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2010
22
Giu

Curtis Jones and The Gossip Terrorists

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Curtis Jones and the Gossip Terrorists sono un quartetto napoletano composto dal band leader Curtis Jones (voce, chitarre, tastiere e percussioni), Vincent Piccirillo (chitarra e voce), Danny Rivera (basso) e Jim Rowalski (batteria, percussioni, voce). Insieme dal 2005 come studio project di Curtis Jones, cantante, compositore e polistrumentista, hanno esordito con due EP autoprodotti, "Wolftown" e "Vade Retro Baby". A novembre del 2009, dopo due anni di lavoro, è uscito il primo album, "The Assassination of Alabama Whitman", prodotto da Discipline/Venus. È un disco curato in ogni dettaglio, dalla raffinata veste grafica old fashioned, curata dallo stesso Curtis Jones, alla musica, di ottima caratura, registrata nello studio della band, mixato e masterizzato da Vincent Piccirillo. Ospite Vincenzo Caterino al violoncello. Un disco che suona in bilico tra anni ottanta, soprattutto quelli british style più belli di Julian Cope (ma anche Bowie, Joy Division, Smiths, Cure, Nick Cave, Echo & The Bunnymen, Scott Walker e un sacco di altri bei riferimenti) e il desert sound Calexico e original soundtracks tarantiniane, Tito and the Tarantula, Urge Overkill eccetera.
Le undici canzoni di questo disco non sono di fatto l'emulazione di questo o di quello, sebbene siano costruite e arrangiate con gusto per la citazione; sono anche e soprattutto musica di qualità, ben fatta, raffinatamente orecchiabile e senza orpelli, piacevolmente dinamica e di impatto positivo fin dal primo ascolto. Lo posso dire? Uno tra i dischi migliori mai prodotti in Italia non solo tra le produzioni cosiddette indie. Se non se ne dicesse nulla, sembrerebbe davvero un disco perduto e ritrovato di una (ottima) band inglese, o comunque internazionale, degli anni '80. D.R.
 
 
 
Davide R.
Ciao Curtis. Non ricordavo così vivide certe sonorità e modalità musicali anni '80 da molto tempo, specialmente quelle di Julian Cope (che tuttavia non ho trovato citato tra le vostre influenze). Per intanto non posso non chiederti qualcosa sul tuo nome d'arte, omaggio a Ian Curtis e a David Robert Jones (Bowie). Ricordo due omonimi con qualche piccola similitudine: uno viene dall'Illinois ed è un musicista elettronico ispirato da Kraftwerk, Gary Numan e anch'egli da Bowie; l'altro Curtis Jones è, anzi fu un pianista folk americano nato a Naples, ma la Naples in Texas… A parte questa curiosità, cosa esattamente rappresentano per te David Bowie e Joy Division?
 
Curtis Jones
Ciao Davide… Sono sicuramente due personalità che hanno profondamente influenzato il mio stile, in modi differenti ma ugualmente efficaci; ho sempre amato l'eclettismo di Bowie, quella sua capacità di trasformarsi continuamente senza mai snaturare la propria identità di eccellente songwriter. Per me rappresenta in qualche modo l'artista consapevole di se stesso, che trae proprio da questa profonda conoscenza di se stesso la capacità di mettersi continuamente in gioco con risultati quasi sempre eccellenti. A tutto ciò fanno da contraltare l'istinto e la forte emotività di Ian Curtis, che con la sua band è riuscito a dare una grande lezione a un'epoca musicale che forse aveva perso di vista le coordinate entro cui muoversi. 
 
Davide
Qual è il vostro percorso artistico e da quali altre esperienze provenite? Come nascono e si evolvono Curtis Jones and the Gossip Terrorists?
 
Curtis Jones
Nel 2005, dopo diversi anni passati a farmi le ossa nel circuito underground campano, ho deciso di dar vita ad un progetto che fosse sufficientemente competitivo per avere la possibilità di vedere la luce nel mercato discografico; dopo aver composto ed arrangiato una lunga serie di brani concepiti appositamente all'interno di questa nuova dimensione artistica sono passato alla selezione delle risorse umane e contemporaneamente alla realizzazione di un paio di EP autoprodotti che mi hanno permesso di verificare nell'immediato la reazione del pubblico alle mie canzoni. Una volta completata la line up abbiamo deciso di entrare in studio per registrare il nostro primo album.
 
Davide
Due parole sulla Discipline/Venus. È notevole che esistano ancora delle etichette indipendenti che hanno voglia di credere e di colmare il terribile e vertiginoso vuoto tra le major e l'autoproduzione one-man o one-band label…
 
Curtis Jones
Hai ragione, credo che ora più che mai le indipendenti siano forse le più autentiche depositarie di quella musica di qualità che unisce spessore artistico ed onestà intellettuale, scevra da patinature di sorta; soprattutto all'estero, dove le indipendenti hanno comunque una grossa forza discografica, molto più che qui in Italia.
Discipline rappresenta, in questo momento, un'isola felice nel panorama non proprio incoraggiante del nostro mercato discografico; probabilmente la sua forza sta nel fatto di essere un'etichetta gestita da musicisti, con tutto ciò che questo comporta.
 
Davide
Perché True Romance della trilogia Pulp di Tarantino?
 
Curtis Jones
Perché vuole essere un indizio della chiave interpretativa da utilizzare per comprendere il nostro messaggio; mi piace giocare con le citazioni, non solo musicali e non sempre così esplicite, e voglio credere che una parte del nostro pubblico si diverta a cercare questi elementi sparsi qua e là, facendo così la propria parte nel creare una sorta di legame "intellettuale" con noi. Ecco perché True Romance: è pur sempre Tarantino ma non è così conosciuto ai più.
 
