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2004
25
Mag

Regole d'ingaggio e Diu

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Regole d'ingaggio e Diu
«Le regole d'ingaggio, che sono delle consegne militari,
non possono essere divulgate nel dettaglio, per non vanificarne l'efficacia: il che sarebbe fatale,
perché - contro ogni intenzione - ne potrebbero venire indirettamente a conoscenza le stesse forze ostili
»
(Intervento del Ministro della Difesa, Antonio Martino, alla Camera dei Deputati - 12 maggio 2004)

In questi ultimi giorni, nelle cronache dal fronte della guerra del Golfo, in relazione ai limiti che i nostri soldati devono osservare nel mantenere le proprie posizioni, si sente spesso parlare di regole d'ingaggio, infelice traduzione del termine inglese "rules of engagement".
Ma di cosa si tratta in concreto?
Fa piacere che il nostro Ministro della Difesa, Antonio Martino, durante il suo intervento alla Camera dei Deputati lo scorso 12 maggio, rispondendo ad una domanda diretta dell'on. Deiana relativa alle eventuali responsabilità di nostri militari negli incresciosi fatti di maltrattamenti criminali dei prigionieri di guerra iracheni, abbia dichiarato: «Quanto alle regole d'ingaggio, desidero comunicare che esse assicurano le condizioni per l'assolvimento dei compiti ed il conseguimento degli obiettivi, garantendo le misure più efficaci per la tutela e la sicurezza del personale. [...] sono delle consegne militari, non possono essere divulgate nel dettaglio, per non vanificarne l'efficacia: il che sarebbe fatale, perché - contro ogni intenzione - ne potrebbero venire indirettamente a conoscenza le stesse forze ostili1».
Ringraziando, dunque, il nostro Signor Ministro per averci fornito una prima definizione di tali regole e averci detto che queste «non possono essere divulgate nel dettaglio», cerchiamo comunque di capirne la natura ed i contenuti.
Innanzitutto, dobbiamo capire che dietro questa espressione burocratica si cela il risultato di un processo abbastanza lungo e partecipato attraverso il quale si vengono a formalizzare le condizioni in base alle quali un Paese accetta di far partecipare contingenti delle proprie forze armate ad una particolare operazione militare. Nello specifico, si possono evidenziare almeno tre fasi: la prima politico-diplomatica, a livello di rappresentanze dei Governi centrali, nella quale si delineano i caratteri fondamentali della missione ed i rapporti tra le nazioni alleate; la seconda strategico-militare, a livello di stati maggiori, in cui si stabiliscono le regole generali; l'ultima, che potremmo definire operativa, in cui i comandanti in campo declinano nella realtà in cui si trovano le direttive ricevute.
Nel caso dell'operazione Antica Babilonia in corso in Iraq2, i militari italiani sono dislocati in una Divisione multinazionale a guida inglese: le regole d'ingaggio generali, dunque, corrispondono a quelle in uso presso le forze armate britanniche. A queste, però, si aggiunge poi il cosiddetto national caveat, cioè l'insieme di quelle specifiche tecniche che vengono approvate dai singoli governi e che, nel concreto, dovrebbero stabilire quando il concreto uso della forza da parte del singolo militare sia o meno legittimo.
Ben lontano da poter descrivere ogni possibile situazione che si presenti nel quotidiano, tali consegne stabiliscono tra le altre cose le relazioni da tenere con le forze alleate e le modalità di decisione e consultazione con e fra i diversi soggetti presenti (alleati, autorità nazionali), oltre ad indicare ad ogni livello gli obiettivi da perseguire e tutelare.
A livello operativo, invece, le regole d'ingaggio3 offrono un semplice codice di condotta sull'uso o meno delle armi: in questo, si raccomanda ad esempio che l'impiego della forza armata sia commisurata alla situazione concreta e uniformata alle norme di Diritto internazionale umanitario4.
Nello specifico, è possibile desumere tre regole fondamentali, tanto chiare quanto di difficile applicazione nel quotidiano assolvimento del proprio dovere nell'ambito di un'operazione militare: 1. l'uso della forza è consentito quando questa sia proporzionale alla minaccia, vale a dire solo e soltanto quella forza minima necessaria a fronteggiare l'offesa; 2. l'uso della forza è consentito anche al fine di tutelare la sicurezza del personale militare e non militare presente sul campo; 3. l'uso della forza è consentito, infine, nei limiti previsti dal codice penale militare di guerra in vigore per gli appartenenti alle forze armate durante le operazioni militati internazionali.
In tutto ciò, comunque, la regola fondamentale rimane quella di "non farsi ammazzare", e ciò comporta che al di là delle statuizioni ginevrine o romane vi siano poi degli uomini, in carne ed ossa, con armi automatiche in mano, davanti ad altri uomini, anch'essi in carne ed ossa, anch'essi armati, e gli uni cercano solo di compiere il dovere5 restando vivi, gli altri invece spesso cercano volutamente il martirio.
È la guerra, purtroppo!

