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2001
25
Ott

Voci che sussurrano

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Voci che sussurrano

Salve a tutti amici di Kult,
eccoci a fine ottobre: sembra che l'estate stia definitivamente tramontando, e dopo un periodo di caldo eccezionale siamo ormai immersi nelle nebbioline autunnali.
Con la nebbiolina autunnale arriva anche la festa di Kult (mi raccomando accorrete numerosi!), che quest'anno si prospetta particolarmente ricca di attrattive...ricchi premi e cotillon, come si dice: verranno premiati i vincitori del concorso 8Ko-, e i singoli e le categorie che si sono maggiormente distinti nel corso di questo lungo anno della rivista, ma ci saranno anche esibizioni spettacolari, che non anticipo.
Ma entriamo subito nel vivo di SUSSURRI, molto interessante questo mese grazie ad alcune voci "seminuove" (torna dopo anni dall'esordio Gabriele Di Marco, cimentandosi nella lirica, dominante in questo numero), e collaborazioni eccellenti come quella di Enrico Pietrangeli, pubblicato da Teseo Editore.

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Cominciamo proprio da Gabriele Di Marco, nome che i lettori di vecchia data ricorderanno per alcune sue lontane (e molto riuscite) collaborazioni.
Torna ora in grande stile, cimentandosi con la poesia: il tema non è forse nuovissimo, ma Morte è una lirica perfetta nella costruzione, nella sequenza delle immagini, splendida nella geometria dei versi (bellissimo quel chiasmo "lo temo e lo rifuggo, lo accetto e lo anelo").

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Anche il tema di Birra di Natale, di Marco Marengo, non è proprio nuovissimo, con la consueta narrazione di una serata tra amici, in discoteca, tra una bevuta e l'altra; forse preferivamo lo stile onirico di A cena con Bucowski, pubblicato nel numero di settembre.
Si tratta comunque di un racconto gradevole, ben scritto, simpatico nel tratteggiare caratteri e situazioni che sentiamo tanto vicine a noi

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Enigmatica, molto suggestiva e profonda nella molteplicità dei significati è Il palloncino rosso, lirica di Fabrizio Guicciardi: bellissima la metafora del pallone che si sgonfia come emblema della perdita di entusiasmo nella vita.

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E' un mese dominato dalla lirica, questo, come avete avuto modo di notare: torna anche Mario Pischedda con il suo stile inconfondibilmente, nobilmente classico, latineggiante, in cui l'impeto e la passione degli argomenti è ammantata da un periodare austero e complesso.
Il titolo della sua ultima prova, Dolce armonia, potrebbe condensare la sua essenza poetica.

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Molto classica, anche se in modo totalmente diverso da Mario Pischedda, è anche Mariacarla Tarantola, che con Noi due riconferma il suo periodare delicato, tanto arcaizzante da provocare un effetto di straniamento, di spaesamento - non spiacevole. Il tema è l'amore, l'amore esile, che può sempre spezzarsi, come un fiore in un campo battuto dal vento.

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Tra di Marco Saya è una travolgente ballata, una filastrocca martellante sul tempo che passa trascinando frasi non dette, amori fugaci, immagini lievi e assolute come un "poeta fasullo, una chitarra scordata", simbolo dell'arte che non è più arte, e poi "una lavatrice, un ferro da stiro", momenti di annullante quotidianità: tutto sempre uguale, sempre la solita storia...

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...ma è venuto il momento di dare una svolta a tutto.
Taccuino sembra collegarsi, con amara e corrodente ironia, alla lirica di Marco Saya: più che una lirica è un'insieme di malinconiche annotazioni sul mondo, quasi un moderno Zibaldone. E infatti non c'è nessuna conclusione, nessuna soluzione per non lasciarsi travolgere dal monotono meccanicismo delle cose: il desiderio di cambiare tutto si stempera per David Risa in un sorriso stanco, un'ultima sigaretta fumata in calma rassegnazione, guardando le nuvole e la luna opaca nella notte.

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Come annunciato nello scorso numero, pubblichiamo, a partire da questo mese, una selezione di poesie tratte da D'amore, di morte di Enrico Pietrangeli, pubblicato dalla casa editrice Teseo. La prima, Il pazzo, è una lirica di essenziale e penetrante autenticità, sconvolgente in quella assoluta visione della follia - dello sguardo di un folle come fonte di verità inesplorate.

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Siamo giunti ormai alla fine: non mi resta che augurarvi buona lettura, e in bocca al lupo a chi ha partecipato al concorso letterario di quest'anno.
Arrivederci al prossimo mese!

Lorenza Ceriati
 
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:: Lorenza Ceriati
Sono nata a Piacenza il 16 agosto 1974; dopo la laurea in Lettere Moderne, indirizzo storico, alla Statale di Milano, mi sono trasferita a Modena, dove da sei anni insegno (da precaria, ovviamente, ma resta un lavoro bellissimo) italiano e storia nelle scuole superiori, soprattutto professionali. Ho redatto diversi manuali per la casa editrice ''Sigem'' e curato la rubrica ''Sussurri'' per KULT Underground; oggi collaboro con la rivista ''Comunica''. Sono sposata da quasi tre anni e finalmente ho realizzato il mio obiettivo più importante: mettere in cantiere un bimbo, che nascerà a giugno 2007.
 
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