:: Home » Numeri » #83 » SUSSURRI » Miche e tutte le parole
2002
25
Feb

Miche e tutte le parole

Commenti () - Page hits: 2700
Miche e tutte le parole


Quando dico 'mare', perché non dico deserto?
Quando ripeto 'grano', perché il vento non si spegne?
E quando dico 'mela', la mela a cosa serve?
Miche osservava la valle dall'alto della quercia Grigia. E non importava che in certi giorni il cielo fosse lucido di pioggia e in certi altri sgranato di luce. Miche non ne sarebbe sceso, 'che se mai suo padre fosse tornato, sarebbe stato lì che l'avrebbe trovato, issato sul ramo più alto. Miche lo fissava ore, quel cielo largo di pianure, in attesa che Vespertino giungesse al tramonto per posarsi sul ramo, restare al suo fianco. È il mio falchetto, abbine cura, disse suo padre posandoglielo di fianco quel giorno in cui partiva per la guerra e Miche da quell'ora non si separò mai da Vespertino.
Coi giorni a partorire giorni, le ore legate alle ore, il tempo di Miche, ritmato di domande, si accatastava uguale ai piedi della quercia Grigia. Finché non fu la notte del suo settimo compleanno, 'che Vespertino cantò posandosi sul ramo di aprire il cuore, rivolgergli le sue domande. Il bimbo si frugò le tasche, si ordinò sulla punta della lingua tutte le parole. E poi li tirò fuori tutti, i suoni prima che gli morissero in gola. Dove dormono le città? Vespertino si levò in aria e subito non rispose; col piumaggio grigio di ardesia, becco e zampe brillanti di rosso, il piccolo falco, volteggiando intorno alla luna, invitava Miche a seguirlo. Il bimbo si lasciò cadere dall'alto della quercia Grigia e poi giù a rotolarsi sui campi selciati del suo presente largo. Con gli occhi puntati in su e il volto odorante di grano, stava dietro il falchetto che si lanciava lontano. E solcarono il deserto e traversarono il mare, per approdare nella rimessa delle città dimenticate. Palazzi alti di ferro, tarlati di marzapane; vetri sfatti di glassa, scheggiati di silenzio. Miche si muoveva in una luce gialla ricamata di bruma; tracciava dietro di sé linee di cenere. Il falchetto modulò il suo canto, che giunse fino all'orecchio del bimbo. Qui riposano tutte le città mai esistite, con quelle che mai più esisteranno. Cos'altro mi vuoi domandare? Prima che Miche potesse ingegnarsi a comporre frasi ecco sopraggiungere un cucciolo di coleprotto. E nonostante quella parola Miche non l'avesse mai detta, quella stava lì a saltellargli in tondo. Cos'è questo, falchetto? E Vespertino di rimando: È un coleprotto. Tante furono le domande che seguirono a questa e dopo la risposta ad ognuna Vespertino cantava: Cos'altro mi vuoi domandare? E c'è da dire che Miche certo non si faceva pregare. Cos'è un tubo d'orzo? Dove finisce la luna quando casca dentro il pozzo? Fu così che il bimbo e il falchetto quella notte rivoltarono tutto il mondo in cerca della risposta a tutte le possibili domande. Era ormai l'alba quando Miche, spossato dal troppo domandare, si era accasciato in terra. Il falchetto gli chiese allora con canto gentile e armonioso se non restasse forse ancora una domanda da fare. E il bimbo strizzando gli occhi, si mise a soqquadro il cuore cercando le poche parole che dentro gli erano rimaste. Quando le ebbe raccolte, attento le legò tra loro, infine le tirò fuori con l'ultimo filo di voce. Dove sarò a quell'ora in cui mio padre tornerà alla quercia? E proprio mentre Vespertino si levava alto, Miche, chiusi gli occhi, dissolse i suoi pensieri in sogni. Contava mille coleprotti blu mischiarsi a mille coleprotti rosa e querce alte danzare a ritmo di marzapane. Gatti persiani volanti su lucidi armadi biplano. Quando si risvegliò al mattino con suo grande stupore si accorse di trovarsi sul ramo più alto della quercia Grigia. Di lì in alto iniziò a scrutare la valle, finché non vide avanzare qualcuno tra il grano. Quando l'uomo fu vicino, Miche riconobbe suo padre. Questi lo prese con le sue grandi mani, lo pose sulle sue spalle.

Christian Del Monte



 
:: Vota
Vota questo articolo: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 (1 = scarso - 5 = ottimo)
 
:: Christian Del Monte
Christian Del Monte nasce a Matera il 08/04/1975. Dopo aver conseguito la maturità classica presso il liceo classico ginnasio ''Quinto Ennio'', a Taranto, e aver frequentato per due anni l'università di Salerno, è adesso laureando presso l'Università di Bologna in Semiotica del testo di Scienze della Comunicazione, con una tesi sul libro The Soft Machine, di William Burroughs. Nel corso degli anni, Christian del Monte si è accostato nei più svariati modi alla scrittura. Prima come giornalista: tra il 1990 e il 1994 collabora con diverse testate giornalistiche tarantine. Poi come poeta: tra il 1995 e il 1996 scrive due raccolte di poesie: Intermezzi e Princìpi. Infine, dall'estate del 1997 si interessa di scrittura in prosa e di saggistica semiotico-testuale. Inizia in quel periodo a scrivere Marta. In questo lavoro Del Monte si propone di liberare la scrittura dai vincoli imposti dai concetti di trama e di personaggio, attraverso una focalizzazione, non simbolista, posta sugli oggetti presenti nelle storie narrate, una totale semplificazione della trama e l'appiattimento del personaggio sulle sue azioni fisiche e percettive. Nel 1998 scrive Écru una raccolta di cinque racconti brevi: Martedì, Silvestro, DùNAMIS, Stretto e Fiore. che sviluppano ulteriormente le problematiche emerse in Marta. In particolare, Martedì approfondisce la tecnica del cut-up e del fold-in, utilizzando come base Marta. Silvestro oggettualizza i personaggi, trasponendo in prima persona le tecniche narrative elaborate in Marta. DùNAMIS continua a esplorare la problematica del dialogico in prima persona, con una particolare attenzione alla ritmicità del suo intrecciarsi. Stretto si costruisce intorno all'intento di realizzare una topografia dello spazio dialogico e di quello narrativo. Fiore, infine dichiara con la sua peculiare prosa i confini poetici entro cui écru si pone. Nel 1999 scrive Steady-cam, un racconto lungo in cui le tematiche espresse dai precedenti lavori si sposano con una struttura narrativa, pur entro certi limiti tradizionale. Tra gli altri lavori realizzati in questo periodo sono da annoverare un lavoro teatrale per l'infanzia: Diavolo e Angelo e due sceneggiature per cortometraggi: Frattaglie e John Wayne e la lumaca.
 
:: Automatic tags
 
:: Articoli recenti
 
KULT Virtual Press e KULT Underground sono iniziative amatoriali no-profit - per gli e-book e per gli articoli fare riferimento alla sezione Copyright
Webmaster: Marco Giorgini - e-mail: marco @ kultunderground.org - Per segnalazioni o commenti inviare una e-mail a: info @ kultunderground.org
Questo sito è ospitato su server ONE.COM

pagina generata in 129 millisecondi