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2001
25
Mag

Il nascente Protocol Storage Network

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Il nascente Protocol Storage Network

Qualche articolo fa ho parlato dei nuovi metodi di storage data (DS) utilizzati al momento, in particolar modo di NAS (Network Attached Storage) e SAN (Storage Area Network).

Riassumendo in modo banale un server NAS ci permette tramite Ethernet 10/100 ed un pc non particolarmente potente; di collegare in un qualsiasi punto della rete un disco d'elevate capacità su cui mettere i nostri dati.
Un server SAN è un "disco" di capacità elevate che posso collegare ad un server (potente e proprietario) tramite fibra ottica per ottenere massime prestazioni ed affidabilità.

Tutto il discorso ha però un punto in ombra ed è quello delle distanze.
Immaginiamo di avere il nostro server SAN principale al primo piano e di dover installare un ulteriore cabinet SAN al quinto piano.
Soluzione: cablare i due punti in fibra ottica, tenendo conto della distanza (max 270mt), delle interferenze del segnale, ecc. Sicuramente un' operazione costosa e che necessita tempo.
Immaginiamo di dover far dialogare due stazioni SAN che si trovano a Roma e Milano.
Soluzione: far passare i dati tramite rete Ethernet tradizionale dedicata o semplicemente Internet tramite VPN (Virtual private Network). Operazione che richiede strutture adeguate e crea colli di bottiglia.

In tutte e due i casi viene logico pensare ad una soluzione NAS che mi libera da molti problemi di cablaggio o attrezzature particolari, ma ho una rimessa dal punto di vista delle prestazioni perché non riesco a pilotare direttamente le SAN remote come se fossero direttamente collegate tra loro da fibra ottica.

Ecco venir in nostro aiuto il protocollo ISCSI (SCSI over IP). Con questo protocollo ho la possibilità di inviare comandi SCSI tramite protocollo Ip a tutte le postazioni DS basate su Fibra ottica, utilizzando la rete Ethernet e i vari dispositivi attivi e passivi (hub, router, switch, ecc.).
Per chiarire le cose ho prelevato un piccolo schema dal sito di una società Californiana la Emulex Corporation che si presenta come pioniere in questa tecnologia. (sullo sfondo, NdR)

Come potete notare tramite una connessione GbE (Gigabit Ethernet) è possibile far dialogare tra loro più postazioni DS come se fossero collegate fisicamente tra loro con fibra ottica.

Ovviamente le prestazioni non sono ancora paragonabili a collegamenti fatti in fibra, ma tenendo conto del fattore qualità/prezzo/prestazione sicuramente è la carta vincente per implementare stazioni DS collegate anche a livello nazionale senza per questo perdere in fatto di velocità.
In fatto di sicurezza vorrei farvi notare che le schede ISCSI montano on-board un NPU (Network Processor Unit) in grado di gestire da firmware protocollo Tcp/Ip e ISCSI, scelta mirata ad alleggerire CPU e OS (sistema operativo) dal peso della mole di dati gestiti e per garantire controlli di qualità/sicurezza dei pacchetti IP/ISCSI in transito.

Due brevi note: non ha senso pensare di implementare una gestione SAN su una rete già dedicata al normale traffico Tcp/Ip. Anche se la rete è Gigabit si rischia di appesantire troppo il traffico di pacchetti. Quindi il consiglio è di dedicare una propria rete DSN (Data Storage Network) per far dialogare tramite ISCSI i vari nodi DS o clustering che siano.
Le due tecnologie ISCSI e Fibre Channel sono complementari tra loro, non ha senso sperare di sostituire FC per abbassare i costi. Dove serve potenza e velocità massima la soluzione FC è ancora vincente e si completa potendo affiancare una soluzione ISCSI per colmare quella lacuna in fatto di distanza coperta, costi di cablaggio FC dedicati e prestazioni.

Il solito sito da cui prendere info:
www.emulex.com

Ciao a tutti alla prossima.

Fabio Trenti
 
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:: Fabio Trenti
Fabio Trenti. Attualmente pone disservizio presso Expert System come Network Administrator e Gestioni sistemi; ha provveduto per 4 anni alla assistenza tecnica ufficiale per IBM, Apple e non solo. Sempre in attesa di diventare miliardario, continuerò a lottare contro questa scienza informatica basata su dati certi come 1 e 0 che danno risultati casuali o presunti certi.
 
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