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2010
24
Apr

Breve vita di Pasolini - Nico Naldini

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Pagg. 146 euro 12 Guanda Editore
 
Alla luce della riapertura dell'inchiesta sulla morte di Pasolini e delle 78 pagine scomparse dell'ultimo libro "Petrolio", denunciate da Walter Veltroni, vale la pena di leggere questo libro di Nico Nadioni, scrittore e cugino del'autore di "Una vita violenta". Naldini, che aveva dato alle stampe in precedenza, un libro sulla figura dell'intellettuale, ci descrive, per lo meno per i piu' giovani, la figura di un uomo complicato, introverso, eclettico, amante della letteratura, omosessuale dichiarato. Un uomo che trascorre l'infanzia a  Casarsa, che ha un rapporto privilegiato con la madre Susanna , specie dopo la mote a 19 anni del fratello Guido, , ucciso nella strage di Porzus,   che farà recitare nel film Il Vangelo secondo Matteo e che copre di abiti firmai di migliori stilisti, che non intende omologarsi. Una "voce" fuori del coro che dichiara, quando fui assegnato il premio Nobel a Montale che "la poesia di Penna non è certamente inferiore a quella di Montale", che ama i giovani borgatari romani e che è scisso fra le frequentazioni degli amici intellettuali ( Moravia, Maraini, la Callas, quest'ultima venerata) e le borgate romane, amate come amava i giovani con i quali intratteneva rapporti di sesso. Naldini evidenzia benissimo l'amore-odio con il Pc, partito che lo espulse dopo il processo per molestie sessuali nei confronti di alcuni suoi alunni a Casarsa e con il quale ebbe sempre un rapporto controverso. Naldini mescola abilmente nel breve volume ricordi personali  e ricostruzione documentaria, analizza la figura dell'intellettuale tout-court, lo scrittore non solo di romanzi scomodi come " Ragazzi di vita", ma anche l'autore di quegli articoli, pubblicati sul Corriere della Sera" raccolti nel volume "Scritti corsari". Nonostante, sin dalla sua morte, avvenuta la notte del 1 dicembre ad oggi, molti hanno parlato dio un complotto ordito dalla destra per eliminare un avversario scomodo. Come fece la Fallaci e Volponi, lo scrittore-cugino non crede, e lo scrive esplicitamente, alla tesi del complotto, ma Pasolini, scrive, fui vittima della sua stessa vita, fu ucciso perché voleva intrattenere rapporti sessuali con Pino Pelosi, rifiutati da quest'ultimo,. Ma, allora perché Pelosi andò in tv a dire che vi erano con lui altre persone e si proclamò innocente? Al di là della tesi della morte, complotto o morte per la sua omosessualità, una cosa è certa. Pasolini ha rappresentato la figura dell'intellettuale che cerca di comprendere i malesseri della società. Una figura di grande spessore intellettuale del quale, ancora oggi, avvertiamo la sua assenza.  
 
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:: Giuseppe Petralia
Pubblicista iscritto all'Ordine dal 1984. Sposato, due figli, 47 anni, dipendente del comune di Trapani. Svolge, dal 1981, il ruolo di corrispondente da Partanna (Trapani) per il ''Giornale di Sicilia'', collabora al sito libri.brik.it, cura una pagina di libri sul periodico ''Il Belice'', ha collaborato al sito, oggi chiuso, della scrittrice Francesca Mazzucato e alla rubrica ''I libri della settimana'' curata da Giancarlo Macaluso sul sito de ''Il Sicilia'' anch'esso chiuso. Non si considera un critico letterario, solo una persona che ama i libri.
 
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