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2010
14
Apr

Al di là del muro / Quando non ci sarò - Maria Viteritti

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Lupo editore
 
La giovane faentina Maria Viterriti ha esordito con il suo primo romanzo nel 2008, con la salentina Lupo, dopo aver pubblicato "La fabbrica dei sogni" (dall'immaginario di Tim Burton). Con "Al di là del muro", la Viterriti, che lavora come giornalista, inventa una trama tutta posizionata nel futuro – vizio che non perderà per l'opera successiva – e gioca con alcuni temi fondamentali di questo presente; ma, appunto, alimentando una prospettiva tutta in negativo. Tra l'altro il tutto preannunciato a oggi. Giorgio è uno specialista in eutanasia. Più esattamente, aiuta un medico, vera grande personalità del settore, a donare morte. Ma tutto garantito in clinica pulita e precisa. Da subito capiamo, comunque, che qualche problema in fondo lui stesso, il protagonista del libro, c'è l'ha. Si pensi a una specie d'apatia, d'altronde non solamente dal Giorgio vissuta. Un sentimento costante di vaghezza, indeterminatezza, vuoto assoluto. Riempito, solo, dal particolare lavoro. Che, in più, chi a togliersi la vita nella clinica dove prestano servizio Giorgio e l'istrionico primario tutto da scoprire e di cui e da cui necessariamente si dovrà scoprire, sono persone consapevoli di destinare ciò che perdono a favore d'altre morte e che, soprattutto i parenti, non vorrebbero avere. Insomma c'è chi si va ad ammazzare. E chi grazie allo strano sacrificio non proprio sacrificante per il soggetto che l'effettua si prende "neonatalità". Sarà l'amore, pure in questo caso, a dare possibilità a Giorgio di trasformare diverse cose. Soprattutto, è lecito aggiungere, l'amore sarà il fattore che porterà a risolvere alcuni misteri conficcati dietro la maschera della modernissima clinica private Erebo Inc. In "Quando non ci sarò", invece, lettrice e lettore si devono imbattere in un anestetizzato 2100. Dove vite completamente alienate, a parte studiare direttamente per merito del supporto e-book, si confrontano poco e nulla. In particolar modo la famiglia d'Elisa ha difetti così forti da manifestarsi battuta dopo battuta. Che, tanto per cominciare, il rapporto dialettico con la loro figlia è pari quasi a niente. Oltre, in più, alla mancanza di parole scambiante in casa, però Elisa deve vedersela con una tristezza che la consuma e la dispone a diretto faccia a faccia con Valeriana e Lexotan; rubati alla madre che ne fa largo utilizzo. La liceale Elisa, come tra l'altro altri ancora, trovano un piccolo rifugio in pagine di web. Eppure, il condizionamento maggiore sta dietro a una stranissima, però normale per l'umanità nuovissima e consapevole fatta ambientazione dell'opera, scritta sotto al piede. La data di morte. Perché ognuna e ognuno, oltre ad avere la prova scientifica dell'inesistenza di dio, sanno esattamente quando moriranno. In questo libro, al pari del romanzo con cui Viteritti esordisce, l'amore cambia carte e cartelle. Premesso che proprio questa missione speciale rovina un po' le prove letterarie della Viterriti, il linguaggio dell'autrice, chiaramente, riesce a migliorare nella seconda prova letteraria. Eppure, con attenzione meticolosa, non si notano troppe differenze di utilizzo d'una lingua semplice quanto efficace. La maggiore forza dell'autrice di Faenza, comunque, è stipata in una lettura del presente tutta sconquassata dall'idea d'un presente traghettato nel futuro. Dove, tanto per fare un esempio, alcune delle maggiori difficoltà delle vite attualmente in cammino diverranno un domani delle tremende zavorre pronte a buttarci nei fossi. Mettendo tra parentesi la ricerca del lieto fine, ovviamente misurata alla volontà di guardare a proposte di speranza, decisione per me interamente da accantonare e leggendo da ambo i lati e in entrambe le invenzioni, Maria Viterriti fa nel complesso una scrittura degna d'essere allontana dalle minestre inutili. Pronta a sentire le più forti attrattive del moderno.    
 
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:: Nunzio Festa
Nunzio Festa è nato a Matera, nel’81, dove attualmente lavora; risiede nel suo paese natale, Pomarico (MT), con la sua compagna.
Poeta, narratore, critico; lavora nel campo dell’editoria, revalentemente come editor per la materana Altrimedia Edizioni – della quale è anche direttore editoriale, e come consulente editoriale. Collaboratore giornalistico per cronaca e cultura, dal 2004 in maniera stabile per Il Quotidiano della Basilicata Collabora, inoltre, con siti internet, riviste e altri giornali. Suoi articoli, poesie e racconti sono stati pubblicati su riviste, quotidiani e in varie antologie. Nel 2004 ha pubblicato la sua prima silloge poetica E una e una (Montedit), mentre nel 2005 la sua prima raccolta di racconti Sempre dipingo e mi dipingo. Storie di vita ballate e condite con musica (Edizioni Il Foglio letterario). Nel 2007, la silloge poetica Deboli bellezze è entrata a far parte della collana curata da Silvia Denti, ‘I quaderni Divini’. Dieci brevissime apparizioni è il titolo delle prose poetiche pubblicate da LietoColle nel 2009. Il suo primo romanzo è stato pubblicato presso Arduino Sacco Editore, sempre nel 2009, ed è titolato L’amore ai tempi dell’alta velocità. Del 2010 è anche “Quello che non vedo”, (poema, per Altrimedia Edizioni), con contributi di Ivan Fedeli, Plinio Perilli, Giuseppe Panella, Francesco Forlani, Franco Arminio, Massimo Consoli. Una sua silloge inedita, nel 2011, è entrata a far parte dell’antologia, curata da Gianmarico Lucini, “Retrobottega”.
Altre opere sono in corso di pubblicazione. Poesie, racconti invece ancora inediti, un romanzo e un'antologia poetica in “fase di scrittura”. Vive per scrivere.
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