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2002
25
Gen

Lo scandalo RAI

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Lo scandalo RAI

Circa un mese fa mi è capitato di assistere in maniera assolutamente fortuita alla premiazione degli European Film Awards 2001, gli "Oscar" Europei del Cinema, trasmessa su Rai 2, svoltasi a Berlino. La trasmissione doveva essere in leggera differita, poiché è iniziata ad un orario inconsueto (le 23,30) e terminata ad un orario ancor più inconsueto (1,30 di sabato notte), ma questo poco importa. La Rai per risparmiare, ha utilizzato come commentatrice della serata l'inviata in Germania Carmen Lasorella. Senza nulla togliere alla sua bravura di giornalista politica e di cronista di eventi in terra tedesca, ha dimostrato ampiamente durante tutto il corso della serata di non sapere nulla di cinema. La trasmissione era così incomprensibilmente strutturata: alternanza d'immagini della cerimonia fornite dalla televisione tedesca, con immagini del backstage, riprese da telecamere Rai, dove si trovava Carmen Lasorella che commentava il palinsesto ed intervistava gli attori italiani presenti alla manifestazione.
Già la cerimonia tedesca era molto discutibile. Il clima falsamente informale voluto dagli organizzatori ben si sposava con l'eleganza del luogo, più simile ad una sala da night, che da premiazioni, dove uno zelante e per niente spiritoso nonché sconosciuto comico tedesco (che ho scoperto dopo, da fonti giornalistiche, essere il regista e attore britannico Mel Smith) intratteneva la platea di attori, registi e addetti ai lavori presenti, cercando di somigliare ad un Billy Crystal da notte degli Oscar Holliwodiani, ma finendo per ricordare un Limiti, più in carne, nostrano. Il palinsesto prevedeva la consueta nomina delle pellicole in competizione nelle varie categorie, con visione di piccoli spezzoni dei film, e relativa premiazione dei vincitori, annunciata da una coppia di attori. Insomma, una cerimonia classica, anche se forzatamente dilatata dalle "spiritose" gag e relative prese in giro dei presenti in sala da parte del presentatore (Ewan McGregor particolarmente tormentato, visto i diversi premi da lui ricevuti), e da un allucinante ed infinita sequenza di spezzoni delle commedie dei Monty Python, premiati, nel corso della serata, con un riconoscimento alla carriera. Non si discute il premio ai Monty Python, ma è possibile, durante tutta la serata, non avere pensato ad altro che a trasmettere immagini delle gag dei gruppo comico inglese?
Ma torniamo alla Rai, che se da un lato aveva capito la noia mortale degli stacchi fra le premiazioni, aveva purtroppo delegato a Carmen Lasorella il ruolo di intrattenitrice. Era imbarazzante vedere la nostra giornalista, lasciata completamente sola, quando alla quale era magari possibile affiancare anche uno pseudo esperto di cinema (poiché per ogni evento che la televisione italiana - Fininvest compresa - trasmette, anche il biliardo, ci sono sempre un cronista ed un commentatore), sommersa da una montagna di fogli, cercando di far combaciare i suoi appunti con le immagini sottostanti. A parte le interviste ai nostri attori presenti alla serata, unica nota lieta, scelti giustamente come nuovi rappresentanti del nostro cinema, anche se relegati a dover rivestire solo il ruolo di "premiatori", ma comunque presenti (per citarne alcuni: Anita Caprioli, Fabrizio Gifuni, Sandra Ceccarelli), la nostra inviata è entrata completamente nel pallone cercando di rincorrere i film selezionati ed immancabilmente sbagliati, in un sottofondo di fogli rovesciati ed accartocciati. Comunque la serata è proseguita, anche se in questa maniera disorientante, e solamente gli spettatori che conoscevano sufficientemente le pellicole, i registi, e gli attori premiati hanno potuto dare un senso logico al tutto.
Ma una serata come questa non si poteva concludere in bellezza, senza il grande colpo di coda della Rai.
Si arrivano, finalmente, a premiare i migliori film europei dell'anno, ultima categoria. Grande momento anche per il nostro cinema, che oltre ad avere in competizione Nanni Moretti con "La Stanza Del Figlio", ha l'onore di affiancare come ruolo di premiatrice alla grandissima Charlotte Rampling, la nostra Sandra Ceccarelli (per intenderci la vincitrice del Premio come miglior attrice all'ultimo Festival di Venezia con "Luce Dei Miei Occhi").
Ma ecco che un annuncio inquietante di Carmen Lasorella riempie di sgomento il coraggioso spettatore ancora sveglio per assistere al gran finale: ci sono ancora a disposizione tre minuti di collegamento con il satellite. Si fa il tifo, si spera che il comico presentatore la pianti con le sue scarsissime battute. Ci siamo … parte il filmato della prima pellicola in gara per i premio finale … niente da fare. Carmen Lasorella spreca l'ultimo minuto a dire che non c'è più tempo e a salutare. Ad oggi, non so ancora chi ha vinto il Premio Europeo di quest'anno come miglior film (Per la cronaca è stato "
Il Favoloso Mondo Di Amelie1" di Jean-Pierre Jeunet, campione di incassi in Francia ed in Germania, in uscita da noi, si spera, in gennaio. Ma l'ho saputo solo alla stesura di questo articolo).
Ora, mi piacerebbe sapere come funzionano questi contratti con i satelliti, in una trasmissione trasmessa poi presumibilmente registrata. E in ogni caso, non si potevano comprare cinque minuti in più, prevedendo almeno un piccolo ritardo. Costava così tanto? E allora era meglio non trasmetterlo affatto, lasciando parlare di cinema a chi lo sa fare, anche se bisogna pagare un apposito abbonamento.
Consoliamoci … forse quei cinque minuti mancanti di collegamento satellitare potranno pagare una puntata di Amadeus o gli spot per il canone Rai. E ricordatevene prima di pagare il prossimo …


Andrea Leonardi

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Sullo sfondo un immagine, già nota, del film in prossima uscita.

 
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:: Andrea Leonardi
Sono nato a Reggio Emilia (dove ho sempre vissuto) il 20/1/1968. Diplomato geometra, avviato e interrotto l'Università d'Architettura di Firenze. Lavoro come geometra e disegnatore Cad presso uno studio tecnico in provincia di Reggio. Single (mettiamola così). Computer e Karate fra i miei hobby, ma una sola grande passione: naturalmente il cinema. Il mio avvicinamento ad un certo tipo di film di qualità è avvenuto in ritardo, dopo aver visto-capito che Rocky 5 era una cagata (meglio tardi che mai). Folgorato (la foto lo testimonia) ai tempi dell'università dai film francesi e da Juliette Binoche, l'amicizia con Michele e la collaborazione con Kult mi hanno dato l'ulteriore possibilità di avvicinarmi ai festival (esperienza assolutamente positiva).
 
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