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1998
25
Nov

L'espediente della carbonite

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L'espediente della carbonite

Tra le tante iniziative2 che sempre lo STIC1 propone in giro per l'Italia una in particolare, quando mi era stata segnalata da uno dei responsabili della "base" di Modena, aveva acceso la mia immaginazione: una trasposizione teatrale di una "revisione" di una puntata della serie classica... Star Trek a teatro!
Era forse possibile vedere dal vivo, sia pure in versione clone, uno degli equipaggi più famosi del mondo? Avrei potuto ammirare le orecchie a punta di Spock, la baldanza del capitano Kirk e la plancia di comando seduto su una poltroncina di un teatro a neanche un ora di macchina da casa mia? Era forse possibile sentire dal vivo la pungente ironia del dottor McCoy, e magari assistere ad uno scontro con Klingon o Romulani... ma, aspetta, aspetta, ma poteva essere possibile... poteva essere possibile rendere lo "spazio - ultima frontiera" al di fuori della magia televisiva?

Sì.
Poteva.

L'impegno e la passione di una compagnia teatrale di dilettanti, unita a qualche felicissima scelta tecnica, a qualche trucco hi-tech senza grosse pretese, e al calore di un pubblico che si è lasciato trasportare prima a Concordia (allo splendido teatro del popolo) e poi su, su nel cielo dell'immaginazione, ha compiuto un piccolo miracolo, che ha reso la quarantina di minuti di rappresentazione un avvenimento assolutamente da non perdere.
Il ponte di comando era lì, di fronte a me, con due lunghi quadri con le luci lampeggianti, il classico schermo che mostra l'esterno, la poltrona basculante di Kirk e una versione nostrana - rigorosamente in divisa serie classica - dei nostri eroi... ma questo era ancora poco, e per motivi di scena era visibile, ben ricostruito, anche l'interno dell'infermeria e una fettina, più in primo piano, di un pianeta sperduto... il tutto magistralmente orchestrato dalle luci che illuminando ora una zona, ora l'altra, sopperivano degnamente al fade dei cambi di scena.
Ma andiamo per ordine.
Nonostante il mio ritardo di poco più di un quarto d'ora, sono riuscito a non perdermi nessuna battuta, poichè la compagnia ha deciso di rispettare i sacri voti teatrali e giocare con la suspance per una buona trentina di minuti - minuti scanditi ovviamente da suoni, video e musiche a tema. E poi, quando al calo delle luci di scena il folto pubblico si è ammutolito ecco apparire in un secondo grande schermo l'inizio originale dell'episodio3 in questione.
La curiosità a questo punto era massima, ma è riuscita a crescere ancora quando, dopo la sigla, il video non si è fermato, mostrando il capitano Kirk, a torso nudo in infermeria, sotto gli ordini del dottor McCoy. Poi dopo un breve scambio di battute lo schermo si è spento, e si è illuminata la zona infermeria sul palco, e abbiamo avuto per la prima volta sotto gli occhi i nostri attori che, con un accento un "po'" diverso da quello dei doppiatori hanno continuato la scena, raccogliendo applausi e sorrisi. Un McCoy in barba e pizzetto ha poi lasciato salire in plancia un Kirk un po' meno massiccio dell'originale, ma dignitosissimo e molto a suo agio nel ruolo del capitano romantico-impulsivo-e-conquistatore-di-cuori-femminili. E sul ponte, ecco risolti gli ultimi dubbi... Spock con le orecchie a punte e il consueto taglio a calotta4 e una versione emiliana di Chekov, Sulu, e Urah... e in più la versione femminile di un'altro personaggio, fondamentale nell'episodio, che dal passaggio tra il video e la realtà si è trovato più carino e con lunghi capelli ricci.
La storia si è poi dipanata egregiamente, con battute ad hoc del capitano8 (alcune delle quali, a mio modestissimo parere, recuperate con arte anche da altri episodi), qualche re-mastering degli effetti5 speciali di allora, e sapienti mix con il filmato televisivo... c'è anche stata la classica scena dell'enterprise colpita... con il bellissimo tutti-a-destra tutti-a-sinistra...
Ma il bello6 doveva ancora venire... ad un certo punto la trama dell'episodio televiso ha subito un qualche scossone, mostrando quanto la compagnia tenesse a stupire e coinvolgere ulteriormente il proprio pubblico... ed ecco che, alla richiesta di soccorso dell'entità che li aveva catturati e minacciati di morte, l'enterprise NON trova un simulacro dentro una piccola astronave, MA raggiunge un pianeta sconosciuto e vi teletrasporta Kirk e pochi intimi, per quello che doveva essere una operazione di aiuto e recupero.
La scena si sposta quindi nell'avanti palco (all'improvviso illuminato maggiormente) e di fronte ad un allibito capitano entrano in fila indiana una decina di Klingon in uniforme e ghigni satanici, coordinati da un loro capitano con tanto di mantella, capelli lunghissimi e progetti di morte per tutta la squadra dell'enterprise.
E al suo ordine "si inizi il rituale7" ecco che alcuni degli enormi klingon impugnano chitarra elettrica e basso, e recuperano batteria e tamburi, e intonano un suggestivo pezzo metal, estremamente a tema, mentre due delle loro donne iniziano un balletto marziale.
Il capitano viene poi salvato, teletrasportato all'ultimo minuto (mostrando, con un cambio di luci, la plancia) all'interno della sua nave, e al comandante Klingon non rimane che lanciare anatemi... e il tutto si chiude con il celebre scambio di frasi "Andiamo" "Che direzione capitano?" "Di là. Dritto. Verso il mattino." che strappa l'ultimo sorriso al pubblico, prima di iniziare una lunga ovazione.
Chicca finale: prima che tutto finisse il gruppo metal-klingon è tornato ai suoi strumenti di guerra e ha intonato di nuovo il pezzo di prima... e al balletto delle due Klingon si sono unite alcune altre ragazze dell'equipaggio dell'enterprise.
Che dire? Io mi sono divertito... e devo ammettere che la resa, una volta accettato il fatto di non riuscire a riconoscere la voce dei nostri beniamini, e considerato che questi attori dovevano competere con doppiatori di fama consumata e con gli "originali", è stata ottima. Buona la realizzazione, la regia e la scenografia.
E ottimo il pubblico... attento ad ogni minimo gesto, o frase, che con il suo calore ha arricchito ulteriormente la scena.

