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1999
25
Ott

L'Immagine

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L'immagine

27 marzo 1999
Questa sera penso di aver visto la donna della mia vita. Ero al "Vanilla" a bere qualcosa con degli amici, quando ad un tratto in un tavolo poco lontano dal nostro, si sono sedute tre ragazze, probabilmente per prendere qualcosa prima di andare in discoteca. Una delle tre mi ha subito colpito per la sua eleganza e per il suo portamento. Ho cominciato a guardarla, senza farmi troppo notare, e piu' i miei occhi la studiavano, piu' mi accorgevo di quanto fosse perfetta. I lineamenti del suo volto sembravano dipinti da un abile pittore, capace di trovare quella giusta sfumatura per renderla cosi' tanto affascinante. Ero cosi' preso a studiarla che i discorsi dei miei amici erano ormai diventate parole lontane, come se provenissero da un altro tavolo; la sua bellezza mi aveva ipnotizzato, non riuscivo piu' a distogliere lo sguardo dai capelli dorati e leggeri, dalle sue ciglia lunghe che si muovevano come le ali di una farfalla. Poi ad un tratto lei si e' accorta che la stavo fissando ed allora sono trasalito, all'improvviso sono uscito dal mio stato ipnotico e ho subito puntato gli occhi verso un'altra direzione. Spero che non si sia offesa: non e' molto piacevole essere fissati da qualcuno, ma purtroppo la sua bellezza mi aveva impedito di controllare gli occhi.
Dovevo sapere chi era e cosi', lasciando i miei amici con una scusa, l'ho seguita tutta sera ed alla fine ho scoperto dove abitava. A cosa mi serve saperlo? A nulla.
Ho anche scoperto che si chiama Simona, guardando il nome sulla cassetta delle lettere.


1 marzo 1999
Non ho piu' resistito. Ho scritto una lettera a Simona, in cui le ho descritto le meravigliose emozioni che ha suscitato in me. So che anche questo non serve a nulla, ma mi sentivo di farlo. E poi si sa che le donne amano essere corteggiate, per cui penso che non le dispiacera' leggere una lettera del genere. Non importa che sappia chi sono io, a me basta pensare che la lettera le abbia fatto piacere.


2 marzo 1999
Non riesco a togliermi dalla testa quella lettera. Non sono piu' convinto di aver fatto bene a spedirla... pero'... chissa' se e' gia' arrivata? Conoscendo le poste italiane, penso proprio di no. Chissa' che faccia fara' quando aprira' la lettera... secondo me non rimarra' stupita: una come lei ne riceve a decine di lettere del genere. O forse no...


6 marzo 1999
Oggi ho scommesso con Michele che non riusciro' a conquistare Simona. Ho tutto l'interesse a perdere questa scommessa, ma se dovessi vincerla avrei la consolazione del premio, una birra al "Vanilla".


8 marzo 1999
All'attacco! Ho spedito un'altra lettera a Simona. Avevo pensato di stupirla con frasi poetiche prese da qualche libro, ma alla fine ho pensato che era meglio essere me stesso. Non voglio ingannarla; se decide di prendermi, deve essere per quel che sono veramente. E poi non sono mica uno scarto della societa': ho un buon lavoro, una buona cultura e sono convinto di saper parlare bene. La modestia va bene quando sono con altre persone, mentre sul mio diario scrivo quello che mi pare: insomma, un po' di autogratificazione non guasta.
Noto pero' in me una certa ipocrisia: vorrei essere preso per quello che sono e poi sto andando dietro a Simona solo perche' sono incantato dalla sua bellezza. Magari ha un carattere impossibile, oppure e' la classica oca, bellissima ma stupida... no, non ci posso credere: e' una ragazza fatta cosi' bene che non riesco proprio ad immaginarla stupida.


10 marzo 1999
Il fine settimana si avvicina. Non so se telefonare a Simona. Che male c'e': al massimo mi sbatte il telefono in faccia, oppure mi dice "ma guarda che ho gia' il moroso". Poco male, per telefono non puo' tirarmi una scarpa in faccia, anche se certi schiaffi morali possono ferire molto piu' di un tacco a spillo.


11 marzo 1999
L'ho fatto: le ho telefonato e ho sentito la sua voce! Le ho parlato! Ahh, che meraviglia, ha anche una voce bellissima, cosi' calda ed avvolgente. Le sue parole mi solleticavano delicatamente l'orecchio, come se le sue labbra stessero sussurrando accanto al mio volto. Penso che il proverbio "la perfezione non e' di questo mondo" sia proprio sbagliato. Ma la cosa piu' bella, che non mi aspettavo, e' che Simona era entusiasta di sentirmi! Che bello, sto cominciando a pensare che ce la faro' davvero! Domani sera usciro' con lei!

12 marzo 1999
Ore 22:45. Sono gia' a casa... strano vero? Il premio dell'assicurazione non potra' mai ripagarmi le conseguenze dell'incidente.


"L'immagine e' zero, la sete e' tutto...", Alex spense il televisore prima che lo spot finisse...

Thomas Serafini
 
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:: Thomas Serafini

Thomas Serafini, nato il 12/3/1977, è iscritto all'ultimo anno della facoltà di Matematica a Modena. Lavora come sviluppatore software ed è un musicista dilettante. Su KULT Underground si occupa della parte musicale e cura articoli divulgativi a carattere matematico/scientifico.


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