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1999
25
Nov

I: De Civitate Dei

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De Civitate Dei
(primo classificato)

La luce accecante dell'astro più luminoso, Dio per me e per la mia gente, stava scandendo per la millesima volta la giornata nella splendida terra che esso ci aveva regalato : una splendida vallata verde, interrotta solo da suggestive colline e da ruscelli dove scorreva fresca acqua che il nostro protettore ci donava per dissetarci.
C'era splendida copia di ogni bene che la sua abbondanza decidesse di regalarci, e le lotte non esistevano, tanta era l'abbondanza delle messi del nostro Signore.
Qualche volta uno di noi decideva di intraprendere il Lungo Cammino, stimando giusto esplorare i confini di un mondo così perfetto, in una stolta brama di conoscenza; ovviamente, l'ira di Dio per una tracotanza e una superbia tale non permetteva alcun ritorno, ma noi non volevamo certo spendere alcuna lacrima per costoro, e il biasimo della loro fine ricadeva solo su essi stessi.
Non ci interrogavamo di certo sui massimi sistemi di questo universo, certo no, eravamo gente semplice che amava Dio e il mondo che ci aveva regalato : accoglievamo con amore e con rispetto i pargoli che di tanto in tanto apparivano dai confini del nostro mondo, e li crescevamo in preda ad un istinto che sentivamo come connaturato nella nostra stessa natura di esseri viventi, ma che non capivamo con precisione. Tuttavia, alcuni di noi , quelli che dimostravano una sensibilità più spiccata o forse erano meno grati, avvertivano un sentimento simile ad un ancestrale struggimento verso un qualcosa che neanche loro potevano comprendere coi loro mezzi, un tendere all'infinito che nel migliore dei casi li portava ad una specie di ascetismo e abbandono alla contemplazione dei misteri di Dio ; in quello più perverso e abbietto, al grande cammino.
Sebbene l'abbondanza delle messi di Dio fosse così grande, nell'ubbidienza delle sue leggi venivano compiuti vari lavori da ognuno di noi, sicché i pargoli crescevano forti e robusti grazie al nutrimento di frutti e di pesci e al costante esercizio, gli adulti mantenevano la forma della giovinezza grazie alla predisposizione all'esercizio maturata nel corso dei mesi.
L'educazione dei fanciulli durava fino a quando questi non fossero riusciti a procurarsi il cibo da soli e avessero ottenuto un benché minimo grado di autosufficienza, ed era interessante, sebbene dopo qualche volta non ci si facesse quasi più caso , osservare come nel corso dei giorni essi cambiassero aspetto e fisionomia fino a raggiungere la nostra corporatura e aspetto.
Dopo circa undici mesi, da quando il pargolo ci veniva affidato, i due grandi Sacerdoti di Dio apparivano improvvisamente da i più occulti recessi di questo universo, ed era grande festa : giungevano a noi con lento incedere, uno il medesimo nel tempo, alto e longilineo, l'altro che cambiava di volta in volta ; e, mentre alcuni degli adulti cercavano di rendergli omaggio nei migliori modi a noi concessi e portandogli in dono le nostre ricchezze, altri trattenevano i fanciulli in preda ad una terribile paura : ricordo come anch'io, quando per la prima volta li vidi, avvolti in questa specie di aura bianca come la luce e solida come la terra, simili certo per aspetto a noi , ma molto più sottili e con una pelle che appariva incisa in più parti da lunghe righe, rimasi decisamente impressionato , per non dire terrorizzato dalla loro sommità priva di pelo o, in rari casi, coperta da qualche sporadica chiazza di peluria bianca : e quegli orribili versi che emettevano ! Per molto tempo il principale argomento di discussione tra di noi fu se i due Sacerdoti riuscissero ad intendersi e a capirsi, argomento che non giunse mai a conclusione e che probabilmente per sempre resterà senza risposta. Ma col tempo anche i fanciulli si abituavano alla loro gloriosa presenza e alle loro venute, e li si iniziavano ad adorare come i veri messia del Padre che tutti noi amavamo e a cui incondizionatamente ubbidivamo : era infatti sì benevolo, ma non esitava nel caso dovesse punire : ricordo, oltre a chi si dedicava al Lungo Cammino, come una volta un gruppo di ribelli decise di attaccare i Sacerdoti prescelti da Dio : dalle mani dei prescelti scaturirono improvvisamente dei lampi luminosi, e i corpi degli assalitori, per un attimo come inebetiti, caddero a terra : fu una cosa che non posso nemmeno ora spiegarmi : toccavo i loro corpi, ma essi non si muovevano ; parlavo e urlavo presso le loro orecchie, e loro rimanevano muti come fossero in un posto lontano ; cercavo di attirare l'attenzione dei loro occhi, ma, come bloccati da una qualche arcana forza, essi erano immobili.
