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2002
25
Set

Fisiologia aliena

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Heavy Gear...

In ogni gioco di ruolo di ambientazione fantascientifica che si rispetti, sono sicuramente presenti tonnellate di equipaggiamento tecnologico a disposizione dei giocatori e dei loro personaggi, e a maggior ragione per ambientazioni di stampo Space Opera.
Spesso però la tecnologia viene trattata in maniera estremamente superficiale, e non mi riferisco ad aspetti tecnici (anzi, questi a volte sono molto dettagliati), quanto all'impatto che tali tecnologie dovrebbero avere sul mondo di gioco.
Pensate un po' al telefono cellulare: sembra un'invenzione banale (ora che lo abbiamo praticamente tutti) ma se ci riflettiamo un attimo sopra è un oggetto che ha cambiato le abitudini della vita di tutti i giorni. Poter comunicare in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo senza dipendere da installazioni fisse... Per non parlare poi degli SMS, che hanno portato nel quotidiano un modo di comunicare nuovo. Vi sembra poco? Ed è solo un miglioramento tecnologico di qualcosa che esisteva già da molti anni, il telefono! (Pensate che il primo telefono a gettone risale al 1889, più di cento anni fa...)
Quello che sto cercando di dire è che ad una invenzione tecnologica spesso si associa un cambiamento nello stile di vita o nel modo con cui si approcciano le situazioni completamente diversi. Il Master scrupoloso non mancherà di interrogarsi in tal senso su ogni oggetto tecnologico presente nella sua ambientazione; vi garantisco che la profondità e la serietà di quest'ultima cresceranno esponenzialmente. Per non restare troppo nell'astratto, vediamo qualche esempio pratico.

Le comunicazioni

Se la vostra ambientazione prevede un vasto insieme di mondi colonizzati sparsi per tutta la galassia, come ve la cavate con le comunicazioni? Per i viaggi occorre senz'altro escogitare un "trucco" dei soliti per superare le enormi distanze interstellari in tempi ragionevoli (iperspazio, wormholes, warp...) ma quanti tengono conto che anche le normali comunicazioni via radio sono limitate dalla velocità della luce? Pensateci bene prima di inventarvi una qualche "radio iperspaziale" che trasmette istantaneamente attraverso tutta la galassia via warp... Questo potrebbe togliere molta avventura e senso di scoperta (se oggi vogliamo sapere che tempo fa in ecuador, basta telefonare o collegarsi in internet...) ma allo stesso tempo potrebbe consentire la nascita di grandi imperi galattici. La rapidità e l'efficienza delle comunicazioni in un vasto impero è uno degli elementi chiave per garantirne la stabilità nel tempo, come avevano già capito gli antichi romani più di duemila anni fa.
Nella vostra ambientazione sarà possibile prendere una sorta di cellulare e telefonare su un pianeta che orbita attorno ad un'altra stella? Bene, ma preparatevi alle conseguenze... All'estremo opposto potreste avere l'assoluta impossibilità di comunicare a velocità superiori a quella della luce, pertanto i messaggi tra un sistema e l'altro dovranno essere recapitati da astronavi di corrieri! (vanno bene anche sonde robotiche automatizzate...) Una sorta di pony-express spaziale, che diventerebbe presto una preda preferita di ladri e pirati...
L'importante è che non sottovalutiate l'impatto e le conseguenze del sistema che sceglierete.

Gli impianti cibernetici
Gli impianti che miscelano umano e artificiale sono un must per tutte le ambientazioni a sfondo cyberpunk, ma si trovano spesso anche nella Space Opera di stampo scientifico. Ma avete mai provato ad immaginare le possibilità e le conseguenze anche solo di un impianto neurale standard? Prendiamo ad esempio un impianto che permetta di interfacciare la mente umana e il suo sistema nervoso con un computer. Potreste accedere ad ogni sorta di informazioni da voi precedentemente archiviate, visionare dati e filmati trasmessi direttamente al vostro cervello, mentre ve ne state fermi con uno sguardo un po' ebete. Potreste caricare programmi per tenere sotto controllo funzioni corporee (un allarme che risuona quando il tasso alcoolico nel sangue supera una certa soglia, un programma che stimola le ghiandole a produrre un effetto calmante nelle siutazioni stressanti, ecc...). Questi programmi verranno sviluppati, venduti, scambiati, copiati come accade oggi per il software tradizionale... E che dire poi del rischio di programmi illegali, della possibiltà di avere i propri sensi ingannati da programmi di guerra elettronica, le proprie membra controllate da un hacker? Andateci piano con quegli impianti...