Davide
Se consideriamo l'ascolto l'atto finale della creazione musicale, sebbene la musica sia un linguaggio soggetto a interpretazioni soggettive molto varie (Berio invitava alla più grande libertà di ascolto… "La musica è tutto quello che si ascolta con l'intenzione di ascoltare musica"), cosa più vi appaga sapere del come viene ascoltata la vostra musica?
 
Curtis Jones
Forse proprio il fatto di sapere che, al di là dell'interpretazione soggettiva, che è comunque qualcosa di positivo perché è la prova che il tuo lavoro innesca un processo critico, c'è una certa percentuale di persone che magari provano a sbirciare sotto la superficie completando il gioco iniziato da me con la scrittura delle canzoni.
 
Davide
La musica è sempre in certa misura anche un evento comunicativo e terapeutico, che amplifica o "tira fuori" delle emozioni. Colui che canta va dalla gioia alla melodia, colui che ascolta, dalla melodia alla gioia. Tagore, così dicendo, alluse anche a ogni altra emozione e interazione alla base del fare e del fruire musica, inclusi, all'opposto, il dolore e la tristezza. Quali sensazioni ed emozioni dominanti provate creando e suonando la vostra musica?
 
Curtis Jones
Io appartengo a quella parte di musicisti che fa musica per una sorta di esigenza emotiva, per cui vivo molto intensamente il mio lavoro; su tutto probabilmente prevale l'elemento catartico: mi servo della mia musica per chiudervi dentro i vari stati emotivi che attraverso, trasformandoli in storie e personaggi che da quel momento in poi non mi appartengono più in modo esclusivo. Questo distacco paradossalmente mi permette di cogliere sfumature che magari all'inizio non vedo e tutto ciò rinnova l'approccio emotivo nei confronti della musica che faccio.
 
Davide
È tempo di qualche videoclip? Vi state lavorando? Quali videoclip musicali ritenete siano stati i migliori di ogni tempo?
 
Curtis Jones
È uscito da poco il nostro primo video che accompagna l'uscita di Space invaders, secondo singolo tratto dall'album. È un video molto divertente e divertito, crediamo rappresenti molto bene l'immagine che abbiamo dato di noi stessi fino a questo momento. In generale amo i video che adoperano idee molto semplici per dar vita a risultati spettacolari; Imitation of life dei R.E.M. ne è un esempio perfetto.
 
Davide

Come considerate il vostro stile, indubbiamente elegante non solo musicalmente? Oggi è diventato veramente raro vedere qualcuno in cravatta, accessorio che da sempre simboleggia l'eleganza maschile. A dire il vero, l'eleganza stessa in ogni ambito, anche quello morale (non parliamo di quelli politico e culturale), è divenuta cosa ancora più rara. Se per Christian Lacroix l'eleganza non era passare inosservati, ma arrivare al nucleo di ciò che si è; per Jean Genet trovare un accordo tra cose di cattivo gusto… cos'è invece per voi?

 

Curtis Jones
Stile, eleganza e buon gusto sono tre concetti che trovo strettamente interconnessi; probabilmente è più facile risultare eleganti in un contesto che ci mette del suo per accentuare il contrasto e proprio per questo ci piace rimarcarlo, anche con una giacca e una cravatta; forse per noi l'eleganza è una forma di protesta.
 
Davide
La biologia ci insegna che se un essere vivente si deve evolvere in qualcosa di nuovo o diverso, ci vuole l'isolamento. Bisogna avere una piccola popolazione isolata e abbastanza tempo perché sviluppi le proprie caratteristiche peculiari. Senza isolamento, insomma, non si avranno nuove specie e nuove peculiarità. Si parla sempre di influenze… quali sono invece gli elementi di isolamento e di ricerca che hanno creato la vostra peculiarità?
 
Curtis Jones
Indubbiamente il fatto di provenire da un territorio che partorisce continuamente musica inquadrata nella tradizione popolare da una parte e nella musica di protesta dall'altra ha fatto sì che cercassimo le nostre coordinate guardando altrove. Quello che poteva essere un limite, cioè il fatto di essere di Napoli, ci ha invece fatto sviluppare uno stile forse un po' più personale, almeno relativamente alla nostra zona di provenienza.
 
Davide
Suonate e suonerete anche all'estero, soprattutto in Inghilterra? Pubblico estero e nostrano reagiscono in modo simile o differente alla vostra musica e come?
 
Curtis Jones
Sono in molti a seguirci dall'estero (Inghilterra, ma anche Stati Uniti) e ad apprezzarci fin dai tempi dei primi EP; è un'ulteriore testimonianza della validità del nostro progetto, che è comunque concepito per essere un giorno esportato. Non abbiamo ancora avuto modo di suonare all'estero ma mi piace pensare che possa accadere molto presto e che possa essere l'occasione per dare il via ad una nuova fase del nostro percorso.
 
Davide
Cosa c'è nel cassetto di Curtis Jones & The Gossip Terrorists dopo "The Assassination of Alabama Whitman"? Avete già iniziato a lavorare sul prossimo disco? Concerti?
 
Curtis Jones
Proprio in questi giorni si conclude una lunga stagione di concerti che ci hanno permesso di incontrare molta gente che non aspettava altro che vederci dal vivo; è stato molto formativo e gratificante, per cui contiamo di tornare presto sul palco. Nel frattempo sto iniziando a lavorare al nuovo materiale che andrà a costituire il nostro prossimo lavoro, per il quale ci sono già molte idee; una cosa è certa: non ci piace star fermi troppo a lungo, per cui molto presto si sentirà ancora parlare di noi…
 
Davide
Grazie. À suivre…
 
Curtis Jones
Grazie a te…
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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