSTI che devono essere fatti rientrare dalle pubblicazioni on-line in qualche modo - normalmente con la pubblicità (diretta o indiretta) o con la vendita di servizi correlati. SOLDI che in molti casi - in tutti i casi di piccole realtà - non si cercano, e non si vogliono, perché si fa quel che si fa per voglia di esserci, per pazzia o - mi si passi il termine - per passione.
O magari NON si vogliono anche per evitare di cadere in quell'altra (giusta, non discuto) burocrazia fiscale che (giustamente) vuole parte di ciò che si guadagna.

Se leggete tra le righe, le due notizie, oltre al fatto che mi riguardano entrambe, hanno molto in comune.
Hanno, per esempio, molte ottime motivazioni. Qualcuno potrebbe dire "motivazioni di facciata" che sottendono interessi economici di lobby... ma - a mio parere - è voler vedere macchinazioni anche quando non ce n'è motivo. Ci sono, ripeto, ottime motivazioni per entrambe le iniziative... e molte sono appunto rivolte a tutelare l'utente del software o il lettore della testata.

MA - appunto perché è in fondo chi usufruisce del prodotto il cardine di tutta la questione - non sarebbe più sensato rendere facoltativi questi segni di "qualità"?

Bollino SIAE per chi vuole - come produttore - essere tutelato da questa società italiana. Bollino SIAE che garantisce al compratore / utente che il software o il CD che sta per comprare (perché ovviamente il termine gratis dopo non sarà possibile) è stato prodotto con certi crismi da una società che voleva tutelare e certificare quanto crea.
NON Bollino SIAE - o, provocatoriamente, Bollino Underground, nel caso venga in mente dove metterlo - per chi invece NON desidera questa tutela o non può permettersi lo sforzo burocratico/economico per averla, e che così avverte implicitamente l'utente che il software che sta per scaricare o comprare proviene da un singolo o da una ditta - non per forza qualitativamente inferiore - ma con una attenzione diversa al mercato. Un implicito avviso, ripeto, che farà sì che la gente scelga con giudizio, pesando con i criteri che crede quanto sta per utilizzare.

E ancora: Registrazione + Direttore iscritto all'albo per tutte quelle testate che vogliono avere riconosciuti i privilegi di "giornale", con tutta la tutela legislativa che questo comporta, e un bollino che dica al lettore: questa è un magazine fatto da una redazione completa come o di più che se fosse su carta. Un bollino, diciamo, di Pubblicazione Certificata.
E un bollino di Pubblicazione Underground per tutto il resto: dal bollettino on-line alla fanzine. Un bollino che certifica che la pubblicazione si basa su una redazione web, fatta da amatori o professionisti, legati da vincoli diversi da quelli gerarchici redazionali, e che quindi ha responsabilità individuali, e un discorso di affidabilità "non certificata" che il lettore pondererà come crede.

In più - giacché ormai di bollini ne abbiamo inventati vari - proporrei di mettere anche ben visibile un eventuale identificativo di Profit o No Profit. Sempre ovviamente per agevolare il fruitore e per consentirgli di capire al volo con che tipo di iniziativa ha a che fare.

Per la cronaca: per quel che mi risulta - e risottolineo la mia ignoranza - di bollini vari su software e/o testate on-line, almeno come quelli che le nuove leggi potrebbero introdurre - non mi pare che all'estero (Stati Uniti?) ce ne siano.
Ci sono quelli consociativi (cioè, "questa pubblicazione fa parte di questo circuito, questo software è garantito da questa associazione"), ma, sempre per quel che mi risulta, sono tutt'altro che obbligatori, anzi, sono normalmente da richiedere e vengono concessi solo se si posseggono certi requisiti. Ovvero: influenzano l'utenza MA non impedisco - per la loro assenza - le iniziative non interessate o adeguate.

Il che mi sembra più simile a quando IO spero che accada.
Che - tra l'altro - è più simile a quanto c'è ORA, rispetto a quanto qualcuno si sta impegnando a portare avanti.

Che dire? Io non credo molto nelle petizioni, né sono così convinto di sapere e avere capito tutto per tentare di impormi più di quel tanto. Spero solo che il mio tarlo possa girare un po' in rete e fare riflettere, nel caso che i miei timori siano fondati, o sorridere, se, come spero, il futuro non ha le nubi grigie come mi sembra in questo momento.

Magari, ecco, fatemi sapere.

E, se vi va, e se rientrate nella categoria che potrebbe essere colpita dalla legge sulle pubblicazioni on-line (ovvero se avete dalla rivista alla home-page), trovate un assolutamente non legalmente riconosciuto bollino di Pubblicazione Underground all'indirizzo http://www.fivetomidnight.com/pu.gif.

Marco Giorgini

1
...un caso preciso: INTER.NET. Questa famosa rivista, che in questo numero di dicembra fra l'altra parla di questo argomento con una competenza che io ovviamente non ho, ha dovuto aumentare il costo al lettore a causa del bollino SIAE che deve mettere (e pagare) sui CD allegati con materiale shareware/freeware.

2
...teoricamente, il nostro caso NON è tra questi... almeno per l'aspetto esclusivamente software della rivista... in quanto il bollino SIAE è obbligatorio solo se c'è "profitto"... ma rientra nel caso di chi distribuisce materiale freeware se questo, abbinato ad altro, può invogliare l'utente a compare questa seconda cosa (esempio: CD omaggio allegati a riviste).

3
...iscrizione che richiede tempo, esami, costi e non solo la pratica dello scrivere articoli...

 
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:: Marco Giorgini
Marco Giorgini è nato a Modena il 21 Agosto 1971 e lavora come responsabile del settore R&D in una delle più importanti software house italiane che si occupano di linguistica applicata. Dal 1994 coordina la rivista culturale KULT Underground e dal 1996 la casa editrice virtuale KULT Virtual Press; ha tenuto conferenze, e contribuito ad organizzare mostre e concorsi letterari, tra cui ''Il sogno di Holden''. Da marzo 2005 è autore di una striscia a fumetti sul mondo degli esordienti chiamata Kurt.
MAIL: marco@kultunderground.org
WEB:
www.kurtcomics.com
 
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