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2010
3
Mag

Intervista con Plurima Mundi

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Arriva da Taranto la nuova formazione progressive: un sestetto agguerrito, tra rock, fusion, classica e melodie mediterranee. Il disco d'esordio 'Atto I', con Lino Vairetti degli Osanna come special guest, è menzionato nei ProgAwards 2009
Il primo atto di un nuovo gruppo prog: Plurima Mundi!
 
ATTO I
Il nuovo disco dei Plurima Mundi
Maracash Records
4 tracce, 26 minuti
 
Atto I è il nuovo disco dei Plurima Mundi, nuova formazione dedita al miglior rock progressivo, interpretato con un ottimo piglio melodico e un buon mix di energia, sensibilità e respiro. I Plurima Mundi sono guidati dall'esperto violinista Massimiliano Monopoli, docente al Conservatorio nonchè appassionato cultore e studioso della composizione progressive: nati nel 2004, si consolidano dopo un'apprezzata collaborazione dal vivo nel 2005 con il grande Richard Sinclair (alfiere del suono di Canterbury con Caravan, Hatfield and the North, Camel) e la partecipazione alla rassegna Romaestate nel 2007.
Dopo questo doppio test dal vivo, il sestetto pugliese decide di registrare un primo blocco di composizioni, ispirate alla grande tradizione del prog italiano (Banco, PFM, Orme, Osanna etc.) e straniero (ELP, King Crimson, Curved Air): nasce così Atto I, uno strumento di presentazione ma al tempo stesso un punto d'arrivo, con la speciale partecipazione di un ospite di lusso, il leggendario Lino Vairetti degli Osanna, che presta alla band la sua inimitabile voce in Aria. Il marchio di fabbrica della band è nel riuscito incontro tra le diverse influenze che animano i sei membri: rock, musica classica, jazz, funky, world music e fusion.
Il cd è stato presentato con successo dal gruppo al completo in diverse occasioni (Taranto, Matera, interviste radio e tv) in compagnia del giornalista Donato Zoppo. Subito dopo l'uscita, Atto I è stato immediatamente apprezzato dalla stampa specializzata straniera, ottenendo lusinghieri pareri dai redattori di testate come ProgArchives, Harmonie Magazine e Sea Of Tranquillity. È stato inoltre inserito nella rosa dei dischi partecipanti al Progawards 2009 e nominato nella categoria dei migliori album d'esordio. Attualmente i Plurima Mundi stanno lavorando alla stesura di nuovo materiale e all'organizzazione di un imminente tour estivo.
 
Plurima Mundi:
Massimiliano Monopoli: Violino
Grazia Maremonti: Voce
Massimo Bozza: Basso 6 corde
Vincenzo Zecca: Chitarra
Pierfrancesco Caramia: Batteria
Francesco Pagliarulo: Pianoforte
 
Musiche: Massimiliano Monopoli
Testi: Grazia Maremonti
Special guest: Lino Vairetti (Osanna)
 
 
Plurima Mundi:
 
Maracash:
 
Comunicato stampa a cura di Donato Zoppo e Francesca Grispello
Synpress44 Ufficio Stampa:
 
INTERVISTA
Il progetto nasce dall'idea di un gruppo di musicisti desiderosi di ampliare il proprio bagaglio d'esperienza e conoscenza musicali mediante la sperimentazione e la contaminazione sinergica delle sonorità derivanti dal vissuto musicale di ciascuno dei componenti del gruppo. Plurima Mundi rimanda a una eterogeneità di mondi musicali di provenienza (progressive, jazz, rock, swing, blues, etno-funky, musica classica) la cui fusione diviene espressione di creatività e progettualità inedite e originali. Il gruppo è composto da sei elementi, ciascuno con la propria individualità musicale che costituisce contributo e arricchimento essenziale allo sviluppo progettuale e creativo.
(Dal booklet di "Atto I")

Davide
Ciao Plurima Mundi. "Atto I", il vostro ottimo cd d'esordio, contiene quattro brani e dura 26 minuti. Lo dico con un po' di rammarico, perché avrei voluto ascoltare ancora per un po' la vostra musica. Ho però così riscoperto il piacere di riascoltare un disco più volte di seguito. Se avevate altro materiale, perché siete stati così selettivi?

Plurima Mundi
Semplicemente perchè ci andava di incidere le idee che ci sembravano avessero trovato la giusta collocazione ed identità all'interno del tema trattato nel cd.

Davide
Quale idea programmatica sta nei plurimi mondi del vostro nome? C'è qualche analogia che rimanda all'Anima Mundi dei platonici, ovvero alla vitalità della natura nella sua totalità, assimilata in un unico organismo vivente, così come a una vitalità della musica nella sua totalità, un'Anima universale della musica?

Plurima Mundi
Più che altro pensiamo ad un linguaggio musicale senza confini nè etichette per cui ci è sembrato logico chiamarci così.

Davide
Nel booklet sono rappresentati i quattro elementi terra, fuoco, acqua e aria. Il buon funzionamento dell'organismo "Plurima Mundi" dipende anch'esso dall'equilibrio degli elementi (che nel vostro caso sono sei)? Come avviene questo equilibrio nel vostro caso di eterogenee personalità musicali?

Plurima Mundi
L'equilibrio fra noi, forse, viene dato proprio dalle  nostre rispettive  diverse esperienze ed origini. Qualcuno ha scritto che questi brani in altre mani avrebbero generato una grande confusione, nelle nostre hanno mantenuto un giusto equilibrio. Questo ci fa  piacere e ci spinge ad andare avanti.

