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2010
6
Lug

Pro e contro Marx - Edgar Morin

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La casa editrice Erickson porta avanti in prima persona la diffusione del pensiero di Morin, sociologo e filosofo francese contemporaneo, per la sua capacità di cogliere l'uomo in modo globale, evidenziandone i profondi legami che egli intesse con la società, l'ambiente, le dinamiche culturali e metafisiche.
Quest'ultima traduzione del testo di Morin, compiuta velocemente e con profonda passione da Riccardo Mazzeo, fra l'altro segue di pochissimo tempo la pubblicazione dell'originale in francese, confermando un profondo interesse della casa editrice per diffondere il percorso intellettuale e i suggerimenti antropologici di questo importante autore, riconosciuto da più parti come uno dei più interessanti pensatori contemporanei.
Stefano Manghi, fra i più esperti conoscitori del pensiero di questo  autore, nella prefazione all'edizione italiana suggerisce una duplice valenza di questo libro: da una parte  esso permette di continuare ad approfondire il pensiero moriniano studiandolo in prospettiva dinamica. Dall'altra esso invita a riprendere in mano la figura di Marx, scivolata forse un po' nell'oblio a partire dalla fine del secolo scorso.
Morin, quindi, compie in primo luogo un proprio percorso intellettuale che parte da Marx per approdare a una visone più complessa dell'uomo, che supera Marx stesso, conservandone però alcune importanti intuizioni.
Dopo, infatti, avere colto da giovane l'importanza di Marx per la sua formazione intellettuale in quanto trova in quest'ultimo il primo pensatore capace di produrre un'antropologia integrale dell'uomo, che ne unisce gli aspetti filosofici, sociologici, economici e culturali, in un secondo momento, a partire dagli anni Cinquanta – Sessanta, Morin supera le prospettive del pensatore tedesco evidenziandone i limiti nel considerare i miti e le religioni semplicemente come una sovrastruttura umana e nel fatto che egli si concentra solo sulla prospettiva economica, dimenticando la dimensione "ludica" e trascendente della persona.
Il testo permette di cogliere nei suoi primi quattro brevi saggi, che sono stati pubblicati proprio fra gli anni Cinquanta e Sessanta e che sono stati rivisitati dall'autore stesso in occasione della pubblicazione di questo testo, il percorso del filosofo francese, che si confronta con Marx, ne coglie le positività, i rischi e i limiti e approda progressivamente a una visione di uomo più complessa e integrale, nei suoi elementi che rendono celebre l'antropologia moriniana.
Una seconda valenza che Manghi coglie per questo testo si può evincere soprattutto dal quinto e ultimo saggio riportato in questo volume, che rispetto agli altri quattro è più lungo e più recente, in quanto era stato pubblicato nel 1993. Essa consiste, come dicevamo, nel fatto di riprendere criticamente il pensiero di Marx, che nel bene e nel male è stato centrale per comprendere una buona parte delle dinamiche storiche del XX secolo e che una certa critica storica e filosofica ha rischiato di fare scivolare nell'oblio dopo i fatti della caduta del Muro e del crollo dei grandi regimi comunisti del secolo scorso. Il recupero critico del pensiero di Marx, per Morin, può portare a un superamento di Marx, nel senso hegeliano del termine ("superare conservando"), depurando l'ideologia marxista per riscoprire il giovane Marx, il suo interesse per creare una società-mondo in cui le dinamiche oggi attualissime della globalizzazione sono colte nella loro pericolosità legate al nuovo idolo di uno sfrenato capitalismo di mercato, ma anche nella loro potenzialità di creare una sola "terra-patria", in cui i legami ecologici, sociali e culturali possono aiutare a costituire una nuova umanità.
Il fatto di ripensare Marx, quindi, aiuta a ricollocare il suo pensiero e a cogliere le sue intuizioni, forse restituendo il pensatore tedesco a un giudizio più sereno della storia. Le riflessioni di Morin possono per questo motivo essere interessanti per tutti gli studiosi della storia e della filosofia contemporanea, che troveranno un modo originale di presentare le intuizioni del pensatore tedesco e potranno ritrovarsi o dissentire dal tentativo interessante di attualizzazione che il nostro autore porta avanti. Come nel caso degli altri testi moriniani, pubblicati nell'ultimo periodo da Erickson, il linguaggio di Morin è specialistico e richiede un background di conoscenze tipiche di un pubblico con competenze filosofiche e antropologiche universitarie; rimane il fatto che il dibattito intorno alla figura di Marx e lo sforzo di attualizzazione nei grandi temi della contemporaneità possono trovare spunti di riflessione anche per un pubblico più vasto, che non siano i semplici estimatori del pensiero moriniano.
 
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:: Luca Giorgini

Luca Giorgini lavora come educatore in ambito scolastico e territoriale con ragazzi della scuola secondaria di primo e secondo grado. Nel suo percorso formativo ha conseguito la laurea Specialistica in “Antropologia Culturale ed Etnologia”, il Baccellierato in Teologia e ha frequentato un corso annuale di “Handicap e Svantaggio nell’apprendimento”. Ama il suo lavoro, leggere e fare due chiacchiere con gli amici.


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