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2010
16
Giu

Buttarsi - Dan Fante

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traduzione di Michele Foschini
Marcos y Marcos (Milano, 2010)
pag. 272, euro 16,50

Bruno Dante, ovvero l'alter ego di Dan Fante, ovvero quasi il Chinaski di o, quasi, l'Arturo (Bandini) dell'amato e idolatrato padre John, questa volta, in "Buttarsi" deve correre nel pazzo faccia a faccia con le dannazioni che ha in mente, alle quali ha persino dato un nome proprio di persona; e, se, in "Angeli a pezzi", Bruno è lasciato dalla moglie, per esempio in questo romanzo – che negli Usa è uscito con titolo "86'd" (la strada? in più sensi: certo) – , che tra l'altro termina quasi in un lieto fine annunciatore d'altre disgrazie, evidentemente, future, il protagonista una moglie, ma nemmeno una vera relazione, magari 'stabile', proprio non ne ha. Cosa che vuol dire due altre cose: nessuno problema di casa propria, ma allo stesso tempo più problemi nei rapporti oltre casina. Infatti, tanto per cominciare, molti guai, sempre annunciati dalla vocina interiore del soggetto principale delle dannate vicende, sono portati dalla gestione di Bruno della relazione con l'altro sesso. Oggi, in "Buttarsi", quindi, ecco nascere il dramma/ossessione Portia. Questione che muore, in chiusura, con la fuga-abbandono della pur continuamente e, soprattutto, sessualmente, liberissima quanto spregiudicata Portia. Ma il problema più grande di Bruno Dante è ovviamente l'alcol. Appoggiato nella normalità d'alcuni psicofarmaci di sostegno. Oltre, chiaramente, alle sporadiche visitazioni di gruppi dentro i quali alcolisti anonimi diventati cattolici ferventi e urlanti si gettano a testa rotta. Per sanarsi. Ambientini che il nostro non sopporta. Che, però, deve sforzarsi di visitare. Attuando il "fare finta", per giunta. Bruno parte con un lavoro da call center per arrivare a voler lasciare un lavoro da autista di limousine, "limo", a Holliwood. Società nella quale è persino socio. Il punto che Bruno Dante, allo stesso tempo, di solito non riesce a trattenere la lingua e le azioni. Di solito, Bruno Dante, tende ad ubriacarsi e combinare enormi disastri. Forse per questa ragione, anzi sicuramente per questo, è difficile evidenziare o sottolineare dei tanti eventi che si succedono. Dove non esiste tregua. Comunque è giusto tentare di riporta alcuni dei più bizzarri. A un certo punto della trama, quando la narrazione frenetica di Fante spinge oltre il limite delle ossessioni stesse, pulendo gli eccessi postumi e anticipati con il dovere intimo come intimistico della volontà di scrittura, si scopre che il protagonista si scioglie nel suo alcol per afferrare la pistola 'storica' del padre e sparare contro lo specchio. Accadimento che non rimane chiuso nella stanza. In un altro pezzetto di verità sconvolgente, tanto contaminata e contaminante di finzione, aspetto semplicemente chiaro, Bruno, ancora all'ultimo lavoretto di ripiego, spedisce sulla testolina fastidiosa di vicino scocciante, e molto somigliante a lui stesso, il suo computer. Le storielle interne alla storia sono davvero tante. Una serie d'avventure che ci costringono, ed è bellissima sensazione, a cercare il proseguimento delle faccende private del Dante. E Fante, molte similmente a Bukowski in altri territori è bravissimo a portarci nella sua Los Angeles e persino nella Holliwood dalla quale alla stregua di qualcun altro si sente d'essere schiacciato.
 
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:: Nunzio Festa
Nunzio Festa è nato a Matera, nel’81, dove attualmente lavora; risiede nel suo paese natale, Pomarico (MT), con la sua compagna.
Poeta, narratore, critico; lavora nel campo dell’editoria, revalentemente come editor per la materana Altrimedia Edizioni – della quale è anche direttore editoriale, e come consulente editoriale. Collaboratore giornalistico per cronaca e cultura, dal 2004 in maniera stabile per Il Quotidiano della Basilicata Collabora, inoltre, con siti internet, riviste e altri giornali. Suoi articoli, poesie e racconti sono stati pubblicati su riviste, quotidiani e in varie antologie. Nel 2004 ha pubblicato la sua prima silloge poetica E una e una (Montedit), mentre nel 2005 la sua prima raccolta di racconti Sempre dipingo e mi dipingo. Storie di vita ballate e condite con musica (Edizioni Il Foglio letterario). Nel 2007, la silloge poetica Deboli bellezze è entrata a far parte della collana curata da Silvia Denti, ‘I quaderni Divini’. Dieci brevissime apparizioni è il titolo delle prose poetiche pubblicate da LietoColle nel 2009. Il suo primo romanzo è stato pubblicato presso Arduino Sacco Editore, sempre nel 2009, ed è titolato L’amore ai tempi dell’alta velocità. Del 2010 è anche “Quello che non vedo”, (poema, per Altrimedia Edizioni), con contributi di Ivan Fedeli, Plinio Perilli, Giuseppe Panella, Francesco Forlani, Franco Arminio, Massimo Consoli. Una sua silloge inedita, nel 2011, è entrata a far parte dell’antologia, curata da Gianmarico Lucini, “Retrobottega”.
Altre opere sono in corso di pubblicazione. Poesie, racconti invece ancora inediti, un romanzo e un'antologia poetica in “fase di scrittura”. Vive per scrivere.
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