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2010
15
Giu

Salina. La sabbia che resta

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Giacomo Cacciatore, Raffaella Catalano, Gery Palazzotto
Dario Flaccovio
(Palermo, 2010)
pag. 240, euro 14.00
 
Un divertente giallo. "Salina", ovviamente, è vissuta dallo stesso insegnamento "la sabbia che resta". Ovvero che alla fine la verità vien fuori. Gli autori Giacomo Cacciatore, Raffaella Catalano e Gery Palazzotto, hanno creato un'opera a metà fra Vitali e Camilleri. Insomma, se togliamo il lago di Como e  mettiamo Salina, il ricorso all'ambiente come motore vitale del romanzo è molto simile fra i tre nostri e il nordico Vitali. Come, inoltre, se togliamo gli accenti dialettali del Camilleri nazionale e mettiamo lo scorrere dei mezzi espressivi di servizio ai personaggi, troviamo fra "Salina" e qualche romanzo con Montalbano abbastanza somiglianti. Ma questo, ovviamente, e di questi tempi bisogna specificarlo, non vuol dire che Cacciatore – Catalano – Palazzotto abbiano voluto copiate/scimmiottare altri stili. Solo che possiamo incontrare stesse volontà autoriali. Però ricominciano dalla, ricordo divertente, trama. Precisando, comunque, che dei tre autori ci era noto solamente il talento della Catalano. Siamo, allora, nel caldo isolano di Salina. Dove, innanzitutto si stampa, per ventura d'un giornalista locale che è pure tipografo, il foglio quotidiano Il vento delle Eolie. Dove, comunque, serenità vacanziera a parte è trovato stecchito il magistrato Ottavio Lodato. Nella sua villa, nella sua villa già usa a rifugio amoroso d'una coppietta in cerca di brividi. I carabinieri della locale stazione, dunque, devono mettersi in mezzo, per risolvere il rebus, a una questione che mai avevano avuto il piacere d'incontare. E nel frattempo il giornalista Torta in questo mare piccolo e interno ci sguazza. E' proprio vero, parallelamente, che se lasciassimo qualcuno in alto mare forse questo imparerebbe a nuotare o almeno cercherebbe. Quindi i carabinieri devono mettere da parte i cazzi loro. Quindi il Nino Torta impara 'sul campo' a non fare troppi orrori di grammatica e lanciare il suo giornale privo di sciatterie. Le Eolie, nel loro cuoricino Salina, scoprono che ci sono tante questioni diverse dall'ozio e dalla normalità. Che c'è persino l'omicidio. Oltre ai fatti privati e personali d'ognuna e/o ognuno. Il giallo "La sabbia che resta"  è retto da una scrittura incisa nel ventre della caccia all'ovvio. E che si libera dalla pochezza che avrebbe potuto ingannare le mani. Soprattutto le sei mani. Ogni personaggio, se pur giustamente non troppo caratterizzato, sorride e s'intristisce nell'opera. Di certo il più bello di tutti è il giornalista Nino Torta. Una macchietta. Un bel disegno degli autori. Sicuramente lettrici e lettori troveranno nel romanzo "Salina" lunghi attimi di goduria. 
 
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:: Nunzio Festa
Nunzio Festa è nato a Matera, nel’81, dove attualmente lavora; risiede nel suo paese natale, Pomarico (MT), con la sua compagna.
Poeta, narratore, critico; lavora nel campo dell’editoria, revalentemente come editor per la materana Altrimedia Edizioni – della quale è anche direttore editoriale, e come consulente editoriale. Collaboratore giornalistico per cronaca e cultura, dal 2004 in maniera stabile per Il Quotidiano della Basilicata Collabora, inoltre, con siti internet, riviste e altri giornali. Suoi articoli, poesie e racconti sono stati pubblicati su riviste, quotidiani e in varie antologie. Nel 2004 ha pubblicato la sua prima silloge poetica E una e una (Montedit), mentre nel 2005 la sua prima raccolta di racconti Sempre dipingo e mi dipingo. Storie di vita ballate e condite con musica (Edizioni Il Foglio letterario). Nel 2007, la silloge poetica Deboli bellezze è entrata a far parte della collana curata da Silvia Denti, ‘I quaderni Divini’. Dieci brevissime apparizioni è il titolo delle prose poetiche pubblicate da LietoColle nel 2009. Il suo primo romanzo è stato pubblicato presso Arduino Sacco Editore, sempre nel 2009, ed è titolato L’amore ai tempi dell’alta velocità. Del 2010 è anche “Quello che non vedo”, (poema, per Altrimedia Edizioni), con contributi di Ivan Fedeli, Plinio Perilli, Giuseppe Panella, Francesco Forlani, Franco Arminio, Massimo Consoli. Una sua silloge inedita, nel 2011, è entrata a far parte dell’antologia, curata da Gianmarico Lucini, “Retrobottega”.
Altre opere sono in corso di pubblicazione. Poesie, racconti invece ancora inediti, un romanzo e un'antologia poetica in “fase di scrittura”. Vive per scrivere.
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