Le armi tecnologiche

Le armi tecnologiche a disposizione in una ambientazione fantascientifica sono spesso sottovalutate. Come gestire intermini di gioco un fucile maser in grado di incenerire con una letale dose di radiazioni invisibili a grande distanza? E un cannone gauss che spara proiettili di metallo pesante accelerandoli magneticamente ad una velocità incredibile? Davanti alla potenza devastatrice di tali armi c'è poco da fare: o ci si trova in un mezzo blindato o si muore... Da questo punto di vista non sono poi tanto diverse una pistola laser o al plasma e una 44 magnum: sono tutte letali. In molti giochi di ruolo, il solo requisito per poter ottenere un'arma è quello di avere i soldi per comprarla. Invece le armi sono per forza di cose soggette a leggi molto precise, che i governi stabiliscono. Armi estremamente distruttive è facile che siano illegali, a meno che non stiate giocando in una sorta di far-west spaziale. Tenete sempre presente che un corpo umano non modificato per il combattimento non ha nessuna difesa naturale contro ogni genere di arma tecnologica...
Non è sempre detto che un'arma sia basata su proiettili o fasci di energia o particelle per funzionare. Pensate ad esempio ad un uso distruttivo delle conoscenze cibernetiche: un proiettile più piccolo di un ago, che una volta penetrato sotto la pelle si interfaccia in pochi millisecondi col sistema nervoso della vittima e lo sovraccarica elettricamente o chimicamente fino a causare danni irreversibili in pochissimi secondi...

La genetica

Ecco il vero "punto che scotta", la genetica... In un futuro (forse non troppo lontano... sic) in cui la scienza abbia acquisito conoscenze genetiche sufficienti, sarebbe possibile modificare i tratti tipici degli esseri umani per conferire loro capacità e caratteristiche su richiesta. Ma se questo genere di cose diventasse normale e quotidiano che cosa succederebbe? Avremmo modifiche ai geni per ottenere una discendenza bella e forte... Avremmo modifiche realizzate espressamente per conferire abilità specifiche (per il combattimento, per il lavoro nello spazio, ecc..) oppure semplicemente per senso estetico... Per non parlare della clonazione: che succederebbe se si potesse creare una copia perfetta di un essere umano, completa di memorie e personalità? Avreste paura di morire se sapeste di poter essere "ripristinati"? (A questo proposito consiglio la visione del film "Il 6° giorno" con Arnold Schwarzenegger).
Mi permetto un suggerimento: è probabile che simili interventi siano costosissimi e quindi alla portata di una ristretta e facoltosa elite.

E con per questo mese è tutto, come vedete ci sono ampi spazi di riflessione! Ricordatevi sempre che una ambientazione troppo superficiale fa risparmiare tempo ma non ripaga poi in divertimento quando la si andrà a giocare. Buon GDR a tutti!

Massimo Borri

1
antropocentrismo: concezione filosofica che considera l'uomo come centro e fine ultimo dell'universo. Più generalmente, la tendenza a vedere tratti umani anche in ciò che umano non è.

2
un nanometro equivale ad un miliardesimo di metro, ovvero ad un milionesimo di millimetro.

3
Hertz, abbreviato in Hz, è il nome della grandezza che esprime la frequenza di un suono, ovvero il numero di oscillazioni complete che avvengono in un secondo. Un suono di 4000 Hz fa vibrare le molecole dell'aria 4000 volte al secondo.

4
infrasuoni: suoni la cui frequenza è al di sotto della soglia di udibilità dell'uomo.

 
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:: Massimo Borri
Massimo Borri, nato il 6 marzo 1971, diplomato alla Scuola di Informatica dell’Università di Modena, attualmente lavora come referente informatico per la stessa università, presso il Dipartimento di Chirurgia della facoltà di Medicina. Si occupa principalmente di fotografia, video editing e grafica 2D e 3D (con Blender 3D), oltre che di consulenza informatica a tutto campo. Innamorato profondamente del Giappone e di tutti gli aspetti della sua cultura, ha come hobby lo studio della lingua giapponese. Adora il gioco del Go con cui cimenta regolarmente assieme agli amici del Go Club del Tortellino. Ama il blues e il rock anni ’70, leggere e disegnare fumetti, il cinema e la letteratura di fantascienza, i giochi di ruolo. Ha scoperto nei libri di Thich Nhat Hanh il volto umano del buddhismo. Si interessa di filosofie orientali, arti marziali (ha praticato karate, taijiquan, kali) e in generale di tutto ciò che porta equilibrio e serenità. Per KULT ha curato in passato le sezioni dedicate a fumetti e animazione giapponesi e alla lingua del sol levante; attualmente scrive recensioni di applicazioni per Ipad.
 
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