I due Sacerdoti, con un fare che mi parve stizzito , presero i corpi dei ribelli e se ne tornarono da dove erano venuti : era la prima volta che l'eletto che i Sacerdoti sceglievano quando comparivano era più di uno ed esso non li seguiva con riverente deferenza, ma veniva trascinato via con veemenza.
La nostra vita, che andava dalla nostra comparsa in questa splendida valle fino al nostro incontro con i magnifici Sacerdoti, era quindi scandita dagli impegni della crescita, della sopravvivenza, infine dell'educazione e finalizzata all'incontro con i Sacerdoti ; nulla di più c'era comandato dalla legge di Dio, legge che imparavamo presto a conoscere.
Quello era il termine dell'ultimo mese per me, e stavo aspettando con impazienza e gaudio l'arrivo degli Sacerdoti per portarmi in un mondo che presumevo ancora più splendido e in cui avrei trovato i fratelli che già sono andati : i preparativi durarono tutta la notte, e unguenti ricoprivano il mio corpo conferendogli un piacevole effluvio di menta selvatica, i doni sacrificali erano già disposti nello spiazzo dove ci raccoglievamo usualmente con i fratelli.
Finalmente da lontano i Sacerdoti arrivarono...
" Bhè, dottore, devo ammettere che questo posto è molto più bello di quanto pensassi. Sulla Terra penso che un ecosistema simile non esista più da secoli." grugnì uno dei due Sacerdoti in quel loro linguaggio ancestrale incomprensibile per noi.
" Ha ragione, ma per lo sviluppo dei soggetti abbiamo voluto ricrearne uno il più simile possibile alle condizione primitive della Terra. Ecco , può osservare alcuni dei soggetti in lontananza, Generale"
" Comunque è strano, pensavo si scannassero a vicenda lasciati allo stato brado...."
" Mai sentito parlare del mito del buon selvaggio di Rousseau ? " Sorrise allusivo l'uno all'altro, mentre quello che si era fermato ad ascoltare improvvisamente si era messo a grugnire in un modo talmente potente che il torace gli si contraeva terribilmente a ogni verso e un rivolo di sostanza rossa cadeva dalla mano che si era portato alla bocca.
" Generale, vedo che la situazione del suo apparato respiratorio si sta facendo decisamente preoccupante, muoviamoci a recuperare la sua sacca d'organi." Finalmente si posero davanti a me, quello che aveva grugnito con forza che mi osservava dicendo " Mio Dio, è orribile, e pensare che è stato generato dalle mie cellule : li guardi, stanno li come fossero delle dannate scimmie a grugnire come bestie e a vivere come tali fino a quando non necessitiamo di un sano ricambio d'organi. Sono orrendi."
" Ma cosa dice ? " Emettendo un qualcosa di stridulo e con aria forse compiaciuta il più alto e longilineo dei due, " Direi che con una ripulita e con una rasatura, il clone assomiglierebbe molto a lei da giovane ; manca solo di un po' d'educazione...."
" La pianti, ritiriamo il ricambio e andiamocene da qui, questo posto mi dà i brividi, sebbene sia un'istituzione necessaria per il nostro mondo. Inoltre i suoi colleghi e, non posso negarlo, anch'io siamo impazienti di effettuare il trapianto di organi e muscoli su di me. Mi sono decisamente stufato di questo corpo vecchio di ben 35 anni. Comunque rispetto ad uno o due trapianti fa ,mi sembra ancora più robusto ."
Gioia immensa per me, la visione delle benevole mani dei due che afferravano le mie : solo il destino avrebbe potuto svelare le gioie che il nuovo mondo e Dio mi stavano consegnando ; la mia felicità non conosceva più alcun limite.
" Se non altro non sono problematici da ritirare." Sembrò constatare l'uno all'altro mentre mi portavano via...


Federico Mori
 
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:: Federico Mori
Federico Mori, studente della facoltà di Economia Aziendale di Modena, reduce del Liceo classico L.A. Muratori, è un collaboratore esterno di KULT Underground. Ha una passione viscerale per il romanticismo inglese della seconda generazione, Nietzsche, la storia, la fantascienza, il Giappone, il metal, il retrogaming nelle sue forme più estreme, il blues, Ginsberg e certa fumettistica americana di classe. Ama indagare sui lati oscuri della storia e della massa e imbarcarsi nei più improbabili progetti che gli capitano a tiro. E' anche principale compositore del gruppo power gotico '' Seas of Fate '', di cui tra poco uscirà un demo.
 
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