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1998
25
Nov

Dimmelo e dammelo

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Dimmelo e dammelo

Ogni giorno verso le dodici, quando il traffico è più intenso, una vecchietta, per tornare a casa deve attraversare la strada principale di Bergamo, città in cui lavoro; il fatto in sè non avrebbe alcuna importanza se la vecchietta in questione non avesse problemi deambulatori che gli impediscono di muoversi con rapidità, ogni volta un vigile o un cittadino di buon cuore la deve accompagnare e la traversata dura almeno cinque cambi di semaforo.
Le conseguenze sono incredibili: traffico bloccato, automobilisti che, osservando la scena, non possono protestare ma che sono in ogni caso infastiditi, ritardi per chiunque si trovi a dover passare da quelle parti; l'osservazione è semplice, è la constatazione di come la lentezza, non appartenendo a questo mondo e non potendo essere accettata da una vita che diventa sempre più frenetica, finisca col mettere in crisi l'attuale sistema; una volta, per cambiare la società, ci volevano le rivoluzioni, oggi un'ottantenne lento può essere più pericoloso di mille lavoratori incazzati.
E se ci mettessimo tutti a camminare più piano?
Meditate gente, meditate!


Devo ancora capire perchè la maggioranza della gente non comprenda la diversità tra TIRARE e SPINGERE e regolarmente non riesca, al primo colpo, ad aprire la porta del bar.
Dopo aver analizzato a lungo la questione attraverso la lettura di due libri che vi consiglio ("L'etimologia al tempo dei pastori" di Arthur Biffenberg e "Pensa come mangi" di Gino Latorta), sono arrivato alla conclusione che tirare e spingere hanno più o meno lo stesso significato, entrambi presuppongono un'azione manuale, il problema è la direzione in cui tale azione si svolge, se verso di sè allora si tira, se verso gli altri allora si spinge; in alcuni casi la differenza è semplice, si tira la corda e la fune, si spinge sull'autobus e tra la folla, in altri casi è più complessa, si dice che "me la tiro" se sono una bella ragazza un po' scontrosa, "sono in tiro" se sono un uomo e giro con la cravatta, "mi spingo oltre" se sono un coraggioso.
In ogni caso, per evitare equivoci, si potrebbe proporre di variare la scritta "TIRARE" con "SPINGI DI QUA" e la scritta "SPINGERE" con "TIRA DI LA", tutto sarebbe più chiaro, la porta si aprirebbe al primo colpo ma soprattutto eviteremmo le inutili e antipatiche derisioni del solito amico saccente che ci accompagna.

Mario Frighi
 
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