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2010
12
Lug

Sicilia, o cara - Giuseppe Culicchia

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Pagg.134 Euro 13 Feltrinelli Editore
 
Una guida turistica, gastronomica, un viaggio sentimentale, una costante alternanza fra presente e passato.  E' questo ed altro ancora l'ultima fatica letteraria dello scrittore torinese che, dopo avere esordito  nel 1994 ,  con il best- seller " Tutti giu' per terra" e avere dato, negli anni successivi,  alle stampe libri importanti come "Paso doble", "Il Paese delle meraviglie", "Torino brucia", tanto per citare alcuni  titoli, decide di fare i conti con il proprio passato. Figlio di un barbiere marsalese emigrato in Piemonte a vent'anni, il motivo della fuga da Marsala l'autore, pur conoscendolo, non lo svela,  Culicchia da bambino ricorda le favole come quella dei nonni, dei tuffi nello Stagnone, dell'amico del padre Nuzzo, ma compie il primo viaggio a Marsala nel 1972, all'età di otto anni con i genitori e la sorella. Di questo viaggio Culicchia ricorda l'ospitalità dei marsalasi, le succulenti pietanze, le escursioni a Erice, la bellezza del teatro di Segesta, l'odore della città del padre . Lo scrittore ritornerà a Marsala dopo vent'anni e i viaggi da  Torino, città dove vive, a Marsala, diventeranno, con il passare degli anni, sempre più frequenti.  L'autore non fa mistero di avere trascurato la città del padre , le proprie radici e con questo libro intende saldare il conto con il proprio passato, con il padre, una persona molto amata, al quale dedica il suo volume.  Il libro è, soprattutto, un atto d'amore verso il padre e verso la città natale del genitore, una città della quale lo scrittore si è innamorato con il trascorrere degli anni tanto da ambientarvi il libro "Un'estate al mare". "Marsala, scrive lo scrittore,  dopo che ci sei stato, è una città che non ti lascia più. Impossibile dimenticarla . Al tramonto, ammirata da uno dei moli che si allungano sulle acque base dello Stagnone, Marsala si tinge d'oro e di  rosso e splende di una luce calda nel silenzio rotto solo dal rumore del mare. Tu la guardi un'ultima volta e non puoi fare a meno di riprometterti di tornare a trovarla, un giorno". Il viaggio sentimentale dello scrittore procede fra presente e passato, fra i ricordi del viaggio del 1972 quando gli amici del padre lo facevano magiare a volontà  e lo chiamavano "Pippini Piruzzu" come il nonno, tormentatogli la faccia con dei pizzicotti, segno di affetto, al presente, alla presentazione dei suoi libri , su invito di Nino Rosolia, a Marsala, alla bellezza dello "Stagnone", il " posto più bello del mondo". Lo scrittore sostiene che a Marsala non si mangia per vivere, ma si vice per mangiare e delizia il lettore descrivendo delle ricette , come quella sul cuscus,  sugli spaghetti all'aragosta, sulla ghiotta di pesce indicando, come una guida turistica, alberghi e ristoranti dove potersi fermare alcuni giorni per visitare, fra le tante bellezze paesaggistiche ed architettoniche,  l'isola di Mozia, il Cassero, Porta Garibaldi , la cattedrale.  Non trascura, l'autore, gli aspetti  negativi della città e dei suoi abitanti:il fatto di spostarsi costantemente in macchina, di costruirsi una casa in campagna ( che è poi al mare), l'utilizzo dei  garage delle abitazioni perennemente, l' abuso di  cibo, ma lo fa con un tono ironico, ma affettuoso, come chi rimane "stregato" da una città. Lo scrittore caratterizza molto bene due figure: quella del padre, oggi scomparso e dell'amico Nuzzo, Non è certamente il Culicchia dei primi libri, feroce, aggressivo, dissacrante, è uno scrittore che ha saldato i conti con il proprio passato e continua a saldarli, alla scoperta continua delle proprie tradizioni familiari , contento che due soldati tedeschi , una notte del 1943, salvarono suo padre e l'amico fraterno Nuzzo "permettendomi di venire al mondo". Una vicenda privata, questa raccontata da Culicchia, che lo scrittore ha avuto il  merito di renderla collettiva.
 
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:: Giuseppe Petralia
Pubblicista iscritto all'Ordine dal 1984. Sposato, due figli, 47 anni, dipendente del comune di Trapani. Svolge, dal 1981, il ruolo di corrispondente da Partanna (Trapani) per il ''Giornale di Sicilia'', collabora al sito libri.brik.it, cura una pagina di libri sul periodico ''Il Belice'', ha collaborato al sito, oggi chiuso, della scrittrice Francesca Mazzucato e alla rubrica ''I libri della settimana'' curata da Giancarlo Macaluso sul sito de ''Il Sicilia'' anch'esso chiuso. Non si considera un critico letterario, solo una persona che ama i libri.
 
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