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2010
3
Mag

Intervista con Elisa Casile

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"Orchidee"
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Elisa Casile, classe 1984, è una cantautrice attiva già da tempo nella nostra scena musicale, dove si è fatta notare al pubblico come ai cosiddetti "addetti ai lavori" grazie alla partecipazione a concorsi e rassegne in tutta Italia. Fra questi, ricordiamo la partecipazione al Festival di Castrocaro nel 2003, che l'ha vista segnalarsi nella rosa dei dieci finalisti ed esibirsi così in prima serata su RaiUno, come pure è accaduto in occasione della finale di SanremoLab (dicembre 2008) in cui, con il brano "Pensiero costante", supera una selezione tra oltre 250 concorrenti e si classifica al terzo posto durante la finale su RaiUno con Paolo Bonolis.
Diplomatasi nel 2006 al C.E.T. di Mogol in "Perfezionamento per interpreti di musica leggera", quello stesso anno Elisa partecipa alla trasmissione Rai "Speciale Sanremo – Festa della musica".
Nel gennaio 2008 esce il suo primo singolo per l'etichetta Ondesferiche, "Chiedi a Cupido", programmato da oltre 300 radio in tutta Italia, raggiungendo l'ottavo posto della classifica Indie Music Like. Dopo numerosi concerti, tra i quali l'apertura dell'unica data italiana del tour europeo dell'icona pop anni 80 Howard Jones, a giugno arriva il secondo singolo "La stanza di seta", che entra in diverse compilation e si piazza nella top 50 della classifica italiana dei singoli più venduti di Musica & Dischi. A luglio partecipa al Festival AstiMusica, cantando di fronte a duemila spettatori come supporter per Tricarico. Nella primavera 2009 è il momento di "Pensiero costante": il singolo viene pubblicato accompagnato ad un videoclip che viene trasmesso in anteprima nazionale su All Music, e in seguito su diversi canali satellitari. La canzone entra anche nelle classifiche dei brani più scaricati negli store di Sorrisi e Canzoni e Deejay.
A giugnoElisa è tra i finalisti del Premio Fabrizio De Andrè a Roma, dividendo il palco con artisti come Luca Carboni, Andrea Mirò e Cristiano De Andrè.
2010: è il momento di "Orchidee", il suo primo album.
Testi e musiche di Elisa Casile.
Produzione artistica: Matteo Curallo.
Produzione esecutiva per Ondesferiche: Alexander Macinante.
 
Ufficio Stampa
Casi Umani www.casiumani.it 
 
Davide
Ciao Elisa. Torno volentieri a parlare con te. Dieci brani compongono il tuo primo bell'album "Orchidee" e dieci, anzi undici, sono le domande che ti vorrei fare, una per ciascuna delle tue canzoni e una conclusione.
Orchidee. Quale pensi sia la parte migliore di te? Inoltre, che importanza riveste per te la  bellezza, riferendoti al giovane greco Orchis di cui parla Teofrasto, o la focosità, oppure la fecondità? Ricordando Thomas Mann (La morte a Venezia), non si può sottrarre la bellezza alla sfera dei sensi?
 
Elisa
Ciao Davide! anche per me è un vero piacere fare una nuova chiacchierata con te, rispondo volentieri alle tue domande.
Credo che la parte migliore di me sia quella che tengo custodita in maniera più gelosa; per vari motivi la svelo solo dopo molto tempo.
La bellezza intesa come sensualità; non la bellezza oggettiva, ma qualcosa di estremamente personale, feconda nel senso di procreare sentimenti e passioni e nello stesso tempo sterile se "violentata" o rubata.
La bellezza "concreta", quella che puoi assaporare con tutti i sensi, può essere contemplata e descritta, ma esiste una bellezza superiore, quella ideale e soggettiva che ti fa innamorare senza che tu veda in lei la definizione di bellezza. Solo in un momento successivo riesci a congiungere i due livelli, ma sempre sotto l'aura dell'innamoramento o dell'amore.
 
Davide
(Come) fuliggine. Certi uomini sono fuliggine, sottile, effimera, sporca. La storia nasce da un discorso tra uomini che parlano di conquiste. Tutti questi uomini che contano… Qualche anno fa lessi sul Corriere della Sera che sono solo 50 le donne di potere che più contano nel mondo, di cui solo tre italiane, ovvero Frida Giannini, direttore creativo del Gucci Group, Silvana Armani e Laura Ferro della Gentium, azienda farmaceutica. Non so se è così vero, perché donne che contano ormai sono ovunque in ogni ambito. Cos'è per te il potere? Come incontri il potere, in quanto donna,  nell'ambito musicale, ancora molto maschile?
 
Elisa
Il potere per me è la realizzazione del proprio essere e non mi piace la definizione del potere come un mezzo di forza per ottenere qualcosa che viene  imposto dall'alto.
A dire il vero ultimamente non mi è capitato di dover sottostare ad un potere maschile nel mondo della musica. Mi piace pensare che la musica non abbia bisogno di essere rinchiusa in un sesso specifico e che possa fare molto di più, ha il potere di realizzare sempre se stessa.
 
Davide
Amare la lentezza. Posso farti notare una sorta di ossimoro, quando dici che "hai composto di getto Amare con lentezza"? A parte questo, cosa intendi esattamente per lentezza? Il 15 marzo scorso è stata la quarta edizione della giornata mondiale della lentezza: rallentare per uno sviluppo economico in armonia  con l'uomo e con l'ambiente. Qual è il leit motiv del tuo pensiero-lentezza? Qual è il limite della velocità-felicità secondo te?
 
