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1998
25
Dic

Voci che sussurrano

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Voci che sussurrano

Tenendo conto che l'autore è lo stesso, e gli stessi sono i tempi di produzione, chi di voi ha letto l'esile editoriale di dicembre non potrà certo aspettarsi in questo luogo una più ampia disponibilità. Per fortuna, la mia mancanza di tempo non penalizza che solo in parte quanto questa rubrica vi può e vuole offrire, garantendo ugualmente un discreto mese ai suoi tanti lettori.
E prima di lasciarvi alle poesie e ai racconti, non posso non augurarvi un Felice Natale e un Ricco Anno Nuovo. Augurio ovviamente esteso anche ai nostri "cugini" del sempre interessante sito Racconti1 e1 Letteratura1 gestito da Raffaele Gambigliani Zoccoli... sito che vi invito a non trascurare in questo periodo di feste, perchè, oltre ai moltissimi brani disponibili, ha sempre indicazioni precise su concorsi e iniziative che riguardano la scrittura creativa.


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La prima delle quattro poesie che vi proponiamo è I giorni che verranno di Mario Frighi, autore noto nell'ambito di Racconti e Letteratura, e apprezzato anche da noi, con l'ottimo testo proposto in novembre. Questo scritto, che comunque poco ha da invidiare al precedente come forza narrativa, mostra come Mario ami costruire immagini a tema strutturando in crescendo le sue opere: la prima parte (che si fonde senza soluzione di continuità nella seconda) racconta frammentata del passato, dei ricordi, mentre la seconda (alla quale si arriva rendendo le strofe via via più coese tra di loro) promette impegno sul futuro con un ripiegamento a ciò che è stato e che ancora vive all'ultima riga. Un testo da non lasciar passare con il quale imparare una volta in più a scoprire i versi tra le righe.

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Le due poesie che Fabrizio Cerfogli ci ha fornito in questo periodo, dopo una breve riflessione, hanno trovato posto insieme in questa edizione di SUSSURRI. Grido e Ispirazione (che condividono la stessa fotografia di sfondo, ad opera dello stesso autore) non sono strutturalmente simili (la prima è un canto con forti richiami "fantasy" sia come immagini sia come vocabolario, mentre la seconda è una breve visione con risvolti introspettivi) ma racchiudono in esse alcuni elementi importanti comuni: entrambi gli scritti si basano infatti su una sorta di apparizione improvvisa, di convocazione, nel primo caso, mistica, e nel secondo (quello appunto dell'ispirazione) artistica; inoltre entrambi i testi lasciano nel finale una sensazione di vuoto, di disagio, di incompiuto, che sottolinea il moto interiore, spina dorsale dei brani. Che dire? Un Fabrizio in buona forma, ispirato, e volenteroso di sperimentare variazioni tecniche e tematiche, come, da sempre, sperimenta con artifizi "multimediali" (come lo sono i font, l'incolonnamente e i fondali) nuove vie espressive.

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Scomparso sulle nostre pagine da molto tempo, dopo che tutti avevano avuto modo di conoscerlo ed apprezzarlo per le sue fotografie, e qualche suo articolo sull'arte dello scatto, è con sorpresa e piacere che ritorniamo in contatto con Carlo Borsari. Presenze è la prima di alcune sue poesie che abbiamo deciso di proporvi, e ha dentro di sè molto di quello che sembra essere il filo conduttore nella produzione di questo autore: un ritmo frammentato, ermetico, immagini solide e fuggenti insieme, unite al gusto per la cura degli effetti. Presenze è un insieme di istantanee diverse permeate da un messaggio che difficilmente si riuscirà cogliere in prima battuta. Complessivamente un buon testo (in qualche modo "frattale") che vuole tempo, ma che fa pensare.

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Il primo dei due racconti di questo mese è di una autrice che si è distinta vincendo, nella categoria testi (sezione giovani) l'appena terminato concorso di Holden, e che già in quella occasione aveva dimostrato ottime capacità di "regia", ovvero un ottimo senso delle scene, e dei tagli ad effetto: Damiana Guerra. E con questo nuovo scritto, dal titolo di Bianco Natale, non ha certo deluso le aspettative: la trama (un uomo solo cammina per la strada nella notte della vigilia di Natale), vista attraverso la mente confusa e distorta del protagonista, è un continuo sconvolgere le prospettive, e le pause, unite alle azioni e ai pensieri, tracciano segni netti ma assurdi in una vicenda che neppure alla fine spiega tutto di sè. Un brano forte e interessante che ricorda come immagini qualche "chicca" di Matheson, e che, anche se non propriamente adatto da mettere sotto l'albero, risulterà un ottimo regalo per tutti i lettori. Regalo che speriamo sia solo il primo di molti altri...

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Ricordate l'episodio di Star Trek, serie classica, in cui il capitano Kirk, McCoy e Spock tornano indietro nel tempo, sulla terra, grazie ad una struttura aliena, che si definiva il Guardiano del tempo? Un episodio, quello, particolarmente avvincente, che avrà sicuramente fatto riflettere molti sui possibili sviluppi di altre trame basate su questo "oggetto" così potente. Un episodio che non deve essere sfuggito all'attenzione di Claudio Caridi che nel racconto lungo L'enigma di Q (di cui pubblichiamo la prima parte questo mese) riesce a rimetterlo in gioco, unendolo all'equipaggio di The Next Generation e ad un ormai vecchio McCoy (seguito a ruota da Scott e da Spock... ma questo successivamente...). La storia, intrigante e ben orchestrata (ma lodare a questo proposito Claudio è ormai scontato) è accattivante quanto basta per farmi sentire un po' in colpa per aver spezzato in più parti quanto scritto. Ma come in ogni buon episodio che si rispetti (da Star Trek a X-Files) la scritta "to be continued..." non è che uno sprone in più a rimanere con il fiato sospeso in attesa di quel che segue... e sono certo che nessuno che inizi ad immergersi in questa nuova atmosfera, vorrà perdersi il seguito in gennario.
Splendido come al solito, non posso che sperare che una futura rappresentazione di Star Trek a teatro (come quella recensita lo scorso mese) possa avere una sceneggiatura di questo autore...

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Rinnovo l'invito, già espresso nel numero scorso: se vi interessa vedere pubblicati i vostri testi, inviateli. Siamo sempre interessati a nuovi racconti o poesie. O a scritti di altra natura.
Pensateci, e, intanto, buona lettura...

Marco Giorgini

1
http://www.geocities.com/soho/cafè/2209/letteratura.htm

 
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:: Marco Giorgini
Marco Giorgini è nato a Modena il 21 Agosto 1971 e lavora come responsabile del settore R&D in una delle più importanti software house italiane che si occupano di linguistica applicata. Dal 1994 coordina la rivista culturale KULT Underground e dal 1996 la casa editrice virtuale KULT Virtual Press; ha tenuto conferenze, e contribuito ad organizzare mostre e concorsi letterari, tra cui ''Il sogno di Holden''. Da marzo 2005 è autore di una striscia a fumetti sul mondo degli esordienti chiamata Kurt.
MAIL: marco@kultunderground.org
WEB:
www.kurtcomics.com
 
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