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2010
9
Gen

Per vendetta - Alessandro Perissinotto

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Pagg. 243 Euro 17,50 Rizzoli Editore
 
Efrem Parodi, 35 anni, è un giovane professore universitario che ha accettato un incarico di docente di storia contemporanea, presso un'università argentina anche per dimenticare le  tragiche vicende familiari e collettive dell'Italia.  Giunto a Buenos Aires,  stringe amicizia con Carlo Gavazzi, vecchio funzionario d'ambasciata , l'io narrante del romanzo. Efrem s'innamora subito del paese sudamericano, molte suggestive le descrizioni dei paesaggi, ma soprattutto di una splendida studentessa Alicia, che sta seduta in prima fila durante le sue lezioni. Ad unire i due amanti è da subito non solo la passione amorosa ma anche la scoperta dell'odio comune per la violenza. Il primo ha impostato tutta la sua carriera accademica sullo studio del fascismo, dei soprusi, la seconda ha vissuto e vive sulla propria pelle la scomparsa di Raùl, l'amore di sua madre Graciela, portato via dai patotas (squadristi argentini al soldo della dittatura militare) è desaparecido come milioni di altri argentini. Una vera e propria "nevrosi ossessiva " questa di Alicia trasmessagli dalla madre. I due approfittano di Efrem per dare vita a delle ricerche storiche, per scoprire il prete Tito Scanderebech che, sembra, aiutò Raùl, durante la prigionia, anche se poi si scoprirà che era integrato, con un ruolo di primo piano, nel contesto della dittatura argentina. Questa passione politica rappresenterà l'inizio e la fine della loro burrascosa storia che Perissinotto narra con fluidità. La scrittura scorre limpida, nonostante la  trama narrativa imbastita dallo scrittore sia di notevole spessore. Efrem e Alicia ripercorreranno non solo le tragiche vicende della dittatura militare, ma gli intrecci con il Vaticano, con Licio Gelli, con l'Italia di oggi. Il libro pone un inquietante interrogativo: Perdonare e vendicarsi? Ai lettori Perissinotto lascia l'ardua risposta anche se scrive che "solo i morti hanno il diritto di perdonare, i vivi hanno il dovere di non dimenticare". I romanzo mescola abilmente realtà e finzione perché molti degli avvenimenti descritti sono veri. Un libro di amore, di passione, un invito a non dimenticare, un volume che rappresenta una sorpresa per chi conosce la precedente produzione letteraria dello scrittore torinese. Dopo  i primi libri polizieschi , basti pensare a L'anno che uccisero Rosetta, e dopo la triologia dedicata alla detective- psicologa Anna Pavesi, lo scrittore cambia registro narrativo, dando vita ad un romanzo innovativo, che mette in evidenza le mostruosità del potere.
 
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:: Giuseppe Petralia
Pubblicista iscritto all'Ordine dal 1984. Sposato, due figli, 47 anni, dipendente del comune di Trapani. Svolge, dal 1981, il ruolo di corrispondente da Partanna (Trapani) per il ''Giornale di Sicilia'', collabora al sito libri.brik.it, cura una pagina di libri sul periodico ''Il Belice'', ha collaborato al sito, oggi chiuso, della scrittrice Francesca Mazzucato e alla rubrica ''I libri della settimana'' curata da Giancarlo Macaluso sul sito de ''Il Sicilia'' anch'esso chiuso. Non si considera un critico letterario, solo una persona che ama i libri.
 
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