Elisa
Hai ragione!non l'avevo notato!ma è andata proprio così...la canzone mi è scivolata dalle mani e dalle labbra senza che io me ne accorgessi…
Il mio pensiero è rimettersi sempre in gioco, soprattutto dopo una serie di delusioni; sono momentanee e rallentano la corsa, ma tracciano una linea più netta e chiara della propria direzione. È come ho scritto: "l'unica speranza è una nuova partenza…"
Non c'è limite alla felicità; ce ne sono solo quando si vogliono vedere, per pigrizia o comodità.
 
Davide
Chiedi a Cupido. Di nuovo erotismo e bellezza. La domanda è però scherzosa. Imeros, Cupido appunto, figlio di Nyx, la notte terrestre, e di Erebo, la notte infernale, personificazione dell'oscurità (secondo la teogonia di Esiodo, indiscutibile autorità in merito e dei e miti della mitologia greca)… Sarà forse per questo che si dice che l'amore è cieco? Tenuto conto di queste condizioni di buio, cosa pensi dell'amore a prima vista? Per quanto riguarda la tua carriera di cantante, invece, ti senti a un bivio?
 
Elisa
Forse sì, ma meno male che è cieco!
L'amore a prima vista può essere splendido e travolgente, ma anche estremamente crudele; quindi è bene tenere anche uno scudo di protezione per restituire le frecce al mittente.
Per quanto riguarda la mia carriera di cantante ho sempre attraversato e attraverso tuttora strade in salita, non ho mai dovuto decidere quale via scegliere per realizzarmi come cantante, è un percorso naturale. A volte mi è "solo" capitato di essere sulla strada sbagliata con persone sbagliate.
 
Davide
Sento la distanza. Come cantante e come autrice, da cosa prendi tu distanza; quali distanze vorresti invece accorciare e verso cosa? Volevo inoltre chiederti un tuo ricordo di Mia Martini (io credo che, sentendola, avrebbe certo voluto cantare questa tua splendida canzone).
 
Elisa
Oddio…ti ringrazio di cuore. Io mi sento una formichina rispetto a lei, è una cantante che mi ha sempre affascinato e coinvolto per la sua forza e soprattutto per la sua voce, che graffia, trafigge. Ho ben presente la sua interpretazione a Sanremo del 1992 de "Gli uomini non cambiano", credo che non abbia bisogno di ulteriori parole.
Io prendo la distanza dalle persone che cambiano idea troppo in fretta, che non sono coerenti neanche con se stesse, mentre in musica prendo le distanze da tutto ciò che non ha niente a che vedere con la musica, ma le accorcerei volentieri con artisti importanti (ad esempio con Carmen Consoli o Cristina Donà) per imparare da loro.
 
Davide          
Pensiero costante. Qual è il tuo pensiero costante, quello da seguire senza compromessi?  Cos'è per te perdersi?
 
Elisa
Il mio pensiero costante è un percorso, è la ricerca di una stabilità instabile,  dove ogni imprevisto lo ridefinisce e lo arricchisce. Si segue senza compressi perché è qualcosa di forte, d'istintivo, da cui non puoi prescindere.
Perdersi è un modo per cercare di scoprire se stessi, abbandonare certezze, consapevole di correre dei rischi, di dover affrontare nuove angosce.
A volte solo perdendomi non mi perdo.
 
Davide
La stanza di seta. Le cose sono più difficili, quando siamo chiusi in noi stessi. Mi hai fatto tornare in mente l'esempio di Kant del muoversi in una stanza buia. Quando la stanza si fa buia, e con essa il pensiero, la sua finitezza, qual è il tuo punto di riferimento?
 
Elisa
Qualcosa di non definito. Ho usato la "stanza" proprio per sottolineare il rischio che si corre rinchiudendosi in essa. È meglio avere un ampio orizzonte  corredato da molti punti che possono essere tutti dei riferimenti.
 
Davide
Colpiscimi. Cosa ti colpisce? Cosa cioè ti stupisce e ti stimola? Davvero non importa come a voi donne piace di essere a volte spiazzate?
 
Elisa
Mi colpisce quello che non è prevedibile. Io mi stupisco per tutto ciò che è nuovo, ho una curiosità morbosa verso qualsiasi oggetto o comportamento. Lo stupore deve essere causato da qualcosa di piacevole, ovviamente…
 
Davide
Frammento. Hai scritto il testo alcuni anni fa, ma ti ci riconosci ancora. Quando e come è nata la tua passione per la musica e il canto? In cosa non ti riconosci più?
 
Elisa
Credo che la mia passione per Lei non sia nata in un tempo preciso. Nel tempo ho semplicemente capito che dalla mia nascita mi accompagnava qualcosa, e ho avuto la fortuna di capirlo subito. Cantavo sulle sedie fin da piccolina, mio papà ascoltava la musica e io ero attratta dall'insieme dei suoni che si abbracciavano tra di loro. Ho incominciato a cantare istintivamente.
Mi riconosco in tutto ciò che mi fa star bene.
 
Davide
La canzone dell'amore perduto. Perché hai scelto esattamente questa canzone di De Andrè?
 
Elisa
Perché in un momento preciso questa canzone diceva con la semplicità più estrema quello che sentivo io.
 
Davide
Un'ultima domanda. "Orchidee" avrà il suo meritato successo. Cosa chiedi tu alla musica?
 
Elisa
Grazie per l'auspicio!
Vorrei che sia sempre la mia compagna sincera, che mi ascolti come io ascolto lei, ma sono abbastanza certa che, per la sua stessa natura, non mi tradirà mai.
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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