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2010
23
Mag

Cinema primo amore - Mirko Grasso

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Storia del regista Antonio Marchi
prefazione di Adriano Aprà
nota critica di Paolo Simoni
con un ricordo di Bernardo Bertolucci
con dvd, Kurumuny (Lecce, 2010)
pag. 155, euro 16.00
 
Dal Salento per la memoria del regista Antonio Marchi. Non memoria in senso mortuario. Non è di ricordo in senso funebre, che Mirko Grasso prova a parlare. Ma il volume di Grasso, "Cinema primo amore" è davvero uno studio con il quale si vuole cominciare a donare a una personalità della cinematografia, che collaborò con altre personalità indimenticabili come per esempio Luigi Malerba, Attilio Bertolucci, Giorgio Bassani e Pier Paolo Pasolini – solo per fare qualche nome - , meriti che gli sono dovuti. Per chi non conoscesse Marchi. E per chi di Antonio Marchi ha sentito parlare, eppure sempre poco. Proprio perché nonostante l'importanza del suo impegno, la critica cinematografica (ma soprattutto la storia del cinema) ha davvero destinato meno del minimo a questa figura. Considerando, comunque, che il regista Marchi operò per un tempo breve rispetto a quella che normalmente è la carriera' dei registi. Già prima che finisse il secolo Cinquanta, infatti, Antonio Marchi aveva abbandonato i suo lavori di ripresa in una soffitta. Se pure visse fino al molto più recente 2003. Inoltre, il volume realizzato con il contributo importante del Fondo Giorgio Bassani, dell'Archivio Nazionale Film di Famiglia e dell'Istituto Storico Parri Emilia-Romagna esce insieme a un dvd che mette nella stessa confezione un documento amatoriale del regista e un'opera montata postuma e da altri amanti di Marchi che hanno voluto riprendere la parte recuperabile e recuperata del regista parmigiano. E' un editore salentino, guarda caso, si pensi per esempio al film di Antonio Marchi "In Puglia muore la storia", a permettere a Grasso d'andare in libreria con l'interessantissimo e fondamentale studio che, servendosi perfino dell'apporto d'una intervista a Luigi Malerba una a Francesco Maselli e una testimonianza di Mario Verdone, è uno di quei libri che nascono per essere utili a favore d'un progetto di spessore e di valenza storica. Mirko Grasso fa capire a lettrice e lettore che vogliano più direttamente immergersi in spazi non proprio facili da visitare che Antonio Marchi è da riconsiderare, come si suol dire, per più motivi. Sia per le capacità artistiche che per il ruolo d'intellettuale e di mecenate. Come di critico. Per esempio, Marchi, oltre a essere riconosciuto a livello internazionale quale valente regista di documentari, fondo e diresse la rivista "La critica cinematografica". Infine, altri due motivi per riconsiderare Marchi. Il primo, ovviamente, rappresentato proprio dal materiale stesso ancora vivo del Fondo Marchi. Il secondo, che è più d'una curiosità e che questa volta è ripreso nello scritto di Simoni posto a chiusura della pubblicazione, è molto probabile che proprio Antonio Marchi sia stato la mano che muoveva la macchina servita a conficcare nell'obiettivo i corpi penzolanti di Benito Mussolini e Claretta Petacci.
 
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:: Nunzio Festa
Nunzio Festa è nato a Matera, nel’81, dove attualmente lavora; risiede nel suo paese natale, Pomarico (MT), con la sua compagna.
Poeta, narratore, critico; lavora nel campo dell’editoria, revalentemente come editor per la materana Altrimedia Edizioni – della quale è anche direttore editoriale, e come consulente editoriale. Collaboratore giornalistico per cronaca e cultura, dal 2004 in maniera stabile per Il Quotidiano della Basilicata Collabora, inoltre, con siti internet, riviste e altri giornali. Suoi articoli, poesie e racconti sono stati pubblicati su riviste, quotidiani e in varie antologie. Nel 2004 ha pubblicato la sua prima silloge poetica E una e una (Montedit), mentre nel 2005 la sua prima raccolta di racconti Sempre dipingo e mi dipingo. Storie di vita ballate e condite con musica (Edizioni Il Foglio letterario). Nel 2007, la silloge poetica Deboli bellezze è entrata a far parte della collana curata da Silvia Denti, ‘I quaderni Divini’. Dieci brevissime apparizioni è il titolo delle prose poetiche pubblicate da LietoColle nel 2009. Il suo primo romanzo è stato pubblicato presso Arduino Sacco Editore, sempre nel 2009, ed è titolato L’amore ai tempi dell’alta velocità. Del 2010 è anche “Quello che non vedo”, (poema, per Altrimedia Edizioni), con contributi di Ivan Fedeli, Plinio Perilli, Giuseppe Panella, Francesco Forlani, Franco Arminio, Massimo Consoli. Una sua silloge inedita, nel 2011, è entrata a far parte dell’antologia, curata da Gianmarico Lucini, “Retrobottega”.
Altre opere sono in corso di pubblicazione. Poesie, racconti invece ancora inediti, un romanzo e un'antologia poetica in “fase di scrittura”. Vive per scrivere.
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