Davide
"Ortus confusus" è il brano di apertura, strumentale. Più che un giardino confuso e incolto, fin da subito è chiaro che siamo entrati in un giardino all'inglese, luogo in cui l'emozione viene suscitata dall'avvicendarsi di molteplici particolari, accostamenti e sorprese, il tutto temprato e bilanciato dall'armonia che lega le varie parti. Qual è la vostra visione musicale d'insieme?

Plurima Mundi
Hai fatto un'attenta e reale analisi del brano. In effetti l'idea è nata in un posto che porta quel nome in cui ci sono le caratteristiche da te illustrate. La voglia di suonare ciò che viene in testa mutuandolo attraverso le nostre  differenti origini musicali senza nessuna forzatura e, speriamo, con un giusto equilibrio

Davide
"Laboratorio 30". A cosa vi riferite nel titolo? Cosa privilegiate nei testi scritti da Grazia Maremonti?

Plurima Mundi
Laboratorio 30 è nato pensando ad un posto che stava nella nostra città in cui  si suonavano vari generi senza intaccare l'ambiente che rimaneva simile in ogni occasione. In più l'originlità della proprietaria, personaggio vulcanico e simpatico, ha fatto il resto. Non era il caso di intitolare il brano con un nome femminile in quanto il posto rappresentava un pò le varie sfaccettature caratteriali della proprietaria. Grazia, di solito, vuole sapere come è nato il brano, l'idea e poi lo ascolta varie volte prima di scrivere. I suoi testi sono piuttosto descrittivi e dolci, ma mai mielosi.

Davide
I brani sono tutti composti da Massimiliano Monopoli. Ne è anche l'arrangiatore o tutto o qualcosa riaccade dalla composizione dell'autore all'aggiunta o sottrazione di nuovo materiale musicale insieme al gruppo rispetto all'idea e alla forma di partenza?

Plurima Mundi
I brani di questo lavoro sono di Massimiliano e gli arrangiamenti seguono le sue intenzioni. Logicamente ognuno ha la sua autonomia e libertà di esprimersi come meglio crede dando dei suggerimenti validi.

Davide
Veniamo alla copertina. Il mare, il cielo, una colonna greca sorregge il mondo… È quel che rimane della colonna dorica sulla via Sacra. A quale esperienza del sacro volevate riferirvi?

Plurima Mundi
Nessun significato sacro, solo  fare capire da dove proveniamo. A Taranto oltre il museo magno greco, abbiamo due grandi colonne doriche che sono la testimonianza di un antico tempio. Viviamo in una città di mare ed abbiamo dei magnifici tramonti.

Davide
La voce di Grazia è molto bella, jazzisticamente educata. Un po' mi ha ricordato Luisa Cottifogli ex Quinto Rigo e, in zona sopranile, la Donella Del Monaco degli Opus Avantra. Non è molto frequente il sentire musica progressive, non solo in Italia, cantata da una donna. O sbaglio?

Plurima Mundi
Non vogliamo essere etichettati in un genere preciso nè rimanerne imprigionati anche se questo lavoro ha delle forti similitudini con il progressive. Grazia  proviene dal blues, ama il jazz, per cui è stimolante sentirla cantare qualcosa di diverso da quello che fa, in più ha una voce bellissima nei toni medi che la rende particolare ed incisiva.

Davide
L'età dell'oro, la crisi e il deserto, una rinascita carbonara e il Nuovo Millennio, in queste quattro più ampie fasi Michele Chiusi di OndaRock http://www.ondarock.it/storiadelrock/progressive.htm colloca la storia del rock progressivo dal 1969 a oggi. Cos'è per voi il nuovo progressive? E cosa rappresenta ancora quello della cosiddetta Età dell'Oro?

Plurima Mundi
Il Progressive in realtà è un  volere etichettare qualcosa  di non etichettabile. Mi spiego, King Crimson, Yes, Genesis etc... erano gruppi pop, pop sinfonico, rock in quanto provenivano da vari settori ed hanno avuto il grande merito di avere creato qualcosa di originale, di unico. Erano dei ragazzi che hanno cambiato la musica, hanno creato una nuova moda anche nell'abbigliamento. In poche parole gli anni '70 sono stati, almeno nella prima metà, una veloce locomotiva che ha raggiunto vertici impensabili tenendo presente della modesta tecnologia di cui si poteva usufruire in quei tempi. Il nuovo progressive... beh oggi ci sono tante possibilità per comporre buona musica ma, forse, si è rimasti schiacciati dalla paura del non osare, non esplorare, insomma ci si è un  pò appiattiti.

Davide
Qual è il vostro obiettivo primario? Dare alla musica una finalità estetica, renderla un'opera d'arte o quale altra cosa?

Plurima Mundi
Niente di tutto questo. Non abbiamo la pretesa di inventare nulla di nuovo. Sarebbe un buon risultato fare un secondo lavoro con belle idee, ben arrangiate e che si facciano ascoltare più volte come è capitato a te :-)))

Davide
Prossimamente?

Plurima Mundi
Speriamo di suonare dal vivo in posti che siano in linea con questo tipo di musica. Con tutto il rispetto eviteremo di suonare in sagre o feste patronali in quanto ci sentiremmo fuori contesto. Sarebbe il caso di dire: poche date ma buone. In più l'uscita del secondo lavoro entro gli inizi del 2011 sperando che possa essere l'evoluzione di un discorso aperto con Atto I.
Grazie. À suivre… 
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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