Marco Giorgini

1
Star Trek Italian Club

2
tra le quali posso facilmente citare convention, fiere, serate a tema in discoteca e cineforum... (a proposito, non avete dimenticato, vero, che tra il 26 e il 29 di Novembre, a Bellaria si terrà la XII Convention nazionale... e che ci saranno anche ospiti illustri?)

3
"l'espediente della carbonite", appunto.

4
o forse dovrei dire calotta e basta

5
Per chi non ricorda l'episodio originale: l'Enterprise arriva in un punto estremo dello spazio, quando si trova bloccata da un cubo(!) ruotante... e nel proseguo, una volta distrutto il cubo, ecco una sfera(!) fatta da sfere più piccole... quale migliore esercizio per qualche grafico dello staff, che è riuscito a creare e mostrare sul visore del ponte una versione aggiornata e più colorata di quelle strutture.

6
so che dirlo sembra scontato, ma vi assicuro che è vero!

7
...rituale preparatorio per la somministrazione di un intruglio velenoso che avrebbe costretto Kirk a svelare i segreti della fantomatica carbonite...

8
Una per tutte: "Ascolterei i suoi consigli... se questa fosse una democrazia."

 
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:: Marco Giorgini
Marco Giorgini è nato a Modena il 21 Agosto 1971 e lavora come responsabile del settore R&D in una delle più importanti software house italiane che si occupano di linguistica applicata. Dal 1994 coordina la rivista culturale KULT Underground e dal 1996 la casa editrice virtuale KULT Virtual Press; ha tenuto conferenze, e contribuito ad organizzare mostre e concorsi letterari, tra cui ''Il sogno di Holden''. Da marzo 2005 è autore di una striscia a fumetti sul mondo degli esordienti chiamata Kurt.
MAIL: marco@kultunderground.org
WEB:
www.kurtcomics.com
 
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