:: Home » Numeri » #176 » MUSICA » Intervista con Gianluca Grasso
2010
23
Mar

Intervista con Gianluca Grasso

media 2.87 dopo 183 voti
Commenti () - Page hits: 7400
Vortici di suoni e di stili, visioni contemporanee e battiti sul futuro: il primo disco del giovane pianista campano spazia tra fusion, rock ed elettronica 
VorteX: il caleidoscopio sonoro di Gianluca Grasso

Digital Distribution
Videoradio
Believedigital
  10 brani, 45 minuti
 
 
Comunicato stampa di Synpress44
 
Vortex è il primo disco solista di Gianluca Grasso: il compositore beneventano si cimenta in un lavoro denso di atmosfere metropolitane, sui futuri possibili e sul cambiamento dell'uomo. Appena pubblicato, VorteX è stato inserito tra le nomination del prestigioso ProgAwards 2010 come Best Artwork grazie alla copertina di Guido Salzano, che illustra l'album ed evoca immediatamente le sue atmosfere futuribili.
Dopo le sue apparizioni con il progetto heavy-fusion del duo Janguì e il rock-jazz dal sapore vintage del Koan Quartet, Grasso con le sue tastiere ha contribuito al successo di due concittadini come la nuova stella del jazz Luca Aquino e l'alfiere della fusion mediterranea Gio Gentile. Interamente concepito e realizzato dall'artista, VorteX apre l'animo dell'ascoltatore grazie alla chiave di lettura jazz, rock e fusion. Il progetto è concentrato sulle tastiere e sui campionamenti, con un  particolare rilievo all'elettronica risultando comunque caldo e grintoso.
I dieci brani di Gianluca spaziano tra riferimenti sia funky che progressive, con un risultato 'cinematografico' e uno sguardo verso le colonne sonore: la sua ispirazione guarda a maestri come Chick Corea e Keith Emerson, Herbie Hancock e Jordan Rudess. Suoni metropolitani e vertiginosi virtuosismi mai fini a se stessi, in un caleidoscopio avvincente e ricco di colori e atmosfere. Un esordio solista ispirato al cambiamento e alla versatilità. Come suggerisce Donato Zoppo su MovimentiProg: "VorteX è un lavoro piacevole, che rivela ancora una volta la bravura del giovane tastierista".

 
Informazioni:
Gianluca Grasso
 
Videoradio
 
BelieveDigital
 
INTERVISTA
 
Davide
Ciao Gianluca. Ho molto apprezzato il tuo lavoro, non solo tecnicamente, ma perché la tecnica segue e valorizza le composizioni, senza mai travolgerle o soverchiarle. Un risultato non facile quando si esegue un genere che fa del virtuosismo un proprio fulcro imprescindibile. È il tuo primo disco da solista: che sensazione provi ora ad aver completato questa esperienza sigillata con il tuo nome?
 
Gianluca
Una grande soddisfazione perché è un disco che mescola temi, improvvisazioni unitamente all'utilizzo di pads, effects, leads proprio come inizialmente avevo pensato. Un'idea non facile da realizzare, ma che comunque era presente nei miei pensieri: passo dopo passo sono riuscito a completare un disco che riascoltandolo, mi trasmette emozioni. Questo  significa che sono riuscito a realizzare per me qualcosa di importante, di nuovo.
 
Davide
Sei stato definito un "keyboard wizard". Da professionista delle tastiere, cosa ti fa riconoscere o acclamare il grande tastierista, quali sue qualità in particolare?
 
Gianluca
Ogni tastierista dovrebbe sempre cercare di approfondire le proprie conoscenze tecnologiche e suonare quanto più possibile, ma soprattutto deve ascoltare i tastieristi che hanno reso grande la storia della musica come Keith Emerson, Richard Wright, Jordan Rudess, Rick Wakeman, Joe Zawinul e tanti altri.
 
Davide
Il virtuosismo ha precedenti o parenti illustri e si può dire che arriva ad accomunare la fusion e il metal (non lo si direbbe mai, ma è davvero così) al belcanto e alla classica passando per il concertismo pianistico di epoca Biedermeier e le jam session jazzistiche. Qual è la tua idea personale di virtuosismo?
 
Gianluca
Il virtuosismo può crescere soltanto con uno studio costante dello strumento, passando dallo studio della tecnica, allo studio della classica, dal jazz all'approfondimento dell'improvvisazione, dal rag-time al prog passando per la musica latina. Insomma bisogna essere incuriositi dalla musica ed io per fortuna ne sono molto attratto. Per me quindi il virtuosismo è sinonimo di eclettismo.
 
Davide
In quali generi o autori di riferimento si innerva la tua vena creativa?
 
Gianluca
Diversi generi: inizialmente ero attratto dal jazz ed in particolare dall'hard bop, dalla fusion, dal jazz-rock -  si pensi a Keith Jarrett, Chick Corea, Bill Evans, i Weather Report, Yellow Jackets, lo stesso Miles Davis -,  ultimamente ha iniziato ad affascinarmi la musica prog-rock come i Dream Theater, i Porcupine Tree: una sorta di legame con il  passato quando da piccolo ascoltavo i Pink Floyd, i Doors, i Dire Straits…
 
Davide
Con il titolo "VorteX" (davvero complimenti per la fantascientifica copertina) intendevi il pianeta battuto da venti perenni dove dimorano i pacifici alieni volanti Vor nella saga di Star Wars? C'è qualche riferimento del disegno in copertina alla Cattedrale dei Venti di VorteX i cui cristalli suonano, grazie ai venti, affascinanti melodie uniche e irripetibili?
 
