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2010
9
Mag

Intervista con Artemisia

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Prodotto dalla Videoradio, il secondo album degli ArtemisiA conferma la qualità della proposta. Sano e dai sapori psichedelici, arriva l'hard rock melodico dell'affiatato quartetto rock goriziano.
Gocce d'assenzio
(Videoradio, 2010)
11 tracce - 43 minuti
Vengono da Gorizia e sono un agguerrito quartetto rock: con Gocce d'assenzio, il loro secondo album, gli ArtemisiA definiscono la propria personalità dosando al meglio feeling e passionalità. Grinta e melodia: queste le due caratteristiche principali del sound rock tutto italiano dei quattro, capitanati dall'esperto chitarrista Vito Flebus. Un lotto di 11 brani che spaziano dallo stoner al rock più melodico, dalla tradizione hard anni '70 alle contaminazioni contemporanee, senza disdegnare ballate acustiche e visioni psichedeliche, in omaggio al nome della band e al titolo del cd.
Nati nel 2006 e subito orientati a una proposta originale e inedita, gli ArtemisiA si fanno notare per il rifiuto delle cover e gli infuocati live-act. In particolare convincono per la rotondità ritmica (Fabio Corsi e Matteo Macuz), la compattezza delle chitarre e la voce carismatica di Anna Ballarin: grazie a queste peculiarità, si fanno avanti a suon di concerti e di lusinghieri piazzamenti in numerosi live-contest. Dopo il primo album ArtemisiA, pubblicato nel 2007 dalla Videoradio, il produttore Beppe Aleo conferma la fiducia nel quartetto friuliano e supporta la creazione del secondo album: Gocce d'assenzio è un disco più convinto e maturo, con ottime fondamenta per un appagante futuro.
Gocce d'assenzio è in distribuzione digitale attraverso i più importanti "store" di musica in tutto il mondo (iTunes, NOKIA Music, Emusic, Napster, Amazon ecc.), è disponibile ai concerti del gruppo e nei negozi di dischi grazie alla Videoradio di Beppe Aleo (gloriosa etichetta di Andrea Braido, Trio Bobo, Walter Calloni, La Drummeria ecc.).
 
ArtemisiA:
Anna Ballarin:  voce
Vito Flebus: chitarra e cori
Fabio Corsi: basso
Matteo Macuz: batteria e percussioni
 
Andrea Bondel: ospite all'organo Hammond e fisarmonica
Info:
 
Comunicato stampa a cura di Synpress44
Intervista

Davide
Ciao ArtemisiA. L'artemisia è nota per il suo impiego nella preparazione del distillato d'assenzio. Qualcosa a che fare con la Fée Verte o la Musa dagli Occhi Verdi e la sua storia di bevanda prediletta dagli artisti e dagli intellettuali, in stretto rapporto con l'ispirazione? Qualcosa di amaro che stordisce? O qualcosa di apocalittico come l'omonima stella… "Il terzo angelo suonò la tromba e cadde dal cielo una grande stella, ardente come una torcia, e colpì un terzo dei fiumi e le sorgenti delle acque. La stella si chiama Assenzio; un terzo delle acque si mutò in assenzio e molti uomini morirono per quelle acque, perché erano divenute amare". Perché vi siete scelti questo nome e, quindi, perché il titolo "Gocce d'assenzio"?
 
Artemisia
Il pensiero che l'olio della pianta dell'assenzio (Artemisia absinthium) venisse usata da famosi poeti dell'800, tipo Mallarmè, Verlaine e Rimbaud, per trarre ispirazioni per le proprie opere, ci ha intrigato parecchio. ArtemisiA è un nome mistico, surreale, degno di un gruppo di persone creative come noi. Di conseguenza "Gocce d'assenzio" e un po' il sunto di tutto il nostro il nostro pensiero musicale, essendo ogni brano una goccia d'ArtemisiA.
 
Davide
Ci raccontate la vostra storia? So che siete insieme dal 2006 e avete già inciso un omonimo disco d'esordio. Da quali esperienze precedenti venite, quale alchimia vi ha legati, quale distillazione è avvenuta, a quale "pietra filosofale", "elisir" o, più semplicemente, quali desideri affidate alla vostra musica?
 
Artemisia
Diciamo che è nato tutto dalla voglia di proporre musica originale, qualche cosa che ci gratificasse come musicisti e non solo come semplici esecutori. Ognuno di noi proviene da esperienze in varie coverbands e ci siamo accorti che il solo clonare musica ci andava decisamente stretto; poi il fato ha voluto che ci incontrassimo davanti ad una birra a discuterne ed eccoci qua!!
Davide
Hard rock psichedelico. Cos'è per voi l'allargamento della coscienza e come vi contribuisce la musica?
 
Artemisia
Per noi è una questione di non porsi limiti nell'esplorare nuove sensazioni musicali, nuovi colori che possano in qualche modo accrescere la voglia di esternare l'arte che c'è in noi. E la musica è un veicolo fantastico!
 
