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2002
25
Ott

23ADRI- I Capitolo

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23ADRI- I Capitolo

Quando un Tiranno cade cosa succede ai suoi consiglieri? Un tempo li incarceravano o li facevano fuori senza tanti complimenti. Ma quelli erano tempi barbari, oggi con questo regime mondialista aristo-demo-cratico siamo altamente civili e la violenza fisica è stata ripudiata da un bel pezzo. Non da tutti ovviamente, ancor oggi certe operazioni nascoste della yakuza da questo punto di vista lasciano un po' a desiderare soprattutto se parliamo dei regolamenti di conti o delle mutilazioni rituali, neppure scherzano i rinati bambini dell'islam con i loro, fortunatamente sporadici, attentati terroristici. Eppure i maomettani erano stati sradicati dai pogrom passati: la mala erba trova sempre terreni fertili. Ma torniamo al nostro Tiranno caduto, lui è stato fatto sparire, sicuramente l'hanno inviato in qualche dorato domicilio coatto, io invece in qualità di suo consigliere, mi sono trovato da un istante all'altro disoccupato, mi sono state invalidate le tessere di credito e sequestrati tutti i miei beni all'infuori dell'abitazione di residenza. Così per la mia sopravvivenza ho cominciato a vendere gli oggetti rimasti in mio possesso: orologi, anelli, francobolli e monete da collezione, quadri, memorie solide, pezzi d'antiquariato, modulo di trasporto, scorta di droghe e medicinali… Insomma mi sono venduto tutto il vendibile, anche i mobili e i lampadari, ora non mi resta altro che rivolgermi a qualche trafficante d'organi. Solo il computer d'ultima generazione è rimasto nella casa, ma poi esaurita ogni altra risorsa anch'esso ha preso la strada dei rigattieri. È notte e sto rientrando in casa, le giocate che ho tentato sono andate male, ho speso gli ultimi crediti in neococa e birre. La porta di casa è aperta, non me ne preoccupo, non l'avrò neppure chiusa tanto in casa non c'è più niente da rubare: c'è rimasto solo un mucchio di coperte e di stracci trasformati in pagliericcio, ove dormo. Al mio ingresso s'accende una debole luce, è quella d'emergenza che ancora in automatico funziona, almeno finchè non mi staccheranno l'energia. Sono ormai rassegnato a questa morte sociale, penso che forse le vecchie soluzioni erano più rapide e meno traumatiche, chissà…questa mi sembra una condanna a morte lenta. Entro nel salotto ove ho piazzato il pagliericcio e per terra scorgo un computer: strabuzzo gli occhi, chi può averlo portato? L'ho forse ordinato prima che succedesse tutto questo casino? Lo osservo attentamente per convincermi che non sia un'allucinazione: però che apparecchio strano…sembra luminescente, ci giro intorno e lo osservo con la massima attenzione smaltendo di colpo le droghe che ho addosso. Innanzi tutto sembra che non sia appoggiato al pavimento, ma che lo sfiori soltanto, poi alcuni piccoli suoi particolari sono indistinti ed è da quelli che fuoriesce una leggera luminosità verdognola. La tastiera è più grande del dovuto e d'una foggia strana inoltre vi sono dei tasti con simboli mai visti oltre alle consuete lettere e numeri. Lo schermo è di quelli ultrapiatti, sottilissimo come per la verità non ho mai visto, ha lo spessore d'una pellicola. Niente case, niente stampante né mouse. Le periferiche sono ridotte al minimo e manca pure il cavo per l'alimentazione ciononostante lo schermo è acceso e il desktop mostra un azzurro chiaro che è attraversato da righe più scure che lentamente avanzano facendolo poi divenire tutto azzurro scuro, poi appaiono righe più chiare e torna tutto dell'azzurro di partenza. Fisso lo schermo quasi ipnotizzato dall'alternanza fluida di questi due colori simili.
-
Allora, ci stiamo rinvenendo?
-
Chi ha parlato?
Mi guardo attorno, osservo lo schermo, mi rendo conto che non c'è nessuno in casa, ci sono solo io e a pensarci bene il suono non è venuto né da dietro le mie spalle né da questo strano computer, ma è come se fosse nato nella mia testa.
- Ti sto parlando per mezzo del computer, non te ne rendi conto?
E questa volta le parole appaiono anche sullo schermo, allora automaticamente batto un "Sì" di risposta e le lettere appaiono sotto la domanda in un set digitale che s'è fatto lattiginoso.
-
Preferisci digitare? Per me va benissimo.
Queste parole si formano sotto le mie.
-
Chi sei? Chi ha portato questo strano computer?
-
Un computer è un computer, ce ne sono d'infinite forme e funzioni, e per rispondere alla tua ultima domanda: sono io che te l'ho teletrasmesso qui.
-
Teletrasmesso? Perché?
-
Sono uno studente e sto lavorando ad una tesi. Vuoi aiutarmi?
-
Avrei al momento altri problemi.
-
Ma sarai ricompensato per il disturbo.
-
Una specie di lavoro?
-
Un lavoro per te redditizio.
-
Allora ti dico di sì. Sono pronto ad aiutarti.
-
Non sei ferito?
-
Ferito? No, perché?
-
Oggi è il 12 settembre.
-
Veramente siamo d'agosto.
-
Non è il 12 settembre?
-
Te l'ho detto, siamo d'agosto.
-
Allora sono in anticipo, l'attacco alle torri non c'è ancora stato.
-
Quale attacco? Quali torri?
-
Le Twin Towers a New York.
-
Stai parlando dell'attacco al World Trade Center?
-

-
Ma quello è avvenuto duecento anni fa, gli integralisti islamici combinarono poi altri casini finchè il mondo si sollevò contro di loro e scattò un pogrom di dimensioni inaudite. Solo ora c'è un gruppetto "i bambini dell'islam" che continua a far casino, ma come religione sono quasi scoparsi dalla faccia della Terra.
-
Possibile che abbia sbagliato di così tanto?
-
E poi perché dovrei esser ferito? Qui siamo in Italia mica a New York!
-
Temo d'aver fatto un po' di casino con le coordinate.
-
Ne sono convinto.
-
Dimmi che giorno è da te.
-
Siamo nell'agosto del 2236, il giorno preciso non me lo chiedere perché non lo so.
-
E sei in Italia, m'hai detto.
-
Sì.
-
Ti dispiacerebbe spostare il cursore verso l'ultima icona in basso a destra?
-
Con cosa lo sposto, non vedo né la pallina né il mouse.
-
Con gli occhi stupido, basta guardare l'icona e il puntatore segue il movimento oculare.
-
Così? Ma non succede nulla.
-
Lascia perdere, provvedo io, non ci sai proprio fare.
-
Va bene, io collaboro ma tu come hai intenzione di ricambiare?
-
Ci sarà pure un concorso a premi dalle tue parti, no? O la possibilità di fare scommesse. Io ti do la dritta vincente così ti ripaghi, no?
-
Mi sembra tutto un po' fuori del normale, comunque sto al gioco. C'è l'estrazione della lotteria nazionale, è una specie di superenalotto, sintonizziamoci sulla prima uscita del prossimo mese.
-
Che sarebbe la prima estrazione del settembre 2236.
-
Sì.
-
Allora domani a quest'ora ci sentiamo e cercherò la combinazione vincente così potrai giocarla, ma devi rispondere a tutte le domande che ti farò nelle prossime sedute.
Più che d'accordo, a domani.


Vittorio Baccelli (continua)
 
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