Gianluca
Ti ringrazio per gli accostamenti. La copertina rappresenta una città futuristica in cui ognuno può vederci, ciò da cui vorrebbe fuggire o quel che vorrebbe trovare. Lascio ai fans libera interpretazione.
 
Davide
Tra le note di copertina hai scritto una storia con i titoli del tuo disco:
"Ci sono momenti nella vita dove vuoi cambiare, magari non sai precisamente cosa cambiare, ma tutto ciò diventa necessario e questo dipende da te, soltanto da te, ma volendo o nolendo ci sarà sempre un change of season in ognuno di noi, in questa metropolicity sempre più progredita dove tutti si lamentano e nessuno si accontenta, e vorrebbe andare via, fuggire, magari running away da qui, ognuno con la sua syndrome cercando un solid ground dove trovare first yourself, attorniato da un vortex di emozioni necessarie affinché le proprie obscure visions volino via come eye-fly, ma ancora una volta è un change of season".
Mi ha ricordato Dee D. Jackson: sul retro dell'album "Cosmic curves" fece la stessa cosa, costruì cioè una storia, una sorta di concept, usando i titoli appunto delle canzoni contenute nel long playing. A parte questo… Il tuo disco, da quel che si legge in questo gioco con i tuoi titoli, si può considerare un elogio della fuga? Henri Laborit scrisse che "...perseguire un obiettivo che cambia continuamente e che non è mai raggiunto è forse l'unico rimedio all'abitudine, all'indifferenza, alla sazietà. È tipico della condizione umana ed è elogio della fuga, non per indietreggiare ma per avanzare. È l'elogio dell'immaginazione mai attuata e mai soddisfacente".
 
Gianluca
La fuga è una strada necessaria da perseguire perché alimenta la fantasia, l'immaginazione per un artista. La voglia di fuggire è qualcosa che nei più svariati momenti della vita appartiene a tutti noi. Anche se spesso sogniamo una fuga, ma questa poi resta solo un'utopia, una meta non raggiunta, tuttavia il desiderio di raggiungerla ci ha messo in movimento, ci ha permesso quindi di compiere un percorso, un cambiamento.
 
Davide
In copertina mancano i credits relativi ad altri musicisti. Hai suonato e registrato tutto da solo?
 
Gianluca
Si, ho svolto un lavoro arduo, una sorta di sfida personale, eseguendo singolarmente le parti dei vari strumenti, sfruttando le ultime tecnologie del settore musicale, tipo "Cubase" della Steinberg, svariati v.s.t. di varie case produttrici, ed utilizzando "Kore" - l'interfaccia audio/midi della Native Instruments - unitamente alle master keyboards Cme e Yamaha e alla Korg trinity plus

Davide
Kevin Moore, Derek Sherinian o Jordan Rudess?
 
Gianluca
 Jordan Rudess per il suo gusto, la sua tecnica  e la sua  svariata creatività, sia nei Dream Theater che nei suoi Album da solista. Tra l'altro nel disco "The Road Home" sviluppa in modo personale un vecchio brano di Keith Emerson, Tarkus, una sfida a dir poco ambiziosa.
 
Davide
Keith Emerson, Rick Wakeman, Mike Ratledge, Joe Zawinul o… Brian Eno?
 
Gianluca
Joe Zawinul per aver ascoltato a 15 anni i suoi dischi con i Weather Report tipo "Heavy Weather", "Sportin Life", "Black Market" che non dimenticherò mai
 
Davide
Che consiglio daresti a chi vorrebbe arrivare a suonare le tastiere ai tuoi livelli di tecnica e bravura?
 
Gianluca
Una grande passione per l'informatica musicale, una buona conoscenza  di arrangiamento e di armonia ed inoltre lasciar crescere nel tempo le propie idee musicali, senza fretta ."Keep your time" come dice il grande sassofonista Jerry Bergonzi.
 
Davide
Cosa c'è nel nucleo del vortice?
 
Gianluca
Tenacia, perseveranza… e un po' di follia!!
 
Davide
Prossime attività?
 
Gianluca
Concerti a maggio con diverse band, tra cui ci sarà anche un "Vortex –live" (a Benevento il 29 maggio), ma per qualsiasi info e aggiornamenti basta visitare il mio sito www.myspace.com/gianlucagrasso. Ultimamente sono anche impegnato nella realizzazione di musiche per un documentario, e spero prossimamente anche per qualche videogame.
 
:: Vota
Vota questo articolo: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 (1 = scarso - 5 = ottimo)
 
:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
:: Automatic tags
 
:: Articoli recenti
 
KULT Virtual Press e KULT Underground sono iniziative amatoriali no-profit - per gli e-book e per gli articoli fare riferimento alla sezione Copyright
Webmaster: Marco Giorgini - e-mail: marco @ kultunderground.org - Per segnalazioni o commenti inviare una e-mail a: info @ kultunderground.org
Questo sito è ospitato su server ONE.COM

pagina generata in 220 millisecondi