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2002
25
Lug

Fisiologia aliena

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Fisiologia aliena

Nel delineare i tratti di razze aliene per il gioco di ruolo fantascientifico è facile commettere errori di
antropocentrismo1 e cadere quindi nel banale. Una delle caratteristiche più sottovalutate, ma che riveste invece la massima importanza, è quella degli organi sensoriali. Fate una rapida riflessione su come tutto nella nostra cultura, civiltà, società, tecnologia, sia stato profondamente influenzato dalla maniera con cui percepiamo il mondo. Gli esseri umani si basano principalmente sulla vista, in secondo luogo sull'udito, poi sul tatto e solo in scarsa misura su olfatto e gusto (alcuni studiosi considerano questi due sensi uno unico). Anche il nostro senso preferito, la vista, non è che una stretta finestra su un mondo più ampio. La nostra retina infatti è sensibile solamente ad una piccola parte delle onde elettromagnetiche (il cosiddetto "spettro della luce visibile"), ovvero a quelle di lunghezza compresa all'incirca tra i 380 nanometri2 (interpretate dal cervello come colore viola) e 780 nanometri (colore rosso). Oltre questi estremi, il nostro occhio non è più in grado di distinguere le variazioni di lunghezza d'onda del campo elettromagnetico, che si estenderebbe ben oltre!
Anche l'udito, il senso con cui captiamo i rumori, o più precisamente le onde di compressione e rarefazione che si propagano nell'aria, ha dei limiti alquanto definiti: l'orecchio umano percepisce suoni che vanno all'incirca dai 40 ai 20.000
Hertz3, ed ha una particolare sensibilità per i suoni che vanno dai 500 Hz ai 5.000 Hz.
Creature aliene abbastanza simili a noi da avere organi di senso sensibili ad onde elettromagnetiche e a onde di pressione (vista e udito) potrebbero benissimo avere intervalli sensoriali molto diversi dai nostri; occhi sensibili all'ultravioletto potrebbero scorgere una intera gamma di colori e sfumature dove noi potremmo solo vedere un colore monotono o uniforme e viceversa. Iscrizioni e segnali alieni su una astronave, per esempio, potrebbero risultare del tutto invisibili alla nostra vista, a meno di ricorrere a mezzi tecnologici (visori agli infrarossi o agli ultravioletti). Anche la lingua aliena, a parte le usuali difficoltà grammaticali e linguistiche, potrebbe presentare ulteriori difficoltà in quanto semplicemente... non udibile! Non dimentichiamo che anche alcuni animali terrestri emettono suoni difficilmente percepibili da un essere umano. Ad esempio gli elefanti possono comunicare tra loro a grande distanza (pare anche a 1500 metri) tramite
infrasuoni4 a 20 Hertz.
I nostri sensi dell'olfatto e del gusto reagiscono al contatto con molecole presenti nell'aria o in quello che mettiamo in bocca, e sono di gran lunga i nostri sensi meno sviluppati, anche in confronto a quelli analoghi degli animali domestici più comuni. Il naso umano contiene circa cinque milioni di cellule olfattive, quello di un cane ne ha duecento milioni. Inoltre un uomo possiede per ogni cellula olfattiva da sei a otto ciglia (piccole strutture che catturano la molecola per analizzarla), mentre un cane ne ha da 100 a 150 per cellula. Infine, sul palato di cani e gatti c'è l'organo vomeronasale, detto anche "organo di Jacobson", che consiste in una sacca rivestita di cellule recettrici, molto simili a quelle olfattive, che essi utilizzano per memorizzare e riconoscere i vari odori. Studi scientifici hanno stabilito che la sensibilità olfattiva di un cane è da un milione a cento milioni di volte superiore a quella umana, e possono essere percepiti odori in concentrazioni di una sola parte per trilione. Le antenne di molti insetti sono organi sensoriali chimici ancora più sensibili. Immaginate per un attimo una comunicazione complessa basata su odori talmente fini da risultare inavvertibili per le nostre narici... Un computer alieno potrebbe avere una interfaccia utente basata su feromoni!
Alcune considerazioni finali poi su quello che potrebbero percepire esseri veramente alieni. Potrebbero esistere organi di senso che reagiscono al calore, alle variazioni del campo elettromagnetico, alla radioattività... Non pensate sempre in termini umani!
Alla prossima... E buon GDR a tutti!

Massimo Borri

1
antropocentrismo: concezione filosofica che considera l'uomo come centro e fine ultimo dell'universo. Più generalmente, la tendenza a vedere tratti umani anche in ciò che umano non è.

2
un nanometro equivale ad un miliardesimo di metro, ovvero ad un milionesimo di millimetro.

3
Hertz, abbreviato in Hz, è il nome della grandezza che esprime la frequenza di un suono, ovvero il numero di oscillazioni complete che avvengono in un secondo. Un suono di 4000 Hz fa vibrare le molecole dell'aria 4000 volte al secondo.

4
infrasuoni: suoni la cui frequenza è al di sotto della soglia di udibilità dell'uomo.

 
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:: Massimo Borri
Massimo Borri, nato il 6 marzo 1971, diplomato alla Scuola di Informatica dell’Università di Modena, attualmente lavora come referente informatico per la stessa università, presso il Dipartimento di Chirurgia della facoltà di Medicina. Si occupa principalmente di fotografia, video editing e grafica 2D e 3D (con Blender 3D), oltre che di consulenza informatica a tutto campo. Innamorato profondamente del Giappone e di tutti gli aspetti della sua cultura, ha come hobby lo studio della lingua giapponese. Adora il gioco del Go con cui cimenta regolarmente assieme agli amici del Go Club del Tortellino. Ama il blues e il rock anni ’70, leggere e disegnare fumetti, il cinema e la letteratura di fantascienza, i giochi di ruolo. Ha scoperto nei libri di Thich Nhat Hanh il volto umano del buddhismo. Si interessa di filosofie orientali, arti marziali (ha praticato karate, taijiquan, kali) e in generale di tutto ciò che porta equilibrio e serenità. Per KULT ha curato in passato le sezioni dedicate a fumetti e animazione giapponesi e alla lingua del sol levante; attualmente scrive recensioni di applicazioni per Ipad.
 
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