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2010
4
Gen

Il teatro della memoria - Leonardo Sciascia

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La sentenza memorabile
Edizioni Adelphi
Collana Piccola Biblioteca
Pagg. 142
ISBN 9788845918971
Prezzo 8,00

Le identit usurpate, uomini che si sostituiscono ad altri, prendendone in pratica il nome e il ruolo, abbandonando quella che era la personalit innata, questo il tema di questi due saggi storici che Leonardo Sciascia ha affrontato con la sottile capacit di analisi che gli propria.
Non so quanti siano a conoscenza dellincredibile vicenda Bruneri o Canella che appassion, meglio ancora infiamm lItalia sul finire degli anni venti del XX Secolo. Non sto a raccontarla perch sarebbe inutile per chi non la ignora e costituirebbe invece unindebita ingerenza nella curiosit dei futuri lettori che, cono certo, saranno avvinti da una trama che sembra quasi inventata. 
Ma da un fatto certo, oggetto di numerosi dibattiti giudiziari, che cosa avrebbe potuto dire di nuovo Leonardo Sciascia?
Ecco che qui si mostra, nel pieno del suo vigore, quella capacit di andare a fondo nei fatti, di porsi domande, di cercare risposte, pi che per arrivare a una verit - che una volta tanto non di comodo, ma corrisponde alla realt per pervenire a una spiegazione del perch dilemmi di cos facile soluzione finirono invece per dare luogo a vere e proprie battaglie contro ogni logica.
C cos chi riconosce il Bruneri nel prof. Canella senza la bench minima razionalit, per non parlare della moglie, che pi di altri dovrebbe essere in grado di smascherare lusurpatore e invece se lo tiene stretto solo perch vuole credere che quellindividuo sia il marito disperso in guerra.
Eppure la soluzione facilissima, perch basta confrontare le impronte digitali e allora senza ombra di dubbio quello che si fa passare per Canella il tipografo e pregiudicato Bruneri.
Ma anche quando viene portata dallaccusa la prova dattiloscopica e la sentenza smentisce i canelliani non finita, perch ormai turbina nel paese una tifoseria quasi calcistica fra i fautori dellusurpatore e invece quelli che non gli credono.
E una pantomima che dissacra perfino le aule giudiziarie e questo con il tacito assenso del regime fascista, che approfitta del clamore dellevento per imporre in sordina la sua dittatura. Quindi matura ed evolve unaltra usurpazione, ben pi pericolosa, poich le basi democratiche piano piano vengono sostituite da un unico partito che continua a professarsi liberale, ma che da l a poco potr in tutta tranquillit inneggiare alla dittatura del fascio.
Se con Il teatro della memoria Sciascia ha analizzato la vicenda Bruneri e Canella, con La sentenza memorabile si occupa di un caso analogo avvenuto molto prima in Francia nella seconda met del XVI secolo: laffaire  Martin Guerre.
Analogo non vuol dire uguale e anche se la comunanza per lusurpazione di unidentit la vicenda, pur presentando alcuni aspetti simili, completamente diversa.
Certo, si tratta di unaltra epoca, forse altrettanto se non maggiormente oscura, per resta il fatto che lusurpatore, che finir condannato a morte, desta una naturale simpatia, in quanto assume s lidentit di un altro, ma non cela la propria naturale personalit e anche perch il reato non commesso per lucro, bens per amore, un amore cos forte al punto che, nonostante la donna che ha voluto riconoscerlo come legittimo marito poi lo disconosca in corso dudienza nel timore di fare una brutta fine, lui si precipita a salvarla, confessando e cos determinando la sua infausta sorte.
Nel lavoro Sciascia si avvale delle memorie del caso lasciateci da Montaigne, altra mente raffinata che non prendeva mai nulla per certo e al riguardo lautore siciliano accompagna questi due saggi da alcune note che finiscono con lintrodurre allappendice finale, una riflessione di grande valore dello stesso Montaigne intitolata Degli zoppi, assolutamente da non perdere e che conclude il tutto nel migliore dei modi.
La lettura senza dubbio caldamente raccomandata.
 
Leonardo Sciascia (Racalmuto, 8 gennaio 1921 Palermo, 20 novembre 1989). E stato autore di saggi e romanzi, fra cui: Il giorno della civetta (Einaudi, 1961), A ciascuno il suo (Einaudi, 1966), Il contesto (Einaudi, 1971),  Todo modo (Einaudi, 1974), La scomparsa di Majorana (Einaudi, 1975), I pugnalatori (Einaudi, 1976), Candido, ovvero Un sogno fatto in Sicilia (Einaudi, 1977), Laffaire Moro (Sellerio, 1978),  Il cavaliere e la morte (Adelphi, 1988), Una storia semplice (Adelphi, 1989).
 
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:: Renzo Montagnoli
Nasce a Mantova l’8 maggio 1947. Laureato in economia e commercio, dopo aver lavorato per lungo tempo presso un’azienda di credito ora è in pensione e vive con la moglie Svetlana a Virgilio (MN). Ha vinto con la poesia Senza tempo il premio Alois Braga edizione 2006 e con il racconto I silenzi sospesi il Concorso Les Nouvelles edizione 2006. Sue poesie e racconti sono pubblicati sulle riviste Carmina, Isola Nera, Prospektiva e Writers Magazine Italia, oltre a essere presenti in antologie collettive e in e-book. Ha pubblicato le sillogi poetiche Canti celtici (Il Foglio, 2007) e Il cerchio infinito (Il Foglio, 2008). E’ il dominus del sito culturale Arteinsieme (www.arteinsieme.net)
MAIL: rmontagnoli@alice.it
WEB:
http://larmoniadelleparole.blogspot.com/
 
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