KULT Underground

una della più "antiche" e-zine italiane – attiva dal 1994

Varna Pranayama

4 min read

Varna Pranayama
Un’autoterapia con il colore

Ecco una tecnica molto semplice, per mezzo della quale potrete trasformare il vostro atteggiamento negativo in positivo e "ricaricare le batterie" conducendo l’energia universale (prana) a rivitalizzare il sistema nervoso e il piano fisico.
Sdraiatevi sul pavimento in posizione di rilassamento (savasana) favorendo, con il sopraggiungere dell’immobilità, il rallentamento delle attività fisiche, emozionali e mentali. Ho già fatto notare in altre occasioni che quando ci si dispone a simili pratiche, sarebbe bene scegliere un luogo silenzioso e confortevole. Meglio evitare di stendersi al sole nelle ore più calde. In caso di necessità ci si può coprire. E’ bene tenere presente che, durante il rilassamento, si verifica un rallentamento della circolazione del sangue ed un abbassamento della pressione che portano ad una generale sensazione di freddo. Mantenete la mente quieta ma in piena consapevolezza. Contemplate il vostro respiro: fate in pratica da "spettatori" all’aria che entra nelle vostre narici e che passando nei condotti nasali scende sino ai polmoni. Osservate poi il movimento inverso. Continuate fino a quando siete così assorbiti da questo movimento da divenire il respiro stesso e avvertite ogni altra percezione, prima passare in secondo piano e poi svanire. Siate consapevoli solo del "soffio", null’altro. In breve beneficerete di un piacevole stato estatico. A questo punto sforzatevi di portar fuori della memoria il vostro colore preferito. Il vostro colore "psichico" preferito, non quello che ognuno sarebbe portato a scegliere in quel momento per vestirsi, legato ai cambiamenti del piano emozionale, ma quello profondo che appartiene alla natura essenziale e stabile, assai poco soggetta a cambiamenti. Nello stato di assorbimento in cui la pratica vi ha portato diviene facile individuarlo dentro di sé. Adopratevi per sviluppare quest’immagine fino a farla divenire reale, concreta, fruibile dai vostri sensi interni. Provate a schiarirla rendendo il vostro colore preferito un po’ più luminoso di come siete riusciti a visualizzarlo. Ora immaginate che ogni cosa, ad esempio il mondo degli oggetti che vi circonda e persino l’aria che respirate, sia di quel colore. In un certo senso è come se ciò che si riesce a vedere fosse visto attraverso un filtro e si respirasse aria colorata. L’aria passando dalle vostre narici scende nella gola, poi nei polmoni e, questi organi si colorano del colore preferito reso luminoso dal vostro precedente sforzo. Poco dopo l’aria non esisterà ma state movendo per mezzo del respiro un flusso colorato guidandolo nel vostro corpo, portandolo nell’area dell’addome, nel plesso solare. Trattenete senza sforzo il respiro rimanendo concentrati in questo punto e poi espellete. Dopo alcune respirazioni, continuate a muovere il flusso colorato e condurlo al plesso solare, tuttavia, mentre trattenete l’aria, una spirale immaginaria, partendo dall’ombelico si estende fino a coprire tutta la superficie dell’addome. Espirate normalmente. Ripetete più volte ma in seguito, durante l’espirazione, ipotizzate di spingere il flusso colorato dall’ombelico verso la periferia del corpo, in ogni direzione. Dovete insistere fino a raggiungere una reale sensazione di totale saturazione. Nell’immaginazione, il vostro corpo, come un contenitore, deve essere totalmente saturo di quel colore. Insistete ancora, sempre allo stesso modo: inspirate aria colorata portandola al plesso solare e, mentre trattenete, ideate la spirale in espansione che partendo dal vostro ombelico va a coprire l’intera superficie dell’addome; quando espirate, dal plesso solare immaginate di spingerla in tutte le direzioni verso la periferia del corpo; avendo tuttavia già ottenuto una totale saturazione la immaginate uscire dai pori della vostra pelle spingendo così all’esterno ciò che ancora non vi è riuscito colorare ovvero la vostra residua negatività. Avverrà così un processo di completa purificazione psico-fisica.
Al primo accenno di stanchezza, fermate il processo d’autosuggestione e ritornate a prendere coscienza del respiro spontaneo e naturale, del vostro corpo e della sua posizione. Prima di iniziare a sciogliere la posizione, procedimento da sviluppare con attenta gradualità, "esteriorizzate" la vostra coscienza divenendo consapevoli dei rumori che vi giungono dall’esterno e della stanza nella quale vi trovate. Soffermatevi ad ascoltarli, senza analizzarli: è il suono della vita intorno a voi. Poi ritornate a prendere coscienza del vostro corpo ed iniziate a muoverlo con piccoli movimenti: muovete prima le dita dei piedi, poi delle mani, ruotate la testa a destra poi a sinistra ed infine individuate quali sono i movimenti spontanei che il vostro corpo desidera fare in quel momento ed assecondatelo. In seguito portatevi seduti soffermandovi qualche secondo per lasciare normalizzare la pressione del sangue ed infine alzatevi.
Dopo aver svolto correttamente la pratica si può notare che il contenuto della mente risulta modificato e rinnovato in positivo.

Amadio Bianchi

Commenta