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2004
25
Giu

Voci che sussurrano

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Voci che sussurrano

Cari amici di Sussurri, eccoci arrivati al penultimo numero prima della pausa estiva; un ultimo numero piuttosto corposo, ricco di novità e di voci anche scolvolgenti, come quella di Angela Buccella, autrice "pulp" e tragressiva, o di X, con le sue storie di droga tanto quotidiane da colpire allo stomaco come un pugno.
E non mancano i versi immaginifici di Giancarlo Ferrigno, la circolare perfezione di Mario Pischedda, nuove parole poetiche di Veronica Grivetti, intense e suggestive, un breve racconto molto particolare di Davide Riccio, e il mitico Terra Rossa che si incammina a diventare una saga in stile Signore degli anelli.
Qualcosa però manca...e mi sento di chiedere scusa agli autori non inseriti, non per questioni di spazio o difetti stilistici, ma perchè l'argomento mi mette troppo a disagio. Ebbene sì, sono una piccoloborghese perbenista, moralista, tutto quello che volete, ma proprio non riesco a commentare poesie (una arrivata qualche tempo fa, del bravissimo Giuseppe Ferrara) e racconti (come l'ultimo, intitolato Bevo, scritto davvero molto bene, ma ai limiti della pornografia), poesie e racconti tutti incentrati su pratiche sessuali varie. Lancio quindi un sondaggio tra i lettori...volete queste opere? Se sì, fate sentire la vostra voce e le troverete nel numero estivo o di settembre. Senza commento, ovvio.
Ma passiamo alla tanta carne sul fuoco.

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Come di consueto il primo posto spetta ad Alessandro Zanardi, novello Tolkien, o comunque degno di tanti best- seller fantasy con il suo Terra rossa (anche se io ho sempre un debole per Storia di un ragazzino elementale), qui giunto alla fine della seconda parte. Ricordate la missione del tenebroso Tefa, un omicidio da compiere? Ci sarà uno sviluppo inaspettato, con nuove evoluzioni per l'amante di Filine...

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Una "poesia in prosa" molto particolare, coinvolgente, sconvolgente, questa Delirio, di Angela Buccella, autrice affascinante e atttratta dalle atmosfere "pulp", estreme, a volte fin troppo insistite nelle violenze e nella morbosità, ma che non lasciano indifferenti. Anche per l'aura saffica, e quella languida commistione tra amore e morte .

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C'è di tutto in questo numero, e quindi perchè stupirsi di un racconto intitolata Il reflusso gastrico? Scherzi a parte, il testo di Davide Riccio è davvero interessante, stilisticamente impeccabile, e si presta a vari livelli di lettura: proviamo a collegare la gastrite al sogno della caverna da trasformare in casa...

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E ora tiriamo un po' il fiato con Giancarlo Ferrigno, con i suoi versi gioiosi, così evocativi di immagini, così ricchi di vita che sprizza dalle parole. Come in questa La stanza blu: il mare- il lago- il fiume. Tutto blu, come gli occhi dell'amata, che si accavallano e mescolano all'acqua.

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Torniamo bruscamente nel nostro triste mondo con meravigliamurata@libero.it e il bellissimo Serata di fine agosto. La banalità del male, la quotidianità della droga, della cocaina in macchina, la normalità terribile di bravi ragazzi con lavoro e famiglie; tutto descritto con occhio lucido, con partecipazione lontana da ogni facile retorica.

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Al di sopra di tutto, al di sopra del disordine parolaio, c'è Mario Pischedda, con i suoi versi misurati, impalpabili, perfetti nei sentimenti che evocano e nella loro semplicità - nella scrittura niente è più difficile della semplicità. Leggete Una voce lontana, e poi rileggetela piano, sorseggiatela parola per parola.

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Concludiamo in bellezza con un'altra potessa, una voce nuova e molto intensa, Veronica Grivetti. Poche, asciutte frasi, senza un titolo (Mettiti lo smalto è solo il primo verso) per dipingere un'immagine vivida, un mondo ("essere figa per il Nulla"), e quel bellissimo finale:
sono una mercenaria delle parole.

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Siamo giunti alla fine, sia di giugno che della nostra rubrica. Mi raccomando il sondaggio: ci sento a sentire la vostra voce!
E non voglio tarpare le ali a nessuno: scrivete, scrivete, scrivete, di qualsiasi argomento si può parlare (anche di sesso: avete presente il Cantico dei cantici della Bibbia?)
Arrivederci a presto

Lorenza Ceriati
 
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:: Lorenza Ceriati
Sono nata a Piacenza il 16 agosto 1974; dopo la laurea in Lettere Moderne, indirizzo storico, alla Statale di Milano, mi sono trasferita a Modena, dove da sei anni insegno (da precaria, ovviamente, ma resta un lavoro bellissimo) italiano e storia nelle scuole superiori, soprattutto professionali. Ho redatto diversi manuali per la casa editrice ''Sigem'' e curato la rubrica ''Sussurri'' per KULT Underground; oggi collaboro con la rivista ''Comunica''. Sono sposata da quasi tre anni e finalmente ho realizzato il mio obiettivo più importante: mettere in cantiere un bimbo, che nascerà a giugno 2007.
 
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