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2001
25
Set

NUWorld Glasses

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NUWorld Glasses

Questa estate alla fine di luglio all'insaputa di tutti mi sono recato cinque giorni in Taiwan per un viaggio di "lavoro". In realtà non si trattava di vero e proprio lavoro perché lo scopo era quello di raccogliere materiale per la mia tesi di laurea riguardo all'organizzazione avanzata dei processi produttivi nelle industrial farm taiwanesi. Ovviamente il viaggio è stato totalmente finanziato nell'ambito di un progetto di ricerca finanziato dall'università. Non preoccupatevi non vi tedierò con paroloni e sigle strane (come JIT o altro) riguardanti l'organizzazione industriale taiwanese ma vi racconterò di un episodio che mi è capitato e che mi ha colpito particolarmente. Prima di entrare nel vivo voglio però premettere che siccome questo articolo non vuole assolutamente fare pubblicità eviterò il più possibile di fare i nomi di multinazionali conosciute.
Siamo arrivati la sera abbastanza tardi del primo giorno a Taipei e il nostro comitato di benvenuto (una taiwanese molto simpatica esperta in sei o sette lingue) ci ha subito condotti nell'hotel dove abbiamo mangiato e ci siamo organizzati per i giorni seguenti. La mattina dopo alla faccia del jet lag (io non ho chiuso occhio tutta la notte) ci la nostra "guida" ci ha portato al primo incontro formale con i nostri referenti della xyz. Tralasciando ciò che ci hanno detto e ciò che ci hanno fatto vedere che in parte è protetto dal segreto industriale arrivo subito al tardo pomeriggio quando ci hanno congedato per lasciarci visitare prima di cena una parte della città. Io mi aspettavo che la solita interprete accompagnatrice taiwanese ci facesse da cicerone per la città e invece no; e qui arriva la sorpresa che mi ha lasciato basito. Infatti prima di salutarci in vista dell'incontro del giorno successivo ci hanno accompagnato in una stanza dove ci hanno... equipaggiato, mi sembra il termine più adatto. Hanno fornito a me e al mio "collega" due paia di occhiali e ci hanno detto: "Questi sono i NUWorld glasses che saranno lanciati sul mercato nel giro di pochissimo tempo. Saremmo lieti se li provaste e ci diceste la vostra impressione, non vi servirà nient'altro per la visita alla città e vi serviranno anche nei prossimi giorni durante le visite agli stabilimenti". Non riuscivamo a capire cosa intendessero e vedendo la nostra perplessità ci hanno invitato ad indossarli. Gli occhiali dal punto di vista estetico sono piuttosto grossi e per quanto riguarda il design c'è ancora molta strada da fare. Sono abbastanza pesanti e hanno una sorta di elastico di sicurezza che congiunge le due aste e che serve per mantenerli saldamente addosso. La prima cosa che si nota è che le lenti non sono totalmente trasparenti e le estremità delle aste finiscono con due auricolari da inserire nelle orecchie. Potrebbero ricordare vagamente quel televisore LCD da indossare di una nota marca nipponica ma sono molto più brutti (almeno per ora).
Ci hanno aiutato ad indossarli (è molto semplice ma la prima volta si ha paura di fare dei danni) e poi ci hanno fatto vedere come accenderli... MAGIA!!! Non potevo credere ai miei occhi...

Ok, ok, ora vi spiego cosa succede quando si indossano ma non potrò entrare molto nei particolari perché loro, quando gli abbiamo chiesto spiegazioni, sono stati piuttosto vaghi.

Gli occhiali, in poche parole, sono in grado di "potenziare" ciò che noi vediamo con delle informazioni aggiuntive di tipo visivo. Per fare un esempio la visuale che avevo quando me li hanno accesi era la normale visuale senza occhiali arricchita però di informazioni sulla stanza in cui ci trovavamo e sulle persone che avevo davanti (tutte tranne il mio collega, ho capito in seguito perché). Stupefacente! Le informazioni, rigorosamente in inglese, sono regolabili tramite dei semplici comandi posti sulle stanghette, ci hanno fatto vedere come...
Si può regolare il tipo e la quantità di informazioni disponibili sui soggetti che stiamo guardando e presto sarà possibile selezionare anche la lingua. Nel caso poi appaia un'apposita icona è possibile sempre attraverso i comandi ascoltare delle ulteriori informazioni di tipo audio sui soggetti. Dopo una veloce descrizione delle principali funzioni ci hanno salutato dandoci appuntamento per il giorno successivo e noi con questi strani occhiali addosso abbiamo visitato i principali luoghi di interesse del centro cittadino senza bisogno di alcuna guida. Incredibile!
Vi starete chiedendo com'è possibile tutto ciò? Da quel poco che ci hanno detto gli occhiali sono dotati di speciali lenti a cristalli liquidi semi trasparenti in grado di sovrapporre a ciò che noi vediamo scritte e immagini aggiuntive. Il sistema è gestito da un avanzato modulo GPS in grado di localizzare gli occhiali con estrema precisione e le informazioni sono inviate alle lenti e agli auricolari attraverso un sistema di trasmissione dati wireless di ultima generazione (cosa che noi vedremo in Europa chissà fra quanto). Non mi dilungherò sulle svariate opzioni disponibili ma vi basti pensare che il sistema è addirittura in grado di farvi vedere alcune cose, come ad esempio siti di interesse storico, com'erano una volta o come diventeranno dopo opere di restauro. Insomma indossi gli occhiali e vedi veramente un mondo nuovo. Purtroppo abbiamo dovuto riconsegnarli prima di tornare in Italia ma vi assicuro che l'esperienza è stata a dir poco sbalorditiva, mi sembrava di essere un Terminator in giro per Taipei.

A proposito, le informazioni aggiuntive sulle persone che avevo davanti erano disponibili solo per i dipendenti della xyz che evidentemente indossavano un apposito dispositivo di identificazione personale.


Fabrizio Guicciardi
 
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:: Fabrizio Guicciardi

Fabrizio Guicciardi, nato a Modena nel 1972 è il capo redattore di KULT Underground nonché il webmaster del sito www.kultunderground.org . Laureato in Ingegneria Informatica si occupa di gestire la presenza in rete della rivista e delle altre iniziative firmate KULT Underground.


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