Davide Caocci
«Qui croira à la justice de votre guerre
si elle est faite sans mesure ?
»
François de la Noue




1
Cfr. http://www.difesa.it/ministro/audizioni/2004/Maggio2004/audizione_12_Maggio_2004_3.htm.

2
Cfr. http://www.difesa.it/smd/antica_babilonia/operazione.shtm.

3
Cfr. Appendice, British Rules of Engagement in Iraq.

4
Cfr. il sistema costituito dalle quatto Convenzioni di Ginevra del 1949 e dai due Protocolli addizionali del 1977.

5
Per il contingente italiano: concorrere, con gli altri Paesi della coalizione, a garantire le condizioni di sicurezza e stabilità necessarie a consentire l'afflusso e la distribuzione degli aiuti umanitari e contribuire, con capacità specifiche, alla condotta delle attività di intervento più urgenti per il ripristino delle infrastrutture e dei servizi essenziali.

6
British Rules of Engagement in Iraq

These are the rules of engagement for British and supporting troops in British sector in Iraq. They outline the situations where European governments have agreed to use force.
Rules of Engagement (ROE)
1. Conduct of simulated attacks against potentially hostile elements as a non-lethal escalatory warning option is authorised.
2. Designation of targets by use of Laser Target Designation equipment is authorised.
3. Designation of targets by fire control radar for the purposes of height finding by maritime forces is authorised.
4. Counter harassment to a similar extent and degree to that experienced by MND (SE) forces in the AO is authorised.
5. Counter harassment including riding off to a similar extent and degree to that experienced by any vessel is authorised.
6. Use of riot control means where necessary for the purpose of controlling detainees and internees, is authorised.
7. Use of riot control means where necessary for the conduct of Public Order Control is authorised.
8. Use of force up to but not including deadly force to prevent interference with MND(SE) personnel during the conduct of their mission is authorised.
9. Use of minimum force to defend designated non-MND (SE) forces/personnel is authorised.
10. Use of minimum force to prevent the taking possession of or destruction of MND (SE) property or the weapons and ammunition and explosives seized in the execution of the MND (SE) mission is authorised.
11. Use of minimum force to defend against intrusion into Military Restricted Areas or other areas designated by an authorised commander is authorised.
12. Use of minimum force to enforce compliance with diversion and/or boarding instructions is authorised.
13. Use of covert actions in Iraq is permitted to the extent necessary for mission execution.
14. Deployment of indirect fire and crew-served weapon systems is authorised.
15. Use of indirect fire and crew-served weapon systems is authorised.
16. Use of demolitions in Iraq is permitted.
17. Use of non-explosive obstacles in Iraq is permitted.
18. Unrestricted use of ECM is authorised.
19. Laying of anti-personnel mines is prohibited.
20. Use of minimum force against elements demonstrating Hostile Intent against MND (SE) forces or elements under MND (SE) protection is authorised.
21. Use of minimum force against elements, which commit or directly contribute to a hostile act against MND (SE) forces or elements under MND (SE) protection is authorised.
AO = Area of Operations
MND (SE) = Multinational Division Southeast
ECM = Electronic Countermeasures

 
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:: Davide Caocci

Davide Caocci, nato a Milano nel 1972, si è laureato in Giurisprudenza presso l'Università Cattolica e specializzato poi in Diritto internazionale, Diritto UE ed Economia. Ha lavorato tra Europa, America latina e Africa subsahariana come esperto di politiche europee e consulente per la cooperazione allo sviluppo. A questo ha sempre affiancato una ricca attività didattica in università italiane e straniere e una altrettanto ricca produzione di articoli sui fenomeni legati alla globalizzazione. Ora vive in Argentina, dall’altra parte del mondo. “Semel Scout Semper Scout”.

 
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