Davide
Gorizia, da sempre città di frontiera tra il mondo latino e quello slavo. "Slavo" vuol dire "parola", quindi slověne significa "popoli che parlano la stessa lingua" e, per esteso, "popoli che si capiscono". Da noi, invece" i Soerba asserivano con ironia, ma anche con condivisibile sgomento, che "No noi non ci capiamo, eppure usiamo lo stesso linguaggio"… Elias Canetti disse che "La musica è la migliore consolazione già per il fatto che non crea nuove parole". Come avviene la scrittura dei testi nelle vostre canzoni, come regolate il rapporto tra lo scrivere di sé e il consegnarlo a chi ascolta, cosa preferite suscitare?
 
Artemisia
I testi e le melodie vengono proposti da Anna, che scrive di attimi di vita vissuta o inventati gesti quotidiani. Sdoppiamento mentale che incide sulle parole a volte molto forti o molto dolci. Chi ascolta, predilige entrare nell'intimo dell'autore ma lei, gioca tra surreale e realtà, e il messaggio arriva confezionato in un alone tra il mistico e l'onirico.

Davide
Artemisia (Artemisia Gentileschi) fu anche donna indipendente e pittrice-artista in un'epoca, il XVII secolo, in cui questi termini non potevano essere mai associati. Le voci femminili in area hard rock e metal, di solito anche un po' "machista", sono ancora poche.
Quali cantanti rock-heavy apprezzate e sono state un modello di riferimento per la brava Anna Ballarin?
 
Artemisia
(Anna) Janis Joplin è sempre nel mio cuore come anche Mia Martini, che non faceva rock ma aveva un'anima rock! Non ho un modello in particolare… Adoro Carmen Consoli, anche se fa un genere completamente distante dal mio. Cristina Donà è un mito! Io penso che il rock sia nell'interpretazione di una cantante, è l'impatto visivo, i gesti sul palco, la grinta, il riuscire a coinvolgere e a trasmettere energia alle persone che ti ascoltano!

Davide
Alfred De Musset disse: è la musica che mi ha fatto credere in Dio. In cosa fa credere voi?
 
Artemisia
Sicuramente nella forma di aggregazione tra le persone, nella voglia di condividere emozioni e di trasmetterle; e di far parte di un mondo dove la musica ti coccola e ti tiene fra le sue braccia concedendosi totalmente.

Davide
Condividete questa frase di Bob Dylan: Il bello della musica è che quando ti colpisce non senti dolore? Sicuramente intendeva in senso fisico… perché c'è musica che fa sentire dolore nell'animo, e come! Ci sono dei brani musicali che più di altri vi hanno suscitato gioia o dolore? Che tipo di emozioni, sentimenti e stati d'animo prevalenti condividete tra voi e vorreste trasferire sugli altri quando create e suonate?
 
Artemisia
Tutta la buona musica ci dona gioia, ad esempio quando ascoltiamo gli ArtemisiA siamo felici (eh eh eh!! ).
Tra di noi fondamentalmente c'è un legame di profonda amicizia; di conseguenza,  quando saliamo sul palco, questo spero s'avverta anche nelle persone che ci ascoltano e che di riflesso si divertano come ci divertiamo noi (it's  only rock n roll but i like it).

Davide
Quali gruppi o musicisti amici segnalereste all'attenzione di chi legge in questo momento e perché?
 
Artemisia
Ci piacerebbe segnalare una cantautrice della nostra regione che pur essendo distante dal nostro sound la reputiamo decisamente valida e meritevole: lei si chiama Giulia Daici e a nostro modesto avviso ha le carte in regola per fare molta strada.

Davide
Voi non suonate cover, non fate reinterpretazioni… Ma c'è un brano, o più di uno, e di chi che avreste voluto scrivere voi e perché, o a cui avete fatto riferimento come "Artemisia"?
 
Artemisia
Credo che lo spazio non basterebbe per menzionarteli tutti. Ma credo che nel pensiero collettivo ci sia l'idea di una ipotetica fusione musicale tra "Sabbath bloody sabbath" dei Black Sabbath e "The dark side of the moon" dei Pink Floyd (con il dovuto rispetto), dove crediamo si sia raggiunto il top tra sperimentazione, melodia, innovazione e quant'altro.

Davide
Cosa state facendo ora per promuovere "Gocce d'assenzio"? Cosa non fareste mai?
 
Artemisia
Ora stiamo promuovendo il nostro lavoro in varie emittenti radiofoniche italiane e ci buttiamo a capofitto nei live che è il nostro elemento vitale! Quindi, interviste radio, live, ecc… Cosa non faremo mai? L'isola dei famosi.. (non lo siamo)!!
Grazie mille per la bella intervista.
Vito
 
Davide
Grazie a voi e… à suivre.
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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