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1999
25
Dic

Dedica a un angelo

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DEDICA AD UN ANGELO

UNA MATTINA MI RECAI PRESSO L'UFFICIO DOVE LAVORAVO ORMAI DA UN ANNO. ERO AL SETTIMO CIELO, PERCHE' ALLE ORE 10 SI TENEVA UNA RIUNIONE PER DECIDERE IL POSTO DI UNA NUOVA RESPONSABILE ALLA GESTIONE AMMINISTRATIVA.
PENSATE UN PO' QUELLA PERSONA ERO IO.
TUTTE LE MATTINE NON VEDEVO L'ORA DI ANDARE A LAVORARE PERCHE' ORA MI SENTIVO UNA PERSONA IMPORTANTE .
AVEVO UNA LUCE DIVERSA SUL MIO VISO :LA PELLE ERA LUCENTE E MORBIDA PIU' CHE MAI,GLI OCCHI BRILLAVANO,COME SE VOLESSERO FAR SAPERE A TUTTO IL MONDO COME ERA CAMBIATA LA MIA VITA, FINCHE'..........

TUTTO DIVENNE GRIGIO E BUIO, L'INCOMPRENSIONE DA PARTE DEI TITOLARI CHE FANNO FINTA DI ASCOLTARTI DANDOTI A VOLTE LA RAGIONE PER POI RIPRENDERTI, GRIDANDO DI AVER SBAGLIATO ANCORA UNA VOLTA.
MA BASTA NON E' POSSIBILE FINGERE,INDOSSARE QUESTE MASCHERE DI DUREZZA E INFLESSIBILITA'CHE NON FANNO VIVERE SERENAMENTE IL MIO FRAGILE ANIMO .
HAI DATO TANTO I TUOI COLLEGHI TI AMANO MA.........LORO IMPERTERRITI CONTINUANO ......INGIUSTIZIA ........ TI DICONO:"NO ALLE PREFERENZE" POI LORO SONO I PRIMI AD AVERLE.
OK. CI HO MESSO UN ANNO PER ARRIVARE A QUESTO TRAGUARDO DOPO TANTE DISCUSSIONI E PROBLEMI VARI, MA UN GIORNO.............
SEI ARRIVATO TU.
ALL'INIZIO TI SEI DIMOSTRATO AMICO E IO INGENUAMENTE TI HO CREDUTO,NON HO MAI AVUTO UN VERO AMICO E PENSAVO DI AVERLO TROVATO.
ERAVAMO UNA COSA UNICA,TU IN UN MESE HAI CONQUISTATO L'AMICIZIA DEI COLLEGHI DI LAVORO.
DOPO 2 MESI SEI DIVENTATO VICE RESPONSABILE, NEL CASO VENISSI A MANCARE.
LA NOSTRA AMICIZIA CONTINUO', FINO A QUANDO .............
I COLLEGHI MI INIZIARONO A GUARDARE MALE A CRITICARMI A DERIDERMI E INIZIAI SOSPETTARE DI LUI CHE ORMAI ERA DIVENTATO UN LIDER.....mentre IO non contavo più niente.
NON VOLEVO CREDERCI PER ME LUI ERA SEMPRE IL MIO AMICO,finchè LUI UN GIORNO MI MANGIO' LA FACCIA E MI RISPOSE MALE.
IO PIANsi NON CI CREDEVO, ALL'INIZIO ERA COSI' VERO E AMABILE POI......
PERCHE' PENSARE SOLO AI PROPRI INTERESSI E PRENDERSI TUTTE LE SIMPATIE PER POI SCARICARMI?
FORSE ERA QUELLO L'UNICO OBBIETTIVO?
IO STAVO MALE.
PERCHE' LE PERSONE CAMBIANO COSI' VELOCEMENTE !
NON CI PARLAMMO PIU', FINCHE' UN GIORNO DOVEMMO PARTIRE PER MOTIVI DI LAVORO PER PRAGA IO LUI E ALTRE 4 PERSONE.
UNA SERA DOPO CENA CI RIUNIMMO IN SALOTTO A GIOCARE A CARTE DOPODICHE' CI RECAMMO NELLE NOSTRE STANZE.
ERO GIA' PRONTA PER INFILARMI SOTTO ALLE LENZUOLA QUANDO QUALCUNO BUSS0' ALLA PORTA .
GUARDAI ATTRAVERSO LO SPIONCINO E VIDI CHE ERA LUI, LO FECI ENTRARE TITUBANTE E PREOCCUPATA CHIEDENDOMI SE FOSSE VENUTO PER MANGIARMI LA FACCIA (SOLITE QUESTIONI DI LAVORO, DATO CHE ORA LUI AVEVA PRESO IL MIO POSTO).................
MA NON FU COSI'.
GENTILMENTE MI RIVOLSE UN SORRISO E PENSAI :"E' UBRIACO"!
SI SEDETTE SUL MIO LETTO E PARLAMMO ........ A LUNGO ..................
POI uscì DALLA MIA STANZA CONVINCENDOMI....... E MI FECE DI NUOVO QUEL SORRISO .
RIMASI SENZA PAROLE;LA MATTINA SEGUENTE CI PREPARAMMO PER IL RIENTRO IN ITALIA E LUI ERA TORNATO SEVERO CON ME.
MI SFORZAI MA ERA INUTILE ...............................
UNA SETTIMANA DOPO.
ALLA MATTINA MENTRE MI RECAI A LAVORO VIDI I MIEI COLLEGHI SULL'ATRIO DELL'UFFICIO TRISTI E PIANGEVANO,MENTRE IO ERO L'UNICA COL SORRISO IMPRESSO SULLE LABBRA.
PASSARONO 10 MINUTI E VENNI A SAPERE CHE LUI ERA MORTO,NON CI CREDEVO MI RIFIUTAVO NON LO VOLEVO ACCETTARE ; ...........UN INCIDENTE STRADALE ,NON ERA LUI CHE GUIDAVA LUI ERA DIETRO ENTRO IN COMA MA NON CE LA FECE.
I MIEI COLLEGHI LA MATTINA SEGUENTE MI GUARDAVANO CON OCCHIO CINICO perché PENSAVANO AL RAPPORTO CHE AVEVO CON LUI ULTIMAMENTE ED ERANO CONVINTI CHE A ME NON ME NE FREGASSE ASSOLUTAMENTE.
NON ERA COSI' IO PIANSI E ANCORA TUTTORA PIANGO NEL RICORDO DI QUELLA SPLENDIDA SERA DI PRAGA.
NON MI INTERESSA QUELLO CHE POTEVANO PENSARE LORO DI ME, MA SAPEVO CHE LUI C'ERA E CI SARA' PER SEMPRE NEL MIO RICORDO BELLO E BRUTTO CHE SIA.
SONO PASSATI 7 MESI DALLA SUA MORTE E PIANGO ANCORA E SONO ARRABBIATA CON QUELLE PERSONE CINICHE CHE SI LIMITANO A GUARDARE SGUARDI SUPERFICIALI E NON PENSANO CHE TUTTI ABBIAMO UN CUORE E DOBBIAMO LEVARCI QUELLA MASCHERA COSI' MESCHINA,CHE ROVINA LA NOSTRA ESISTENZA.
MORIRE PER RIVIVERE.
LUI VIVE IN ME.
QUEL SORRISO ERA FORSE UN SOGNO? ERA UN MESSAGGIO? UN INVITO A RIFLETTERE?
MA SU CHE COSA!
DOPO TANTO TEMPO EBBI LA CONFERMA LUI, LUI ERA L'ANGELO.


Raffaella Abbruzzese
 
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